mercoledì 18 maggio 2016

CURARSI CON LA BORRAGINE (Curing with Borage)



  
LA BORRAGINE

La borragine può dire, e ciò non è bugia: io ti conforto il cuore e genero allegria.

Questi due versi della Scuola Salernitana riassumono tutti gli attributi che gli antichi davano alla borragine: la virtù di scacciare la malinconia.
Ma vediamo com'è questa gaia pianticella. Ha fiori di un azzurro stupendo, in cima a grossi steli ispidi di peli pungenti. La borragine è detta anche borrana e buglossa vera; il suo nome deriverebbe dal latino burra "stoffa ruvida", o dall'arabo abou rash che vuol dire letteralmente "padre del sudore". Questa ultima etimologia è un po' forzata, tuttavia ha il merito di sottolineare le virtù sudorifere della pianta.
La specie proviene probabilmente dall'Africa del Nord e si trova in tutta l'Europa e le Americhe, sia coltivata che allo stato selvatico. Si riconosce facilmente per le foglie spesse e pelose, per i fiori a cinque petali a forma di stelle azzurre dai grossi stami bruno-scuri raggruppati a becco d'uccello.
Già nel Medio Evo Alberto Magno la definiva "generatrice di buon sangue"; nel '500, in Italia, Mattioli la prescriveva contro i collassi cardiaci, per rinfrescare i febbricitanti e per calmare il loro delirio.
Mio padre la chiamava "la dolcissima" ed effettivamente dà una deliziosa sensazione di conforto agli afflitti da bronchiti, catarri, infezioni delle membrane interne (pleura e peritoneo), congestioni o reumatismi. Per parte mia ho avuto le più grandi soddisfazioni utilizzandola in pediluvi contro il raffreddore e in cataplasmi contro scottature e attacchi di gotta.




Raccolta

La borragine si coltiva molto facilmente in giardino, richiede una terra grassa, ben concimata ed esposta al sole. Seminatela a spaglio, in autunno o in aprile; diradatela dopo quindici giorni; avrete presto dei bellissimi germogli (le formiche operose, gli anni seguenti, provvederanno a propagare la specie). 
Cogliete subito prima della completa fioritura, sia la pianta intera che le sommità fiorite o i singoli fiori. Nei due primi casi fate essiccare in mazzetti sospesi a un filo. Per conservare ai fiori il loro azzurro stupendo, vi consiglio di farli seccare rapidamente in un luogo asciutto e ventilato.





    
Preparazione e impiego

In molte regioni, si mangiano le foglie della borragine al posto degli spinaci e se ne usano i fiori per decorare le insalate. Quest'usanza ha tutta la mia approvazione.

INFUSO di pianta o di fiori essiccati: (sudorifero e calmante): una piccola manciata in un litro d'acqua; lasciare in infusione molto poco altrimenti la tisana prenderebbe il suo bel colore azzurro. (3 o 4 tazze al giorno.)

DECOTTO (emolliente): stesse proporzioni e stesse dosi.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: mezza manciata di pianta fresca o essiccata per litro d'acqua. (2 bagni al giorno.)

CATAPLASMI: applicate, sulle scottature, un trito di pianta fresca; sulle articolazioni dolenti dei gottosi, che sono ipersensibili, mettete solamente una tela leggera imbevuta di un decotto molto concentrato di fiori e di foglie (nella dose di 2 manciate per litro d'acqua).

SUCCO (diuretico): spremete con una tela il succo della pianta accuratamente pulita. (Bevetene mezzo bicchiere al giorno, in due volte, diluito nel latte.)




ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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