venerdì 31 agosto 2018

MALATTIA DI ALZHEIMER (Alzheimer's Disease)




MALATTIA DI ALZHEIMER

Sintomi di invecchiamento precoce

Il precoce inizio del processo di invecchiamento viene anche definito pre-demerza senile. I sintomi sono simili a quelli della demenza senile vera e propria, ma insorgono già intorno ai cinquant'anni o addirittura ancora prima. Le facoltà intellettive, la personalità e le condizioni fisiche del paziente si deteriorano con le stesse caratteristiche di un normale processo d'invecchiamento. Il soggetto diventa confuso, con deficit della memoria, incapace di coordinare i pensieri e di condurre una conversazione. Spesso chi ne è colpito perde la cognizione del tempo e dello spazio, vagando senza meta. Infine i movimenti diventano rigidi e scoordinati, fino a costringere il paziente all'immobilità e determinando anche problemi di incontinenza.
La causa della malattia deriva dalla perdita e dalla distruzione di cellule nervose cerebrali, tuttavia la ragione esatta dell'insorgere precoce di questo fenomeno è ancora sconosciuta. Recenti scoperte hanno comunque evidenziato che entrambi i tipi di demenza - e in particolare la malattia di Alzheimer - possono essere messi in relazione con il livello di alluminio presente nell'organismo e con una eventuale carenza di vitamine del complesso B.
È necessario consultare il medico già all'insorgere dei primi sintomi, riconoscibili tra quelli sopra indicati, soprattutto quando è evidente la loro interferenza con le normali attività del paziente.


Le indicazioni della medicina naturale

Agopuntura - Dopo un'attenta valutazione delle condizioni del paziente, il medico può consigliare un trattamento allo scopo di alleviare i sintomi e di migliorare Io stato di salute generale, ma questo tipo di trattamento non può garantire altri giovamenti.

Fitoterapia - Le erbe in questi casi può essere consigliato il rosmarino, in quanto si ritiene che abbia un'azione stimolante sulla circolazione e un effetto tonico sul sistema nervoso, ma i risultati che si possono ottenere sono scarsi e si limitano ad alleviare i sintomi e a rallentare, sotto qualche aspetto, il processo di scadimento generale.


Il parere della medicina tradizionale

Finora non è stata trovata una cura né convenzionale né alternativa per bloccare il processo degenerativo o per ristabilire le condizioni precedenti l'inizio della malattia. Le proposte terapeutiche, a tutt'oggi, si limitano a trattare i disturbi che possono associarsi alla demenza, ma sono del tutto inefficaci sul processo di decadimento psichico.
Questo naturalmente non impedisce che debbano essere adottate tutte quelle misure, o intrapresi quei tentativi che possano, anche di poco, rallentare l'evolversi della malattia. Se necessario, il medico potrà anche suggerire il tipo di ricovero più idoneo.


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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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domenica 26 agosto 2018

CURARSI COL PRUGNO SPINOSO (Prunus spinosa)




PRUGNO SPINOSO
Prunus spinosa

I contadini del Medioevo si proteggevano dalle streghe e dalle disgrazie con questa pianta. Nella tradizione popolare ci si avvaleva del prugno selvatico per combattere il raffreddore, i dolori reumatici e come leggero lassativo.

BOTANICA - Il prugno spinoso è un arbusto a foglie caduche appartenente alla famiglia delle Rosacee, che può raggiungere l'altezza massima. di 3-4 metri. Il frutto è una drupa rotonda di color blu-nerastro ed è commestibile. I fiori bianchi, isolati, hanno un peduncolo glabro; il calice presenta cinque petali ovali-oblunghi. La pianta emana un profumo  simile a quello delle mandorle. l frutti, ricchi di vitamina C, hanno un sapore molto aspro.

HABITAT - Il prugno spinoso cresce su terreni ricchi di calce e sassosi, nei boschi, ma soprattutto nelle siepi; predilige i luoghi assolati. Cresce spontaneo in tutta l'Europa, l'Asia minore, il Nordafrica e il Nordamerica.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano soprattutto i fiori e la corteccia.

COMPOSIZIONE - I fiori contengono flavonoidi e cumarine e tracce di amigdalina. La corteccia è ricca di tannini e sostanze amare.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Il prugno spinoso è utilizzato per le sue proprietà astringenti e febbrifughe. Inoltre, esso è d'aiuto in caso di costipazione, crampi allo stomaco e gonfiore, grazie alle proprietà digestive, lassative e depurative dei fiori, che vanno però utilizzati in dosi ridotte. In caso di infiammazioni della cavità orale, mal di gola o gengiviti, si utilizza il succo dei frutti per fare gargarismi, in quanto essi contengono sostanze astringenti, utili per le mucose della bocca. 
L'omeopatia si avvale del prugno spinoso per attenuare i dolori mestruali, in caso di debolezza cardiaca, dolore ai nervi, mal di testa, gonfiori e coliche. 
Attenzione: tutte le parti della pianta vanno usate con l'autorizzazione del medico e seguendone le indicazioni.





APPLICAZIONI

TISANA DI FIORI -  Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 3 grammi di fiori, lasciate brevemente in infusione e poi filtrate. In caso dì costipazione e per purificare il corpo bevetene 1 tazza mattino e sera.

SCIROPPO - Cuocete 3 grammi di fiori con miele o zucchero condito. In caso di tosse o raucedine assumete 1 cucchiaio di sciroppo 4-5 volte al giorno.

TISANA DI FOGLIE - Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaio di foglie essiccate, lasciate brevemente in infusione e poi filtrate. Bevete 1 tazza mattino e sera in caso di problemi a reni o vescica.

SUCCO -  Versate acqua a sufficienza per coprire i frutti. Dopo 1-2 giorni filtrate e aggiungete 500 grammi di zucchero per ogni litro di succo, poi portate più volte a ebollizione. Riempite col succo delle bottiglie che farete bollire.

MARMELLATA - Lasciate i frutti a bagno in acqua freddo per una notte; poi filtrate. Aggiungete 1/4 di litro di vino bianco e 1/8 di litro d'acqua a 1 kg di frutti.Cuocete mescolando continuamente e poi passate. Aggiungete 375 grammi di zucchero e cuocete di nuovo.


CONSIGLIO UTILE

Raccogliete i fiori in primavera ed essiccateli. I frutti vanno invece colti in autunno e possono essere utilizzati freschi o congelati, durante l'inverno.





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domenica 19 agosto 2018

CURARSI CON LA PASSIFLORA (Passiflora incarnata) Contro ansia e disturbi nervosi (Against Anxiety and Nervous Disorders)




PASSIFLORA 
Passiflora incarnata

La passiflora è una pianta tropicale ad andamento rampicante. Il suo nome è dovuto ai missionari spagnoli che, scoprendola in America centromeridionale, l'hanno paragonata alla corona di spine di Gesù Cristo. Per scopo terapeutico è utilizzata soprattutto come calmante.

BOTANICA - La passiflora è una pianta perenne, rampicante, appartenente alla famiglia delle Passifloracee, che può raggiungere l'altezza massima di 6-9 metri. Le foglie sono alterne, picciolate e profondamente incise in tre lobi. I fiori, isolati, possono presentare diverse misure, ma in genere sono grandi e sempre pentalobati. L'odore è leggermente aromatico.

HABITAT - La passiflora è originaria delle zone tropicali del continente americano. Oggi è coltivata in India e negli stati meridionali degli USA. In Europa la si trova spesso nei giardini come pianta ornamentale.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizza la parte aerea della pianta.

COMPOSIZIONE - L'effetto terapeutico è dovuto soprattutto ai flavonoidi, tra cui iperoside e vitexina, e al maltolo. Inoltre troviamo in essa cumarine e piccole quantità di olio essenziale.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - La passiflora è un sedativo molto leggero, senza controindicazioni né effetti depressivi. Spesso è utilizzata in combinazione con altre piante officinali contro insonnia, stati d'ansia, agitazione psichica e motoria e disturbi gastrici di origine nervosa, quali gastrite, ulcera peptica, dispepsia e colon irritabile. Inoltre, questa pianta è indicata contro i disturbi di natura nervosa durante il climaterio o le turbe della menopausa, Può avere un effetto equilibrante per l'organismo in situazioni di pressione alta o disturbi alla circolazione sanguigna. Siccome l'azione della pianta si sviluppa coi tempo è opportuno avvalersi di preparati a base di passiflora a lungo.




APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 100 ml d'acqua bollente su 2 grammi di pianta essiccata, lasciate in infusione per 5-10 minuti, poi filtrate. Bevetene una tazza mezz'ora prima di coricarvi. In caso di nervosismo bevetene anche durante il giorno. L'infuso di passiflora è il rimedio più indicato per combattere gli stati d'ansia nei bambini, in quanto non presenta nessuna controindicazione. In caso di stati d'ansia durante il periodo del climaterio preparate un infuso più concentrato, cioè con 100 ml d'acqua ogni 5 grammi di pianta essiccata. 
Bevete 1 tazza 3 volte al giorno.

MISCELE DI TÈ - La passiflora è spesso utilizzata in combinazione con altre piante sedative come valeriana, luppolo, iperico e melissa. Miscele già pronte si possono trovare in commercio (in erboristeria).

OMEOPATIA - In caso di disturbi del sonno e stati d'ansia l'omeopatia prescrive il rimedio Passiflora, sotto forma di tintura madre e delle potenze D1 e D2. Secondo necessità, potete assumerne fino a 60 gocce prima di coricarvi.


CONSIGLIO UTILE

Raccogliete la pianta nel periodo della fioritura, essiccatela con cura e poi sminuzzatela. Conservatela al riparo da luce e umidità.




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giovedì 16 agosto 2018

AFRODISIACI (Aphrodisiac)




AFRODISIACI
Stimolano davvero il desiderio sessuale?

Non solo nei secoli passati, ma ancora oggi, si ritiene che molti tipi di cibi, erbe e droghe possano avere il potere di stimolare il desiderio sessuale. Il folclore popolare spazia dalle ostriche e dalle foglie di crescione fino a una droga tossica chiamata Spanish fly, ricavata dal corpo disseccato e polverizzato di un coleottero, la cantaride, o alla polvere di corna di rinoceronte. La maggior parte di questi mezzi è stata screditata, ma alcuni stimolanti naturali sono usati tuttora dalla medicina alternativa.


Le indicazioni della medicina naturale

Aromaterapia - I terapeuti di questa specialità elencano diversi oli essenziali di piante che ritengono afrodisiaci: gelsomino e patchouli sono considerati stimolanti sessuali e antidepressivi. Il gelsomino inoltre è un calmante del dolore di origine ovarica o uterina. Usate questi oli per massaggiare, oppure inalateli, oppure ancora aggiungetene dalle 5 alle 10 gocce nell'acqua del bagno, nella quale vi immergerete rilassandovi e respirando profondamente.

Fitoterapia - Le erbe - La sostanza stimolante preferita dagli specialisti di questo settore è il ginseng, che possiede in generale virtù di rigenerazione delle energie. Compratelo dal farmacista di fiducia sotto forma di pastiglie, elisir o tè, oppure fate un infuso, aggiungendo mezzo cucchiaino di polvere della radice in una tazza di acqua calda e lasciate bollire a fuoco lento per 10 minuti. Bevete I'infuso 3 volte al giorno. 
I terapeuti sostengono che per ottenere gli effetti desiderati bisogna continuare l'assunzione del ginseng per alcuni mesi. Siate comunque prudenti nel prolungare la cura per troppo tempo, poiché il ginseng può causare un leggero aumento della pressione arteriosa.
Viene anche usata la damiana, un arbusto originario dell'America Centrale, che ha effetto tonico e antidepressivo.

Naturopatia - Possono essere suggeriti come tonico generale 1-5 grammi di polline oppure uno o due cucchiaini abbondanti di pappa reale (il cibo dell'ape regina) al giorno per uro o due mesi.


IL PARERE DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

I medici convenzionali riconoscono la complessità dei fattori che influenzano il desiderio sessuale, ma non accettano che esso possa essere suscitato semplicemente assumendo delle sostanze particolari. Alcuni medici, però, riconoscono le proprietà stimolanti e toniche del ginseng. Alcune ricerche hanno indicato che le erbe possono aiutare l'organismo a combattere lo stress, a superare la fatica, ad aumentare le energie e a incrementare le capacità di recupero e quindi sia pure indirettamente, a realizzare una attività sessuale soddisfacente. Anche I'aromaterapia ha ottenuto qualche riconoscimento da quando la ricerca ha dimostrato che gli aromi possono avere un effetto sulle capacità mentali.
Il medico generalmente tratta i casi di impotenza o frigidità cercando di scoprire quali problemi psicologici determinano il disturbo e indirizzando quindi il paziente verso una terapia psicologica molto spesso rivolta alla coppia.


lunedì 13 agosto 2018

CURARSI CON LA CLEMATIDE - Clematis Vitalba (Contro infiammazione linfonodi, prostata, vie urinarie)




CLEMATIDE  
Clematis Vitalba

La clematide è una pianta rampicante, che ricopre fittamente alberi e cespugli, utilizzata in omeopatia. A causa dei suoi frutti lanuginosi la tradizione popolare l'ha soprannominata anche "barba di Dio".

BOTANICA - La clematide è una pianta pluriennale, appartenete alla famiglia delle ranuncolacee, che può formare rami rampicanti della lunghezza di 30 metri. Si avvolge con i peduncoli delle foglie pennate e lunghe. Dai numerosi fiori bianchi, dall'odore poco gradevole, si sviluppano piccoli frutti con uncini lunghi e lanuginosi. Dalle foglie e dai loro steli fuoriesce un succo irritante per la pelle.

HABITAT - La clematide si trova in quasi tutta l'Europa e l'Asia Occidentale. Cresce nelle siepi e al limitare dei boschi umidi, così come nei cespugli e nei boschi soleggiati. Predilige i terreni umidi e ricchi di nutrienti e il caldo.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano le foglie, così come per preparare il rimedio omeopatico e i prodotti in commercio.

COMPOSIZIONE - La pianta contiene saponine e gli alcaloidi anemonina, protoanemonina e canfora anemoninica. Sulla pelle, al contatto diretto, queste sostanze generano arrossamenti ed eruzioni cutanee.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Le foglie di clematide, così come i fiori, contengono sostanze antibatteriche e antimicotiche, che irritano e bruciano la pelle.
Pertanto la medicina popolare li ha utilizzati per combattere gli eczemi, le ulcere e i parassiti cutanei. Tuttavia, dato l'effetto irritante sulla pelle, è consigliabile oggi utilizzare solo il rimedio omeopatico Clematis, utile anche contro i gonfiori dei linfonodi, le dermatiti, le infiammazioni delle vie urinarie e i disturbi della prostata. Dalla clematide comune viene prodotto anche il fiore di Bach Clematis.




APPLICAZIONI

ATTENZIONE: La clematide fresca contiene sostanze velenose in alta concentrazione.  . Pertanto si sconsigliano i preparati domestici, che non devono essere assolutamente usati.

OMEOPATIA - L'omeopatico è disponibile sotto forma di tintura madre e in forma potenziata in gocce, pastiglie, globuli o in preparati per iniezioni. Viene utilizzata in caso di infiammazione e rigonfiamento dei linfonodi, infiammazione della prostata, delle vie urinarie o delle ghiandole mammarie, e contro la formazione di vescicole o croste cutanee.
Da assumere secondo prescrizione medica.

PREPARATI IN COMMERCIO - Contro l'infiammazione delle vie urinarie e le malattie degli organi genitali maschili la clematide è contenuta in preparati di tipo omeopatico.

FIORI DI BACHClematis ha un effetto immunostimolante. Inoltre, favorisce un migliore contatto con la realtà.

CONSIGLIO UTILE

La clematide è uno pianta velenosa. Pertanto essa non deve essere assolutamente raccolta né utilizzata per preparazioni casalinghe di nessun tipo.




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venerdì 10 agosto 2018

CURARSI COL LINO (Linum usitatissimum) contro stipsi e infiammazioni bocca e trachea (LINEN)




LINO
Linum usitatissimum

Il lino è una delle più antiche piante coltivate del mondo. Testimonianze del suo uso per tessere e fabbricare stoffe si hanno dai manufatti Egizi, dagli scritti di Ippocrate e nel Vecchio Testamento. Come rimedio terapeutico i semi di lino sono molto efficaci in caso di stipsi e malattie gastrointestinali.

BOTANICA - Il lino è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Linacee che può raggiungere l'altezza di 1 metro. In genere è glabra e annuale. Il fusto è semplice nella parte inferiore e si ramifica in quella superiore.  I fiori sono azzurri e composti da 5 sepali ovali I semi sono color marrone rossastro, inodori e  dal sapore oleoso e viscoso.

HABITAT - L'origine del lino è sconosciuta. Viene coltivato in tutto il mondo e in rari casi cresce allo stato selvatico, vicino a campi coltivati.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano i semi maturi e l'olio, ottenuto attraverso la loro spremitura.

COMPOSIZIONE - I semi contengono olio grasso, ricco di acidi grassi polinsaturi e grandi quantità di mucillagini, sostanze che svolgono un'azione lassativa. Sono inoltre presenti proteine, sali minerali, le vitamine B1, B2 ed E e tracce di acido cianidrico.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - I semi di lino sono molto preziosi nell'ambito di un'alimentazione sana, ricca di fibre. La pianta ha un blando effetto lassativo, in genere ben tollerato. Una volta ingerita, aumenta il proprio volume stimolando i riflessi dilatatori e la peristalsi e liberando l'intestino. Grazie alle sue proprietà protettrici delle mucose, il lino viene prescritto in caso di irritazioni gastriche e intestinali. Grazie alle mucillagini in esso contenute la medicina popolare lo utilizza in caso di infiammazioni alla mucosa orale e alla trachea, oltre che contro raucedine e tosse.
Fasciature e impacchi di lino leniscono foruncoli dolenti, disturbi reumatici, ecchimosi e slogature.




APPLICAZIONI

BEVANDA DI SEMI INTERI - Versate 1/4 di litro d'acqua fredda su 1-2 cucchiaini di semi di lino, mescolate e lasciate macerare per 20 minuti, poi filtrate. Riscaldate leggermente e bevetene la quantità desiderata.

COMPOSTO DI SEMI TRITURATI - Mattino e sera assumete 2 cucchiai di semi freschi triturati con abbondante acqua, almeno 1/4 di litro, per favorire l'aumento di volume del lino. l benefici saranno evidenti già dopo 2-3 giorni.
Attenzione: non assumete semi di lino in caso di occlusione intestinale o infiammazione acuta.

IMPACCHI E FASCIATURE - Riempite un sacchettino di stoffa con 30-50 grammi di semi di lino triturati, mettetelo in acqua bollente per 10 minuti, poi ponetelo sulla parte colpita. In caso di disturbi digestivi, dopo il pranzo mettete l'impacco sulla regione addominale.

OLIO DI LINO -  In caso di disturbi gastrointestinali in erboristeria potete acquistare l'olio di semi di lino spremuto o freddo, efficace anche per stimolare I'appetito. 
Si conserva in frigorifero per 10-14 giorni.


CONSIGLIO UTILE

Il contenuto di acido cianidrico dei semi di lino è cosi modesto che, con un uso normale dei semi, non vi è pericolo di intossicazione.




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giovedì 9 agosto 2018

CURARSI CON LA MIRRA, contro infiammazioni della bocca e gola - MYRRH, against inflammation of the mouth and throat




MIRRA
Commiphora molmol

La mirra è uno dei rimedi medicinali più antichi. Il suo particolare valore nelle antiche culture orientali è dovuto al fatto che essa è nominata tra i preziosi doni offerti dai Re Magi. La pianta viene utilizzata principalmente contro infiammazioni alla mucosa orale e disturbi gastrointestinali. 

BOTANICA - La mirra è un arbusto spinoso, ricco di lattice, appartenente alla famiglia delle Balsaminacee, che cresce fino a 10 metri. Le foglie sono pennate, mentre i piccoli fiori sono di colore giallo-rosso.Il tronco essuda una oleoresima naturale di colore giallo, che solidificata diventa rossiccio-marrone, conosciuta come mirra,
La pianta ha un sapore amaro aromatico e pungente-

HABITAT - La mirra è originaria dell'Africa nordorientale e dell'Asia sudoccidentale. Cresce nei cespuglieti secchi.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano la resina e le foglie.

COMPOSIZIONE - La mirra è composta prevalentemente da una resina oleosa e solubile in alcol. Inoltre, sono presenti acido acetico, formico, mirrolico e oli essenziali, oltre che eugenolo, terpene, sesquiterpene e aldeidi.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Grazie alle sostanze in essa contenute, la mirra svolge un'azione disinfettante e deodorante. Per questo è in grado di accelerare il processo di guarigione delle ferite e di lenire i dolori. La tintura è un ottimo rimedio nel trattamento di infiammazioni superficiali a carico delle mucose della bocca e della gola. Inoltre, è indicata in caso di gengive infiammate o aree della bocca arrossate a causa di protesi dentarie. In alcuni casi la pianta viene impiegata per disinfettare e curare disturbi cutanei. Infine, la mirra è in grado di stimolare la peristalsi intestinale ed è d'aiuto contro i gonfiori, per favorire l'espulsione dei gas e per stimolare l'appetito e la digestione.
Grazie al profumo caratteristico, viene impiegata per la preparazione dell'incenso.




APPLICAZIONI

TINTURA - Massaggiate delicatamente la gengiva infiammata con la tintura per 2-3 volte al giorno, dopo i pasti. Potreste avvertire un passeggero bruciore e una momentanea diminuzione del gusto. Potete trovare la tintura in farmacia.

MISCELA DI TINTURE - In caso di infiammazione delle mucose della bocca utilizzate piante officinali contenenti tannini.
Mescolate 20 grammi di tintura di mirra con 30 g di tintura di tormentilla e versatene 20 gocce in 1/2 bicchiere d'acqua tiepida. Usate la miscela per sciacqui 2-3 volte al giorno.

SCIACQUI E GARGARISMI -  Versate 15-30 gocce di tintura di mirra in 1/2 bicchiere d'acqua tiepida e fate degli sciacqui o gargarismi 2-3 volte al giorno. Per prevenire i raffreddori, versate 15-20 gocce di tintura in 100 ml d'acqua calda e fate degli sciacqui mattino e sera.

PREPARATI IN COMMERCIO - La mirra è spesso contenuta in molti dentifrici, collutori e altri preparati per l'igiene orale.


CONSIGLIO UTILE

Oltre alla Commiphora molmol esistono altre specie di mirra, come per esempio Ia Commiphora myrrha. Tutte hanno il medesimo ambito d'uso.


 Arbusti spinosi di mirra

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