martedì 26 gennaio 2016

DROGHE E PSICOFARMACI (Drugs and Psychotropic Drugs)



DROGHE E PSICOFARMACI

Prodotti dei quali si fa largo consumo sono gli psicofarmaci che provocano euforia. Il prezzo che si paga per il piacere di breve durata che essi procurano è pressoché invariabilmente una sensazione di depressione, una volta svanito l'effetto e, nella maggioranza dei casi, la dipendenza, ossia I'assuefazione.
In genere, la gente ritiene che la caffeina e l'aspirina siano sostanze innocue; che la marijuana, I'alcol e la nicotina delle sigarette possano dare talvolta assuefazione; che l'oppio, I'eroina, I'LSD, le anfetamine, la cocaina e i solventi siano prodotti che danno dipendenza e il cui consumo provoca pericolose conseguenze fisiche, psicologiche e legali.
In realtà, tutte queste sostanze sono droghe, possono provocare assuefazione e nuocere. Il consumo di droghe può distruggere la salute fisica e psichica, e indurre un comportamento criminale per sostenere le sempre maggiori spese per il loro acquisto. L'iniezione di droghe può determinare infezioni mortali.


L'azione delle droghe

La caffeina è uno stimolante presente nel caffè, nel tè e nelle bevande tipo "cola". Innalza la pressione del sangue, la frequenza del polso e, se assunta in dosi massicce, provoca tremori alle mani, stato confusionale, difficoltà di respirazione e ansia; eppure molti bevono caffè per calmare i nervi. Se si prendono più di 5 tazzine di caffè al giorno vi è la probabilità di danneggiare la salute; bisogna pertanto cercare di ridurne il consumo o di optare per il prodotto decaffeinato. La diminuzione deve essere però graduale per minimizzare i sintomi di astinenza.
L'assuefazione all'aspirina non è insolita: vi sono persone che arrivano a prenderne anche 10 compresse al giorno come misura precauzionale contro il mal di testa. Ne deriva un alto rischio di emorragie gastriche e, sospendendone bruscamente l'uso, il pericolo di sintomi di astinenza.
Le reazioni individuali alla canapa indiana (marijuana, "erba", hashish) possono variare a seconda della qualità del prodotto, dell'umore e del metabolismo di chi ne fa uso, e dell'influenza esercitata dai compagni.
Le sensazioni vanno dall'euforia alla depressione; fame intensa, sonnolenza, alterata valutazione del tempo sono altre frequenti manifestazioni. La canapa compromette la memoria a breve termine, la concentrazione e le prestazioni motorie.
Le anfetamine stimolano il sistema nervoso, provocando miglioramento della vigilanza, senso di benessere, grande energia e fiducia in se stessi. Inibiscono I'appetito e sono state usate nel trattamento dell'obesità. L'assuefazione si instaura rapidamente e comporta notevoli effetti collaterali, trai quali irritabilità, ansia, aggressività e tremori.
Gli effetti stimolanti della cocaina ("coke" o "neve") e del "crack" (cristalli di cocaina pronti per essere fumati) sono simili a quelli delle anfetamine: consistono in un senso di spiccata euforia, di grande forza fisica e di energia, nonché in perdita di appetito.
La cocaina determina rapidamente assuefazione, cosicché è necessario ricorrere a dosi sempre maggiori; I'uso protratto può danneggiare le mucose del naso e provocare irrequietezza, sovreccitabilità, paura e delirio di persecuzione.


Oppiacei, inalazione di solventi e LSD

L'oppio, sostanza ricavata da una determinata specie di papavero (Papaver somniferum), e i suoi derivati - l'eroina e la morfina (usata in medicina per controllare il dolore grave) - vanno sotto la denominazione collettiva di oppiacei. Procurano una sensazione quasi immediata di esaltazione e provocano rapidamente assuefazione. Una nuova dose elimina quasi subito i sintomi di astinenza.
L'abitudine di annusare solventi o colle è comune soprattutto nei ragazzi per "tirarsi su di giri". Gli effetti sono simili alla sbornia e comprendono euforia, stato confusionale, perdita di inibizione, alterazione delle percezioni fino alle allucinazioni, aggressività, sonnolenza, accessi convulsivi e nausea. La morte è piuttosto frequente ed è in genere provocata da insufficienza cardiaca, danni al fegato e ai reni, o da disgrazie che si verificano sotto l'influenza della sostanza.
Anche una singola dose di dietilamide dell'acido lisergico (LSD) può essere pericolosa. Provoca stati di estasi mistica, allucinazioni, panico e completa perdita di controllo. Sebbene gran parte delle sensazioni sia spiacevole, coloro che fanno uso di droghe psichedeliche continuano ad assumerle. L'uso prolungato disturba la concentrazione, la memoria e la percezione.


Come si comincia a drogarsi

La semplice curiosità, alla quale spesso si associa la sollecitazione dei compagni, induce la maggior parte dei giovani a fare la prima esperienza con la droga. Qualcuno vi giunge nella ricerca della propria identità, ma constata poi che qualsiasi realtà indotta dalla droga perde ogni significato una volta che è finito il "viaggio". Altri ricorrono alla droga per sfuggire ai problemi della routine quotidiana. Molti si affidano alla marijuana perché pensano che dia un'assuefazione psicologica, ma non fisiologica. Il pericolo maggiore comincia quando si passa a droghe più pesanti. 
Sebbene I'uso della marijuana non si concluda necessariamente in tal modo, la maggior parte di coloro che sono vittime di droghe pesanti hanno iniziato proprio con la marijuana.
Ma il rischio maggiore per quanti si drogano è che, una volta entrati nel giro dei tossicomani, è difficile uscirne per il continuo ricatto che inevitabilmente subiscono da parte degli spacciatori. Per procurarsi il denaro per acquistare la droga il tossicomane diventa a sua volta spacciatore.




Droghe e psicofarmaci alterano I'attività di molte zone del cervello. Il loro fine terapeutico consiste nell'agire in modo specifico sulle aree interessate. Gli stimolanti inducono il sistema di attivazione reticolare (SAR), che regola lo stato di coscienza, a una più intensa attività; agiscono anche sull'ipotalamo per produrre le reazioni di "lotta o fuga" che si manifestano di solito nello stress.
I sedativi agiscono sulla corteccia cerebrale riducendo lo stato di consapevolezza cosciente; gli allucinogeni producono strani effetti sulla vista, interferendo sull'attività della corteccia visiva, la zona del cervello che ha il compito di interpretare i segnali trasmessi dagli occhi.


L'assuefazione alla droga

La personalità è un fattore importante nell'assuefazione alle droghe. Si ritiene che siano a maggior rischio gli individui che mancano di fiducia in se stessi e quelli le cui aspettative sono in contrasto con la realtà, nonché coloro che si sentono esclusi dalla società.
Quanto più a lungo una persona continua ad assumere una droga, tanto maggiore diviene la sua dipendenza nei confronti della stessa. È difficile interrompere una dipendenza fisiologica, in quanto le funzioni organiche sono sovvertite e i sintomi di astinenza possono essere molto spiacevoli.
La dipendenza psicologica è spesso forte quanto quella fisica. Le persone che abitualmente provano una sensazione di inadeguatezza nei confronti della società traggono un'impressione di appartenenza dal particolare comportamento e dal gergo del gruppo dei tossicomani del quale sono entrate a far parte. Tale sensazione, unita al piacere rituale di prepararsi per "farsi una pera" (iniezione di stupefacente) e I'effetto euforico dell'iniezione stessa costituiscono forti incentivi per continuare. Il gruppo eserciterà un'intensa pressione per evitare che qualcuno rompa la dipendenza dalla droga, dal momento che tale successo rappresenta un rigetto del gruppo stesso e contraddice la scusa che è impossibile liberarsi dall'assuefazione.




Cosa fare se si teme di divenire tossico-dipendenti

* Siate convinti di voler smettere davvero: diversamente vi riuscirà impossibile superare i sintomi dell'astinenza.

Chiedete al medico di indirizzarvi a un centro specializzato socio-riabilitativo, dove vi aiuteranno a sopportare le crisi astinenziali.

* Se decidete di provvedere da soli, prendete un periodo di licenza dal lavoro e raccogliete un gruppo di parenti o amici, disponibile 24 ore su 24; procuratevi una piccola scorta di tranquillanti nel caso le sofferenze fossero insopportabili e preparate un programma per quando vi sarete liberati dalla tossicodipendenza.

* Cercate di frequentare persone non collegate con l'ambiente dei tossicodipendenti.

* Le prime due settimane sono le peggiori; però le vere difficoltà cominciano dopo la seconda
settimana.


Cosa fare se siete genitori

Ricordate:

* Pochi ragazzi cambiano il loro comportamento perché i genitori li disapprovano. La critica non solo offre ai giovani una scusa per continuare, ma addirittura li spinge a mantenere il sistema di vita errato per il timore di ammettere di aver torto.

* I rimproveri continui, le minacce, le lavate di capo e il fingere di ignorare non servono a nulla.

* La miglior probabilità di successo consiste nell'organizzare un incontro tra il figlio e un esperto; il colloquio sarà gestito come una specie di contratto di scambio di qualche cosa che il ragazzo desidera da voi. Scegliete I'esperto per la sua personalità ed esperienza, e non solo per la sua qualifica.

* Considerate vostro figlio come un adulto che si incontra con un consigliere.


domenica 17 gennaio 2016

CURARSI CON L'ARNICA MONTANA (Curing with Arnica)



ARNICA MONTANA


A Crauglio non cresce l'arnica. Da ragazzo, quando mi era possibile, andavo a raccoglierla sulle Alpi Carniche, quelle montagne tanto care al mio animo giovanile, per poi curare le contusioni e i lividi che ci infliggevamo nei nostri giochi infantili. 
L'elenco dei nomi popolari di questa grande "margherita" giallo arancione dalle foglie disposte in cerchio alla base dello stelo (eccetto due opposte I'una all'altra a metà dello stelo), è molto pittoresco. 
La chiamano arnica, betonica, erba dei pescatori, tabacco dei savoiardi (o dei cappuccini o dei Vosgi o delle Alpi), chinino dei poveri, erba starnutatoria e, soprattutto, panacea per le cadute. 
Le sue virtù sono molteplici: I'arnica stimola il sistema nervoso e gli apparati digerente, respiratorio e circolatorio. L'arnica è stimolante dell'appetito, diuretica, purgativa e febbrifuga. Libera i bronchi dal catarro, aiuta a regolarizzare le mestruazioni, ha un'azione innegabile contro la gotta e la dissenteria e ho potuto personalmente rendermi conto delle sue virtù in casi di tosse convulsa, polmonite e angina pectoris.
Ma I'arnica, la panacea per le cadute, è il rimedio universale contro traumi e contusioni: applicata esternamente aiuta i tessuti a riformarsi ed'elimina meglio di qualsiasi altra medicazione gli ematomi (talvolta purulenti) conseguenti a ecchimosi, contusioni e distorsioni. Con la tintura, ha successo non solo nella cura di traumi ma anche per ferite e foruncoli; qualche volta arriva a guarire casi di acne refrattaria a tutti gli altri medicamenti.





Raccolta

L'arnica si trova solamente nei prati di montagna e in terreni acidi. Fiorisce da giugno ad agosto. Raccoglietene i "fiori" (per i botanici si tratta di infiorescenze, ovvero grappoli di fiori) prima che si schiudano del tutto. Non trascurate di raccoglierne con cura anche le foglie e qualche radice.
La pianta si secca molto facilmente e si conserva a lungo all'ombra.


Preparazione e impiego

Per uso interno, bisogna essere molto cauti perché I'arnica può provocare stordimenti, tremori e traumi nervosi..

INFUSO E DECOTTO di fiori: mai superare i 10 pizzichi di fiori freschi per litro d'acqua; 5 bastano. I fiori secchi sono meno attivi e quindi ne userete fino a 15 pizzichi. Filtrate accuratamente il vostro preparato in maniera da trattenere tutti i residui che potrebbero irritare la gola.
(Una piccola tazza al giorno come stimolante, diuretico, aperitivo e febbrifugo.)

INFUSO E DECOTTO di foglie: non superate mai i 15 pizzichi di foglie secche per litro d'acqua. (Una tazza al giorno.)

INFUSO E DECOTTO di radici: mai più di 5 pizzichi di radice tritata per litro d'acqua. (Una tazza al giorno.)

TINTURA di fiori secchi, contro la gotta, la tosse convulsa, la polmonite e I'angina pectoris: fate macerare per due settimane 10 pizzichi di fiori secchi in un bicchiere di alcool a 90°; usate unicamente questa tintura in gocce in una tisana dolce (una goccia il primo giorno, 2 il secondo e così di seguito fino a 7 al giorno per poi ritornare gradualmente a una goccia).

TINTURA DILUITA per uso esterno: preparate la tintura come sopra; scioglietela in almeno 3 volte (ma sarebbe meglio 10 volte) il suo volume d'acqua. Potete preparare le tinture con la pianta intera: stesse proporzioni e stesse precauzioni. (Traumi, lividi, ferite, ecc.)




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sabato 16 gennaio 2016

GASTRITE - I rimedi (Remedies for Gastritis)



GASTRITE

Con il termine gastrite si indica un'infiammazione della mucosa dello stomaco, a insorgenza acuta o cronica.
La prima è dovuta, in genere, ad abusi alimentari o all'ingestione di particolari farmaci (i cosiddetti "fans", antinfiammatori non steroidei), di alcol in quantità eccessive e all'abitudine al fumo. Più raramente è associata a un'infezione virale. Sintomi tipici sono crampi alla parte superiore dell'addome, nausea, vomito e febbre. 
La forma cronica, invece, può essere causata da un batterio presente nello stomaco (Helicobacter pylori), oltre che da fattori irritanti sulla mucosa gastrica, quali alcol o tabacco.
Anche lo stress e la tensione rappresentano concause. 
In genere la gastrite cronica è asintomatica, ma possono verificarsi i medesimi disturbi della forma acuta. Se questi persistono per più di tre settimane è consigliabile consultare il medico. 
Rimedi della medicina naturale ed esercizi di rilassamento leniscono i disturbi.

Che fare? Evitate tutto ciò che può irritare la mucosa gastrica, come cibi grassi e piccanti, alcol caffè e tabacco. Cercate di ridurre lo stress, per esempio praticando tecniche di rilassamento. Altrettanto efficace è fare regolarmente del movimento all'aria aperta. 
Tisane officinali, impacchi che aumentano la circolazione sanguigna e rimedi omeopatici sono indicati per lenirei disturbi

Tecniche di rilassamento - Concedetevi, ogni tanto, delle pause e praticate tecniche di rilassamento, che aiutano a ridurre Io stress e l'agitazione e donano nuova energia. Gli esercizi di respirazione vi faranno sentire meglio già dopo pochi minuti, mentre il training autogeno vi aiuterà a ritrovare l'equilibrio.
È consigliabile imparare queste tecniche frequentando specifici corsi, in modo da essere poi in grado di effettuarle da soli in modo efficace.

Psicoterapia - L'ansia e la tensione che spesso si provano nell'ambito lavorativo sono una delle principali cause di disturbi psicosomatici. In questi casi è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta, che potrà aiutarvi a prendere coscienza dei vostri problemi in modo da individuare una soluzione.

Prevenire - Mangiate lentamente. Se possibile, è preferibile consumare tanti piccoli pasti nell'arco della giornata piuttosto che due grandi.
Frutta, verdura o cibi al vapore sono più digeribili di altre pietanze, come insaccati, carne o dolci. Non consumate troppo alcol e preferite acqua minerale naturale.



   
TISANE RILASSATI

Alcune piante officinali sono molto efficaci per preparare tisane dall'azione rilassante, che possono dare sollievo in caso di dolori acuti.
La farfara stimola l'appetito e riduce i crampi, la melissa calma, mentre la camomilla ha un effetto antispastico.
Versate 200 ml d'acqua bollente su 2 cucchiai di farfara o fiori di camomilla oppure 3 cucchiai di foglie di melissa. Lasciate in infusione 10 minuti, poi filtrate. Bevetene 2-3 tazze al giorno.


TISANE MEDICINALI

MISCELA DI PIANTE RILASSANTI

Mescolate 50 g di fiori di camomilla, 50 g di foglie di menta e 30 g di farfara
Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 2 cucchiaini della miscela, lasciate in infusione per un quarto d'ora, coprendo con il coperchio, poi filtrate.
Bevete la tisana calda.


TISANA DI MENTA (VEDI SCHEDA)

La menta, grazie all'olio essenziale contenuto, rilassa la membrana gastrica e diminuisce i gonfiori. 
Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaio di foglie di menta, lasciate in infusione per 10 minuti, coprendo con il coperchio, poi filtrate.
Bevetene 3 tazze al giorno, preferibilmente dopo i posti.


TISANA DI VALERIANA

La valeriana svolge un'azione rilassante in caso di disturbi allo stomaco di natura nervosa.
Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 2 cucchiaini di radice della pianta essiccata e tritata,
lasciate in infusione 10 minuti, coprendo con il coperchio, poi filtrate.
Bevetene 1 tazza 2-3 volte al giorno.


RIMEDI OMEOPATICI

Assumete 7 globuli ogni ora del rimedio più indicato per i vostri disturbi:

* Nux vomica D6 in caso di dolori conseguenti all'assunzione di cibi non freschi e in quantità sregolota.

* Magnesium phosphoricum D3 in caso di coliche che migliorano con il caldo e premendo.

* Colocynthis D6 in caso di crampi allo stomaco.

* Pulsatilla D12 in caso di assunzione di cibi pesanti e sovrapproduzione di succhi gastrici.

Assumete 3 volte al giorno 7 globuli di:

* Carbo vegetabilis D4D6 in caso di crampi e rigurgiti acidi.

* Belladonna D4 in caso di dolori che si manifestano a intervalli regolari.


IMPACCO CALDO

Preparate 2-3 litri di tisana di camomilla e immergetevi un telo di lino. Ponete l'impacco sull'addome e copritelo con un asciugamano.
Lasciate agire per circa un'ora. Poi riposate al caldo per mezz'ora.


CONSIGLIO UTILE

L'agopuntura può essere d'aiuto in caso dì disturbi allo stomaco di origine nervosa accompagnati da nausea e sensazione dì oppressione. l disturbi diminuiscono già dopo la prima seduta.


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giovedì 7 gennaio 2016

CURARSI CON IL NOCE (Curing with the Walnut)



  
IL NOCE

È un superbo albero dal rilucente legno nero come l'inchiostro: ai tempi della mia infanzia dormivamo in grandi letti di noce, i ripiani delle nostre tavole erano di noce e persino i più poveri avevano dei canterani di noce in casa. Oggi la moda del "rustico" ha sciupato tutto e il prezzo del legno del noce ha raggiunto cifre da capogiro.
In ogni focolare, quando ero piccolo, c'era un'atmosfera di calore, di vera intimità, che traeva le sue origini dalla terra, dal lavoro artigianale, e dalla consuetudine con la natura.
Il noce è veramente un albero regale: così lo chiamavano gli antichi greci. I romani lo dedicarono al padre degli dei, a Giove stesso (il nome Juglans, che i botanici gli attribuiscono, deriva da Jovis glans, "glande di Giove").
Non starò qui a dilungarmi in descrizioni di questa pianta ammirevole, alta fino a 25 metri, ricca di grandi foglie composite, che fiorisce in aprile-maggio e i cui frutti maturano in autunno e sono racchiusi da un involucro spesso, verde brunastro, chiamato mallo.

Charles Trenet, in una delle sue canzoni, si chiede:
"Cosa c'è da vedere all'interno di una noce?".
C'è da vedere un frutto tutto rugoso e frastagliato... La noce è ricchissima di sostanze nutritive; potete mangiarla ancora verde estraendola dal guscio con un coltello, oppure matura quando ha il valore nutritivo di un buon formaggio.
È ricca di vitamina B, di proteine, di grassi e di zuccheri assimilabili, quindi poco dannosa per i diabetici. Essiccata è molto meno digeribile perché i grassi vi si concentrano maggiormente con l'andare del tempo e in seguito rischia di procurare irritazioni del sistema digerente.
L'olio della noce è ottimo in cucina anche se, di questi tempi, sta diventando proibitivo.
Mangiate noci! Mettetene nell'insalata, nei dolci, ma mangiatele fresche: solo fresche vi daranno tutte le loro vitamine e non faranno brutti scherzi agli stomaci delicati.




Il noce è di fondamentale utilità a chi si dedica alla fitoterapia: le foglie, la scorza, le infiorescenze, la linfa, i germogli e il mallo sono benefici.
La linfa, dolcissima, ha una funzione depurativa. I germogli sono utili per preparare unguenti atti a prevenire la caduta dei capelli e a combattere la forfora.
Le infiorescenze hanno un'attività vasocostrittrice sui capillari: sono particolarmente indicate per curare emorragie, ferite, mestruazioni troppo abbondanti, emorroidi, diarree e dissenterie.
La corteccia è vermifuga.
Le foglie e il mallo hanno una vasta gamma di virtù: la loro amarezza e le proprietà astringenti li fanno raccomandare per curare gli stessi disturbi per i quali usiamo le infiorescenze (emorragie, diarree, ecc.).
Per uso esterno servono a disinfettare le piaghe, a evitare le infezioni e ad affrettare la cicatrizzazione.
Le foglie, fresche o in infuso, scacciano gli insetti parassiti o non graditi (pulci, cimici, tarme, pidocchi, formiche ed altri), sono toniche, guariscono le ulcere, gli eczemi, le infezioni degli occhi, le afte, i foruncoli e gli ascesi.
Sono fra i più efficaci rimedi contro le perdite bianche e sono favolosamente vermifughe e aiutano la guarigione della tubercolosi.
Infine sono ipoglicemiche (cioè abbassano il tasso di zucchero nel sangue) e quindi le raccomando ai diabetici.




      
Raccolta

Staccate la corteccia dai ramoscelli giovani del noce e raccogliete la linfa in primavera, quando la natura si ridesta. Alla stessa epoca, cogliete le infiorescenze ed essiccate le gemme. Attenderete il mese di luglio, quando saranno sature di principi attivi, per cogliere le foglie. Il mallo lo raccoglierete alla caduta dei frutti, lo pulirete e Io farete essiccare all'ombra (col tempo si annerisce).




Preparazione e impiego

DECOTTO di corteccia: mettete due manciate di corteccia fresca o secca in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno come vermifugo)

DECOTTO di foglie secche: Uso interno (rachitismo, diabete, linfatismo): mettete 8 o 10  foglie per litro d'acqua (2 tazze al giorno).
Uso esterno (bagni, lozioni, impacchi): misurate una quindicina di foglie per litro d'acqua.

TISANA d'infiorescenze: Uso interno: una manciata di infiorescenze per litro d'acqua (contro le diarree, le dissenterie, ecc.).
Uso esterno: 2 manciate (lozioni, impacchi contro le emorragie e le emorroidi, irrigazioni vaginali, clisteri, ecc.).

LINFA fresca: un cucchiaino da caffè al giorno, il mattino a digiuno, come depurativo.

UNGUENTO contro la caduta dei capelli e la forfora: in 500 grammi di strutto fate cuocere una manciata di gemme fresche per mezz'ora; conservate I'unguento in vasi di terra o di porcellana. (Per applicazioni dirette sul cuoio capelluto.)

INFUSO di foglie fresche o secche (uso interno): mettete 4 grandi foglie di noce in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno, 4 come vermifugo.)

DECOTTO  di mallo: Uso interno: una manciata di malli frantumati per litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)
Uso esterno: 2 manciate per litro.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: mettete 2 o 3 manciate di foglie fresche o secche o di malli o di miscela, per litro d'acqua.

POLVERE di mallo (tonico, disinfettante, cicatrizzante): 2 cucchiaini da caffè in una tisana (2 tazze al giorno).
Uso esterno: 4 cucchiaini da caffè per lozioni o impacchi in un decotto d'achillea millefoglie o d'arnica.

SCIROPPO di foglie fresche: lasciate macerare un peso eguale di foglie fresche e alcool per 48 ore; aggiungete zucchero fino a ottenere uno sciroppo denso. (Un cucchiaio da minestra prima dei pasti.)


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martedì 5 gennaio 2016

LA SANTOREGGIA - La pianta afrodisiaca (Savory, the aphrodisiac plant)



LA SANTOREGGIA

Tale era I'ammirazione di mio padre per questa erba che quando andavamo a cercarla in collina, mi diceva: "Figlio, questa è la vera pianta della felicità". 
Erano bei tempi per me quando potevo correre dietro a mio padre in campagna per ascoltare dalla sua viva voce i misteri delle piante! Ma mi ci è voluto del tempo per capire di quale "felicità" si trattasse! 
In altri tempi, ai monaci era strettamente proibito di piantare la santoreggia nei loro orti. La ragione di questo divieto stava nel fatto che la santoreggia è una potente erba "d'amore".
I greci la consacravano a Dioniso (il Bacco dei romani), despota dei fauni e dei satiri, in onore del quale si celebravano baccanali orgiastici. 
Mi par di vederla la mia diletta santoreggia coronare la fronte di un gagliardo amatore, mezzo uomo e mezzo caprone, all'inseguimento di una ninfa pudicamente vogliosa nelle complici boscaglie dell'Epiro. 
Quando si preparano i "filtri d'amore", bisogna girare alla larga dalla cantaride, dal corno di rinoceronte, dagli scarafaggi in polvere, dalla bava di rospo e dal veleno delle serpi: i filtri d'amore sono infinitamente più semplici e più allettanti. Si preparano con santoreggia, spondilio, fieno greco e celidonia. Può capitare anche, quando si deve ridare armonia sessuale a delle coppie, di consigliar loro di condire i cibi con della santoreggia polverizzata nel macinino da pepe. 
Altrimenti, dico agli uomini impotenti e alle donne frigide: frizionatevi la spina dorsale con un decotto di santoreggia e di fieno greco...




Conosciamo due specie di santoreggia: una coltivata (santoreggia annua o erba di san Giulio) e una selvatica di montagna (detta anche calamento o nepetella); è un'affine del timo, della lavanda e della salvia (famiglia delle Labiate). Si riconosce facilmente dalle foglie grigiastre, gli steli lievemente rossastri e i piccolissimi fiori bianchi o rosati. 
Le sue origini sono nelle contrade mediterranee dove popola terreni rocciosi e asciutti. 
La specie coltivata, che resiste meglio della sorella collinare al freddo e all'umidità, è molto diffusa e ama ogni tanto diffondersi evadendo spontaneamente dagli orti.
La santoreggia fin dai tempi più remoti gode fama di afrodisiaco; ma le vengono attribuite molte altre virtù: nel Medio Evo santa Ildegarda e Alberto Magno prescrivevano la santoreggia per curare gotta, paralisi, diarree, perdite bianche e amenorrea (arresto delle mestruazioni). 
Personalmente la considero uno stimolante fondamentale e un'erba digestiva (si giustifica pertanto il suo uso in cucina: un rametto di santoreggia faciliterà la buona digestione dei cibi più pesanti: selvaggina, spezzatini, farinacei). 
La santoreggia è carminativa, cioè aiuta l'evacuazione dei gas dall'intestino. 
È antidiarroica e agisce con altrettanta efficacia contro le diarree acute come contro quelle croniche.
È purgativa, vermifuga e diuretica, e queste qualità ce la raccomandano in tutti i casi di autointossicazione (gotta, reumatismi, calcoli delle vie genito-urinarie, ecc.) o di intossicazione da parassiti (verme solitario, ascaridi, ossiuri). 
Guarisce i crampi di stomaco, calma gli attacchi di asma, guarisce le affezioni della bocca o della gola, ha un'azione lenitiva dell'apparato respiratorio liberandolo da mucosità ed ha un'azione ricostituente per i bambini gracili.




Raccolta

Se avete la fortuna di abitare in zone mediterranee temperate o se vi andate in vacanza, vi consiglio di battere la campagna alla ricerca della santoreggia. Tanto per cominciare respirerete dell'aria pura e poi vi porterete a casa il più utile e il più sbarazzino dei "semplici" (la santoreggia fiorisce durante tutta I'estate). 
Potete anche coltivare la santoreggia in giardino o nell'orto: richiede terreno leggero e abbastanza fertile. Seminatela fra febbraio e marzo se abitate nei paesi caldi, in aprile se abitate al Nord. 
Il vostro piccolo appezzamento di santoreggia si manterrà da solo a condizione che lasciate qualche piantina andare a seme. 
Raccogliete la pianta intera al livello del terreno subito prima della fioritura e fatela essiccare all'ombra appesa a mazzetti.




Preparazione e impiego

INFUSO: mettete una piccola manciata di santoreggia fresca o secca, in un litro d'acqua. (Da 2 a 4 tazze al giorno, delle quali una alla sera prima di coricanti, se avete in programma qualcosa di speciale........)

INFUSO o DECOTTO per uso esterno (lozioni, impacchi, massaggi, gargarismi): una manciata e mezzo di pianta per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni.

INFUSO COMPLESSO contro I'impotenza: bevete mattina e sera, per 40 giorni, un infuso fatto con 6 pizzichi di santoreggia, 2 di rosmarino, 2 di menta, 2 di verbena per litro d'acqua; in seguito, per i 3 giorni seguenti, bevete un infuso di sola santoreggia preparata con 6 pizzichi in una ciotola d'acqua bollente.



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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