giovedì 10 dicembre 2015

CURARSI CON LATTUGA e SCAROLA (Curing with the lettuce)

   
LA LATTUGA

Eccoci giunti al capitolo delle insalate verdi: conviene brucare o non brucare? È una questione controversa: c'è chi sostiene che lo stomaco esige cibi sostanziosi e che non riceviamo nessun vantaggio riempiendoci di cellulosa; altri ribattono, con ragione, che le insalate sono ricche di vitamine e che anche le loro parti meno digeribili sono necessarie al buon scorrimento del bolo alimentare nell'intestino.
Per me insalata vuol dire salute, per quello che offre di benefico all'organismo così come per i dispiaceri che mi evita (come la stitichezza, vero flagello della nostra epoca secondo i medici più qualificati).
Con la verdura cruda dobbiamo tuttavia seguire alcune elementari precauzioni: tutte le insalate sono suscettibili di venire contaminate dalle acque di scorrimento, dal concime, ecc., e pertanto possono diventare un pericoloso veicolo per numerose infezioni (tifo, colera, epatite virale, dissenteria amebica). Le insalate saranno sempre lavate scrupolosamente, eventualmente aggiungendo all'acqua un po' di permanganato, o dopo averle tenute a bagno per un'ora in acqua acidulata con un po' di succo di limone o aceto.
Tutte le lattughe contengono in gran quantità un succo lattiginoso (latex) che ci permette di riconoscerle facilmente dalla maggior parte delle altre piante della stessa famiglia (Composite).
Ne conosciamo diverse specie oltre alla lattuga coltivata: la lattuga dei muri, la lattuga selvatica, il cavolaccio, la lattuga velenosa e la scarola.
Non tratterò qui che della prima e dell'ultima.
La lattuga coltivata non ha bisogno di particolari descrizioni. Le sue origini sono oscure: c'è chi vuole che sia una variazione della scarola, altri la fanno discendere dalla lattuga selvatica della Siberia. Era ben nota ai greci e ai romani e si dice che abbia guarito l'imperatore Augusto da una grave malattia di fegato. Gli antichi insistevano nell'esaltarne le virtù "sonnifere". Oggi sappiamo che ha, effettivamente, un'azione calmante ed emolliente.
Mi piace chiamarla I'erba dei saggi.
Siamo quasi sicuri, anche, che la lattuga mitiga lievemente gli ardori amorosi (è anafrodisiaca), ma se le vostre condizioni generali di salute sono buone, non avete niente da temere da una buona insalata.
Se siete afflitti da insonnia, sappiate che una miliardaria americana, in gita in Italia,  è guarita da uno stato di nervi pietoso, e le è stato somministrato ogni sera tre cespi di lattuga brasata. Al suo ritorno oltre oceano, la signora ha voluto portarsi dietro dei semi della "pianta miracolosa" perché, poverina, era convinta che negli Stati Uniti non esistesse la lattuga!!


 Lattuga scarola

La lattuga scarola si distingue per l'alta statura, per il fogliame azzurrastro seghettato e per la curiosa caratteristica di essere una pianta "bussola": le foglie sono sempre orientate trasversalmente nella direzione nord-sud, mentre le loro facce sono rivolte a est e a ovest.
Sfoggia da giugno a settembre infiorescenze giallo pallide, e in autunno distribuisce al vento nuvole di semi neri a uncino bianco. La troviamo su terreni calcarei, sulle scarpate, le macerie, il ciglio dei sentieri, ma raramente in luoghi elevati.
La scarola, grosso modo, ha le stesse virtù curative della lattuga coltivata: è lenitiva, calmante, emolliente, capace di ridare il sonno agli individui nervosi e alle vittime di insonnie
croniche; ha anche una leggera azione anafrodisiaca. In più è diuretica e purgativa; mi ricordo di un malato afflitto da una grave forma di itterizia che riuscii a guarire con una cura a base di succo e di bagni di scarola. Mi ricordo anche di un ragazzino tormentato da una tremenda tosse spasmodica per il quale gli venne prescritto alternativamente cataplasmi e bagni ai piedi di scarola e che guarì perfettamente in tre giorni.

Le lattughe fanno miracoli nella cura di tutti i disturbi che hanno manifestazioni spastiche: asma, ansietà cronica, palpitazioni, isterismo, pertosse, ecc.


Lactuca sativa L. - Famiglia delle Composite - Fiori gialli

Raccolta

Non starò a spiegarvi come si coltiva la lattuga. Tutta la pianta, ma in particolar modo i gambi, le foglie e i semi, è attiva: l'insalata matura è particolarmente ricca di virtù curative. I gambi e le foglie saranno adoperati solamente freschi. I semi li coglierete in autunno e li essiccherete all'ombra.
Qui sotto spiegherò il procedimento da seguire per raccogliere il succo di lattuga che servirà a preparare il lattucario e il tridace.


Preparazione e impiego

SUCCO fresco di scarola: spremete in un recipiente il lattice dei gambi e delle foglie. Mezzo cucchiaino da caffè il primo giorno, uno il secondo, uno e mezzo il terzo e così di seguito fino a cinque al giorno, riducendo poi altrettanto lentamente a mezzo cucchiaino.

INFUSO e DECOTTO di foglie e di gambi freschi: una generosa manciata di pianta per litro d'acqua. (Da 3 a 5 tazze al giorno.)

TINTURA: lasciate macerare per 2 ore una parte di foglie fresche in due parti di alcool diluito (o 30° o 40°). Stesso sistema di somministrazione del succo fresco.

POLVERE di semi: 2 pizzichi al giorno, particolarmente indicata contro I'asma.

LATTUCARIO: si chiama così il succo essiccato della pianta; è efficace contro i reumatismi, la gotta, la tosse, I'asma e tutti i disturbi nervosi.
In luglio-agosto tagliate la cima dei gambi della lattuga o incideteli obliquamente come fanno i resinatori dei pini; raccogliete le perle di lattice che trasudano dalle incisioni in un recipiente di legno; quando la coagulazione è avvenuta, rompete il succo indurito in pezzetti ed essiccateli al sole. (Comincerete col prenderne un pezzetto grande come un pisello il primo giorno, possibilmente con del miele, aumentando progressivamente in dose fino ad arrivare a "dieci piselli" il decimo giorno. La cura allora deve essere assolutamente interrotta per diverse settimane.)

TRIDACE: ci si serve di questa parola greca (thridax: lattuga) per designare l'estratto di gambi freschi della pianta. Il tridace si raccomanda per gli stessi disturbi che si curano con il lattucario; è però meno attivo.
Raccogliete qualche bella pianta di lattuga in luglio-agosto; spremetene il succo in un recipiente di vetro che metterete a bagno-maria fino ad ottenerne un residuo di consistenza piuttosto densa. (1 grammo al giorno per 6 giorni, con del miele o in una tisana calmante.)

CATAPLASMI di foglie: da applicare alternativamente sul petto e sul dorso, contro la tosse.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate 3 manciate di foglie e gambi freschi per litro d'acqua. (Da 2 a 3 bagni al giorno.)



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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