martedì 5 luglio 2016

CURARSI CON IL RAFANO (Armoracia rusticana) Curing with Horseradish



IL RAFANO
Armoracia lapathifolia, Cochlearia armoracia, Nasturtium armoracia, Armoracia rusticana

Il rafano ha tutte le caratteristiche di una pianta esplosiva: è a un tempo la migliore e la peggiore delle erbe: a piccole dosi stimola I'organismo e in particolare il sistema digestivo, mentre a forti dosi lo sconvolge!
È una grossa pianta della famiglia delle Crocifere che raggiunge il metro e mezzo e che, fuori degli orti, si diffonde nei luoghi freschi (fossi, argini dei corsi d'acqua, rive degli stagni). 
Le grandi foglie dentate talora raggiungono un metro di lunghezza, mentre i fiori a quattro petali, bianchi e profumati, sono piccolissimi. 
Questa specie proviene dalla Russia, anche se la fantasia popolare le ha affibbiato nomi come cren inglese, senape tedesca, radice di cavallo, ecc. 
Fin dal Medio Evo Santa Ildegarda lo prescriveva per curare stitichezza, intossicazioni, vermi, disturbi del fegato, dei reni, della vescica, degli orecchi, dell'apparato respiratorio e della pelle.  La radice del rafano ha all'incirca le stesse proprietà della senape. È fortemente revulsiva e questo ce la raccomanda per curare tosse, tosse convulsa, bronchite, pleurite, polmonite, asma, congestioni e reumatismi. 
È anche diuretica (ottima per curare albuminuria, edemi, gotta, calcoli delle vie genito-urinarie), ha un'azione tonica su tutto I'organismo, è stimolante, antiscorbutica e, in dosaggi appropriati, la migliore coadiutrice delle funzioni dello stomaco, dell'intestino e del fegato. 
Per uso esterno la radice, affettata o grattugiata e applicata in cataplasmi, è un ottimo rubefacente: in altre parole decongestiona le parti colpite, allevia il dolore e accelera la guarigione.
La raccomando contro vertigini e sincopi (applicata sul petto), contro lombaggini, sciatiche, dolori della colonna vertebrale, dolori di stomaco e di ventre, emicranie e mal di denti.




Raccolta

Se non avete del rafano in giardino, andatelo a cercare in luoghi umidi, vicino a casa vostra: estirpate la radice in autunno. Il rafano si moltiplica per stoloni; ama il terreno molto umido, ricco e profondo. È consigliabile a fine primavera tagliare le radici laterali per ottenere, in ottobre, una grossa




Preparazione e impiego

INFUSO o DECOTTO: misurate una mezza manciata di radice fresca tagliata in piccoli pezzetti (non spellata) per litro d'acqua (2 tazze al giorno).

SUCCO (antiscorbutico): spremete il succo della radice fresca attraverso un telo. (1 o 2 cucchiai da minestra al giorno.)

CATAPLASMI di rafano fresco: applicate sulla parte del corpo colpita delle fettine di radice il più sottili possibile o un impiastro di radice grattugiata (non spellata).





  
INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

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