mercoledì 19 agosto 2015

CURARSI CON LA BARDANA (Curing with Burdock)

  
BARDANA


Quanti anni sono passati da quando giocavo, come tutti i ragazzi che sono cresciuti in campagna, con i fiori uncinati della bardana, e quanto mi divertivo vedendola attaccarsi ai vestiti e ai capelli dei miei compagni!

La bardana ha molti nomi popolari e sono sicuro che, ovunque abitiate, ne riconoscerete qualcuno: bardana officinale, gratta-gatto, attacca-vesti, attacca-capelli, lappola, erba tignosa, orecchio d'asino, ecc. 

È biennale, della famiglia delle Composite, e può raggiungere I'altezza di 2 metri; ha enormi foglie verde scuro e fiori rosso scuro più o meno maculati di violetto alle estremità. 
Diffusissima nelle nostre contrade, si trova in gran quantità nei terreni ricchi di azoto, cioè in vicinanza di mucchi di letame e di pascoli.
È il caso, quando ci accostiamo alla fitoterapia, di usare un po' di spirito critico nei confronti di certa letteratura troppo fantasiosa, come pure di leggende che, pur essendo suggestive, non trovano riscontro nella realtà. È stato detto che le foglie di bardana guarivano i morsi di vipera: sconsiglio di farne la prova. 
Nel 1700 I'inglese J. Hill prescriveva la bardana contro la gotta: il poveretto morì... di gotta!
Un giorno un contadino coperto di foruncoli: il poveraccio sofiriva le pene dell'inferno. Venne esclusivamente con bardana per via interna a suon di decotti, per via esterna a forza di tinture e di bagni. In otto giorni la foruncolosi era debellata.




    
Il fatto è che la bardana è il sovrano dei depurativi ed è anche un buon diuretico e sudorifero. Soprattutto le malattie della pelle si arrendono davanti all'azione di questa pianta: che si tratti della brutta acne giovanile, di eruzioni cutanee, della tigna, di ulcere o scottature. 
È molto indicata contro le malattie infettive che si manifestano con eruzioni cutanee (morbillo, varicella, scarlattina, ecc.) e può giovare nella cura delle affezioni sifilitiche secondarie e terziarie; è anche molto efficace per combattere la seborrea e quindi la caduta prematura dei capelli.





  
Raccolta

Nonostante sia stata usata come surrogato del caffè macinando le grosse radici tostate, come sostituto del tabacco fumando le sue foglie, e come sostituto della bietola mangiando le sue coste, la bardana non è molto coltivata. Bisogna andare a cercarla allo stato naturale e ciò non è difficile perché si trova un po' dovunque: è importante cercare una pianta vigorosa e il più possibile lontana dall'abitato. 
Normalmente se ne utilizzano le radici e le foglie fresche; anche se le radici essiccate sono meno attive. Possono essere ugualmente utilizzate. 
La raccolta si può fare in ogni stagione anche se io propendo per la primavera, durante il secondo anno di vita della pianta. Per conservare le radici bisogna tenerle al sole per lungo tempo dopo averle pulite scrupolosamente (non si possono conservare per più di qualche mese).





    
Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di pianta fresca (uso interno contro la foruncolosi, l'acne, le eruzioni cutanee, e la cura di bellezza per la pelle): una manciata di radici affettate e foglie appena colte in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.) 
È consigliabile far coincid€ere con questa cura applicazioni esterne, vale a dire bagni più avanti descritti.

SCIROPPO di radici fresche: in un insieme di 800 grammi di acqua, e 800 grammi di zucchero pestate due manciate di radici (un bicchiere al giorno, specialmente contro gli eczemi).

TINTURA di radici (per uso esterno): 10 grammi di radici per 50 grammi di alcool.

BAGNI: una manciata e mezzo di radici (fresche o secche) e di foglie per un litro d'acqua calda. Ripetere due o tre volte al giorno.

LOZIONE SPECIALE contro la caduta dei capelli: in un mezzo litro di rhum, pestare due manciate di radici fresche di bardana e una manciata di radici di ortica; con questo preparato massaggiare a lungo il cuoio capelluto.