venerdì 1 luglio 2016

CURARSI CON LA SERENELLA - Syringa vulgaris (Curing with Lilac Plant)



   
LA SERENELLA


La serenella incanta con il suo profumo i villaggi delle nostre campagne sin dall'inizio della primavera. Le sue virtù si esprimono al massimo al momento della risalita della linfa, quando il sole è ancora giovane. È conosciuta in Italia anche sotto il nome di siringa o lillà.
I grossi grappoli di fiori lilla chiaro o bianchi deliziano gli occhi e rendono I'animo sognante. L'arbusto, che non è necessario descrivere in dettaglio, può raggiungere i 10 metri di altezza. Proviene dai Balcani e dal Medio Oriente. Il nome volgare (lillà) deriva dall'arabo-persiano likâk . 
I mori del X secolo lo introdussero in Spagna, ma si dovette attendere fino al XVI secolo prima che si diffondesse nel resto dell'Europa.

La serenella è amarissima in tutte le sue parti, ed è per questa ragione che le bestie delle nostre campagne - persino le capre! - la rispettano. È proprio questa amarezza che costituisce la sua principale virtù medicinale: da un lato fa calare la febbre, da un altro è un ottimo tonico particolarmente per il sistema digerente. La raccomando per curare digestioni laboriose, aerofagia, flatulenze e diarree. Sono inoltre fermamente convinto della sua efficacia come febbrifugo perchè viene somministrata anche ai gottosi e ai sofferenti di reumatismi.




Raccolta

Se ne avete la possibilità, piantate una serenella davanti a casa vostra: offrirete una gioia ai vostri occhi e il profumo vi incanterà. Ai nostri tempi nulla può sostituire il fascino sottile del profumo della serenella: ve ne sentirete purificati da tutti i fetori che questa nostra civiltà industriale ci dispensa così generosamente. 
Raccogliete in primavera la corteccia e i rametti giovani, le foglie più tenere e i fiori odorosi che essiccherete all'ombra. In seguito coglierete i frutti (capsule) della pianta.






Preparazione e impiego

INFUSO o DECOTTO di fiori: mettete una mezza manciata di fiori secchi in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno come tonico del sistema digestivo.)

INFUSO o DECOTTO di foglie: mettete una mezza manciata di foglie secche in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno per far calare la febbre.)

DECOTTO CONCENTRATO di corteccia: mettete una mezza manciata di corteccia pestata in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno per far calare la febbre.)

DECOTTO LEGGERO di frutti: mettete 10 pizzichi di capsule fresche o secche in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: mettete mezza manciata di fiori, mezza manciata di foglie, e mezza manciata di corteccia pestata in una bacinella d'acqua. (2 bagni al giorno, in particolare contro i dolori dell'apparato digerente, le crisi di gotta e i reumatismi.)

MACERAZIONE di fiori (uso esterno): fate macerare una grossa manciata di fiori secchi in un litro di buon olio d'oliva ed esponete il tutto al sole per 15 giorni; filtrate e usate il preparato per frizioni sul ventre (disturbi dell'apparato digerente) o sulle parti doloranti (reumatismi).






   
INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

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