giovedì 26 maggio 2016

CURARSI CON LA BORSA DEL PASTORE (Curing with shepherd's purse)



LA BORSA DEL PASTORE

Che nome bizzarro da dare a questa umile cugina del cavolo e della colza, conosciuta anche come capsella, borsacchina, erba raperina ed erba di Giuda! Le cose si chiariranno quando avremo detto che non ha pretese di parentela con il grande Pasteur, padre della microbiologia e del vaccino contro la rabbia; si tratta proprio del semplice pastore, l'umile accompagnatore delle pecore al pascolo. Ma perché poi "borsa"?
Per la forma dei frutti che evocano la bisaccia del pastore o del monaco questuante.
Già nel Medio Evo veniva chiamata "sanguinaria", perché le si riconoscevano virtù emostatiche eccezionali, virtù, del resto, riconosciutele anche dai farmacologi moderni. La si impiega per curare ferire, piaghe aperte e sbocchi di sangue; è insuperabile come medicazione di primo intervento e gli emofiliaci farebbero bene ad averne sempre una scorta sottomano. 
La considero il rimedio sovrano contro mestruazioni troppo prolungate o eccessive: per le giovinette vittime di emorragie improvvise all'epoca della pubertà come per le madri durante la menopausa. Sono molte le donne che ringraziano questa pianta per aver ottenuto la normalizzazione del ciclo mestruale, o per aver doppiato senza troppa difficoltà il capo della sua cessazione definitiva.




Raccolta

La borsa del pastore, originaria delle contrade mediterranee, ha seguito l'uomo nella sua conquista del mondo; ama i campi coltivati e ben concimati; oggi si trova ovunque dal livello del mare a più di 3000 metri di altezza e in tutti i continenti (solo la Polinesia ne è ancora priva); conviene raccoglierla in estate o in autunno, preferibilmente quando una buona parte dei frutti sono già formati ma rimane ancora in cima al gambo un piccolo pennacchio di fiori non ancora fecondati.


BORSA DEL PASTORE
Capsella bursa-pastoris L. (Moench)
Famiglia delle Crocifere
Fiori bianchi

Preparazione e impiego

INFUSO  contro tutte le emorragie: mettete due manciate di pianta fresca o una manciata di pianta secca per litro d'acqua; lasciate in infusione per un'ora, e mezzo. (Da 4 a 5 tazze al giorno: trattamento d'attacco contro le emorragie uterine e le mestruazioni troppo abbondanti.)

DECOTTO contro persistenti emorragie al naso: una piccola manciata di pianta secca in un litro d'acqua. (Da 3 a 4 tazze al giorno. Per i bambini 1 tazza. O anche, più, semplicemente, inzuppare un tampone nel decotto e metterlo nel naso.)

SUCCO di pianta fresca: spremetene un bicchiere che berrete a piccoli sorsi ogni ora, con un po' di miele. (Trattamento d'attacco contro le emorragie.) 
Contro emorragie al naso, potete anche mettere nelle narici, qualche goccia di succo.

SEMICUPIO per le donne che soffrono di mestruazioni troppo abbondanti: misurate una manciata di pianta secca o una manciata e mezzo di pianta fresca per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI COMPLETI: misurate una manciata di pianta per litro d'acqua.





   
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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CURARSI CON IL BOSSO (Curing with Buxus)



  
IL BOSSO

In Francia, sono i rami del bosso che si fanno benedire la domenica delle Palme.
Conosciamo tutti questo arbusto dalle foglie sempreverdi, che cresce in macchie nelle zone aride e nel sottobosco; ogni pianta può arrivare a 5 o 6 metri di altezza e vivere sei o settecento anni. II bosso, che viene spesso piantato come recinzione, ha un legno durissimo, corteccia liscia, grigiastra, foglie ovali, coriacee, lucide e piccoli fiori verdastri. I frutti, a capsule ovoidali a tre lobi, sono caratteristici.

Questo arbusto è un valido aiuto del fitoterapeuta, ma va trattato con una certa prudenza dato che contiene in tutte le sue parti un temibile veleno: la buxina. 
Quando vi servirete di questa pianta è importante che rispettiate scrupolosamente i dosaggi indicati.




   
Fin dal XII secolo, il bosso viene impiegato in tutte le sue parti (legno, corteccia e foglie) come depurativo, sudorifero e febbrifugo. Lo raccomando in maniera particolare negli attacchi di malaria, quando il chinino non agisce, e in tutte le febbri ostinate. Il bosso, non solo cura i sintomi combattendo la febbre, ma, per la sua attività depurativa, cura l'origine del male. Ridà tono al malato e rinforza le difese naturali contro i germi patogeni.





  
Raccolta

Tagliate il legno, prendete la corteccia e raccogliete le foglie del bosso subito prima della fioritura, vale a dire in marzo-aprile, secondo le regioni. Se non le utilizzate immediatamente, fatele essiccare all'ombra. Per la vostra raccolta sceglierete gli arbusti lontani dai centri abitati, vale a dire il più lontano possibile dalle fonti di inquinamento della nostra civiltà.




Preparazione e impiego

INFUSO  di corteccia, di foglie e di legno (depurativo): 5 pizzichi di pianta in un litro d'acqua. (Una tazza al giorno per 3 giorni.)

DECOTTO (sudorifero e febbrifugo) di corteccia e d foglie: stesse proporzioni e stesse dosi.

POLVERE di foglie secche (solamente in caso di febbre molto alta): un piccolo pizzico con un po' di miele.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI  di raschiatura di legno, o di foglie (depurativo, sudorifero, febbrifugo): una piccola manciata di pianta per litro d'acqua (vi raccomando particolarmente questa ricetta perchè i suoi effetti sono rapidi, e perchè non si corrono rischi sbagliando dose).

NOTA -  Se i bagni alle mani e i pediluvi non offrono che vantaggi, altrettanto non si può dire delle tre preparazioni precedenti, che sono difficilmente sopportate dallo stomaco. Vi consiglio di ricorrervi con grande prudenza, a meno di essere consigliati da persona competente.


Siepe di bosso





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