giovedì 28 aprile 2016

CURARSI CON LA CICORIA (Curing with Chicory)


LA CICORIA

Innegabilmente, ci sono delle orchidee esotiche di una bellezza stupefacente. Anche nelle nostre contrade però, a chi sa guardarsi intorno, la natura offre delle meraviglie. Io, personalmente, non sento il bisogno di cercare la bellezza delle piante nelle foreste tropicali; per esempio, a mio giudizio, non esiste un fiore che sia di un azzurro più sconcertante e più bello di quello della cicoria. È un azzurro che ricorda stranamente la luminosità dei cieli dei pittori nordici, dei cieli di un Vermeer, per esempio...
Se tutte le cicorie sono amare come la sconfitta, non commetteremo l'errore di confondere la specie coltivata con la specie selvatica; la specie coltivata deriva da un ceppo mediterraneo che attraverso selezioni successive ci ha dato tutte le vere indivie, le cicorie arricciate e le varie scarole. 
Non è il caso di dilungarsi sulle differenti caratteristiche di queste insalate e sul loro valore alimentare: stimolano le funzioni digestive e, pur essendo povere di vitamine (le indivie sbiancate al buio, ne sono praticamente sprovviste), le raccomando come toniche, diuretiche e benefiche per lo stomaco sempre che il loro effetto non sia compromesso da un uso esagerato di senape e di aceto; attenzione ai condimenti, quindi!!
La cicoria selvatica detta anche radicchio, cicoria amara o cicoria comune, si riconosce dalla grossa radice fusiforme a fittone, dai gambi ruvidi, dalle lunghe foglie frastagliate e dai capolini di fiori del più splendido azzurro. La specie fiorisce da luglio a settembre e raggiunge un metro d'altezza.
Gli antichi le attribuivano poteri curativi per il fegato. Era ben nota nell'Egitto dei Faraoni; il greco Dioscoride la considerava un tonico dell'apparato digerente e il collega Galeno se ne serviva per combattere le malattie degli occhi e gli avvelenamenti.

Troviamo la cicoria selvatica nei luoghi asciutti, sul ciglio delle strade, nei terreni incolti e sui terrapieni. Viene coltivata, talvolta per le foglie, sotto il nome di barba di frate, indivia belga o witloof e per la sua radice che viene torrefatta e che può servire come un surrogato o un additivo del caffè (che prende allora un colore molto scuro).
Per parte mia, considero la cicoria un buon antidoto contro i disturbi del fegato: itterizia, coliche, disfunzioni della cistifellea e tutte le infezioni derivanti dal cattivo funzionamento di questa vera fabbrica di prodotti chimici del nostro organismo (favi, foruncoli, eczemi).
La pianta, inoltre, depura nel suo insieme I'apparato digerente e il sistema urinario (è stomachica, lassativa e diuretica); può essere prodigiosa in molti casi di stitichezza, di ritenzione delle urine e di edema. 
È abbastanza efficace per combattere alcune affezioni della pelle. È febbrifuga, tonica e vermifuga: nel 1600 il buon Oliviero de Serres non diceva forse che "lo sciroppo di cicoria col rabarbaro elimina i parassiti"?




Raccolta

Tralascio di dilungarmi sulla cicoria coltivata, nelle sue diverse varietà; mi limito a consigliarvi di coltivarla voi stessi, escludendo categoricamente I'uso di concimi chimici e di pesticidi. 
Della cicoria selvatica utilizzerete tutta la pianta: raccoglierete le radici in autunno, le foglie e i fiori subito prima della fioritura (agli inizi di luglio), i semi a fine settembre e li conserverete in un sacchetto di carta. 
La radice la farete essiccare al sole o in un forno di essiccazione dopo averla tagliata per il lungo. 
Le foglie e i fiori li conserverete distesi all'ombra. Potrete utilizzare i semi quasi subito; vi consiglio però di conservarne una parte per potervi fare una piccola piantagione di cicoria selvatica; i semi mantengono il loro potere germinativo per anni e non richiedono che un suolo asciutto e profondo per nascere. 
L'epoca della seminagione non ha importanza.




Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di foglie (fresche o secche): mettete 5 o 6 foglie intere in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

INFUSO E DECOTTO di fiori: mettete una piccola manciata di fiori secchi in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno, a digiuno.)

INFUSO E DECOTTO di semi: mettete 10 pizzichi di semi in un litro d'acqua. (1 tazza al giorno, al mattino.)

INFUSO E DECOTTO di radice secca: mettete la metà di una grossa radice tritata in un litro d'acqua. (Una tazza al giorno prima del pasto di mezzogiorno.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI contro tutte le affezioni del fegato e la stitichezza: misurate mezza manciata di una miscela di foglie, fiori, semi e radici per litro d'acqua (2 bagni al giorno.)

IMPACCHI contro le affezioni della pelle, foruncoli, favi, ecc.: preparate un decotto di radici e di fiori nella misura di una manciata per litro d'acqua.

SCIROPPO (vermifugo e contro la stitichezza per i bambini): spremete un bicchiere di succo di cicoria fresca; fatevi sciogliere 250 grammi di zucchero; riducete a fuoco lento per 5 o 10 minuti. (2 cucchiaini da caffè al giorno.)


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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martedì 19 aprile 2016

IL SENO (Mammografia - Termografia) - THE BREAST




LA SALUTE FEMMINILE: CONTROLLO DEL SENO

È una realtà crudele che il cancro della mammella colpisca una donna su 13 e sia ancora la causa di morte più comune nelle donne trai 45 e i 55 anni.
Anche se non esiste prevenzione per il cancro del seno, vi è una buona probabilità di guarigione se lo si individua nei primissimi stadi. Ecco perché è essenziale che le donne prendano l'abitudine di esaminarsi il seno ogni mese e di sottoporsi a controlli medici regolari: non bisogna dimenticare che il 20 % di tutte le morti per cancro sono dovute al tumore mammario.
I seni subiscono lievi cambiamenti del tutto normali nel corso della vita di una donna. L'aumento e il calo nei livelli degli ormoni femminili - estrogeni, progesterone e prolattina - contribuiscono alle modificazioni dei seni durante il ciclo mestruale, nel corso della gravidanza, dell'allattamento e al momento della menopausa. Anche la pillola può provocare cambiamenti.
Ogni donna deve saper distinguere queste modificazioni normali dalla comparsa di nuovi noduli. La maggioranza è comunque di natura benigna: soltanto 1 su 10 è maligno.


Soggetti a rischio

La causa del cancro della mammella non è ancora conosciuta. Anche se tempo fa era stata imputata la pillola tra i possibili fattori predisponenti, studi più recenti l'hanno decisamente assolta. Sembra invece che lo stile di vita dei Paesi occidentali possa favorirne la comparsa. I soggetti più a rischio sono le donne oltre i 35 anni, quelle che non hanno avuto figli, che hanno avuto il primo figlio dopo i 30 anni, che hanno sofferto di disturbi benigni al seno, e infine quelle che hanno precedenti in famiglia.




L'autoesame del seno

Tutte le donne, dalla pubertà in poi, dovrebbero fare un autoesame del seno ogni mese: deve essere eseguito subito dopo ogni mestruazione (perché il seno può presentarsi teso e dolente, e con le ghiandole ingrossate, nella settimana precedente il ciclo) o, dopo la menopausa, il primo giorno di ogni mese. 
I segni da osservare attentamente durante l'autoesame del seno sono: la presenza di un nodulo in un seno, o di un'area localizzata nodulare; un aumento insolito nella dimensione di un seno; una evidente asimmetria dei seni (l'uno più alto dell'altro); il raggrinzimento della
pelle della mammella o la comparsa di una fossetta; la retrazione di un capezzolo; la perdita di liquido da. un capezzolo, soprattutto se ha tracce di sangue; un'eruzione su un capezzolo; un gonfiore alla parte superiore del braccio; un ingrossamento dei linfonodi ascellari.
Se si nota qualsiasi anomalia, occorre recarsi immediatamente dal medico. 
Disturbi al seno, quali mastopatia fibrocistica, cisti e tumori benigni sono molto frequenti, ma i loro sintomi possono essere simili a quelli di una forma maligna. Nella mastopatia fibrocistica, il seno risulta gonfio, nodulare, dolente, soprattutto prima e durante la mestruazione. Questa forma è frequente nelle donne fra i 30 e i 50 anni, ma può comparire a ogni età. 
Le cisti, ossia piccole sacche nel tessuto della mammella, che si riempiono di liquido, sono frequenti nelle donne dai 35 ai 45-50 anni. Le cisti possono dare dolore, disagio e perdite dal capezzolo, e frequentemente richiedono l'asportazione chirurgica o I'aspirazione. 
Spesso, noduli innocui al seno sono formazioni di tessuto fibroso che possono gonfiarsi e causare dolore: sono di solito duraturi e possono richiedere un'asportazione chirurgica.




Altri controlli del seno

Controlli regolari comprendono l'esame del seno da parte di un medico e, se necessario, una mammografia, un'indagine radiologica in grado di rivelare la presenza di una neoplasia maligna, evidenziata come una macchia opaca irregolare. La mammografia dà la possibilità di individuare circa il 92 % dei tumori della mammella e può essere ripetuta ogni 3 anni senza pericoli di assorbimento di una dose eccessiva di radiazioni. 
Anche se non sempre agevole, l'esame non è doloroso. È preferibile evitarlo durante la gravidanza.

Un'altra tecnica diagnostica che si affianca alla mammografia è la termografia, che attraverso il rilevamento di zone calde e di zone fredde del seno può individuare I'insorgenza di alcune forme di carcinoma.
Un ulteriore test diagnostico, che viene attuato soltanto in caso di presenza di un noduletto nel tessuto mammario, è la biopsia praticata con un sottile ago aspirante. Viene punto il nodulo, aspirandone il contenuto. Se questo è decisamente liquido, si può ipotizzare che si tratti di una cisti, quasi sempre a carattere benigno. Se il nodulo è solido, viene comunque prelevato, mediante I'ago, un campione del tessuto nodulare, che sarà poi analizzato al microscopio per evidenziare eventuali cellule cancerose.



Con la mammografia si può individuare la presenza di un tumore del seno prima che diventi palpabile. La diagnosi precoce aumenta notevolmente le probabilità di una completa guarigione.


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LO SVILUPPO SESSUALE

LA SALUTE FEMMINILE: PAP TEST

LA SALUTE FEMMINILE: CONTROLLO DEL SENO


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LA SALUTE FEMMINILE: PAP TEST - THE FEMALE HEALTH: PAP TEST




LA SALUTE FEMMINILE: PAP TEST

Nonostante l'attuale attenzione alla forma e al benessere fisico, molte donne ancora non hanno abbastanza cura del proprio corpo. Troppo spesso ritengono che buona salute significhi assenza di malattia e che alcuni disturbi femminili siano il naturale fardello del proprio sesso. Questi concetti sono errati, spesso pericolosi.
Il cancro del collo dell'utero, che può essere del tutto asintomatico nei primi stadi, registra nei Paesi occidentali una mortalità pari a 1 su 10.000 donne. Le infezioni pelviche, se non trattate, possono essere causa di sterilità permanente.


I test preventivi

Alcune donne evitano le visite ginecologiche; tutte dovrebbero invece programmare controlli regolari, in quanto il Pap test e l'esame del seno sono fondamentali per la diagnosi precoce del cancro dell'utero e della mammella.

Tutte le donne dovrebbero sottoporsi a una visita ginecologica almeno una volta all'anno. Dovrebbero, sempre una volta all'anno, farsi esaminare il seno dal medico o dal ginecologo, soprattutto se prendono la pillola e hanno più di 35 anni. Anche il Pap test dovrebbe essere eseguito una volta all'anno. Le donne che prendono la pillola devono tenere sotto controllo regolare la pressione arteriosa. Questi esami non richiedono tanto tempo, mentre possono essere determinanti per la vita o la morte.

Il ginecologo inizia una visita completa, facendo domande sulla vita personale e sulla storia medica e ginecologica. Sarà utile avere sottomano gli esiti degli esami precedenti, i particolari di passati disturbi, le date delle ultime mestruazioni ed essere il più precise possibile nel descrivere eventuali sintomi premestruali, qualsiasi tipo di disturbo o anomalia riscontrati, il metodo contraccettivo adottato.

Il ginecologo passa poi a esaminare il seno e, se necessario, richiede una mammografia (radiografia delle mammelle), oltre a fornire istruzioni su come procedere periodicamente all'autoesame del seno per individuare anomalie che possono essere indizi precoci di un tumore del seno.

Infine esamina la regione pelvica per verificare che non vi siano segni di malattia, fibromi, lesioni o infezioni all'utero, alla cervice o alla vagina.

Il Pap-test è un esame citologico del secreto vaginale, consiste nel prelievo di alcune cellule a livello del collo dell’utero

Quindi esegue un Pap test, un esame ginecologico di routine (detto anche striscio cervicale o citotest): esso consiste nel prelievo di poche cellule della mucosa cervicale (ossia del collo dell'utero). Il campione prelevato viene mandato in laboratorio per essere esaminato al microscopio, al fine di individuare la presenza eventuale di cellule tumorali maligne. Se il Pap test risulta positivo, è necessario procedere a una colposcopia, un esame indolore della cervice eseguito mediante un microscopio appositamente predisposto. Una lesione precancerosa della cervice, se individuata nei primissimi stadi, prima che diventi invasiva (possono passare 10 anni prima che il cancro si sviluppi), può essere curata semplicemente e con completo successo.
In caso contrario, il cancro della cervice può avere esito letale.

Le donne che accusano perdite anomale devono sottoporsi a un test, che consiste in uno striscio vaginale, per scoprire la presenza di infezioni vaginali o cervicali. In questo modo si possono diagnosticare comuni infezioni come la candidosi o la tricomoniasi e qualsiasi malattia venerea.

Se necessario, la donna viene sottoposta ad altri esami, per I'ipertensione, l'anemia, il diabete e la rosolia che, se contratta nei primi mesi di gravidanza, può danneggiare il feto, provocare aborto o morte del nascituro. 
Terminata la visita, quando il medico discute con la paziente i dati emersi, è bene porre tutte le domande che vengono in mente: può essere utile prepararsi una lista di quesiti, per non correre il rischio di dimenticarne qualcuno.




I disturbi mestruali

I cicli mestruali variano enormemente da donna a donna, ma la perdita di sangue mensile in media è soltanto di 80-150 ml circa. Non sono infrequenti le mestruazioni irregolari, dolorose, abbondanti, ma in tal caso è bene ricorrere al medico o al ginecologo per avere una diagnosi precisa del fenomeno.

I disturbi mestruali possono essere alleviati o con rimedi personali o con un trattamento medico vero e proprio. Perdite ematiche al di fuori del ciclo mestruale (metrorragia) possono essere dovute a turbe emotive, a problemi fisici o all'insorgere della menopausa, e possono essere scarse o abbondanti. Se il trattamento della causa alla loro origine non è efficace, il medico potrà somministrare degli ormoni fino alla completa regolaizzazione del ciclo.

L'assenza di mestruazioni (amenorrea) non dovuta a una gravidanza può essere causata da turbe emotive, anoressia nervosa, sospensione della pillola contraccettiva o anche da eccessiva attività fisica. 
Le mestruazioni dolorose (dismenorrea) possono essere primarie (crampi spasmodici acuti, frequenti nelle giovani donne che non hanno ancora partorito) o secondarie (dolore sordo, di tipo congestizio, solitamente associato a sindrome premestruale, che tende a estendersi negli anni precedenti la menopausa). 
Mestruazioni molto dolorose derivanti da problemi organici possono essere trattate con farmaci o talvolta anche chirurgicamente.

Alcune misure che possono essere messe in atto personalmente, come l'assunzione di analgesici, la posizione rannicchiata, con le ginocchia contro il petto, o il ricorso a una borsa di acqua calda contribuiscono ad alleviare il dolore mestruale. Può essere efficace anche una certa attività fisica prima e durante il ciclo, come il nuoto,la danza o il jogging. Se questi rimedi risultano inefficaci, ci si dovrà rivolgere al medico per un trattamento più specifico.

Mestruazioni estremamente abbondanti (menorragia) sono frequenti nei primi anni del ciclo, ma dovrebbero comunque essere segnalate all'attenzione del medico. Qualsiasi variazione delle mestruazioni, soprattutto se diventano improvvisamente abbondanti, può essere sintomo di un disturbo grave, per cui occorre rivolgersi subito al medico.

Una sindrome da shock tossico (anche se piuttosto rara) può verificarsi se un assorbente igienico interno viene lasciato troppo a lungo in vagina durante la mestruazione o inavvertitamente dimenticato alla fine del ciclo. I sintomi tipici sono mal di testa, nausea, mal di stomaco, vomito, diarrea, vertigini e svenimenti. 
Se si sospetta questa sindrome, occorre rivolgersi immediatamente al medico.


La diagnosi dei disturbi mestruali

I disturbi mestruali che non vengono risolti dalle misure sopra citate spesso richiedono una diagnosi più approfondita.
Tra gli esami più frequentemente richiesti dal medico ci sono la dilatazione della cervice e il curettage (raschiamento) dell'utero. Operando un raschiamento della mucosa uterina in anestesia generale, si preleva un campione di tessuto per poterlo esaminare in laboratorio. A volte questo semplice intervento è sufficiente a risolvere il problema, altrimenti è necessario un trattamento farmacologico.
In ogni caso i disturbi mestruali, di qualunque entità siano, non vanno mai trascurati, perché possono essere il segnale di problemi piri gravi in via di evoluzione e, comunque, rappresentano sempre per la donna un disagio sia fisico sia psicologico.


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LA SESSUALITÀ (SEXUALITY)



  
LA SESSUALITÀ

Una vita sessuale soddisfacente è uno degli elementi fondamentali di un costante senso di benessere. Anche se ciascuno di noi ha in sé il potenziale per godere di una vita sessuale sana e gratificante, non è sempre facile che ciò si verifichi appieno. I problemi insorgono per diverse ragioni, fra cui mancanza di informazioni circa la sessualità e la risposta sessuale, sensi di colpa per il desiderio o per determinati comportamenti, insicurezza circa le tecniche, disturbi, ignoranza sui metodi contraccettivi e situazioni stressanti della vita di ogni giorno che influenzano anche i rapporti piri intimi. Quando le cose vanno male nel rapporto di coppia, spesso non si sa come porvi rimedio.
È importante tener presente che i comportamenti sessuali, l'attività e l'esperienza evolvono con gli anni, di pari passo con i cambiamenti fisici ed emotivi. In questo capitolo, e in nquelli che seguiranno, voglio esaminare lo sviluppo della sessualità durante l'infanzia e I'adolescenza, quando si formano i comportamenti sessuali, e lo segue nel corso degli anni fino alla maturità e alla menopausa. Comprende l'informazione essenziale sulle funzioni sessuali, sulla contraccezione, sui controlli medici dell'apparato genitale maschile e femminile, e sui disturbi che possono compromettere la soddisfazione sessuale. Dimostra come, con informazioni adeguate. comprensione, attenzione e impegno, ciascuno possa avere rapporti sessuali sereni e soddisfacenti, migliorando cosi la propria qualità di vita.


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lunedì 18 aprile 2016

LO SVILUPPO SESSUALE (Sexual Development)



LO SVILUPPO SESSUALE

Le sensazioni sessuali sono ereditate o istintive, ma il comportamento sessuale è frutto, invece, di esperienza. Dall'età di 3 o 4 anni, i bambini sono consapevoli delle differenze tra i due sessi. Ne sono interessati e si divertono a toccarsi, scoprendo il proprio corpo e quello dei coetanei. Dal momento che l'organo sessuale maschile è facilmente accessibile, i maschi tendono a familiarizzare con le proprie sensazioni sessuali più precocemente rispetto alle femmine.
La pubertà segna l'inizio di un periodo di grande sconvolgimento e può essere un momento molto difficile. La presa di coscienza e l'egocentrismo, tipici dell'adolescenza, sono intensificati dal conflitto interiore vissuto dal ragazzo che da un lato lotta per affermare la propria autonomia e dall'altro è consapevole della dipendenza emotiva e finanziaria dai genitori.
Inoltre, i ragazzi che hanno uno sviluppo puberale tardivo possono essere particolarmente preoccupati per il ritardo nella comparsa della maturità fisica. L'atteggiamento nei confronti del sesso che si delinea in questo periodo ha profonde ripercussioni nei rapporti successivi. Anche se è talvolta difficile, per i genitori, partecipare a questo momento delicato, è importante che gli adolescenti vengano trattati con comprensione, in modo che possano approdare a una sana sessualità e siano facilitati nel passaggio all'età adulta.
Lo sviluppo sessuale dura circa un decennio - dai 10 ai 18 anni - per entrambi i sessi, ma tende a cominciare e a terminare prima nelle femmine rispetto ai maschi.


Cambiamenti fisici nelle ragazze



La pubertà femminile inizia circa 2 anni prima della comparsa delle mestruazioni, quando l'ipofisi, la ghiandola situata alla base del cervello, comincia a secernere ormoni. Questi stimolano l'ovaio a liberare estrogeni, gli ormoni femminili responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
I seni sono i primi a svilupparsi . L'areola, ossia la zona pigmentata intorno al capezzolo, si allarga. Man mano che i seni crescono, vi si accumula del tessuto adiposo che conferisce loro l'aspetto arrotondato. La completa formazione dei seni richiede circa 2 anni e mezzo e spesso un seno si sviluppa prima dell'altro.
Contemporaneamente compare la prima peluria sulla zona pubica, che gradatamente diventa più scura, robusta, riccia e folta nel corso della pubertà. I peli sotto le ascelle compaiono all'incirca al momento del menarca, ossia del primo flusso mestruale. Il bacino si allarga e il tessuto adiposo tende a depositarsi sull'addome e sui fianchi.
Il momento più significativo nello sviluppo sessuale femminile è rappresentato dal menarca. Stimolato dall'ipofisi, l'ovaio rilascia estrogeni e progesterone, i due ormoni che controllano il ciclo mestruale. Le mestruazioni iniziano in genere a 13 anni, ma possono anche comparire a 10 o ritardare fino a 17-18 anni.
Una ragazza non è di solito completamente matura e pronta a concepire fino ad alcuni mesi dopo la comparsa del primo flusso mestruale, quando l'ovaio è in grado di provvedere alla mensile emissione di ovuli maturi.
A questo stadio, anche I'utero si è ingrandito a sufficienza per accogliere un feto e viene secreto il liquido vaginale per facilitare il rapporto sessuale.
Alcune ragazze accolgono la prima mestruazione come la promozione al loro futuro ruolo di donna e di madre; altre, nel subconscio, temono le responsabilità e soprattutto le implicazioni sessuali legate a questo passaggio all'età adulta, e cercano di aggrapparsi ancora all'infanzia.
Questo è dunque un momento molto delicato anche dal punto di vista psichico nella vita femminile e, per quanto oggigiorno le ragazze siano meglio informate sul fenomeno della mestruazione rispetto al passato, è importante che la madre sia particolarmente vicina alla figlia, offrendole comprensione e consigli.
Il ritmo di sviluppo per le ragazze è estremamente variabile: nell'infanzia, le bambine sono in media 3 cm meno alte dei maschi. Tuttavia, lo scatto nella crescita si verifica prima, intorno agli 11 anni, cosi che a 13 anni le ragazze sono in media piri alte dei loro coetanei. Le loro ossa crescono e raggiungono il completo sviluppo più in fretta, e circa un anno dopo le femmine hanno finito di crescere, proprio mentre i maschi loro coetanei iniziano lo sprint di crescita.


Cambiamenti fisici nei ragazzi


  
La pubertà maschile inizia intorno ai 12 anni. L'ipofisi incomincia a secernere gonadotropine, che stimolano i testicoli a produrre androgeni e, più tardi, lo sperma.
Dopo circa un anno, i testicoli rilasciano il testosterone, l'ormone maschile, che dà l'avvio allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
Una sottile peluria compare alla base del pene e gradatamente diventa più fitta, più robusta e riccia. Circa due anni più tardi, compaiono i peli sotto le ascelle e una leggera peluria sul labbro superiore e sul mento, che si trasforma presto in baffi e barba, che richiedono l'intervento del rasoio. Contemporaneamente crescono i peli sul torace e, a volte, sulla schiena. La pelle e i capelli diventano più untuosi e il corpo assume il suo odore caratteristico.
Per i ragazzi, la maggiore fonte di preoccupazione circa i cambiamenti fisici della pubertà riguarda lo sviluppo dei genitali. La pelle dello scroto cambia in colore e consistenza. Al tempo stesso i testicoli si ingrossano e cominciano a produrre lo sperma; il pene gradatamente cresce fino a raggiungere la sua misura massima e diventa più erettile.
Accade frequentemente che in questa fase dello sviluppo i ragazzi abbiano delle polluzioni notturne, cioè delle eiaculazioni involontarie durante il sonno. La completa maturazione del liquido seminale rende possibile la fecondazione.
In alcuni casi, può verificarsi un lieve ingrossamento del petto sotto i capezzoli, ma si tratta in genere di una condizione transitoria.
Il ritmo di sviluppo nei maschi è estremamente variabile: lo sprint di crescita può iniziare sui 13 anni, ma spesso avviene intorno ai 16 anni, e la statura definitiva può essere raggiunta tra i 18 e i 21 anni. Crescono prima le mani e i piedi, poi le braccia e le gambe, e infine il busto. Una volta completata la crescita delle ossa, inizia a rinforzarsi la muscolatura e la figura si allarga.
Contemporaneamente i lineamenti del viso si fanno più marcati e la voce assume un timbro più basso, in conseguenza di un ispessimento delle corde vocali e di un ingrossamento della cartilagine della cassa di risonanza vocale.


Molte giovanissime atlete raggiungono I'apice della performance durante I'adolescenza. Il massimo rendimento sembra seguire immediatamente o coincidere con I'ultimo scatto di crescita, che le porta a raggiungere la statura definitiva. In tutte le ragazze I'attività sportiva dovrebbe essere incoraggiata e non venire considerata poco femminile.


Questi ragazzi di 14 anni dimostrano I'estrema variabilità del ritmo di sviluppo sessuale: solo quello al centro ha iniziato il suo sprint di crescita.


sabato 16 aprile 2016

CURARSI CON IL TASSO BARBASSO (Verbascum thapsus)




IL TASSO BARBASSO

Conosciamo tutti questo cero gigantesco coronato di fiori dorati che si erge ai bordi delle strade e sugli argini assolati e che supera in altezza la statura di un uomo.
II tasso barbasso viene anche chiamato verbasco, verbasco maschio, barabasco e candela regia. Le sue Proporzioni da sole ne fanno un protagonista della botanica ed ha anche molte virtù. I medici greci, da Ippocrate a Dioscoride, conoscevano già le sue eccezionali virtù emollienti; i fiori color oro e, sia pure in minor misura, le grandi foglie oblunghe, ammorbidiscono i tessuti e li preparano alla guarigione. 
I fiori fanno miracoli, soprattutto contro le affezioni delle vie respiratorie: fanno parte dei 7 fiori espettoranti assieme alla malva, altea, farfara, piede di gatto, violetta e papavero. 
Non a torto sono raccomandati contro i "colpi di freddo", le angine, le bronchiti, le polmoniti, le congestioni polmonari e le pleuriti. 
Le virtù emollienti del tasso barbasso si accompagnano però anche ad una azione antispasmodica che me lo fanno raccomandare per curare l'asma, i disturbi respiratori, il nervosismo, gli stati angosciosi, le palpitazioni, le aritmie cardiache, le coliche, i crampi di stomaco e le nevralgie. 
Il decotto di fiori è un valido diuretico e sudorifero. 
Useremo anche il tasso barbasso per via esterna, in clisteri contro diarree e infezioni intestinali, impacchi sulle articolazioni doloranti (reumatismi), applicazioni sulle ulcere, piaghe, scottature ed emorroidi. 
La polvere di fiori e di foglie essiccati ha un'azione favorevole contro le malattie della pelle; fiutata come il tabacco, libera meravigliosamente le narici in caso di raffreddore.


Verbascum thapsus L.
Famiglia delle Scrofulariacee

Raccolta

I fiori del tasso barbasso si schiudono uno dopo l'altro lungo l'alto stelo che li sostiene: li coglieremo via via che fioriscono (si staccano molto facilmente), il faremo essiccare immediatamente e li conserveremo al riparo dalla luce e all'asciutto. Le foglie si raccolgono in autunno e si essiccano sparpagliate. L'azione delle foglie è infinitamente inferiore a quella dei fiori.


Preparazione e impiego

INFUSO di fiori: mettete una mezza manciata di fiori freschi o secchi in un litro d'acqua. Filtrate per trattenere i residui che irriterebbero le mucose. (3 o 4 tazze al giorno.)

DECOTTO di fiori (ed eventualmente di foglie) per uso esterno (clisteri, impacchi, compresse, ecc.): mettete una generosa manciata di pianta (oppure 3 manciate di foglie) in un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANIE PEDILUVI di fiori: misurate una manciata e mezzo di pianta per litro d'acqua.

POLVERE di fiori e di foglie essiccati: da spargere sulla parte di pelle malata o da "fiutare" (raffreddori).

TINTURA di fiori: in 1/2 litro d'alcool fate macerare per una settimana due manciate di fiori secchi. (Uso esterno: contro i reumatismi, e per frizioni, sul petto contro le malattie dell'apparato respiratorio.)

OLIO  di fiori: in un mezzo litro d'olio d'oliva o di mandorle dolci, fate macerare per una settimana 2 manciate di fiori secchi. (Stesse indicazioni usate per la tintura.)





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sabato 9 aprile 2016

IL METABOLISMO (The Metabolism)




IL METABOLISMO

Il metabolismo non è altro che l'insieme di tutte le attività chimiche delle cellule dell'organismo. Per poter espletare queste attività, le cellule necessitano dell'energia derivata dagli alimenti. Il cibo ingerito viene scomposto nei suoi elementi essenziali all'interno dell'apparato digerente, assorbito nella circolazione sanguigna, distribuito in tutto l'organismo per l'utilizzo o, in caso di eccedenza, come riserva. 
Le cellule intrappolano l'energia derivata dal cibo nella sostanza chimica denominata adenosintrifosfato, o ATP. Quando le cellule spezzano i legami ad alta energia dell'ATP, possono imbrigliare I'energia e liberarla sotto forma di calore o, nel caso di alcune cellule specializzate, quali quelle muscolari, sotto forma di lavoro meccanico, per esempio per camminare o per sciare.


Il combustibile fondamentale

Il glucosio è il combustibile basilare che la cellula riesce a utilizzare con grande facilità. I carboidrati contenuti nei cibi vengono convertiti in glucosio dal fegato, che lo riversa poi nel circolo ematico per il trasporto alle cellule. A livello cellulare, ciascuna molecola di glucosio viene chimicamente modificata e va poi incontro a una straordinaria serie di reazioni, nell'ambito di una specie di ciclo perpetuo, noto come ciclo di Krebs.
In questo complesso di trasformazioni chimiche viene utilizzato ossigeno (il ciclo è pertanto aerobico) e buona parte dell'energia viene liberata sotto forma di calore. In effetti, mentre le cellule compiono le loro normali attività, producono piri calore di quanto è necessario per mantenere la temperatura del corpo ai livelli idonei. Non c'è quindi bisogno di consumare energia per mantenere il corpo al giusto grado di calore, a meno che non ci si trovi in luoghi molto freddi.




Gli altri combustibili

Se la quantità di glucosio non è sufficiente, le cellule possono utilizzare i prodotti derivati dalla scissione di altri carboidrati, delle proteine, dei grassi e dell'alcol.
Quando si segue una dieta dimagrante, vengono utilizzati grassi in eccesso, specialmente se la dieta è molto povera in carboidrati. Quando si bruciano i grassi in questo modo, essi producono piccole scorie chimiche, dette chetoni o corpi chetonici, che molte cellule non sono però in grado di utilizzare. 
Le persone denutrite producono parecchi chetoni, poiché anch'esse bruciano grandi quantità di grassi. Alcuni soggetti diabetici non sono in grado utilizzare efficacemente il glucosio e bruciano più grassi di quanto le cellule riescano a smaltire, con conseguente produzione di chetoni, a meno che non venga loro somministrata insulina.
Quando il glucosio è carente, anche molte proteine vengono utilizzate come combustibile. Se vi è anche poco grasso disponibile, cosa che si verifica talvolta in persone estremamente  sotto peso, le proteine vengono bruciate molto rapidamente. 
Dal momento che le strutture cellulari sono composte da proteine, l'utilizzo di queste come combustibile significa che l'organismo si sta autodistruggendo.


L'immagazzinamento dell'energia derivata dal cibo: 
i depositi di glicogeno

La produzione di energia, a lungo andare, dipende dai combustibili chimici, come il glucosio, e dalla disponibilità di ossigeno. I carboidrati sono la fonte di energia derivata dai cibi più prontamente utilizzabile e, insieme ai grassi, rappresentano la principale risorsa di energia per la contrazione muscolare. Per l'organismo è indispensabile che venga assunta con la dieta una quantità di carboidrati sufficiente a far fronte al fabbisogno immediato di energia, con una piccola eccedenza da convertire in glicogeno, che viene depositato nel fegato e nei muscoli.
Il glicogeno è il tipo di amido che l'organismo produce per far fronte alle immediate necessità energetiche. È essenziale, per esempio, per la contrazione muscolare, ma è una forma di deposito a breve termine. Solo una piccola quantità di glicogeno può essere conservata nell'organismo ed è indipendente dal fatto che una persona sia grassa o magra. 
L'eccesso di energia assunta coi cibi non può essere eliminato dall'organismo, e viene cosi depositato nel grasso sottocutaneo e in quello che circonda gli organi. 
Quando le scorte di glicogeno si esauriscono, anche se il grasso viene scisso in modo da produrre una notevole quantità di energia, le fibre muscolari non riescono più a contrarsi efficacemente e ne deriva senso di debolezza.
Il deposito di glicogeno, o di carboidrati, dipende dal bilanciamento dell'alimentazione e dell'esercizio fisico, in modo da incrementarne la quantità contenuta nei muscoli, aumentando pertanto la capacità di esercitare un'attività fisica continua, intensa e prolungata (oltre i 90 minuti). 
Il normale contenuto di glicogeno nell'organismo è di circa 400 g, corrispondente, grosso modo, a 3.500 calorie. Se si segue una dieta povera in carboidrati per diversi giorni, e successivamente si assumono parecchi cibi a contenuto molto elevato di carboidrati, continuando per tutto il periodo a esercitare attività fisica, si può portare il deposito di glicogeno nei muscoli a livelli molto piri alti rispetto a quelli usuali. 
Il deposito di glicogeno non influenza le prestazioni a breve termine, per le quali sono più che sufficienti le normali scorte energetiche dell'organismo. Può invece essere utile in attività sportive di resistenza, quali le corse a lunga distanza.


Esercizio fisico e stanchezza

Un'attività fisica intensa richiede un grande impiego di energia. Talora le cellule funzionano tanto intensamente che non vengono raggiunte da ossigeno in quantità sufficiente. Le cellule possono continuare a liberare energia, ma l'organismo riesce a sostenere I'attività anaerobica - cioè in assenza di ossigeno - solo per un periodo di tempo limitato. Nei muscoli, per esempio, I'attività anaerobica porta alla formazione di acido lattico, che provoca crampi e segnala che i muscoli hanno bisogno di riposo.




Il metabolismo basale

Mentre alcune persone apparentemente sono in grado di mangiare molto senza aumentare di un chilo, altre, che non eccedono mai nel cibo, ingrassano ugualmente. Uno dei fattori che può contribuire a spiegare questo paradosso è il metabolismo a riposo, cioè il tasso al quale il corpo consuma energia in stato di riposo.
Quando viene valutato in condizioni particolari, viene definito metabolismo basale.
Il dispendio energetico a riposo varia molto in rapporto all'età, al sesso, alla taglia corporea e alla struttura fisica. Il metabolismo basale è strettamente correlato alla massa magra e risulta pertanto piri elevato negli uomini che nelle donne. Aumenta con I'attività fisica e decresce con l'età, in quanto il corpo perde massa magra. 
Nella maggioranza delle persone, almeno la metà del dispendio energetico complessivo viene utilizzato per il metabolismo a riposo.


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martedì 5 aprile 2016

ENERGIA E CALORIE NELLA DIETA (Energy and calories in the diet)


ENERGIA E CALORIE

Il valore energetico dei cibi viene solitamente espresso in termini di "calorie". In effetti, quella che nell'usanza comune viene chiamata caloria è, in realtà, una chilocaloria, equivalente a 1.000 calorie. Una chilocaloria è il termine scientifico utilizzato per definire la quantità di calore necessaria per far aumentare di 1 °C la temperatura di 1 litro d'acqua. 
Talvolta il valore energetico dei cibi viene espresso in joule: 1 caloria equivale a 4,186 joule.

Le calorie dei cibi - Anche se consumiamo una grande varietà di cibi preparati in molti modi diversi, ciascun alimento può essere considerato in termini di quantità di energia che sprigiona quando viene metabolizzato e "bruciato" dalle cellule del nostro organismo. 
Il valore energetico dei cibi varia, e varia pertanto il loro valore calorico, a seconda della quantità di sostanze liberatrici di energia (grassi, carboidrati, proteine e alcol) che contengono. 
I grassi producono la maggior quantità di calorie in rapporto al peso: 9 calorie per grammo. 
I carboidrati, quali lo zucchero e l'amido, e le proteine ne producono circa la metà: 4 calorie per grammo. 
L'alcol fornisce circa 7 calorie per grammo. 
L'acqua, le fibre alimentari, le vitamine, i minerali e altri componenti dei cibi, quali gli aromatizzanti, i coloranti e i conservanti, non influenzano il valore calorico dei cibi.

Alcuni alimenti sono considerati a elevata densità calorica: ciò significa che forniscono una considerevole quantità di calorie in rapporto al peso. Per esempio, il burro, l'alcol e il cioccolato appartengono a questa categoria. Invece le carote o la lattuga, che contengono molta acqua, sono a bassa densità calorica.




Calorie e peso - Giorno dopo giorno, occorre mantenere equilibrato l'apporto e il consumo di energia da parte dell'organismo, in modo che il peso corporeo possa rimanere costante. Se si assumono più calorie di quante se ne brucino, il corpo immagazzina I'eccesso di calorie sotto forma di grasso. 
L'accumulo di 3.500 calorie, per esempio, comporta I'aumento di circa 400 g di grasso.
D'altro canto, se si consuma più energia di quanta se ne assume, I'organismo dovrà utilizzare i nutrienti energetici di cui le sue cellule sono costituite, soprattutto il grasso delle cellule adipose, con conseguente perdita di peso.

Il fabbisogno calorico di un individuo per mantenere stabile il peso dipende dall'età, dalla taglia, dalle abitudini di vita (soprattutto dalla quantità di attività fisica), dalla struttura corporea e da fattori ereditari.
L'aspetto piri importante, quindi, è imparare a mangiare correttamente per immagazzinare ogni giorno la giusta quantità di calorie provenienti da alimenti diversi che contengano in modo equilibrato tutti i nutrienti essenziali.




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