venerdì 29 giugno 2018

RIMEDI contro l'EMICRANIA (Remedies against Migraine)



 EMICRANIA

L'emicrania è un tipo di mal di testa particolarmente fastidioso, frequente e con attacchi acuti. Generalmente viene interessato un lato della testa e un attacco può durare da poche ore a vari giorni, accompagnato spesso da nausea, vomito, dolori addominali, intolleranza alla luce e vertigini. L'emicrania è causata da un disturbo funzionale delle vene, la cui causa è ancora oggi sconosciuta. A seguito di un restringimento delle arterie cerebrali, le vene si dilatano, generando il tipico dolore localizzato in un solo lato della testa.
Ne possono derivare sintomi neurologici definiti con il termine di "aura", comprendenti sfarfallii visivi e disturbi nell'articolare le parole, che precedono a volte lo stesso attacco. 
L'emicrania può essere generata da stress, da disturbi ormonali, da alcol o da determinati alimenti quali cioccolato, formaggio, aglio o agrumi. In questi casi possono essere d'aiuto i rimedi omeopatici.

CHE FARE? - Nel caso si verifichi un attacco di emicrania riparatevi in una stanza buia lontano dalle correnti d'aria e se possibile, cercate di riposate. Non assumete cibo ma, se lo
desiderate, bevete acqua o tè
I dolori acuti possono essere alleviati con impacchi, esercizi di rilassamento, tisane o trattamenti omeopatici.

PREVENIRE RILASSANDOSI -  Uno stile di vita stressato e dai ritmi frenetici può favorire l'insorgere dell'emicrania. Solitamente gli attacchi compaiono il fine settimana o durante le vacanze, quando il corpo e la psiche si rilassano e le vene contratte si dilatano. Un ottimo rimedio per prevenire questo fastidioso disturbo è praticare regolarmente esercizi di rilassamento, come lo Yoga o il training autogeno, in grado di regolare, con il passare del tempo, l'alternarsi di contrazione e decontrazione dei vasi sanguigni.

DIARIO DEI DOLORI - Se soffrite di emicrania registrate con precisione gli attacchi in un'agenda, annotando I'ora, la situazione e l'intensità con cui si verificano. Questi appunti vi aiuteranno a individuare la causa scatenante dell'attacco stesso, per esempio cibi particolari o situazioni di stress psicologico, permettendovi così di evitarla.

TRATTAMENTO OMEOPATICO - Un trattamento omeopatico dell'emicrania agisce spesso con successo, anche se appare complicato e necessita dell'intervento di un omeopata qualificato. La terapia viene di solito iniziata nei periodi in cui gli attacchi non si verificano.





TISANE CURATIVE 

TISANA DI ACHILLEA - La tisana di achillea è d'aiuto per prevenire gli attacchi di emicrania. Versate 1/4 di litro d'acqua bollente sul cucchiaino di questa pianta e lasciate in infusione per circa 1 minuto, poi filtrate. Bevetene 1-2 tazze al giorno a piccoli sorsi.

MISCELA DI ERBE -  La tisana delle seguenti piante attenua la nausea e i dolori:

100 grammi di melissa
100 grammi di rosmarino
50 grammi di verbena
50 grammi di ruta

Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaio di queste erbe; lasciate in infusione per circa 5 minuti, poi filtrate. Bevetene fino a 3 tazze al giorno.


OLI ETERICI

In caso dì attacchi di emicrania, l'olio di menta svolge un'azione lenitiva e rilassante: massaggiate delicatamente con alcune gocce fronte, tempie e la zona dietro le orecchie. 
In alternativa fate un impacco di circa 15 minuti sulla fronte con un panno bagnato sul quale avrete messo alcune gocce di olio di menta.


Barbaforte, chiamata anche  rafano o cren

RIMEDI CASALINGHI

IMPACCO DI BARBAFORTE - Grattugiate 1/4 di tubero di barbaforte (rafano o cren), aggiungete 2-3 cucchiaini di aceto di mele e mescolate. Mettete la poltiglia su un telo di lino e fatene un impacco sullo nuca per circa 5 minuti. Il barbaforte ha un effetto lenitivo, mentre l'aceto di mele rilassa e decontrae i vasi sanguigni.

PEDILUVIO FREDDO -  Un pediluvio freddo è d'aiuto contro l'emicrania. In una bacinella colma d' acqua a 15-20 °C immergete alternativamente per 20-30 secondi il piede destro e il sinistro. Asciugate i piedi e indossate calze di lana per riscaldarli ed evitare che il freddo accentui l'emicrania. Se necessario ripetete questa applicazione ogni mezz'ora.


IMPACCO ANTISPASTICO DI CUMINO

Il cumino agisce come calmante e antispastico sulle vene. Cuocetene per pochi minuti una manciata in poca acqua, fatene una poltiglia, stendetela su un telo di lino e applicatela sulla fronte. Con un secondo telo legate il primo e lasciate agire l'impacco riposando a letto per circa un'ora.


CONSIGLIO UTILE

Riempite un guanto di spugna con cubetti di ghiaccio e arrotolatelo in uno strofinaccio. Ponete questo impacco sulla fronte o sulle tempie. Il rapido raffreddamento locale comporta
il restringimento dei vasi sanguigni cerebrali e, nello stesso tempo, attenua il dolore.



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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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ARTRITE (Remedies against Arthritis)




ARTRITE

Un'infiammazione acuta dell'articolazione (artrite), o di una sua parte, causa un irrigidimento mattutino dell'arto colpito, dolori, gonfiori, arrossamenti, surriscaldamenti e, a volte, persino il blocco della motilità. L'artrite è dovuta a una disgregazione della capsula articolare in seguito a una diminuita capacità di rigenerazione dei tessuti ossei e può essere causata da diversi fattori: infezioni batteriche, stimolazioni termiche o meccaniche o un uso esagerato della parte.
L'infiammazione acuta dell'articolazione può essere dovuta, inoltre, a disturbi di parti del corpo lontane dalla zona dolente, come infezioni ai denti o alle tonsille.
Per evitare che un caso acuto si trasformi in artrite cronica, se il gonfiore articolare non diminuisce con il passare del tempo, è consigliabile consultare un medico. Terapie naturali possono affiancare trattamenti specifici della medicina tradizionale.

CHE FARE? - Finché l'infiammazione è in fase acuta cercate di far riposare l'articolazione, per evitare che il dolore aumenti: distendetela in posizione rilassata, poggiandola  su un cuscino o una coperta arrotolata.
È consigliabile rimanere a letto per alcuni giorni. 
Un ottimo rimedio sono anche impacchi freddi, digitopressione e tisane disinfiammanti. Terminata la fase acuta  è d'aiuto fare esercizi che sciolgano l'articolazione, per evitare che si verifichi un blocco totale.

TERAPIA DEL FREDDO - In caso di infiammazione acuta il freddo è un ottimo disinfiammante e risulta più piacevole rispetto al caldo. Riempite un panno con cubetti di ghiaccio e ponetelo sulla parte dolorante oppure fate impacchi con acqua ghiacciata: otterrete un rapido sollievo. 
Tuttavia, prima di qualsiasi trattamento è consigliabile consultare un medico perché possa indicarvi la terapia più adatta.

RIDURRE IL PESO - Se siete in sovrappeso cercate di mettervi a dieta: un sovraccarico delle articolazioni può causare facilmente infiammazioni alle stesse. 
Potete controllare il vostro peso con questa semplice formula. 
Per le donne: altezza (in cm) meno 100 meno 10 % rappresenta il peso considerato normale (in kg); per gli uomini altezza (in cm) meno 100 rappresenta il peso normale (in kg).




BRACCIALETTO DI RAME - Nonostante i pareri controversi della medicina tradizionale, in molti casi portare un braccialetto di rame può lenire i dolori. Si suppone che, sudando, del rame si sciolga e penetri nella pelle sotto forma di composto. Esso è in grado di innescare processi fisici capaci di attenuare i dolori e lenire le infiammazioni.




TISANE MEDICINALI

Tisana di radice dì artiglio del diavolo -  La tisana di radice di artiglio del diavolo (da acquistare in erboristeria) è efficace nel trattamento delle artriti croniche. Versate 300 ml d'acqua bollente su 1 cucchiaino colmo di radice dello pianta spezzettata finemente e lasciate riposare per circa 8 ore, mescolando di tanto in tanto, poi filtrate. Portate la tisana a
ebollizione e lasciate raffreddare finché sarà a temperatura ambiente. Bevetene 1 tazza al giorno.

Tisana di ortica - L'ortica, grazie alla presenza di sostanze disinfiammanti, come l'acido silicico, vitamine e soli minerali è un ottimo rimedio in caso di artrite. Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 3 cucchiaini della pianta. Lasciate riposare 10 minuti, poi filtrate. Bevetene 3 tazze al giorno.


RIMEDI NATURALI

DIGITOPRESSIONE - Lo stimolazione di particolari punti energetici favorisce l'irrorazione sanguigna ed è d'aiuto per donare all'articolazione maggiore mobilità. Appoggiate il pollice della mano destra nel palmo dello mano sinistra, tra pollice e indice,e premete con insistenza e continuità sotto le ossa collegate all'indice. Continuate per alcuni minuti respirando profondamente. Ripetete l'operazione con l'altra mano.


Eseguite la digitopressione due volte al giorno.




CLISTERE -  L'infiammazioni derivano spesso da una iperacidità del corpo. In caso di forti dolori fare due clisteri può essere d'aiuto per eliminare l'acidità intestinale e attenuare il dolore.
1° clistere -  Il primo clistere si fa con 1/2 litro d'acqua bollita e raffreddata,in modo da svuotare l'intestino.
* 2° clistere - Il secondo clistere si fa con 1 litro d'acqua bollita e raffreddata a cui avrete aggiunto 1 cucchiaio di malva e camomilla. Distesi, cercate di trattenere il liquido nell'intestino per circa 15 minuti.

ACIDI GRASSI OMEGA-3 - Se soffrite spesso di infiammazioni articolari potete inserire nella vostra dieta particolari tipi di pesce, come sgombri, salmone e aringhe. La loro carne, infatti, contiene i famosi acidi grassi Omega-3, grassi polinsaturi ed essenziali, che prevengono la formazione di sostanze biochimiche le quali sono alla base dei processi infiammatori dell'organismo.


CONSIGLIO UTILE

L'acqua rilassa e, inoltre, alleggerisce il peso che le articolazioni devono sostenere. Per rimettere in moto quest'ultime correte in acqua (Aquajogging) o fate esercizi in piscina o nel mare.




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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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giovedì 28 giugno 2018

CURARSI COL RABARBARO - Rumex Officinale (Curing with Rhubarb)



RABARBARO
Rumex Officinale

In Cina l'azione terapeutica del rabarbaro soprattutto sul tratto gastrointestinale è conosciuta da millenni. La pianta fu importata nel bacino mediterraneo dai mercanti di sete orientali. Nel Seicento era la Russia ad avere il monopolio del commercio di questa pianta.

BOTANICA - Il rabarbaro è una pianta appartenente alla famiglia delle Poligonacee che può raggiungere un'altezza di 2 metri.  Ha foglie basali orbicolari e cuoriformi, mentre il fusto è eretto e ha all'estremità un'infiorescenza a pannocchia formata da fiori giallognoli. Le radici hanno un gusto particolare e colorano la saliva di giallo. Il loro profumo è dolce e leggermente inebriante.

HABITAT - Il rabarbaro è originario degli altopiani della Cina del Nord e del Tibet dell'Est. A partire dal Settecento venne coltivato in Europa, soprattutto in Austria e nella Germania del Sud.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano le radici della pianta di 6-10 anni. Esse vanno raccolte in autunno quando le foglie, ancora attaccate ai rami, iniziano a ingiallire.

COMPOSIZIONE - Le radici di rabarbaro contengono composti di antranodi, che favoriscono l'evacuazione, e tannini, dall'azione antinfiammatoria e leggermente astringente. Assunta in piccole dosi la pianta provoca stipsi, mentre in quantità più elevate ha l'effetto contrario. Sono presenti, inoltre, pectine e amidi.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Il rabarbaro, grazie alle spiccate proprietà lassative, è indicato in caso di stipsi e soprattutto in caso di emorroidi o fistole anali perché, grazie alle sostanze in esso presenti, è in grado di ammorbidire le feci. I tannini contenuti leniscono le infiammazioni gastrointestinali. Impiegata per uso esterno, la pianta è efficace nella cura di infiammazioni della mucosa orale.




APPLICAZIONI

INFUSO -  Versate 150 ml d'acqua bollente su 1 cucchiaino raso di polvere di radice di rabarbaro, lasciate riposare 10 minuti, poi filtrate. In caso di stipsi ed emorroidi bevete 1 tazza di tisana la sera.

TINTURA - In farmacia potete acquistare la tintura di rabarbaro. Per stimolare l'appetito e favorire la digestione assumetene qualche cucchiaino. Per favorire ancor più l'appetito unite in porti uguali la tintura di rabarbaro con quella di zenzero.
Assumetene 30 gocce con un po' d'acqua 3 volte al giorno.

PREPARATI IN COMMERCIO -  In farmacia e in erboristeria potete acquistare prodotti a base di rabarbaro, da solo o in unione con altre piante officinali, da impiegare sia per uso interno sia per uso esterno in caso di stipsi e per lenire infiammazioni della mucosa orale.


 CONSIGLIO UTILE

Il rabarbaro, similmente alla senna, contiene isometilantrachinone, anche se in minori quantità. Non assumetelo per troppo tempo, perché il suo uso prolungato può provocare dipendenza e infiammazioni e irritazioni del retto.





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martedì 26 giugno 2018

CURARSI CON LO ZENZERO - Zingiber Oficinale (Curing with Ginger)



ZENZERO 
Zingiber Officinale

La medicina ayurvedica e quella orientale utilizzano da sempre lo zenzero come pianta officinale. Ai tempi dei Romani la radice essiccata della pianta venne trasportata in tutta Europa dai mercanti, dove fu utilizzata come aroma in cucina e rimedio per favorire la digestione e attenuare la nausea.

BOTANICA - Lo zenzero è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zingiberacee che può raggiungere un altezza di 60 centimetri la radice, molto robusta e con
numerose diramazioni, ha un aroma penetrante e pungente e sapore piccante.

HABITAT - Lo zenzero viene coltivato in quasi tutti i paesi tropicali, in terreni fertili e umidi. La pianta impiegata per scopo terapeutico proviene dalla Giamaica.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizza esclusivamente la radice di piante coltivate. Essa, una volta raccolta, viene lavata accuratamente e fatta essiccare al sole per 5-6 giorni.

COMPOSIZIONE - La radice di zenzero contiene un olio essenziale composto principalmente da zingiberina, gingerina e gingerolo. Inoltre, sono presenti zingerone, resine e mucillagini che conferiscono alla pianta un gusto piccante e grazie alle quali svolge un'azione digestiva ed è efficace contro la nausea.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Lo zenzero, grazie alle sostanze in esso contenute, svolge un'azione antisettica ed è in grado di attenuare i gonfiori. Inoltre, è efficace in caso di disturbi digestivi, mal di stomaco e gastrite, per stimolare l'attività intestinale e l'appetito. Infine è indicato contro la nausea, soprattutto quella che insorge durante il viaggio. La tradizione popolare utilizza la radice di zenzero contro la tosse e per fermare le emorragie. Non assumete la radice se soffrite di calcoli alla cistifellea.



APPLICAZIONI

INFUSO -  Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 grammo di polvere di zenzero, lasciate in infusione per 5 minuti, poi filtrate. Bevete 1 tazza di tisana calda 2-3 volte al giorno dopo i pasti.

MISCELA DI PIANTE OFFICINALI - Mescolate in parti uguali zenzero, maggiorana, basilico e tossillaggine. Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaino della miscela, lasciate riposare 10 minuti, poi filtrate. Bevetene 1 tazza più volte al giorno.

POLVERE - In coso di nausea assumete 2 grammi di polvere di zenzero fresca con un po' d'acqua, mentre se soffrite di mal di viaggio assumetene 0,5 grammi mezz'ora prima e poi, durante il viaggio, ogni 4 ore. 
Attenzione: non utilizzate lo zenzero durante la gravidanza.

TINTURA - Versate 20 grammi di polvere di zenzero in 100 ml di alcol al 60 %, lasciate riposare per alcuni giorni, scuotendo di tanto in tanto, poi filtrate.
Contro l'inappetenza o la gastrite assumetene 20-30 gocce con un po'd'acqua, per favorire la digestione 1 cucchiaino diluito con acqua, dopo i pasti.


 CONSIGLIO UTILE

Le sostanze che compongono lo zenzero possono irritare la pelle, senza tuttavia provocare, se non in rari casi, reazioni allergiche.





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lunedì 25 giugno 2018

CURARSI CON LA RUTA, per stimolare il flusso mestruale (Ruta graveolens) (Curing with Rue)



RUTA

Ruta graveolens

Nell'antichità la ruta era una pianta officinale molto utilizzata. Fu importata nei paesi del Mediterraneo dai Benedettini. Nel Medioevo le sue foglie erano spesso rappresentate negli stemmi araldici. Oggi, a causa della presenza di alcaloidi velenosi, non è molto usata.

BOTANICA - La ruta è una pianta appartenente alla famiglia delle Rutacee che può raggiungere un'altezza di 1 metro.  Le foglie sono alterne, di colore verde cenerino e, se guardate in trasparenza, presentano punti traslucidi dovuti alla presenza di ghiandole infossate nello spessore delle foglie. Ha un profumo particolare e molto aromatico, e un sapore amaro, molto speziato.

HABITAT - La ruta è originaria dell'Europa meridionale. Oggi viene coltivata anche nell'Europa centrale. Nelle regioni miti cresce spontaneamente nei luoghi aridi, sassosi e sulle rocce.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano le sommità raccolte poco prima della fioritura. La ruta da utilizzare come pianta officinale viene raccolta in giugno, mentre quella da impiegare come aroma per le insalate in agosto.

COMPOSIZIONE - Le foglie della ruta contengono un olio essenziale dalle proprietà antisettiche, oltre che rutina, cumarine e oltre 40 diversi alcaloidi. Inoltre sono presenti tannini, vitamina C e l'eteroside rutoside.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - La ruta deve essere assunta in dosi ridotte. Essa è in grado di stimolare la secrezione gastrica, facilitare la digestione e impedire la formazione di gas e, quindi, la comparsa di gonfiori. Inoltre la pianta è indicata per stimolare la comparsa di mestruazioni e, grazie alla rutina presente, per favorire l'elasticità dei vasi sanguigni. Il rimedio omeopatico preparato con questa pianta è indicato contro i disturbi agli occhi. Attenzione: la ruta, in dosi elevate, può provocare contrazioni uterine, causando l'aborto. Per questo motivo non assumetela durante la gravidanza.




APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaino di ruta, lasciate riposare 5-10 minuti, poi filtrate. AI bisogno bevetene 1 tazza al giorno.
Attenzione: non superate il dosaggio, per evitare irritazioni gastriche e intestinali, fenomeni di fotosensibiIizzazione, vertigini, forte salivazione e polso debole. Se avete una pelle molto sensibile il solo contatto con la pianta fresca può causarvi prurito o infiammazioni cutanee, con formazione di vescicole.

TISANA - Per le persone anziane è indicata una tisana preparata con 10 grammi di semi di cumino, 30 grammi ciascuno di foglie di biancospino, foglie di melissa e vischio, 20 grammi di ruta e 20 grammi di radice di valeriana.

OMEOPATIA - Il rimedio omeopatico si  ottiene con le foglie fresche di ruta.


 CONSIGLIO UTILE

Fate essiccare la ruta in un luogo ben aerato. In seguito conservatelo al buio e all'asciutto.





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domenica 24 giugno 2018

CURARSI COL POLIPODIO VOLGARE - FELCI (Polypodium vulgare)



POLIPODIO VOLGARE

Il polipodio volgare (Polypodium vulgare), noto anche come felce dolce o liquirizia selvatica, è molto diffuso ai piedi degli alberi, sui vecchi muri e sulle rocce. Le foglie, lunghe da 20 a 50 centimetri, che in primavera si presentano arrotolate a forma di pastorale, sono suddivise in lobi di dimensioni decrescenti man mano che raggiungono l'estremità dello stelo. Sulla pagina inferiore recano numerosi ammassi tondeggianti di spore disposte in due file parallele su ogni lobo. Il grosso rizoma di questa specie (la "radice") ha un sapore dolce caratteristico, fortemente rassomigliante alla liquirizia (da qui il nome volgare di liquirizia selvatica).
Il polipodio, ben noto agli antichi, ha ottime virtù purgative e lassative. Calma la tosse, aiuta il decorso delle bronchiti croniche o acute e guarisce abbastanza facilmente i raffreddori più ostinati. Elimina i parassiti intestinali e guarisce numerose malattie del fegato e della milza; stimola la secrezione biliare e da sollievo ai gottosi ed ai reumatici.




Raccolta

Utilizzerete solamente il rizoma, che estirperete in luglio-agosto e farete seccare al sole o all'ombra.


Preparazione e impiego

DECOTTO -  per un litro d'acqua pestate da 30 a 40 pizzichi di radice secca. (Una tazza al mattino, a digiuno.) Potete anche, quando il vostro decotto è pronto, aggiungervi un cucchiaino da caffè di liquirizia in polvere e un piccolo frammento di radice d'angelica; in questo caso lasciate riposare una mezza giornata; filtrate e dolcificate con miele. (Una tazza al mattino, a digiuno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI - una manciata di radice pestata per litro d'acqua.



NOTA: Prima di abbandonare l'argomento delle felci, voglio sottolineare che non dovrete servirvi della felce maschio che con la massima cautela: questa specie è decisamente tossica non appena si superano le dosi raccomandate. Riservate la felce maschio ai casi veramente gravi e servitevi della femmina per tutti gli altri.






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