lunedì 30 maggio 2016

CURARSI CON IL CASTAGNO (Curing with Chestnut)



IL CASTAGNO

Non tanto tempo fa c'erano delle regioni intere dove i contadini campavano per mesi di castagne. Andavano a raccoglierle con grandi ceste di vimini in autunno e le cucinavano sotto la cenere. Era un mangiare prelibato e abbastanza nutriente.
Oggi, ahimè, trascuriamo sempre più questi cibi naturali. Vorrei tanto poter contribuire a riportarli in auge.
Non mi sembra il caso di dar qui una descrizione dettagliata del castagno, maestoso cugino della quercia e del faggio, che fa tanto per abbellire le foreste delle zone a terreno siliceo con le sue grandi foglie dentate e che in autunno cosparge i sentieri silvestri di ricci contenenti una o due castagne color mogano. 
I frutti del castagno, che non confonderemo con quelli tossici dell'ippocastano dei nostri parchi cittadini, sono ricchi di amido, grassi e vitamine (B e C) che resistono bene alla cottura grazie alla protezione offerta loro dalla spessa buccia.
Sono decisamente da raccomandare per gli organismi indeboliti, per i bambini, i convalescenti e gli anziani; sono una delizia cucinate sulla brace del caminetto. 
In fitoterapia potremo sfruttare le infiorescenze, il legno e la corteccia. 
Le infiorescenze sono attive contro le diarree (anche delle bestie), il legno pestato e la corteccia del tronco o dei rami giovani hanno proprietà astringenti: agiscono sui vasi sanguigni superficiali, arrestano le emorragie e facilitano la rapida cicatrizzazione delle ferite.




Raccolta

Cogliete le infiorescenze in primavera, appena si saranno schiuse; fatele essiccare all'ombra. Il legno e la corteccia si otterranno dai rami giovani, colti in primavera durante la risalita della linfa, e potranno, in autunno, essere egregiamente sostituiti dai ricci (involucri verdi e spinosi dei frutti).





  
Preparazione e impiego

SEMICUPI di infiorescenze (contro la diarrea): misurate 2 manciate di infiorescenze fresche, o secche, per litro d'acqua. (2 semicupi al giorno.)

DECOTTO di infiorescenze (contro la diarrea): una piccola manciata di infiorescenze essiccate per litro di acqua fredda; far bollire per 2 minuti. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)

DECOTTO di legno e corteccia (come astringente): una manciata di legno e corteccia pestati per litro d'acqua, (2 tazze al giorno.)

DECOTTO di legno e corteccia (come astringente, per uso esterno su piaghe, contusioni, ecc..)  o per bagni alle mani e pediluvi: 2 manciate per litro d'acqua.



     
NOTA: In alcune regioni si ricorre alle foglie del castagno per curare la pertosse e la tosse, e anch'io ho avuto occasione di constatarne la validità. Misurate una manciata di foglie fresche (raccolte in estate), o una mezza manciata di foglie essiccate per litro d'acqua; lasciate a lungo in infusione e somministrate la tisana per via orale (3 tazze al giorno), per gargarismi o per bagni alla gola molto caldi.





    
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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