domenica 3 giugno 2018

CURARSI CON L'EDERA RAMPICANTE (Curing with Climbing ivy - HEDERA)



EDERA RAMPICANTE

Se le piante avessero un loro motto araldico, quello dell'edera sarebbe: "Dove m'attacco muoio". L'edera comune, scegliendo i grandi alberi sui quali arrampicarsi, cerca soprattutto l'esposizione al sole. Non avendole la natura dato un tronco suo, la povera edera deve sfruttare quello delle piante più fortunate per innalzarsi verso il sole. C'è chi la chiama edera dei poeti, facendone il simbolo dell'amore fedele; chi, meno caritatevolmente, la chiama boia degli alberi. Eppure la nostra pianta non vive da parassita perché anche se si abbarbica ai tronchi degli alberi, non ne succhia la linfa. Tutti conosciamo le caratteristiche foglie a cinque lobi, lucide e verde scuro, ma le cime dei rami in fiore delle vecchie piante hanno foglie ovali, piuttosto somiglianti a quelle del pero.
L'edera fiorisce in autunno, vera rarità nella natura, con delle infiorescenze a ombrello e i suoi frutti, grandi come piselli, maturano e diventano neri in inverno.
Presso i greci, l'edera era dedicata a Dioniso, il dio del vino, della gioia di vivere e della vitalità. Era anche il simbolo dell'immortalità. I medici di allora, come Dioscoride, la propinavano nella cura di tutte le malattie e particolarmente la dissenteria, i malanni della milza, le ulcere, le otiti e il mal di denti.
Nel Medio Evo la lista dei malanni per i quali I'edera è raccomandata si allunga fino a comprendere I'itterizia, l'insonnia, la sordità, i disturbi della vista, il mal di testa, le irregolarità delle mestruazioni, ecc. 
Sono solito dire che I'edera è a un tempo la migliore e la peggiore delle erbe. 
La peggiore perché, presa a forti dosi per via interna, è molto tossica. I sintomi di avvelenamento si manifestano prima con vomito, diarrea, irritazione dello stomaco e dell'intestino e infine con seri disturbi del sistema nervoso che finiscono per colpire le meningi. Gli animali sono sensibili in gradi diversi alla tossicità della pianta; può capitare che, particolarmente affamati, tordi e cincie si cibino delle bacche dell'edera, ma ricordo di un amico che teneva la gabbia del canarino vicino a una pianta d'edera: il canarino ne mangiò le bacche e rimase stecchito.
Per uso esterno, e solamente esterno, l'edera vi può rendere dei meravigliosi servigi. È leggermente eccitante, febbrifuga e sudorifera. Ha la virtù di regolarizzare le mestruazioni. È emolliente, vale a dire che ha la proprietà di restituire ai tessuti lesi il loro stato normale (in casi di ulcere, di gonfiori, di tumefazioni, ecc.). Viene somministrata I'edera per curare delle gravi scottature; inoltre è antireumatica e il miglior calmante di dolori che si possa trovare a due passi da casa se non addirittura sul balcone. Oggi, che cominciamo a renderci conto dei pericoli che presentano i vari analgesici chimici con i loro effetti secondari, rivolgiamoci all'edera che la natura ci mette gratuitamente a disposizione: fate uso dei cataplasmi, dei gargarismi, dei bagni di edera ogni volta che dovete lenire un dolore: che si tratti di un mal di denti, di orecchi o di un attacco di gotta.
Oltre a tutte le virtù che ho già elencato, l'edera ne possiede altre tre che debbo far presente: prima di tutto, come tutte le piante amare, è fortemente stomachica, è un buon diuretico e infine ha anche delle qualità cosmetiche notevoli. Applicata in cataplasmi dissolve il grasso e fa scomparire la cellulite. Se è il simbolo dei cuori fedeli in amore è anche una preziosa collaboratrice delle donne che tengono alla loro bellezza. Non mi sembra proprio che ci sia conflitto fra queste due proprietà.




Raccolta

Dell'edera utilizzerete solamente le foglie, eventualmente i fiori, ma mai i frutti che sono decisamente troppo pericolosi soprattutto per i bambini. In fondo l'uomo è una bestia debole e cagionevole; si dice che le capre e le pecore divorino I'edera e ne ricavino il beneficio di un accrescimento della secrezione del latte. Cogliete le foglie in qualsiasi stagione e solo nella quantità necessaria al momento perché vanno usate fresche. Scegliete di preferenza un'edera che cresca in boschi lontani dall'inquinamento. Non sarebbe una cattiva idea se metteste una piantina di edera ai piedi del muro di casa vostra, tenendo a mente però che questa pianta mette delle radici enormi che potrebbero crearvi delle difficoltà.




Preparazione e impiego

DECOTTO per uso esterno (lozioni, impacchi, ecc. contro i dolori): una manciata di foglie fresche per litro d'acqua.

CATAPLASMI contro i dolori, i reumatismi, ecc.: applicate direttamente sulla parte da curare una poltiglia di foglie fresche; oppure mescolate 1/4 di foglie di edera macinate a della farina di lino.

IMPACCHI contro la cellulite: preparate un decotto di foglie fresche e inzuppatene un telo che metterete sulla parte del corpo da "ridurre".

CATAPLASMI contro il mal di denti e la carie dentaria: preparate un infuso di foglie fresche con quattro o cinque pizzichi per litro; salate abbondantemente; naturalmente non inghiottite...
In farmacia potete trovare anche delle gocce di edera molto efficaci per curare le tracheiti ribelli dei vostri bambini.

NOTA: Ricetta per curare la scabbia: si tratta di una macerazione di edera che vi consiglio: 
mettete a bagno per 24 ore una manciata di foglie di edera in un litro di aceto di vino; filtrate con un telo. Applicate il liquido, leggermente diluito con acqua, sulle parti ammalate, con impacchi, mattina e sera per una settimana.




ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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