sabato 2 giugno 2018

CURARSI CON IL MELO - (Curing with the Apple tree)



MELO

Eva mangiò la mela, la diede ad Adamo e... fu la fine del Paradiso Terrestre. In realtà quella mela, detta anche pomo, non è che la derivazione dal latino pomum che significa frutto. Il fatto che, ancora oggi, si usi il termine pomo, chiaramente derivato dal latino pomum, come sinonimo di mela, ci dice I'enorme importanza (culinaria, economica, "culturale") attribuita dagli antichi a questo frutto che evoca la forma del nostro pianeta e che è così ricco di virtù curative. La mela ci da vitamine, zuccheri assimilabili, enzimi indispensabili a un buon equilibrio dell'organismo, acidi (acido malico) e persino i minerali necessari alla vita (potassio, sodio, calcio, magnesio, fosforo...). 
La buccia è la parte più ricca di principi attivi ma, ahimè, i metodi moderni di coltura con il loro contorno di pesticidi, ci obbligano a scartarla...
Il melo selvatico (qualche volta chiamato dolcigno) cresce in tutta I'Europa fino all'Asia centrale, da dove sembra ci sia pervenuto. In Asia Minore è stato ignorato per molto tempo
ma già i greci lo coltivavano e a Roma, sotto l'imperatore Augusto, se ne contavano già non meno di 30 qualità diverse (oggi più di 1400). I più antichi autori vantavano le proprietà medicinali delle mele, come persisto a fare io oggi. 
Santa Ildegarda, nel Medio Evo, non si limitava solamente ai frutti: consigliava anche i fiori e le foglie contro le malattie degli occhi, i giovani getti degli innesti recenti contro la gotta e le gemme per guarire svariati malanni come il mal di testa, l'itterizia, le digestioni difficili, le acidità di stomaco, le coliche e la stitichezza.
La corteccia del melo è tonica, stimolante e febbrifuga; astringente dei tessuti e dei vasi sanguigni. Sostituisce abbastanza bene il chinino; le foglie, i fiori e anche le gemme sono ottimi diuretici: con una preparazione comprendente queste tre parti vegetali mio nonno ha guarito un uomo afflitto da una grave infiammazione renale. La consiglio anche per combattere i calcoli delle vie genito-urinarie e i malanni della vescica (in particolare cistiti). 
La mela, di per sé, è calmante (una mela prima di coricarsi concilia il sonno), rinfrescante, libera i bronchi e il naso dagli umori, è febbrifuga, diuretica, antidiarroica e soprattutto lassativa.
Gli illustri medici della Scuola Salernitana dicevano: "Post pirum da potum, post pomum uade cacatum" il che traduciamo così "dopo la pera pipì, dopo la mela popò". 
La mela cotta è eminentemente lassativa e calmante; ma cotta o cruda è un ottimo depurativo del sangue, libera I'organismo dalle tossine, stimola la digestione ed è particolarmente indicata per i reumatici, i gottosi, i sofferenti di fegato, di reni e di arteriosclerosi, gli obesi, gli afflitti da emorroidi, eczema e malattie della pelle
Il frutto di Eva, frutto della salute, non poteva che essere anche un apportatore di bellezza.




Raccolta

Raccogliete le mele quando sono ben mature; se siete sicuri che non siano state contaminate da nessun prodotto chimico non togliete la buccia perché perdereste la parte migliore; in caso contrario, è molto meglio fare a meno delle vitamine e dei sali minerali che contiene... Raccogliete le foglie, i fiori e le gemme dell'albero e staccate la corteccia in primavera. Fateli essiccare all'ombra.




Preparazione e impiego

CURA DI MELE -  non raccomanderò mai abbastanza una cura di mele annuale: è una provvista di salute alla portata di tutti.
Scegliete per questo dei frutti molto maturi e possibilmente appena raccolti dall'albero; togliete il torsolo e i semi e grattate finemente la polpa e la buccia in una insalatiera; non mangiate che questo (senza zucchero e bevendo solamente acqua) per 2 giorni (da 1 chilo a 1 chilo e mezzo al giorno). Il terzo giorno aggiungete qualche alimento leggero. Il vostro apparato digerente, il fegato, i reni, il sangue, saranno come rimessi a nuovo. Con questa cura è stato salvato un bambino affetto da una enterite acuta ed sono stati curati diversi malati afflitti da stitichezza, dissenteria, diarree catastrofiche e febbri tifoidee.

INFUSO E DECOTTO di foglie, di fiori, di corteccia o di gemme: mettete 3 manciate di una di queste parti, o dell'insieme in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.) L'infuso di soli fiori, è molto efficace contro i mali di gola e la tosse.

SUCCO - bevetene a volontà, solo, con del miele o in sciroppo (nella proporzione di una parte di succo per una parte e mezzo di zucchero.) Applicato sulla pelle rassoda e abbellisce i tessuti.

SIDRO - ottenuto dalla fermentazione del succo di mela, raggiunge una bassa gradazione alcoolica e rappresenta una bevanda piuttosto sana (a piccole dosi). A forti dosi predispone all'ulcera gastrica. Quanto poi alla grappa di mele, o calvados, miete troppe vittime perchè ve ne parli.


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
A - B - C - D - E - F - G - I - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - V - Z


INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
A B - C - D - E - F - G - H - I - L - M - N - O - P - R - S - T - U - V 

VEDI ANCHE . . .

Nessun commento: