sabato 2 giugno 2018

CURARSI COL GRANOTURCO o MAIS (Curing with the Maize)



GRANOTURCO - MAIS

Conosciamo tutti questo grande cereale che raggiunge i 2 metri e mezzo di altezza, dalle grandi foglie acuminate come pugnali e dalle grosse spighe (pannocchie) cilindriche che spesso e volentieri amiamo sgranocchiare. Il mais, malgrado il nome italiano di granoturco, ci proviene sicuramente dalle Americhe. Forse dal Messico o dal Guatemala, e si pensa che sia stata una pianta sacra agli indiani del Nuovo Mondo (incas, atzechi e pellirosse, i quali addirittura credevano di averlo ricevuto in dono dal cielo, portato dal loto leggendario eroe Hiawatha). Nel 1520 la specie è stata introdotta in Europa e da allora è stata selezionata in numerose varietà a chicchi (frutti) di tutti i colori (gialli, marroni, rossi, azzurri, neri, bianchi, ecc.).
Come alimento, il granoturco non differisce dagli altri cereali (frumento, riso, segale, orzo, miglio, sorgo, avena, ecc.) se non per le proporzioni dei vari contenuti: amido, proteine, grassi e zuccheri vari. Lo mangiamo preparato in mille modi diversi (bollito, arrostito, nella polenta, ecc.) e viene largamente impiegato come foraggio. I messicani ne ricavano delle bevande alcooliche (per esempio la chicha).
A me, personalmente, il granoturco piace per altre ragioni: le pannocchie sono ravvolte da una rete di filamenti che chiamiamo volgarmente barbe o capelli del granoturco, ma che sono in realtà i lunghi stimmi residui dei fiori (una parte dell'apparato riproduttivo femminile). Queste "barbe", a parer mio, sono uno dei migliori calmanti e diuretici che la natura ci offra. Si possono adoperare senza riserva alcuna perché non irritano mai né lo stomaco, né I'intestino, né l'apparato urinario. Hanno il potere di calmare i dolori più violenti provocati da coliche renali, calcoli della vescica, cistiti, reumatismi e gotta, agendo anche in profondità contro le cause di questi malanni.
Stimolando I'evacuazione delle urine, depurano l'organismo e lo liberano dalle tossine accumulate, alleviano lo sforzo del cuore e del fegato e stimolano il funzionamento di tutti gli
organi, cervello compreso. Sono validissime coadiutrici del medico, non solamente nella cura delle affezioni del sistema urinario (calcoli, edemi, ecc.), ma anche di quelle che generano intossicazioni (come le malattie infettive). Non esito a consigliarne una cura periodica anche a coloro che godono di buona salute.




Raccolta

Per carità, non utilizzate per le vostre preparazioni medicinali qualsiasi barba di granoturco! Se volete mangiare le pannocchie che si trovano in commercio, con tutto il sudiciume di pesticidi e di agenti inquinanti che contengono, padronissimi di avvelenarvi: io vi ho messo in guardia. I vostri infusi e decotti saranno preparati con il granoturco più puro, più "biologico", quello che avrete seminato voi stessi nell'orto, o che vi sarete procurati da un contadino di tutta fiducia.




Preparazione e impiego

INFUSO - mettete una buona manciata di barbe in un litro d'acqua. (Da 5 a 6 tazze al giorno.)

DECOTTO per uso esterno (impacchi sulle parti doloranti): misurate una buona manciata e mezzo di barbe per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI e PEDILUVI - stesse proporzioni della ricetta precedente.



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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VEDI ANCHE . . .

CURARSI CON IL PERO - (Curing with the Pear tree)



PERO

La pera ha la forma della felicita; sicura di sé, piena, esuberante, esala armonia; le sue curve ci fanno pensare alle forme di una bella donna o alle guance ridenti di un bambino; diffonde tutti i buoni profumi della terra lungamente carezzata dai raggi del sole. In bocca si scioglie come un nettare...
Non occorre descrivere il pero, basti dire che quasi tutti i peri coltivati sono la conseguenza.di innesti su cotogni e che i rari peri selvatici hanno rami spinosi. Conosciamo oggi più di 1500 diverse varietà di pero (williams, spadone, passagrassana...) ognuna delle quali ha le sue virtù caratteristiche (sapore, resa, resistenza agli insetti, ecc.). 
Il pero, ignorato dagli egizi, era ben noto ai popoli preistorici d'Europa e, in seguito, ai greci e ai romani. Omero ne parla nell'Odissea; Plinio, nel I secolo dopo Cristo, ne elencava 36 varietà. Fin da allora la pera è stata apprezzata come coronamento dei pasti e anche quale principale ingrediente nella preparazione di bevande fermentate e di acquaviti.
La pera, come frutto, è un po' meno digeribile della cugina mela: è però molto rinfrescante, di sapore delizioso e ricca di vitamine; gli zuccheri che contiene sono abbastanza ben tollerati dai diabetici. Volendo se ne può mangiare a sazietà, con una sola riserva: data la passione dei coltivatori moderni per gli insetticidi e per i pesticidi, il frutto deve assolutamente essere sbucciato. È un vero peccato perché quando ero bambino aggredivo la pera senza nessuna formalità preliminare.
Del pero utilizzeremo anche la corteccia, i ramoscelli, le gemme, le foglie e i fiori. Come il frutto, anche queste altre parti della pianta dispongono di virtù diuretiche, lievemente lassative, calmanti, leggermente febbrifughe, ipotensive e astringenti dei tessuti colpiti da infezioni. Ve ne servirete con giovamento per combattere la ritenzione delle urine e i calcoli della vescica.




Raccolta

Raccogliete le pere quando sono ben mature e mangiatele come meglio vi aggrada (crude, cotte, sulle torte, in marmellata, ecc.). Le altre parti del pero che utilizzeremo dovranno essere raccolte in primavera (quando la linfa sale, e subito prima della fioritura completa) ed essiccate all'ombra.




Preparazione e impiego

INFUSO e DECOTTO di foglie, di ramoscelli giovani, di corteccia, di gemme e di fiori: mettete 2 manciate di una di queste parti (o di una miscela) in un litro d'acqua; lasciate in infusione, o fate bollire secondo i casi, per 1/4 d'ora. (3 tazze al giorno mangiando una pera, come diuretico e contro le affezioni urinarie.)

BAGNI ALLE MANI e PEDILUVI  di foglie e di fiori: misurate 2 manciate di fiori e di foglie freschi per un litro d'acqua.


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