giovedì 28 giugno 2018

CURARSI COL RABARBARO - Rumex Officinale (Curing with Rhubarb)



RABARBARO
Rumex Officinale

In Cina l'azione terapeutica del rabarbaro soprattutto sul tratto gastrointestinale è conosciuta da millenni. La pianta fu importata nel bacino mediterraneo dai mercanti di sete orientali. Nel Seicento era la Russia ad avere il monopolio del commercio di questa pianta.

BOTANICA - Il rabarbaro è una pianta appartenente alla famiglia delle Poligonacee che può raggiungere un'altezza di 2 metri.  Ha foglie basali orbicolari e cuoriformi, mentre il fusto è eretto e ha all'estremità un'infiorescenza a pannocchia formata da fiori giallognoli. Le radici hanno un gusto particolare e colorano la saliva di giallo. Il loro profumo è dolce e leggermente inebriante.

HABITAT - Il rabarbaro è originario degli altopiani della Cina del Nord e del Tibet dell'Est. A partire dal Settecento venne coltivato in Europa, soprattutto in Austria e nella Germania del Sud.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano le radici della pianta di 6-10 anni. Esse vanno raccolte in autunno quando le foglie, ancora attaccate ai rami, iniziano a ingiallire.

COMPOSIZIONE - Le radici di rabarbaro contengono composti di antranodi, che favoriscono l'evacuazione, e tannini, dall'azione antinfiammatoria e leggermente astringente. Assunta in piccole dosi la pianta provoca stipsi, mentre in quantità più elevate ha l'effetto contrario. Sono presenti, inoltre, pectine e amidi.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Il rabarbaro, grazie alle spiccate proprietà lassative, è indicato in caso di stipsi e soprattutto in caso di emorroidi o fistole anali perché, grazie alle sostanze in esso presenti, è in grado di ammorbidire le feci. I tannini contenuti leniscono le infiammazioni gastrointestinali. Impiegata per uso esterno, la pianta è efficace nella cura di infiammazioni della mucosa orale.




APPLICAZIONI

INFUSO -  Versate 150 ml d'acqua bollente su 1 cucchiaino raso di polvere di radice di rabarbaro, lasciate riposare 10 minuti, poi filtrate. In caso di stipsi ed emorroidi bevete 1 tazza di tisana la sera.

TINTURA - In farmacia potete acquistare la tintura di rabarbaro. Per stimolare l'appetito e favorire la digestione assumetene qualche cucchiaino. Per favorire ancor più l'appetito unite in porti uguali la tintura di rabarbaro con quella di zenzero.
Assumetene 30 gocce con un po' d'acqua 3 volte al giorno.

PREPARATI IN COMMERCIO -  In farmacia e in erboristeria potete acquistare prodotti a base di rabarbaro, da solo o in unione con altre piante officinali, da impiegare sia per uso interno sia per uso esterno in caso di stipsi e per lenire infiammazioni della mucosa orale.


 CONSIGLIO UTILE

Il rabarbaro, similmente alla senna, contiene isometilantrachinone, anche se in minori quantità. Non assumetelo per troppo tempo, perché il suo uso prolungato può provocare dipendenza e infiammazioni e irritazioni del retto.





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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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martedì 26 giugno 2018

CURARSI CON LO ZENZERO - Zingiber Oficinale (Curing with Ginger)



ZENZERO 
Zingiber Officinale

La medicina ayurvedica e quella orientale utilizzano da sempre lo zenzero come pianta officinale. Ai tempi dei Romani la radice essiccata della pianta venne trasportata in tutta Europa dai mercanti, dove fu utilizzata come aroma in cucina e rimedio per favorire la digestione e attenuare la nausea.

BOTANICA - Lo zenzero è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zingiberacee che può raggiungere un altezza di 60 centimetri la radice, molto robusta e con
numerose diramazioni, ha un aroma penetrante e pungente e sapore piccante.

HABITAT - Lo zenzero viene coltivato in quasi tutti i paesi tropicali, in terreni fertili e umidi. La pianta impiegata per scopo terapeutico proviene dalla Giamaica.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizza esclusivamente la radice di piante coltivate. Essa, una volta raccolta, viene lavata accuratamente e fatta essiccare al sole per 5-6 giorni.

COMPOSIZIONE - La radice di zenzero contiene un olio essenziale composto principalmente da zingiberina, gingerina e gingerolo. Inoltre, sono presenti zingerone, resine e mucillagini che conferiscono alla pianta un gusto piccante e grazie alle quali svolge un'azione digestiva ed è efficace contro la nausea.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Lo zenzero, grazie alle sostanze in esso contenute, svolge un'azione antisettica ed è in grado di attenuare i gonfiori. Inoltre, è efficace in caso di disturbi digestivi, mal di stomaco e gastrite, per stimolare l'attività intestinale e l'appetito. Infine è indicato contro la nausea, soprattutto quella che insorge durante il viaggio. La tradizione popolare utilizza la radice di zenzero contro la tosse e per fermare le emorragie. Non assumete la radice se soffrite di calcoli alla cistifellea.



APPLICAZIONI

INFUSO -  Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 grammo di polvere di zenzero, lasciate in infusione per 5 minuti, poi filtrate. Bevete 1 tazza di tisana calda 2-3 volte al giorno dopo i pasti.

MISCELA DI PIANTE OFFICINALI - Mescolate in parti uguali zenzero, maggiorana, basilico e tossillaggine. Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaino della miscela, lasciate riposare 10 minuti, poi filtrate. Bevetene 1 tazza più volte al giorno.

POLVERE - In coso di nausea assumete 2 grammi di polvere di zenzero fresca con un po' d'acqua, mentre se soffrite di mal di viaggio assumetene 0,5 grammi mezz'ora prima e poi, durante il viaggio, ogni 4 ore. 
Attenzione: non utilizzate lo zenzero durante la gravidanza.

TINTURA - Versate 20 grammi di polvere di zenzero in 100 ml di alcol al 60 %, lasciate riposare per alcuni giorni, scuotendo di tanto in tanto, poi filtrate.
Contro l'inappetenza o la gastrite assumetene 20-30 gocce con un po'd'acqua, per favorire la digestione 1 cucchiaino diluito con acqua, dopo i pasti.


 CONSIGLIO UTILE

Le sostanze che compongono lo zenzero possono irritare la pelle, senza tuttavia provocare, se non in rari casi, reazioni allergiche.





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lunedì 25 giugno 2018

CURARSI CON LA RUTA, per stimolare il flusso mestruale (Ruta graveolens) (Curing with Rue)



RUTA

Ruta graveolens

Nell'antichità la ruta era una pianta officinale molto utilizzata. Fu importata nei paesi del Mediterraneo dai Benedettini. Nel Medioevo le sue foglie erano spesso rappresentate negli stemmi araldici. Oggi, a causa della presenza di alcaloidi velenosi, non è molto usata.

BOTANICA - La ruta è una pianta appartenente alla famiglia delle Rutacee che può raggiungere un'altezza di 1 metro.  Le foglie sono alterne, di colore verde cenerino e, se guardate in trasparenza, presentano punti traslucidi dovuti alla presenza di ghiandole infossate nello spessore delle foglie. Ha un profumo particolare e molto aromatico, e un sapore amaro, molto speziato.

HABITAT - La ruta è originaria dell'Europa meridionale. Oggi viene coltivata anche nell'Europa centrale. Nelle regioni miti cresce spontaneamente nei luoghi aridi, sassosi e sulle rocce.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano le sommità raccolte poco prima della fioritura. La ruta da utilizzare come pianta officinale viene raccolta in giugno, mentre quella da impiegare come aroma per le insalate in agosto.

COMPOSIZIONE - Le foglie della ruta contengono un olio essenziale dalle proprietà antisettiche, oltre che rutina, cumarine e oltre 40 diversi alcaloidi. Inoltre sono presenti tannini, vitamina C e l'eteroside rutoside.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - La ruta deve essere assunta in dosi ridotte. Essa è in grado di stimolare la secrezione gastrica, facilitare la digestione e impedire la formazione di gas e, quindi, la comparsa di gonfiori. Inoltre la pianta è indicata per stimolare la comparsa di mestruazioni e, grazie alla rutina presente, per favorire l'elasticità dei vasi sanguigni. Il rimedio omeopatico preparato con questa pianta è indicato contro i disturbi agli occhi. Attenzione: la ruta, in dosi elevate, può provocare contrazioni uterine, causando l'aborto. Per questo motivo non assumetela durante la gravidanza.




APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaino di ruta, lasciate riposare 5-10 minuti, poi filtrate. AI bisogno bevetene 1 tazza al giorno.
Attenzione: non superate il dosaggio, per evitare irritazioni gastriche e intestinali, fenomeni di fotosensibiIizzazione, vertigini, forte salivazione e polso debole. Se avete una pelle molto sensibile il solo contatto con la pianta fresca può causarvi prurito o infiammazioni cutanee, con formazione di vescicole.

TISANA - Per le persone anziane è indicata una tisana preparata con 10 grammi di semi di cumino, 30 grammi ciascuno di foglie di biancospino, foglie di melissa e vischio, 20 grammi di ruta e 20 grammi di radice di valeriana.

OMEOPATIA - Il rimedio omeopatico si  ottiene con le foglie fresche di ruta.


 CONSIGLIO UTILE

Fate essiccare la ruta in un luogo ben aerato. In seguito conservatelo al buio e all'asciutto.





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domenica 24 giugno 2018

CURARSI COL POLIPODIO VOLGARE - FELCI (Polypodium vulgare)



POLIPODIO VOLGARE

Il polipodio volgare (Polypodium vulgare), noto anche come felce dolce o liquirizia selvatica, è molto diffuso ai piedi degli alberi, sui vecchi muri e sulle rocce. Le foglie, lunghe da 20 a 50 centimetri, che in primavera si presentano arrotolate a forma di pastorale, sono suddivise in lobi di dimensioni decrescenti man mano che raggiungono l'estremità dello stelo. Sulla pagina inferiore recano numerosi ammassi tondeggianti di spore disposte in due file parallele su ogni lobo. Il grosso rizoma di questa specie (la "radice") ha un sapore dolce caratteristico, fortemente rassomigliante alla liquirizia (da qui il nome volgare di liquirizia selvatica).
Il polipodio, ben noto agli antichi, ha ottime virtù purgative e lassative. Calma la tosse, aiuta il decorso delle bronchiti croniche o acute e guarisce abbastanza facilmente i raffreddori più ostinati. Elimina i parassiti intestinali e guarisce numerose malattie del fegato e della milza; stimola la secrezione biliare e da sollievo ai gottosi ed ai reumatici.




Raccolta

Utilizzerete solamente il rizoma, che estirperete in luglio-agosto e farete seccare al sole o all'ombra.


Preparazione e impiego

DECOTTO -  per un litro d'acqua pestate da 30 a 40 pizzichi di radice secca. (Una tazza al mattino, a digiuno.) Potete anche, quando il vostro decotto è pronto, aggiungervi un cucchiaino da caffè di liquirizia in polvere e un piccolo frammento di radice d'angelica; in questo caso lasciate riposare una mezza giornata; filtrate e dolcificate con miele. (Una tazza al mattino, a digiuno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI - una manciata di radice pestata per litro d'acqua.



NOTA: Prima di abbandonare l'argomento delle felci, voglio sottolineare che non dovrete servirvi della felce maschio che con la massima cautela: questa specie è decisamente tossica non appena si superano le dosi raccomandate. Riservate la felce maschio ai casi veramente gravi e servitevi della femmina per tutti gli altri.






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VEDI ANCHE . . .


venerdì 22 giugno 2018

CURARSI COL LUPPOLO - Humulus lupulus (Curing with Common Hop)



LUPPOLO

Fin dal Medioevo il luppolo è stato utilizzato per  aromatizzare la birra. Inoltre, è noto da secoli per la sua a azione terapeutica contro disturbi digestivi e inappetenza. Oggi è consigliato soprattutto per le sua capacità di favorire il sonno.

BOTANICA - Il luppolo è una pianta erbacea rampicante appartenente alla.famiglia delle Cannabacee che può raggiungere una altezza di 6 metri. Le infiorescenze femminili formano gli strobili, mentre quelle maschili sono riunite in una pannocchia.  Emana un profumo molto intenso e ha un gusto amaro.

HABITAT -  Il luppolo cresce dalla zona mediterranea a quella submontana, preferibilmente nel Nord Italia. Si trova nelle siepi, lungo i fossi e nei luoghi incolti.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano gli strobili, le infiorescenze femminili, da cui viene estratta la luppolina, una polvere giallastra resinosa, aromatica e amara, dall'azione schiarente e antifermentativa, utilizzata nella preparazione della birra.

COMPOSIZIONE - L'olio essenziale di luppolo contiene humulene, una sostanza amara che durante la conservazione diminuisce e viene sostituita dal metilbutanolo. Questa sostanza alcolica ha la proprietà di favorire il sonno. Inoltre, sono presenti flavonoidi, olio essenziale, tannini e sostanze estrogene in piccole dosi.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Grazie alle sue proprietà calmanti, il luppolo è efficace in caso di ansia, stati di tensione e disturbi del sonno. La tradizione popolare utilizza l'infuso della pianta per aumentare la produzione di succhi gastrici in caso di disturbi gastrointestinali e contro l'infiammazione della vescica. 
Attenzione: un utilizzo smodato dei preparati di luppolo potrebbe causare nausea, vertigini e fenomeni ipnotici.


 Pianta femminile

APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaino di strobili di luppolo tritati, coprite e lasciate in infusione 10-15 minuti, poi filtrate. Bevetene 1 tazza 2-3 volte al giorno e prima di coricarvi.
Per stimolare l'appetito bevete la tisana prima dei pasti.


BAGNO - Dose per 1 bagno: versate 2 litri  d'acqua bollente su 100 grammi di strobili di luppolo e 100 grammi di radice di valeriana, lasciate in infusione 20 minuti, poi filtrate e aggiungete all'acqua della vasca. 
In alternativa alla radice di valeriana, potete utilizzare le foglie di melissa.

TINTURA - Contro lo sudorazione di natura nervosa e per favorire il sonno assumete 20 gocce di tintura di luppolo (in farmacia) 3 volte al giorno, miscelate in acqua o tisana. In caso di disturbi del sonno, raddoppiate la dose.

PREPARATI IN COMMERCIO - Lo strobilo di luppolo o estratti della pianta, insieme a valeriana e melissa, sono i componenti di diversi preparati in commercio, tra i quali tisane calmanti.

CUSCINETTO DI LUPPOLO - In caso di disturbi del sonno, riempite 1 sacchetto di stoffa con 100 grammi di strobili di luppolo e mettetelo sotto il cuscino.


CONSIGLIO UTILE

Le infiorescenze femminili si raccolgono in agosto-settembre. Essiccatele in strato sottile, all'ombra e in un locale aerato, rimuovendole spesso.


Strobili di luppolo


IN CUCINA

In cucina gli apici della pianta di luppolo (in dialetto piemontese "luvertin", in dialetto lombardo "luertis", in veneto "bruscandoli", in lingua friulana "urticions"), della lunghezza di circa 20 cm, vengono raccolti in primavera (marzo-maggio) e utilizzati come il più noto asparago (e a volte sono erroneamente chiamati "asparagi selvatici").
Da notare come, a differenza della maggior parte dei germogli utilizzati per uso culinario, i getti di luppolo selvatico siano più gustosi quanto più sono grossi. Una volta lessati per 5-10 minuti, con poca acqua o al vapore, si possono consumare direttamente con classico condimento "all'agro", oppure saltare qualche minuto in padella per servirli con riso o utilizzare per risotti, frittate e minestre.
ATTENZIONE: Non vanno confusi con i rami fioriferi di altre piante solo a prima vista simili, quali l'Ornithogalum (Latte di gallina), un genere che conta molte specie assai tossiche (Ornithogalum pyrenaicum è però commestibile)


Getto apicale di luppolo selvatico



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lunedì 18 giugno 2018

* PUNTURE D'INSETTO (Insect bites)






NUMMULARIA, contro dissenteria e tosse - (Lysimachia nummularia, against dysentery and cough)



NUMMULARIA
Lysimachia nummularia

Gli erbari medioevali riportano la nummularia come erba officinale efficace nella cura delle lesioni. Per questo motivo in alcuni paesi viene comunemente chiamata "erba delle ferite", La medicina popolare la utilizza in caso di dissenteria e tosse.

BOTANICA - La nummularia è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Primulacee che può raggiungere un'altezza di 20-60 cm. I suoi frutti sono prostrati a terra e recano foglie opposte e ovali; i fiori sono solitari, di colore giallo-oro e larghi circa 1 cm.

HABITAT - La nummularia cresce spontanea in quasi tutta Europa. Si trova, in genere, lungo i corsi d'acqua, nei prati paludosi, nei fossi con torrenti, così come nei boschi umidi e nei cespugli, ma è coltivata anche nei terreni asciutti.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizza l'intera pianta, comprese le radici, raccolta al momento della fioritura. Successivamente viene essiccata in luogo asciutto e aerato.

COMPOSIZIONE -  La nummularia contiene tannini, dall'effetto astringente, saponine e un alto quantitativo di acido silicico. Inoltre in essa sono presenti flavonoidi, come rutoside e iperoside, in legame con degli zuccheri.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - La medicina popolare utilizza la nummularia sia per uso interno sia per uso esterno. Grazie ai tannini in essa contenuti la pianta viene prescritta in caso di dissenteria. Se assunta per un periodo di tempo prolungato si rivela efficace contro la gotta e i reumatismi. 
Impacchi effettuati con una parte di tisana di nummularia e una di fiori di camomilla accelerano il processo di guarigione di eczemi e di ferite infette e umide. Inoltre, l'infuso di nummularia è un ottimo rimedio da utilizzare per gargarismi in caso di infiammazione della cavità orale e, per uso interno, contro la tosse.




APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 20 grammi di foglie di nummularia essiccata, lasciate riposare per 5 minuti, poi filtrate. In caso di tosse bevetene 1 tazza addolcita con miele, 2-3 volte al giorno. 
Per aumentare l'azione terapeutica della pianta unite delle foglie di malva in rapporto 1:2.
Se soffrite di disturbi gastrointestinali non addolcite l'infuso.

TISANA PER GARGARISMI - La tisana tiepida di nummularia, non zuccherata, è molto efficace per gargarismi in caso di infiammazioni della cavità orale, da effettuare più volte al giorno.

IMPACCHI - Imbevete un telo di lino o una garza con la tisana tiepida e poneteli sulle ferite che stentano a guarire.

PREPARATI IN COMMERCIO - In caso di eczemi, in commercio potete trovare estratti alcolici di dulcamara e nummularia, sotto forma di gocce, gel o pomata.


CONSIGLIO UTILE

La nummularia viene raccolta nel periodo della fioritura, quando è particolarmente ricca di sostanze dalle proprietà curative.




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