mercoledì 25 maggio 2016

CURARSI CON LA CAROTA SELVATICA (Curing with Wild Carrot)



LA CAROTA SELVATICA

Per tanto tempo ci siamo illusi che la carota coltivata fosse una discendente di quella selvatica, la più difiusa nei nostri prati, il Daucus carota. Non è vero: i più smaliziati ibridatori
non sono mai riusciti a ottenere dalla radice acre, legnosa e maleodorante della carota selvatica un legume minimamente commestibile. 
Comunque, la carota selvatica ci offre delle virtù medicinali, ma attenti a non fare confusione: la tremenda cicuta maculata, I'avvelenatrice di Socrate, le somiglia moltissimo. 
Dovremo essere cauti nella raccolta, ma non è difficile: basta un po' di attenzione. La cicuta acquatica - talvolta galleggiante - crea meno problemi perché non cresce nello stesso ambiente della carota selvatica che predilige terreni meno umidi. Ma è dalla grande cicuta maculata, altrettanto pericolosa, che dovremo guardarci; questa infatti è assai diffusa e, come la carota selvatica, cresce nei prati asciutti, nei terreni abbandonati e sul ciglio delle srrade. 
Una prima distinzione la si può fare strofinando la pianta fra le dita: la cicuta emana un lezzo sgradevole, mentre la carota selvatica lascerà le vostre dita impregnate di un piacevole odore. Inoltre, dovrete imparare a distinguere le due piante dall'aspetto esteriore, e per questo sarà bene aspettare che la carota sia giunta a completa fioritura. La carota selvatica infatti si fa riconoscere fra tutte le altre piante della stessa famiglia dai fiorellini bianchi, raccolti in ombrelle somiglianti a nidi d'uccello, aventi alla base false foglie (brattee) molto lunghe e seghettate con, al centro, un fiore sterile più grande, di color porpora tendente al nero.
I frutti poi sono assai caratteristici, ovoidali e irti di molteplici spine corte, ordinate su diverse costole sporgenti. 
In Italia la carota selvatica è conosciuta sotto i nomi di: virga pastoris, carota, cepo bianco, gallinaccio, pastinaca, pasticciona.
Ha le stesse virtù diuretiche e vermifughe della cugina coltivata; la radice è altrettanto ricca di vitamine e le foglie e i frutti hanno qualità toniche e ricostituenti.




Raccolta

Se siete sicurissimi del fatto vostro, cogliete le foglie della carota selvatica subito prima della fioritura della pianta che inizia in giugno-luglio, secondo le contrade e le condizioni climatiche, altrimenti aspettate che le ombrelle siano giunte a fioritura completa. Cogliete i frutti in agosto-settembre e, alla stessa epoca, estirpate le radici.


Preparazione e impiego

SUCCO DI RADICI (vermifugo e diuretico): bevetene mezzo bicchiere al giorno con del miele.

DECOTTO di foglie e di semi (vermifugo, diuretico e tonico): una piccola manciata di foglie e semi per litro d'acqua. Bevetene 2 tazze al giorno.

BAGNO di semi (tonico): una manciata di semi freschi o secchi per litro d'acqua. (Di tanto in tanto.)

POLPA SCHIACCIATA di radici mista a miele (molto ricca di vitamine): da 5 a 6 cucchiai, da minestra, prima dei pasti.







  
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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