giovedì 18 febbraio 2016

CIBI E NUTRIENTI - Proteine, Carboidrati, Grassi, Colesterolo (Food and Nutrients - Proteins, carbohydrates, fats, cholesterol)

   
NUTRIENTI E CIBI

Il cibo fornisce l'insieme di nutrienti di cui l'organismo ha bisogno, non solo per mantenersi in forma e in buona salute, ma per la sua stessa sussistenza.

Le tre classi principali di cibi sono le proteine, i grassi e i carboidrati
Questi alimenti forniscono all'organismo l'energia e i "mattoni" indispensabili per crescere e per le necessità quotidiane. Si tratta dei cosiddetti macronutrienti, cioè degli alimenti che dobbiamo assumere in quantità considerevole giornalmente per rimanere in buona salute.
Perché la dieta sia sana, i macronutrienti vanno selezionati con accortezza. Ciò non è sempre facile, in quanto molti preconcetti tradizionali in tema di alimentazione si stanno oggi modificando o addirittura stanno cambiando radicalmente, man mano che gli scienziati approfondiscono le cognizioni relative alla nutrizione e al modo in cui il nostro corpo utilizza il cibo.
Fino a poco tempo fa, per esempio, si riteneva che la carne fosse una fonte di proteine di alta qualità e che la dieta ideale dovesse contenere una quota considerevole di carni rosse. Il concetto è per molti versi valido, in quanto le proteine sono essenziali e le carni rosse sono ricche di proteine di alta qualità. Tuttavia, il problema sta nel fatto che è difficile consumare grandi quantitativi di carni rosse senza assumere, al tempo stesso, molti grassi animali, che sono dannosi. Inoltre, gli esperti di nutrizione hanno scoperto che non vale la pena di fornire all'organismo un apporto di proteine superiore a quello di cui necessita. 
La qualità delle proteine contenute in alcuni cereali e legumi, spesso bollate come di "serie B", è invece ottima, soprattutto se vengono utilizzate in combinazioni adeguate. Sembra pertanto che sia più salutare assumere un quantitativo equilibrato di proteine animali e vegetali piuttosto che limitarsi a quelle di origine animale.


Le proteine

Il nostro organismo è fatto di proteine: le singole cellule hanno, infatti, una struttura proteica. A loro volta, le proteine sono composte da 22 aminoacidi, che si combinano in modo diverso fra loro per formare le proteine specifiche dei vari tessuti. L'organismo è però in grado di fabbricare spontaneamente soltanto 14 aminoacidi; i rimanenti devono essere introdotti con gli alimenti e vengono definiti "aminoacidi essenziali" perché sono, appunto, essenziali ai fini della sintesi di tutte le proteine.
Gran parte dell'attività chimica del corpo consiste nell'estrarre aminoacidi dai componenti alimentari e ricostituirli in nuove proteine. Le razioni giornaliere raccomandate (RDA: Recommended Dietary Allowances), standard nutrizionali emanati dalla National Academy of Sciences, e i LARN (Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti), stabiliti dall'Istituto Nazionale della Nutrizione, indicano come quantità ottimale 0,8 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo nei soggetti adulti.


I carboidrati

I carboidrati sono, a torto, i più sottovalutati dei tre macronutrienti indispensabili all'organismo. Forniscono al corpo energia, contribuiscono a tenere sotto controllo la trasformazione metabolica delle proteine e proteggono l'organismo dalle tossine.
Il glucosio è I'elemento chimico di base che fornisce combustibile all'organismo. Tutte le reazioni chimiche produttrici di energia delle cellule corporee tendono a utilizzare glucosio, anche se possono impiegare altri combustibili, tra cui i grassi. 
Il glucosio fa parte della classe dei carboidrati noti come monosaccaridi, cioè gli zuccheri più semplici, formati da una sola molecola.
I polisaccaridi, di cui l'amido è l'elemento più importante, sono composti da numerose molecole di monosaccaridi e vengono scissi dall'organismo in due o più zuccheri. Definiti comunemente come polisaccaridi complessi, si trovano nella frutta, nella verdura e nei cereali. Questi alimenti possiedono un valore nutritivo elevato, in quanto forniscono vitamine, minerali, proteine e fibre, oltre agli zuccheri utilizzati per l'apporto energetico. 
Poiché i carboidrati complessi comportano una digestione più lunga rispetto a quelli semplici, sono più efficaci nel combattere la sensazione di fame e non provocano sbalzi eccessivi della glicemia.


I grassi

Costituiscono un elemento essenziale della nutrizione, ma l'assunzione eccessiva di grassi sbagliati può essere nociva alla salute.
Tutti i grassi alimentari sono composti da acidi grassi: lunghe molecole di carbonio, idrogeno e ossigeno.
A parità di peso, producono un'energia doppia di quella dei carboidrati e apportano inoltre le vitamine A, D, E e K. 
L'organismo necessita dei grassi per la crescita e il ripristino dei tessuti lesi, e i grassi immagazzinati nei tessuti corporei contribuiscono al mantenimento di una temperatura costante e proteggono come "cuscinetti" gli organi vitali.
L'aspetto più importante dei grassi alimentari è il grado di saturazione, termine che si riferisce alla loro struttura molecolare. I grassi insaturi non producono colesterolo nella stessa quantità di quelli saturi. Dal momento che una colesterolemia elevata è spesso associata a cardiopatie, gli esperti suggeriscono di ridurre il consumo di grassi saturi.
Attualmente nella dieta media italiana dal 35 al 40 % delle calorie totali viene assunto con i grassi, circa la metà dei quali sono saturi. 
L'Associazione Americana di Cardiologia e l'Istituto Nazionale della Nutrizione raccomandano di limitare l'assunzione di grassi totali al 30 % o meno dell'apporto calorico totale, e di ridurre i grassi saturi di circa 10 %.
Tutti i grassi naturali sono un insieme di acidi grassi saturi e insaturi ma, in linea di massima, i grassi animali sono piri saturi, mentre quelli di origine vegetale tendono a essere più insaturi. Non mancano peraltro le eccezioni: gli oli di pollame e di pesce sono ricchi di acidi grassi insaturi, mentre l'olio di cocco, pur essendo un olio vegetale, è ricco di grassi saturi.


Il colesterolo

Il colesterolo è una complessa sostanza cerosa, componente essenziale delle pareti delle cellule corporee.
Viene anche utilizzato dall'organismo per produrre vitamina D, ormoni, acidi biliari e tessuti nervosi. Viene trasportato in circolo per tutto l'organismo dalle lipoproteine, cosi chiamate in quanto sono proteine che legano i lipidi, o grassi. 
È ormai dimostrato che livelli elevati di colesterolemia aumentano la possibilità di andare incontro a un attacco cardiaco.
Il colesterolo è contenuto nei cibi, ma soltanto il 15 % del colesterolo presente nel sangue viene assunto con la dieta. Anche tagli radicali dell'assunzione del colesterolo con l'alimentazione producono solo effetti marginali sulla colesterolemia totale, in quanto la maggior parte del colesterolo presente nel sangue è prodotto dall'organismo, soprattutto a opera del fegato.
L'organismo continua a produrre colesterolo indipendentemente dalla quantità contenuta nella dieta. Di conseguenza, una parte dell'eccesso di colesterolo assunto con i cibi si deposita nei vasi sanguigni, mentre il resto viene eliminato.
Il sistema migliore per ridurre la colesterolemia con mezzi dietetici consiste nel diminuire il consumo di tutti i tipi di grassi, soprattutto di quelli saturi (cioè di origine animale), perché induce il fegato a produrre grandi quantità di colesterolo.
Il tipo di lipoproteine che trasportano il colesterolo è anch'esso un fattore importante ai fini del rischio di malattia coronarica.
La maggior parte del colesterolo che circola nel sangue è legato a lipoproteine a bassa densità (low-density lipoprotein), viene denominato LDL-colesterolo ed è il principale responsabile della colesterolemia totale.
Maggiore è il livello ematico di LDL-colesterolo, maggiore è il rischio di malattia coronarica.
Il resto del colesterolo ematico è legato a lipoproteine ad alta densità (high-density lipoprotein) ed è perciò chiamato HDL-colesterolo. Sembra che l'HDL-colesterolo protegga contro il rischio di attacchi cardiaci; perciò più è elevato, meglio è.
Bisogna dunque cercare di aumentare il rapporto tra HDL e LDL-colesterolo, sia mediante la dieta, per ridurre la colesterolemia totale, sia mediante l'attività fisica, che sembra avere un certo effetto nell'innalzare il livello ematico di HDL-colesterolo.
La maggior parte degli italiani assume dai 350 ai 400 mg di colesterolo al giorno, mentre I'Istituto Nazionale della Nutrizione consiglia di assumerne 300 mg o meno. 
Un sistema semplice per raggiungere questo obiettivo consiste nel limitare o nell'evitare il consumo di uova, latte intero e latticini, insaccati, frattaglie.
È consigliabile un controllo annuale della colesterolemia, soprattutto per gli individui di sesso maschile, dalla mezza età in poi.


COLESTEROLO E CARDIOPATIE


Lo studio condotto a Framingham ha dimostrato che soggetti di sesso maschile di 30-49 anni, colpiti da malattia coronarica (in giallo) nel giro di 16 anni, tendevano a presentare una colesterolemia più elevata rispetto a soggetti che ne erano rimasti indenni (in verde). Comunque, la colesterolemia media era elevata e vi era una sovrapposizione nei due gruppi. Tuttavia, non è possibile prevedere un attacco cardiaco soltanto in base alla colesterolemia.



Una vasta gamma di studi sulla correlazione tra colesterolo e malattia coronarica indica che quanto più elevato è il livello ematico di colesterolo legato a lipoproteine ad alta densità (HDL), tanto maggiore è la protezione contro questo tipo di malattia. Il grafico riporta il confronto tra soggetti di sesso maschile andati incontro a malattia coronarica (in blu) e soggetti rimasti indenni (in viola) in rapporto alla concentrazione ematica di HDL-colesterolo.




mercoledì 17 febbraio 2016

OMEOPATIA (Homeopathy)


   
OMEOPATIA

In Europa I'omeopatia è una delle più diffuse pratiche mediche cosiddette "alternative". Attualmente si sta diffondendo anche in Italia. In Francia, l'omeopatia non soltanto è autorizzala dalle autorità sanitarie, ma è integrata a tutti gli effetti sia nella legislazione sanitaria sia in quella farmaceutica.
Il nome di questa dottrina deriva dalla fusione di due parole greche e significa letteralmente "simile alla malattia".
Fu fondata tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XIX da un medico tedesco, Samuel Hahnemann (1755-1843) e in Europa rappresentò la prima forma di contestazione alla medicina ufficiale. Le intuizioni di Hahnemann sorsero quando gli fu affidata la traduzione di un famoso tratlato di medicina, scritto dallo scozzese William Cullen. Egli si chiedeva per quale ragione la corteccia di china si dimostrasse efficace nel trattamento delle febbri intermittenti.
Hahnemann rifiutò la spiegazione che ne dava Cullen, secondo il quale la corteccia di china curava la febbre migliorando le funzioni dello stomaco, e sperimentò la sostanza su se stesso, assumendo una notevole quantità di chinino per più giorni.
Egli rilevò che la corteccia di china determinava una serie di effetti che riteneva correlati con quelli indotti dalla malattia per la quale il farmaco risultava indicato.
Cercò quindi di proporre una spiegazione del fenomeno, giungendo alla conclusione che il chinino determinavi una malattia artificiale in grado di sostituirsi a quella naturale, provocando la comparsa di sintomi analoghi. Ne dedusse che qualsiasi farmaco capace di determinare sintomi specifici in una persona sana avesse la facoltà di eliminare quegli stessi sintomi in un soggetto malato. Nacque cosi il principio similia similibus curentur, ovvero: "le cose simili si curino con le cose simili", che costituisce il principio di base della dottrina dell'omeopatia.
Il secondo principio che Hahnemann formulò fu relativo alla osservazione per cui, nel trattamento di numerose malattie, tanto minore era la dose di farmaco omeopatico somministrato, tanto più sicura risultava la guarigione del paziente. L'ipotesi si basava sul fatto che, essendo il corpo malato più sensibile del corpo sano agli effetti del farmaco, era possibile ridurre al minimo la dose del farmaco stesso.

I farmaci omeopatici - L'omeopatia si differenzia da altre forme di medicina alternativa in quanto si pone, quale obiettivo, una terapia "su misura". Perciò, nella fase diagnostica, il paziente viene sottoposto a un esame completo con un approccio psicosomatico. Ai fini della diagnosi, è fondamentale per il medico valutare non soltanto i sintomi della malattia, ma anche tutto il background sociale e psicologico del paziente. Il medico omeopata non rifiuta alcuni farmaci tradizionali, come gli antibiotici, il cortisone, l'insulina, gli analgesici maggiori e gli psicofarmaci; tuttavia questi sono considerati medicinali integratori dei farmaci omeopatici.
Questi ultimi sono sostanze di estrazione vegetale, animale e minerale, oppure prodotti di sintesi opportunamente diluiti con appositi solventi. Il principio regolatore di questi farmaci è il già citato similia similibus curentur, che fa si che il farmaco, a dosi infinitesimali, stimoli le difese naturali dell'organismo senza nuocergli.
Per quanto riguarda i vegetali, che costituiscono la base di circa il 90 % delle preparazioni farmaceutiche omeopatiche, viene dedicata molta cura alla loro coltivazione, che deve essere fatta senza concimi, pesticidi o altri agenti chimici, che potrebbero alterare i principi attivi dei vegetali stessi.
Una volta raccolta, la pianta viene lasciata a macerare in una soluzione alcolica per almeno 3 settimane. La "tintura madre" cosi ottenuta viene, poi, lasciata riposare al buio per un determinato periodo di tempo e, in seguito, diluita a dosi crescenti per ottenere il preparato omeopatico.
La procedura, in ogni caso, è sempre la medesima per produrre un farmaco secondo le norme formulate da Hahnemann.
Si preleva un "grano" (unità di misura pari a 0,0648 g della sostanza base, mescolandola a 10 parti di alcol o di acqua e zucchero. Il composto viene sottoposto a scuotimento e la diluizione ottenuta viene definita di potenza 1 o potenza decimale D-1.
La diluizione successiva è di 1 a 100 e viene definita di potenza 2, oppure centesimale D-2.
Le potenze possono arrivare fino a 1 a 100.000, cioè un grano della sostanza diluita in 100.000 parti di alcol o di acqua zuccherata (preferibilmente il lattosio). Maggiore è la diluizione della sostanza base tanto più potente ne è I'effetto terapeutico nel rispetto del principio omeopatico secondo il quale più piccola è la quantità di medicamento presente nella diluizione maggiori sono i benefici.
Vi sono omeopati che hanno spinto la diluizione della sostanza base fino alla potenza 6, cioè una parte su 1.000.000 di diluente. Ne consegue, secondo la chimica moderna, che a certe diluizioni è assai improbabile trovare anche una sola molecola della sostanza base e che il medicinale, alla fine, è soltanto alcol o acqua zuccherata. Ma, secondo gli omeopati, il potere della sostanza base non risiede nella materia, bensì nella struttura del composto e quanto più la materia base viene eliminata tanto più si accresce il potere benefico della struttura. È questo I'aspetto che più fa discutere quanti sono a favore e gli oppositori delle teorie di Hahnemann.
Autorevoli scienziati si sono comunque cimentati nella verifica delle teorie biochimiche di Hahnemann senza pregiudizi di sorta, per tentare di capire il significato che lo studioso dava alla struttura. La conclusione più semplice è che il diluente che costituisce quantitativamente la parte maggiore del farmaco, anche in assenza di una sola molecola della sostanza base, ne conserverebbe la "memoria" o l"'energia".
Normalmente i medicinali omeopatici sono sempre a base di un solo principio attivo e le confezioni sono oggi realizzate in compresse, granuli, pillole, unguenti e supposte.
L'omeopatia moderna, però, sembra molto attenta all'andamento del mercato. Infatti, accanto ai medicinali tradizionali per curare le più svariate malattie, si è sviluppato, specialmente in Francia, anche un mercato di prodotti cosmetici omeopatici, dai dentifrici alle pomate antirughe o anticellulite, prodotti probabilmente non previsti da Hahnemann.
Quanto alla terapia, questa deve essere assolutamente specifica. La gamma di preparati omeopatici è molto ampia: per ogni sintomo e per ogni malattia esiste il farmaco giusto.
Durante il trattamento terapeutico, il paziente non deve fumare, bere caffè o alcolici o prendere stimolanti, poiché ciò potrebbe interagire con la dinamica del farmaco e ridurne I'efficacia.
Anche sostanze mollo aromatiche, come la canfora e la menta, interferiscono con gli effetti del farmaco omeopatico.


I compiti dell'omeopata - Secondo quanto Hahnemann ha scritto nel suo libro Organon, primo e unico dovere del medico è di ottenere la guarigione del paziente con il ricorso ai mezzi "più rapidi, più fidati e meno labili" che ha a disposizione.
La cultura principale del medico deve riguardare quattro campi:

* La malattia nei suoi aspetti: dal sintomo alla prognosi. A tale scopo, egli può usare tutti i mezzi che la scienza gli mette a disposizione per fare una diagnosi giusta. Quindi l'omeopata, a differenza di altri specialisti di medicine alternative, non disdegna i mezzi che la tecnologia moderna gli mette a disposizione - come la TAC o la Risonanza Magnetica Nucleare - per formulare una diagnosi precisa.

* Il potere dei medicinali. Il medico deve avere una solida cultura sulla tossicologia dei farmaci e sulla potenzialità patogena delle sostanze abitualmente impiegate nella medicina ufficiale.

* La farmacoterapia. Il medico deve essere in grado di valutare, sulla base della diagnosi, quale sia il farmaco omeopatico giusto da somministrare al paziente.

* La psicologia. Il medico deve capire quali sono le barriere che si frappongono fra il paziente e il suo stato di salute e deve adoperarsi per abbatterle.

Hahnemann distingueva anche, come la medicina ufficiale, le malattie in acute e croniche. Nel primo caso, I'organismo si indebolisce, ma può riacquistare I'equilibrio perduto con i rimedi omeopatici. Le malattie croniche sono, invece, la conseguenza di uno stato permanente di perturbazione dell'organismo.
Per esprimersi in termini omeopatici, la malattia cronica è un "miasma".
Hahnemann distingueva 5 miasmi: psicotico, sifilitico, psoriaco, cancerico e tubercolinico.
Una volta identificato il miasma o lo stato cronico del paziente,l'omeopata potrà stabilire la cura adatta. Ma prima di stilare la ricetta, l'omeopata deve consultare la "materia medica", cioè il proprio repertorio di farmaci per prescrivere il preparato di potenza minima nella dose piri ridotta capace di avere effetti curativi.
La durata di azione di un farmaco omeopatico è in genere di due mesi.
Ovviamente anche l'omeopatia, come tutte le altre medicine alternative, si presta a critiche. Tuttavia, molti medici affermano che i farmaci omeopatici hanno il vantaggio di non essere tossici rispetto a molti medicinali che contengono sostanze farmacologiche.
A favore della medicina omeopatica, bisogna aggiungere che questa non esclude, nel caso di gravi malattie infettive o degenerative, I' integrazione della terapia omeopatica coni farmaci di comune prescrizione.



La procedura per la si basa su norme ben precise. Nella foto, il composto ottenuto dalla diluizione della sostanza base in alcol o in acqua e zucchero, secondo determinati parametri, viene sottoposto a scuotimento.






TERAPIE PER STARE BENE (The Health - Therapies)


TRATTAMENTI E TERAPIE

Per acquisire la forma e il benessere fisico e mentale, molti ricorrono a tipi di trattamenti estranei alla medicina ufficiale. In effetti, anche la categoria medica sta cominciando ad accettare molte di queste tecniche quali valide alternative o integrazioni di forme di terapie più tradizionali. Si comincia anche ad ammettere che molte malattie organiche non derivano da cause prettamente fisiche e che i trattamenti che aiutano a conseguire appagamento e serenità alleviano sintomi fastidiosi e legati allo stress, quali emicrania e lombalgie.
In queste pagine vengono illustrati trattamenti e terapie attualmente disponibili. Si pone I'accento soprattutto sulla varietà, sulla sicurezza e sull'autotrattamento. 
Anche se alcune di queste metodiche non presentano una base medica, molte affondano le loro radici nella medicina antica. Inoltre, può giocare un certo ruolo l'effetto placebo: se un soggetto è convinto che un determinato tipo di trattamento gli faccia bene, è probabile che ciò si verifichi realmente.
Le alternative proposte in questo capitolo sono disponibili per la maggior parte delle persone. Alcuni trattamenti, come quelli a base di erbe (anche l'omeopatia), possono essere autosomministrati. 
Altri, invece, richiedono l'aiuto di esperti, almeno nelle fasi iniziali, come, per esempio, la meditazione e la tecnica di Alexander. Altri ancora - quali l'osteopatia, la chiropratica, l'agopuntura e il metodo Rolf - possono essere praticati solo da personale specializzato. 
Inoltre queste tecniche terapeutiche possono indurre un miglioramento del modo di pensare che persiste anche dopo la fine del trattamento. 
Per esempio, la pratica del biofeedback può insegnare a controllare le proprie reazioni automatiche, e la conseguenza sarà una minor predisposizione allo stress.
La modificazione di atteggiamenti e comportamenti costituisce l'elemento chiave per ottenere benessere e felicità. Per tale motivo, il capitolo termina con esempi di terapie che possono modificare il concetto che si ha di se stessi. Trasformando il proprio modo di pensare secondo la teoria che considera l'uomo un insieme di corpo e mente (teoria olistica) e non un complesso di organi, ci si renderà conto di essere sulla strada giusta per capire la natura dei problemi che generalmente vengono definiti o fisici o mentali e per comprendere che spesso la malattia di un organo è l'espressione di uno squilibrio più generale. In base a tali presupposti, sarà quindi più facile trovare le soluzioni adeguate ai casi particolari.



TABELLE DEL VALORE ENERGETICO DEI CIBI (Tables of the value energetic the food)


VALORE ENERGETICO DEI CIBI

Queste tabelle sono utili per pianificare una dieta sana ed equilibrata, adatta alle specifiche esigenze di ognuno. Salvo poche eccezioni, si può mangiare frutta e verdura nelle quantità desiderate, in quanto sono a basso valore calorico. E necessario tenere presente, comunque, che le calorie possono aumentare anche in misura notevole se a qualsiasi cibo, comprese le verdure, vengono aggiunti grassi o zucchero.
I valori riportati si riferiscono a una quantità convenzionale di 100 g di ciascun alimento (per parte edibile si intende l'alimento dopo aver tolto lo scarto: bucce, noccioli, ossi, spine ecc.) e si basano su dati elaborati dall'Istituto Nazionale della Nutrizione.
(Il segno - indica che il valore non è disponibile).





venerdì 5 febbraio 2016

STRESS E MALATTIE (Stress and Disease)


   
STRESS E MALATTIE

Lo stress gioca un ruolo determinante nel causare, protrarre e peggiorare le malattie. Quando l'organismo è costantemente in stato di allarme, pronto "alla lotta o alla fuga", continua a produrre quantità elevate di alcuni ormoni. Quando si è sotto stress, non solo si tende a mangiare più in fretta e a prestare poca attenzione alla dieta, ma anche la digestione dei cibi è alterata e il corpo non riesce a trarne il massimo vantaggio nutrizionale.
Di conseguenza, il fegato rilascia in circolo una quantità maggiore di zuccheri e di grassi, che non possono però essere utilizzati dall'organismo, a meno che non si riduca lo stress mediante I'attività fisica. Il risultato è che tali sostanze si depositano in altre sedi del corpo, solitamente nelle arterie coronarie. Inoltre, intestino e reni funzionano con minor efficienza, e non riescono a eliminare dall'organismo tutti i residui metabolici e le tossine.
Dal momento che il sistema immunitario è compromesso, il soggetto è piri esposto alle malattie e meno in grado di combatterle quando le contrae. La tensione muscolare costante causa indolenzimento e dolori, che possono cronicizzarsi.
Se una persona è costantemente sotto stress, è facile che lamenti frequenti disturbi digestivi, stitichezza o diarrea, insonnia, tendenza a sudare senza motivi apparenti, cefalea, mal di schiena e dispnea.
È noto che lo stress contribuisce all'insorgenza di ulcere gastriche e duodenali, all'innalzamento della pressione arteriosa e alla comparsa di disturbi cardiaci e circolatori.
E anche in parte responsabile della presenza di crisi asmatiche e ha un ruolo nella patogenesi dell'artrite reumatoide e degli eczemi.


L'ipocondria

Si tratta di un atteggiamento psichico caratterizzato da una costante apprensione per la salute e dall'ossessiva tendenza a sopravvalutare disturbi anche minimi. L'individuo che ne è affetto consulta spesso i medici per malesseri che non hanno alcuna causa organica e infastidisce familiari e amici con la descrizione delle proprie malattie immaginarie. 
Gli ipocondriaci veri e propri sono soggetti molto insicuri che si rifugiano nella malattia in quanto hanno bisogno di sentire che gli altri si preoccupano e si prendono cura di loro. Alcuni, invece, affetti da "patofobia", vivono nel terrore di contrarre una malattia mortale e ricorrono a mezzi stravaganti per evitare di esporsi a rischi per la salute.
Molte persone vanno dal medico per lamentarsi di una lunga serie di disturbi trascurabili, perché hanno troppa paura di rivelare una fonte di maggior preoccupazione. Ciò vale in particolare per i disturbi correlati allo stress e per i problemi inerenti alla sfera sessuale.
Una volta identificato o risolto il problema principale, di solito quelli meno importanti spariscono spontaneamente. Molti sono affetti da malattie psicosomatiche, spesso provocate dallo stress. Anche se non sussistono cause organiche vere e proprie, i sintomi sono ugualmente reali e fastidiosi.


La depressione

Tutti possono sentirsi depressi di tanto in tanto, per pochi minuti o anche per giorni o settimane. Spesso si è in grado di identificare la causa della depressione: il divorzio o la rottura di una relazione, I'abbandono della casa da parte dei figli, la bocciatura a un esame o la promozione di qualcun altro al proprio posto. 
Si può cadere in preda alla depressione perché non si riesce a gestire le proprie finanze, o a far fronte alle esigenze della vita quotidiana, o quando si prevede una crisi imminente, situazione che spesso è anche fonte di ansia. 
Altre tipiche cause di depressione sono la perdita del posto di lavoro, un grave trauma, I'insorgenza di una malattia grave o cronica, la nascita di un figlio, o l'uso di determinati farmaci. Questo tipo di depressione fa parte della vita stessa.
La depressione diventa un problema solo quando assume aspetti esagerati. Per esempio, è considerato normale essere profondamente addolorati per la morte di una persona cara. Di solito, però, dopo un periodo iniziale di grande tristezza, ci si fa a poco a poco una ragione della perdita. Se non ci si riesce, la depressione non si allevia e può trasformarsi in un problema di per sé, piuttosto che rappresentare semplicemente una reazione a un evento.


La depressione esogena

La depressione causata da fattori esterni viene definita esogena e provoca modificazione nel comportamento. L'individuo depresso trova difficile concentrarsi o trarre piacere da qualsiasi cosa faccia. La sua visione del mondo si distorce e avvenimenti che normalmente sarebbero considerati nella loro giusta dimensione appaiono come difficoltà insormontabili. Via via che lo stress aumenta, il depresso si lascia travolgere da un'intensa agitazione che lo rende sempre meno in grado di far fronte agli eventi. Qualsiasi insuccesso si trasforma in una prova di incapacità e di inadeguatezza, segni palesi che sollevarsi dal fondo è impossibile: in tal modo la depressione si aggrava.
La convinzione che non vi sia modo di tirarsene fuori è tipica della depressione cronica. Con la riduzione della capacità di concentrazione, anche la memoria risulta compromessa e la spirale negativa della depressione continua. 
Avendo ormai perduto qualsiasi fiducia nella propria capacità di far fronte ai problemi, i depressi abbandonano persino la volontà di tentare: smettono addirittura di lottare. In questa situazione possono escludersi da qualsiasi attività e da qualunque tipo di rapporto, si segregano in casa e infine non riescono più neppure a scendere dal letto. 
La sensazione di nullità e di inadeguatezza può diventare cosi intensa da far loro contemplare l'idea di togliersi la vita. 
Contrariamente alla credenza popolare, le persone che parlano di suicidio spesso lo tentano davvero.


La depressione endogena

Non tutte le depressioni vengono scatenate da eventi facilmente identificabili. Sembra che la depressione endogena. abbia origine all'interno dell'organismo.
Medici e psichiatri ritengono che sia causata da anomalie biochimiche cerebrali. Tende a comparire all'improvviso e senza un motivo apparente, ed è spesso associata a disturbi del sonno, soprattutto il risveglio precoce, e a variazioni di peso. 
La depressione endogena può essere trattata con farmaci antidepressivi.
Chi soffre di depressione deve rivolgersi al medico, poiché è importante che venga formulata una diagnosi precisa. Le indicazioni riportate in questa pagina possono aiutare a far fronte a stati di lieve entità, ma la depressione endogena o la depressione cronica esogena richiedono uh trattamento sotto controllo medico.


Fobie, ossessioni e "ruminazioni"

La fobia è un timore immotivato e irrazionale - ammesso anche da chi ne soffre - di oggetti, animali, persone o situazioni tali da compromettere gravemente la vita dell'individuo, impedendogli di svolgere qualsiasi normale attività.
L'agorafobia, cioè la paura di uscire o degli spazi aperti, può spesso tenere prigioniero un soggetto nella sua stessa casa; la claustrofobia, ossia il panico provocato dal trovarsi in luoghi chiusi, frequentemente connessa con un senso di colpa o di inferiorità, può rendere impossibile alla persona che ne soffre di servirsi dei mezzi pubblici.
Anche le ossessioni sono manifestazioni della paura: chi ne è affetto mette in atto rituali complessi ed elaborati per evitare I'oggetto dei suoi timori. Per esempio, una persona con un'anormale ed esagerata preoccupazione nei riguardi della sporcizia può ripetere all'inlinito complicate procedure di pulizia.
Le cosiddette "ruminazioni" comportano pensieri ansiogeni insistenti, quali per esempio "sto per gettarmi giù dalla finestra", anche se poi il proposito non viene messo in atto. Il pensiero è talmente terrorizzante che chi soffre di queste forme nevrotiche fa di tutto per evitare di compiere l'azione temuta.
Le fobie, le ossessioni e le ruminazioni peggiorano quando il soggetto che ne è vittima è ansioso, stanco o depresso. Lo sforzo per combatterle può peggiorare la gravità della situazione ed è indispensabile ricorrere all'aiuto di uno specialista o di uno psicologo, perché possono essere sintomi di un grave conflitto interiore, che soltanto la psicoanalisi è in grado di scoprire (turbe psichiche di origine familiare, religiosa, sessuale ecc.).


Se siete depressi

Provate a seguire i seguenti consigli:

* Cercate di individuare la fonte della depressione e di trovare il sistema di modificarla.
Anche un piccolo cambiamento può risultare sufficiente.

* Cercate aiuto. Il sostegno degli amici e dei familiari è importante per combattere la depressione nelle sue fasi precoci. Sforzatevi di parlarne con gli altri.
Anche se a volte i consigli non servono, il contatto sociale contribuirà a distogliervi dal problema che vi assilla. Ogni minuto di sollievo dalla depressione può rappresentare un segno di ripresa nei confronti di una vita normale.

* Cambiate lo stile di vita. Trovatevi un hobby, o fate esercizio fisico, che è di per sé un antidoto contro la depressione.

* Non cercate di risolvere contemporaneamente tutti i vostri problemi: è un sistema destinato a fallire, che non ridurrà la depressione. Invece, affrontate un problema per volta.

* Mangiate con regolarità. La depressione tende a far diminuire l'appetito. Se dovete incrementare l'attività fisica, avete bisogno di un adeguato apporto di energia.

* Rendetevi conto che il vostro modo di pensare e di agire trae origine, in gran parte, dalla depressione. In queste condizioni, è facile cadere nella trappola di considerare qualsiasi evento come una prova di personale incapacità.


Se una persona cara è depressa

A casa o nell'ambiente di lavoro, fate attenzione se qualcuno cambia il modo di comportarsi.
In tal caso è bene tener presente che:

* Il dolore psichico fa male come il dolore fisico.

* Non dite a nessuno di "rimettersi in carreggiata" o di "uscirne fuori".

* Non elencate a una persona tutti gli aspetti della sua vita che andrebbero migliorati.

* Più presto si cerca aiuto, meglio è. Suggerite a chiunque manifesti sintomi di depressione di consultare uno psicoanalista o uno psicoterapista.


Fobie e ossessioni: ricerca di aiuto

Se una o più delle situazioni seguenti vi riguardano, può essere il momento di prendere adeguati provvedimenti:

* La paura sta diventando troppo grande per poterla controllare.

* La vostra vita sta andando a rotoli a causa dei sintomi che presentate.

* La vita sta diventando insopportabile, perché non ne potete più, o perché vi rendete conto che la causa delle vostre ansie è inevitabile.

Manifestate parecchi sintomi di ansia o di depressione, quali tremori alle mani, palpitazioni e insoliti indolenzimenti e dolori.



INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

A - B - C - D - E - F - G - H - I - L - M - N - O - P - R - S - T - U - V