lunedì 16 maggio 2016

CURARSI CON IL CARCIOFO (Curing with Artichoke)



IL CARCIOFO


Non perderò tempo a descrivervi dettagliatamente questo gigantesco cugino del cardo e della margherita (appartengono infatti tutti e tre alla famiglia delle Composite). Di questo nobile personaggio vegetale non mangiamo che il "cuore" e la parte inferiore delle "foglie", cioè il ricettacolo che contiene i fiori, che chiamiamo "barbe", e le false foglie o brattee che le contornano.
Io del carciofo adopero tutto. Il carciofo comune, del quale sono state selezionate numerose varietà dagli orticoltori, è probabilmente un discendente del cardo selvatico. Gli egizi ne iniziarono la coltivazione ed è grazie agli arabi che la Spagna e l'Italia nel '400, e quindi la Francia e l'Inghilterra nel '500, lo hanno conosciuto.
Di questa pianta la parte meno attiva è, disgraziatamente, quella che mangiamo. Le altre parti sono amarissime e di conseguenza particolarmente atte a provocare la secrezione della bile e l'eliminazione dell'urea. II carciofo è da prescriversi come primo rimedio in tutti i casi di insufficienza epatica o renale, coliche epatiche o renali, itterizia, gotta, obesità, orticaria, reumatismi, asma ed eczemi. Favorisce inoltre la circolazione in quanto previene la maggior parte dei disturbi dovuti al colesterolo: arteriosclerosi, angina pectoris, infarto e congestioni cerebrali.




Raccolta

Se la temperatura invernale dalle vostre parti non scende sotto i -10° potete tranquillamente piantare carciofi nell'orto o anche in giardino. Siccome considero questa pianta il miglior preventivo contro i disturbi della "cinquantina" (ma ne trarranno giovamento anche i giovani che la nostra folle civiltà rende sempre più fragili) vi esorto vivamente a coltivarli. Se proprio non potete, sceglietevi un fornitore fidato in grado di darvi il vostro fabbisogno annuale di foglie e radici che saranno state colte allo stesso tempo del legume. Soprattutto assicuratevi che i carciofi siano stati coltivati "biologicamente" (senza insetticidi e pesticidi).
Scegliete per la vostra coltivazione un luogo fresco e secco, piantateli profondamente, e in autunno provvedete a proteggerli dal gelo. Raccogliete foglie e radici durante l'estate.




Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di foglie e (o) radici: mezza manciata di vegetale in un litro d'acqua; dolcificate abbondantemente con miele perché questi preparati sono estremamente amari. (3 tazze al giorno prima dei pasti)

SUCCO fresco di foglie: 3 o 4 cucchiai da minestra al giorno nel miele, nel latte, nel vino bianco o nel madera per poterne attenuare il sapore amaro.

BAGNI ALLE MANIE PEDILUVI: misurate una generosa manciata di foglie e di radici per un litro d|acqua. (Contro I'acne, le dermatiti, gli eczemi, i disturbi epatici, le emicranie epatiche, la stitichezza e le coliche epatiche.)

TINTURA: lasciate macerare per una o due settimane da 400 a 500 grammi di foglie in un litro d'alcool: filtrate. (Un cucchiaio da minestra al giorno.)


Nota: Nonostante le limitate virtù terapeutiche della parte commestibile del carciofo, continuate a mangiarne in abbondanza perché la quantità arriva quasi a compensare la minore attività.




ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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