giovedì 28 aprile 2016

CURARSI CON LA CICORIA (Curing with Chicory)


LA CICORIA

Innegabilmente, ci sono delle orchidee esotiche di una bellezza stupefacente. Anche nelle nostre contrade però, a chi sa guardarsi intorno, la natura offre delle meraviglie. Io, personalmente, non sento il bisogno di cercare la bellezza delle piante nelle foreste tropicali; per esempio, a mio giudizio, non esiste un fiore che sia di un azzurro più sconcertante e più bello di quello della cicoria. È un azzurro che ricorda stranamente la luminosità dei cieli dei pittori nordici, dei cieli di un Vermeer, per esempio...
Se tutte le cicorie sono amare come la sconfitta, non commetteremo l'errore di confondere la specie coltivata con la specie selvatica; la specie coltivata deriva da un ceppo mediterraneo che attraverso selezioni successive ci ha dato tutte le vere indivie, le cicorie arricciate e le varie scarole. 
Non è il caso di dilungarsi sulle differenti caratteristiche di queste insalate e sul loro valore alimentare: stimolano le funzioni digestive e, pur essendo povere di vitamine (le indivie sbiancate al buio, ne sono praticamente sprovviste), le raccomando come toniche, diuretiche e benefiche per lo stomaco sempre che il loro effetto non sia compromesso da un uso esagerato di senape e di aceto; attenzione ai condimenti, quindi!!
La cicoria selvatica detta anche radicchio, cicoria amara o cicoria comune, si riconosce dalla grossa radice fusiforme a fittone, dai gambi ruvidi, dalle lunghe foglie frastagliate e dai capolini di fiori del più splendido azzurro. La specie fiorisce da luglio a settembre e raggiunge un metro d'altezza.
Gli antichi le attribuivano poteri curativi per il fegato. Era ben nota nell'Egitto dei Faraoni; il greco Dioscoride la considerava un tonico dell'apparato digerente e il collega Galeno se ne serviva per combattere le malattie degli occhi e gli avvelenamenti.

Troviamo la cicoria selvatica nei luoghi asciutti, sul ciglio delle strade, nei terreni incolti e sui terrapieni. Viene coltivata, talvolta per le foglie, sotto il nome di barba di frate, indivia belga o witloof e per la sua radice che viene torrefatta e che può servire come un surrogato o un additivo del caffè (che prende allora un colore molto scuro).
Per parte mia, considero la cicoria un buon antidoto contro i disturbi del fegato: itterizia, coliche, disfunzioni della cistifellea e tutte le infezioni derivanti dal cattivo funzionamento di questa vera fabbrica di prodotti chimici del nostro organismo (favi, foruncoli, eczemi).
La pianta, inoltre, depura nel suo insieme I'apparato digerente e il sistema urinario (è stomachica, lassativa e diuretica); può essere prodigiosa in molti casi di stitichezza, di ritenzione delle urine e di edema
È abbastanza efficace per combattere alcune affezioni della pelle. È febbrifuga, tonica e vermifuga: nel 1600 il buon Oliviero de Serres non diceva forse che "lo sciroppo di cicoria col rabarbaro elimina i parassiti"?




Raccolta

Tralascio di dilungarmi sulla cicoria coltivata, nelle sue diverse varietà; mi limito a consigliarvi di coltivarla voi stessi, escludendo categoricamente I'uso di concimi chimici e di pesticidi. 
Della cicoria selvatica utilizzerete tutta la pianta: raccoglierete le radici in autunno, le foglie e i fiori subito prima della fioritura (agli inizi di luglio), i semi a fine settembre e li conserverete in un sacchetto di carta. 
La radice la farete essiccare al sole o in un forno di essiccazione dopo averla tagliata per il lungo. 
Le foglie e i fiori li conserverete distesi all'ombra. Potrete utilizzare i semi quasi subito; vi consiglio però di conservarne una parte per potervi fare una piccola piantagione di cicoria selvatica; i semi mantengono il loro potere germinativo per anni e non richiedono che un suolo asciutto e profondo per nascere. 
L'epoca della seminagione non ha importanza.




Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di foglie (fresche o secche): mettete 5 o 6 foglie intere in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

INFUSO E DECOTTO di fiori: mettete una piccola manciata di fiori secchi in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno, a digiuno.)

INFUSO E DECOTTO di semi: mettete 10 pizzichi di semi in un litro d'acqua. (1 tazza al giorno, al mattino.)

INFUSO E DECOTTO di radice secca: mettete la metà di una grossa radice tritata in un litro d'acqua. (Una tazza al giorno prima del pasto di mezzogiorno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI contro tutte le affezioni del fegato e la stitichezza: misurate mezza manciata di una miscela di foglie, fiori, semi e radici per litro d'acqua (2 bagni al giorno.)

IMPACCHI contro le affezioni della pelle, foruncoli, favi, ecc.: preparate un decotto di radici e di fiori nella misura di una manciata per litro d'acqua.

SCIROPPO (vermifugo e contro la stitichezza per i bambini): spremete un bicchiere di succo di cicoria fresca; fatevi sciogliere 250 grammi di zucchero; riducete a fuoco lento per 5 o 10 minuti. (2 cucchiaini da caffè al giorno.)


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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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martedì 19 aprile 2016

* CONTROLLO DEL SENO (Mammografia - Termografia)






* PAP TEST






LA SESSUALITÀ (SEXUALITY)



  
LA SESSUALITÀ

Una vita sessuale soddisfacente è uno degli elementi fondamentali di un costante senso di benessere. Anche se ciascuno di noi ha in sé il potenziale per godere di una vita sessuale sana e gratificante, non è sempre facile che ciò si verifichi appieno. I problemi insorgono per diverse ragioni, fra cui mancanza di informazioni circa la sessualità e la risposta sessuale, sensi di colpa per il desiderio o per determinati comportamenti, insicurezza circa le tecniche, disturbi, ignoranza sui metodi contraccettivi e situazioni stressanti della vita di ogni giorno che influenzano anche i rapporti piri intimi. Quando le cose vanno male nel rapporto di coppia, spesso non si sa come porvi rimedio.
È importante tener presente che i comportamenti sessuali, l'attività e l'esperienza evolvono con gli anni, di pari passo con i cambiamenti fisici ed emotivi. In questo capitolo, e in nquelli che seguiranno, voglio esaminare lo sviluppo della sessualità durante l'infanzia e I'adolescenza, quando si formano i comportamenti sessuali, e lo segue nel corso degli anni fino alla maturità e alla menopausa. Comprende l'informazione essenziale sulle funzioni sessuali, sulla contraccezione, sui controlli medici dell'apparato genitale maschile e femminile, e sui disturbi che possono compromettere la soddisfazione sessuale. Dimostra come, con informazioni adeguate. comprensione, attenzione e impegno, ciascuno possa avere rapporti sessuali sereni e soddisfacenti, migliorando cosi la propria qualità di vita.


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lunedì 18 aprile 2016

LO SVILUPPO SESSUALE - PUBERTÀ (Sexual Development - Puberty)



LO SVILUPPO SESSUALE

Le sensazioni sessuali sono ereditate o istintive, ma il comportamento sessuale è frutto, invece, di esperienza. Dall'età di 3 o 4 anni, i bambini sono consapevoli delle differenze tra i due sessi. Ne sono interessati e si divertono a toccarsi, scoprendo il proprio corpo e quello dei coetanei. Dal momento che l'organo sessuale maschile è facilmente accessibile, i maschi tendono a familiarizzare con le proprie sensazioni sessuali più precocemente rispetto alle femmine.
La pubertà segna l'inizio di un periodo di grande sconvolgimento e può essere un momento molto difficile. La presa di coscienza e l'egocentrismo, tipici dell'adolescenza, sono intensificati dal conflitto interiore vissuto dal ragazzo che da un lato lotta per affermare la propria autonomia e dall'altro è consapevole della dipendenza emotiva e finanziaria dai genitori.
Inoltre, i ragazzi che hanno uno sviluppo puberale tardivo possono essere particolarmente preoccupati per il ritardo nella comparsa della maturità fisica. L'atteggiamento nei confronti del sesso che si delinea in questo periodo ha profonde ripercussioni nei rapporti successivi. Anche se è talvolta difficile, per i genitori, partecipare a questo momento delicato, è importante che gli adolescenti vengano trattati con comprensione, in modo che possano approdare a una sana sessualità e siano facilitati nel passaggio all'età adulta.
Lo sviluppo sessuale dura circa un decennio - dai 10 ai 18 anni - per entrambi i sessi, ma tende a cominciare e a terminare prima nelle femmine rispetto ai maschi.


Cambiamenti fisici nelle ragazze



La pubertà femminile inizia circa 2 anni prima della comparsa delle mestruazioni, quando l'ipofisi, la ghiandola situata alla base del cervello, comincia a secernere ormoni. Questi stimolano l'ovaio a liberare estrogeni, gli ormoni femminili responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
I seni sono i primi a svilupparsi . L'areola, ossia la zona pigmentata intorno al capezzolo, si allarga. Man mano che i seni crescono, vi si accumula del tessuto adiposo che conferisce loro l'aspetto arrotondato. La completa formazione dei seni richiede circa 2 anni e mezzo e spesso un seno si sviluppa prima dell'altro.
Contemporaneamente compare la prima peluria sulla zona pubica, che gradatamente diventa più scura, robusta, riccia e folta nel corso della pubertà. I peli sotto le ascelle compaiono all'incirca al momento del menarca, ossia del primo flusso mestruale. Il bacino si allarga e il tessuto adiposo tende a depositarsi sull'addome e sui fianchi.
Il momento più significativo nello sviluppo sessuale femminile è rappresentato dal menarca. Stimolato dall'ipofisi, l'ovaio rilascia estrogeni e progesterone, i due ormoni che controllano il ciclo mestruale. Le mestruazioni iniziano in genere a 13 anni, ma possono anche comparire a 10 o ritardare fino a 17-18 anni.
Una ragazza non è di solito completamente matura e pronta a concepire fino ad alcuni mesi dopo la comparsa del primo flusso mestruale, quando l'ovaio è in grado di provvedere alla mensile emissione di ovuli maturi.
A questo stadio, anche I'utero si è ingrandito a sufficienza per accogliere un feto e viene secreto il liquido vaginale per facilitare il rapporto sessuale.
Alcune ragazze accolgono la prima mestruazione come la promozione al loro futuro ruolo di donna e di madre; altre, nel subconscio, temono le responsabilità e soprattutto le implicazioni sessuali legate a questo passaggio all'età adulta, e cercano di aggrapparsi ancora all'infanzia.
Questo è dunque un momento molto delicato anche dal punto di vista psichico nella vita femminile e, per quanto oggigiorno le ragazze siano meglio informate sul fenomeno della mestruazione rispetto al passato, è importante che la madre sia particolarmente vicina alla figlia, offrendole comprensione e consigli.
Il ritmo di sviluppo per le ragazze è estremamente variabile: nell'infanzia, le bambine sono in media 3 cm meno alte dei maschi. Tuttavia, lo scatto nella crescita si verifica prima, intorno agli 11 anni, cosi che a 13 anni le ragazze sono in media piri alte dei loro coetanei. Le loro ossa crescono e raggiungono il completo sviluppo più in fretta, e circa un anno dopo le femmine hanno finito di crescere, proprio mentre i maschi loro coetanei iniziano lo sprint di crescita.


Cambiamenti fisici nei ragazzi


  
La pubertà maschile inizia intorno ai 12 anni. L'ipofisi incomincia a secernere gonadotropine, che stimolano i testicoli a produrre androgeni e, più tardi, lo sperma.
Dopo circa un anno, i testicoli rilasciano il testosterone, l'ormone maschile, che dà l'avvio allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
Una sottile peluria compare alla base del pene e gradatamente diventa più fitta, più robusta e riccia. Circa due anni più tardi, compaiono i peli sotto le ascelle e una leggera peluria sul labbro superiore e sul mento, che si trasforma presto in baffi e barba, che richiedono l'intervento del rasoio. Contemporaneamente crescono i peli sul torace e, a volte, sulla schiena. La pelle e i capelli diventano più untuosi e il corpo assume il suo odore caratteristico.
Per i ragazzi, la maggiore fonte di preoccupazione circa i cambiamenti fisici della pubertà riguarda lo sviluppo dei genitali. La pelle dello scroto cambia in colore e consistenza. Al tempo stesso i testicoli si ingrossano e cominciano a produrre lo sperma; il pene gradatamente cresce fino a raggiungere la sua misura massima e diventa più erettile.
Accade frequentemente che in questa fase dello sviluppo i ragazzi abbiano delle polluzioni notturne, cioè delle eiaculazioni involontarie durante il sonno. La completa maturazione del liquido seminale rende possibile la fecondazione.
In alcuni casi, può verificarsi un lieve ingrossamento del petto sotto i capezzoli, ma si tratta in genere di una condizione transitoria.
Il ritmo di sviluppo nei maschi è estremamente variabile: lo sprint di crescita può iniziare sui 13 anni, ma spesso avviene intorno ai 16 anni, e la statura definitiva può essere raggiunta tra i 18 e i 21 anni. Crescono prima le mani e i piedi, poi le braccia e le gambe, e infine il busto. Una volta completata la crescita delle ossa, inizia a rinforzarsi la muscolatura e la figura si allarga.
Contemporaneamente i lineamenti del viso si fanno più marcati e la voce assume un timbro più basso, in conseguenza di un ispessimento delle corde vocali e di un ingrossamento della cartilagine della cassa di risonanza vocale.


Molte giovanissime atlete raggiungono I'apice della performance durante I'adolescenza. Il massimo rendimento sembra seguire immediatamente o coincidere con I'ultimo scatto di crescita, che le porta a raggiungere la statura definitiva. In tutte le ragazze I'attività sportiva dovrebbe essere incoraggiata e non venire considerata poco femminile.


Questi ragazzi di 14 anni dimostrano I'estrema variabilità del ritmo di sviluppo sessuale: solo quello al centro ha iniziato il suo sprint di crescita.


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sabato 16 aprile 2016

CURARSI CON IL TASSO BARBASSO (Verbascum thapsus)




IL TASSO BARBASSO

Conosciamo tutti questo cero gigantesco coronato di fiori dorati che si erge ai bordi delle strade e sugli argini assolati e che supera in altezza la statura di un uomo.
II tasso barbasso viene anche chiamato verbasco, verbasco maschio, barabasco e candela regia. Le sue Proporzioni da sole ne fanno un protagonista della botanica ed ha anche molte virtù. I medici greci, da Ippocrate a Dioscoride, conoscevano già le sue eccezionali virtù emollienti; i fiori color oro e, sia pure in minor misura, le grandi foglie oblunghe, ammorbidiscono i tessuti e li preparano alla guarigione. 
I fiori fanno miracoli, soprattutto contro le affezioni delle vie respiratorie: fanno parte dei 7 fiori espettoranti assieme alla malva, altea, farfara, piede di gatto, violetta e papavero. 
Non a torto sono raccomandati contro i "colpi di freddo", le angine, le bronchiti, le polmoniti, le congestioni polmonari e le pleuriti. 
Le virtù emollienti del tasso barbasso si accompagnano però anche ad una azione antispasmodica che me lo fanno raccomandare per curare l'asma, i disturbi respiratori, il nervosismo, gli stati angosciosi, le palpitazioni, le aritmie cardiache, le coliche, i crampi di stomaco e le nevralgie. 
Il decotto di fiori è un valido diuretico e sudorifero. 
Useremo anche il tasso barbasso per via esterna, in clisteri contro diarree e infezioni intestinali, impacchi sulle articolazioni doloranti (reumatismi), applicazioni sulle ulcere, piaghe, scottature ed emorroidi. 
La polvere di fiori e di foglie essiccati ha un'azione favorevole contro le malattie della pelle; fiutata come il tabacco, libera meravigliosamente le narici in caso di raffreddore.


Verbascum thapsus L.
Famiglia delle Scrofulariacee

Raccolta

I fiori del tasso barbasso si schiudono uno dopo l'altro lungo l'alto stelo che li sostiene: li coglieremo via via che fioriscono (si staccano molto facilmente), il faremo essiccare immediatamente e li conserveremo al riparo dalla luce e all'asciutto. Le foglie si raccolgono in autunno e si essiccano sparpagliate. L'azione delle foglie è infinitamente inferiore a quella dei fiori.


Preparazione e impiego

INFUSO di fiori: mettete una mezza manciata di fiori freschi o secchi in un litro d'acqua. Filtrate per trattenere i residui che irriterebbero le mucose. (3 o 4 tazze al giorno.)

DECOTTO di fiori (ed eventualmente di foglie) per uso esterno (clisteri, impacchi, compresse, ecc.): mettete una generosa manciata di pianta (oppure 3 manciate di foglie) in un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANIE PEDILUVI di fiori: misurate una manciata e mezzo di pianta per litro d'acqua.

POLVERE di fiori e di foglie essiccati: da spargere sulla parte di pelle malata o da "fiutare" (raffreddori).

TINTURA di fiori: in 1/2 litro d'alcool fate macerare per una settimana due manciate di fiori secchi. (Uso esterno: contro i reumatismi, e per frizioni, sul petto contro le malattie dell'apparato respiratorio.)

OLIO  di fiori: in un mezzo litro d'olio d'oliva o di mandorle dolci, fate macerare per una settimana 2 manciate di fiori secchi. (Stesse indicazioni usate per la tintura.)




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lunedì 4 aprile 2016

CURARSI CON GLI SPINACI (Curing with spinach)


LO SPINACIO

Non mi sembra proprio il caso di descrivere in dettaglio questa verdura prediletta dall'imbattibile "Braccio di Ferro" (Popeye):- sappiamo ormai tutti, dai fumetti e dai cartoni animati, che conferisce, una forza erculea a chi ne mangia...!
È cugino della barbabietola, e non ne conosciamo più la forma selvatica. Si può supporre che provenga dal Medio Oriente, perché il nome di spinacio potrebbe forse derivate dal persiano aspanach o dall'arabo isfinâg
Lo spinacio, come lo conosciamo, era già coltivato in Spagna nell'anno 1100 e in Italia nel 1200. Alberto Magno ne elogiava le virtù nutritive. Non solo lo spinacio è ricco di clorofilla e di proteine, ma favorisce la digestione e stimola tutte le secrezioni (dello stomaco, del fegato, del pancreas e delle ghiandole endocrine).
Ha virtù eccezionali di rimineralizzante. La spinacio contiene in quantità ferro, il che è abbastanza risaputo, ma contiene anche magnesio, fosforo, jodio e numerosi oligo-elementi indispensabili al buon equilibrio di tutte le funzioni dell'organismo. 
Lo consiglio in particolar modo ai bambini e agli adolescenti, ai convalescenti, agli anemici e a tutti i sofferenti di malattie croniche. 
Lo raccomando, inoltre, agli intellettuali (per il contenuto di fosforo) e agli abitanti delle città superinquinate (per I'alto tenore di ferro che consente ai globuli rossi di favorire l'ossigenazione del sangue). 
È indicatissimo per tutti coloro che soffrono di malattie della pelle; Braccio di Ferro acquistava una forza formidabile dopo aver mangiato la sua porzione di spinaci: la sua eterna fidanzata, Olivia, avrebbe acquistato un altrettanto formidabile colorito se ne avesse mangiato anche lei e forse - chissà - a quest'ora lo avrebbe già sedotto.




Raccolta

Non mi stancherò di raccomandarvi di coltivare spinaci nelI'orto: avrete così la sicurezza di poter disporre di una verdura fresca e "biologicamente" pura (senza concimi chimici).
Qualsiasi terreno è adatto. Seminate a primavera in file parallele e in terreno ben concimato.



Preparazione e impiego

Per la tavola, preparate gli spinaci secondo le vostre ricette preferite, ma fate ben attenzione a non compromettere le loro proprietà equilibranti e rimineralizzanti con un eccesso di condimento indigesto! Quello che vale per le altre piante, vale anche per questa: la preparazione più semplice è sempre la più efficace.

SUCCO di spinaci cotti: cuocete, se vi è possibile, gli spinaci nella pentola a pressione perché possano conservare appieno le loro virtù; non buttate il succo: spremetelo attraverso un telo sottile e bevetelo. (Da 3 a 4 tazze al giorno è uno dei migliori ricostituenti che io conosca.)

SUCCO di spinaci crudi: preparatelo solamente con spinaci appena colti e lavati accuratamente. (Da 3 a 4 tazze al giorno.)

VINO di spinaci crudi: fate macerare una bella foglia di spinacio in un bicchiere di vino rosso. (Un bicchiere al giorno.)

Controindicazioni: Per la loro ricchezza di sali, e particolarmente di ossalati, gli spinaci sono da sconsigliare a coloro che soffrono di gotta, artrite, reumatismi e a quelli che soffrono di calcoli urinari.






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sabato 2 aprile 2016

CURARSI CON LA FRANGOLA (Rhamnus frangula)



LA FRANGOLA

La frangola, che alcuni chiamano anche alno nero, è un arbusto molto diffuso nelle radure e nei boschi cedui, ha grandi foglie di forma ovale che sembrario lucidate nella pagina inferiore e dei fiorellini giallastri a 5 petali che in autunno formano delle piccole bacche (drupe) di colore dapprima rosso poi nero. 
Il merito di averne scoperto le virtù è del celebre medico italiano Mattioli, nel '500.

Solo la corteccia della pianta è realmente attiva (le bacche lo sono pochissimo). Si abbia I'accortezza di staccare il secondo strato della corteccia, il più lucido e il più umido, che si raggiunge eliminando con un coltello il primo strato scuro.

Deve essere utilizzata essiccata perché fresca è lievemente tossica.

La raccomando principalmente contro stitichezze di qualsiasi tipo (da eccessi alimentari, abuso di carne o squilibrio dell'apparato digerente). È tutto l'insieme dello stomaco e dell'intestino che viene sbloccato, regolato e rimesso a nuovo dalla frangola; nei casi di avvelenamento ha un effetto emetico salutare; in caso di pigrizia dell'apparato digerente stimola i muscoli che smuovono il bolo alimentare; non irrita e ciò consente di darla anche ai sofferenti di iperacidità, gonfiori, areofagia o infezioni croniche. 
La frangola è il vegetale più indicato da somministrare alle donne gravide sofferenti di stitichezza, da loro sollievo senza minimamente compromettere la loro salute e quella del nascituro. Aggiungo che la frangola ha proprietà vermifughe, agevola il fegato nelle sue funzioni, stimola la milza, combatte le emorroidi e guarisce lievi disturbi circolatori. 
Esternamente può giovare nelle dermatiti parassitarie (ascessi, infezioni e rogna).




Raccolta

Fate provvista di corteccia di frangola al momento della massima fioritura, dalla primavera avanzata fino ad agosto. Sceglierete di preferenza i rami di 3 o 4 anni: sono i più ricchi di principi attivi. Tagliatene lunghe strisce che farete essiccare all'ombra, in luogo ventilato. La corteccia che vendono gli erboristi è spesso non genuina, essendo mescolata a cortecce di altre piante come il ciliegio selvatico, I'ontano e il corniolo.


Corteccia di frangola

Preparazione e impiego

INFUSO - 5 o 6 pizzichi di corteccia tritata in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno, eventualmente in una tisana preparata, con menta, finocchio, salvia o altea.)

DECOTTO - 5 o 6 pizzichi di corteccia tritata in un litro d'acqua; fate bollire per mezz'ora; il preparato è ancora più efficace se lasciate macerare il tutto, dopo averlo bollito, per una mezza giornata. (1 o 2 tazze alla sera.)

DECOTTO per uso esterno (impacchi, clisteri, semicupi, ecc.) - Mezza manciata di corteccia per litro d'acqua.

POLVERE di corteccia - Prendetene un pizzico al giorno, nel miele, nel latte, ecc.


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