sabato 7 novembre 2015

CURARSI CON IL CERFOGLIO (Curing with chervil)


IL CERFOGLIO

II nome cerfoglio viene dato a diverse specie di piante appartenenti alla stessa famiglia della carota e del prezzemolo, alcune delle quali, selvatiche, sono molto tossiche. Pertanto vi esorto a non impiegare nelle vostre preparazioni che il cerfoglio coltivato o cerfoglio dei giardini o cerfoglio officinale. 
Si tratta di una pianta annua, alta dai 25 ai 60 centimetri con foglie chiare molto frastagliate, piccoli fiori bianchi, frutti piccoli che diventano neri alla maturità e che emana un buon odore caratteristico e viene coltivata ormai nel mondo intero.
Ha una forte rassomiglianza con il prezzemolo.
Le qualità terapeutiche del cerfoglio derivano dall'olio etereo che contiene e che non resiste al calore. Non è dunque una pianta da cuocere né da bollire. 
Gli antichi se ne servivano contro le malattie degli occhi e ho avuto occasione di verificare questa virtù. Disgraziatamente pensavano anche che le sue foglie guarissero il cancro, il che è palesemente falso.
Mio padre lo utilizzava come base di una sorta di cura di primavera destinata a purgare l'organismo dalle tossine accumulate durante l'inverno. La raccomandava a tutti e soprattutto a quei grossi produttori di tossine che sono gli stitici, i reumatici, i gottosi, gli idropici, i malati di fegato e i sofferenti di malattie della pelle.




Raccolta

Il cerfoglio costituisce la parte essenziale di quei mazzetti di aromi che si vendono per cucinare sotto il nome di "odori" o "erbe aromatiche": non avrete quindi nessuna difficoltà a procurarvene al mercato, in primavera (maggio-giugno) quando la specie fiorisce. Se il vostro ortolano non vi dà una particolare sicurezza sulla sua purezza biologica, comperatelo
in una buona erboristeria. 
Ripeto ancora: non cercate di raccogliere allo stato naturale le specie selvatiche di questo genere a meno che non siate un botanico esperto: rischiereste di sbagliarvi e di avvelenare la vostra famiglia.





  
Preparazione e impiego

SUCCO FRESCO per la "cura di primavera": un bicchiere al giorno diluito nel latte, se lo stomaco lo accetta.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI per la "cura di primavera": mettete una manciata di cerfoglio fresco in un litro d'acqua appena calda.

INFUSO: mettete una manciata di foglie fresche o una mezza manciata di foglie secche, in un litro d'acqua; non fate bollire.
(Da 2 a 3 tazze al giorno come depurativo, diuretico, per curare il fegato e regolarizzare le mestruazioni.)

DECOTTO: stesse proporzioni; al primo bollore ritirate dal fuoco (da 2 a 3 tazze al giorno). 
Questo decotto può essere ugualmente molto efficace in applicazioni esterne contro le malattie della pelle.

PREPARAZIONE COMPOSITA contro le coliche epatiche: mescolate in proporzioni uguali del succo di cerfoglio, del succo di radicchio, del succo di lattuga e del succo di dente di leone.
Bevetene un bicchierino al mattino.