sabato 21 novembre 2015

CURARSI CON IL FINOCCHIO (Curing with fennel)


IL FINOCCHIO

Il buon Rabelais si permetteva degli scherzi di dubbio gusto sul finocchio. È vero che questa pianta ha delle facoltà carminative, cioè favorisce l'evacuazione dei gas intestinali, ma c'è poco da scherzare: è una notevole virtù! Rendiamo grazie a Madre Natura per averci dato questo grande cugino della carota. Incidentalmente ricorderò l'uso che viene fatto (come verdura) delle sue grosse costole rigonfie alla base, e l'incomparabile sapore dei semi, largamente usati per aromatizzare carne, pesce e anche formaggio e pane. 
II finocchio comune o officinale, talvolta chiamato aneto dolce o anice finocchio, comprende numerose varietà. È originario del bacino del Mediterraneo; in seguito, largamente coltivato, si è diffuso per il mondo evadendo dagli orti. È un'erba imponente, alta da 1 a 2 metri, con grandi ombrelli di fiori gialli e frutti fusiformi di circa un centimetro di lunghezza.
Come verdura, a tavola, è sanissimo, digeribile, calmante per lo stomaco e l'intestino e leggermente lassativo. 
Come erba medicinale lo raccomando in particolar modo alle donne, in qualsiasi circostanza: ad alcune normalizzerà il ciclo delle mestruazioni, ad altre faciliterà la secrezione del latte (è galattogeno). In cataplasmi risolverà gli ingorghi dei seni e conserverà a questi la loro linea durante tutto il periodo dell'allattamento. 
A onor del vero è stato insinuato che può provocare delle interruzioni di maternità, ma dubito fortemente che ciò sia vero.

Il finocchio ha molte virtù nascoste: è stimolante dell'appetito, diuretico, stimolante, tonico, calmante e molto efficace per combattere ogni tipo di parassiti. 
Mi ricordo di un uomo, sofferente di ritenzione di urine e di conseguenza in stato di debilitazione, che si sottopose a una cura energica a base di finocchio: in poco tempo riprese a urinare con grande meraviglia del suo medico curante. 
Mia nonna Sofia preparava un meraviglioso infuso di semi di finocchio che considerava vermifugo e conciliatore del sonno per i bambini nervosi. 
Il finocchio agisce favorevolmente sui polmoni e sui bronchi, calma gli attacchi di tosse, di pertosse e di asma; inoltre libera gli organismi più appesantiti. 
Per uso esterno si impiega in gargarismi contro il mal di gola, in impacchi contro i dolori al ventre e in collirio per gli occhi.


Raccolta

Per avere a disposizione una delle tante varietà di finocchio, la cosa più semplice è di coltivarselo nell'orto di casa. Per farlo, occorre un terreno ben soleggiato, fresco e abbastanza calcareo. Seminatelo in autunno o sotto vetro in primavera (in questo caso trapiantate in luglio). 
Del finocchio è utilizzabile tutta la pianta. Raccogliete i fiori in boccio (fateli essiccare all'ombra) all'incirca nel mese di giugno; le foglie e i semi subito prima della maturazione completa, in settembre, facendoli ugualmente essiccare all'ombra. Estirpate le radici a fine autunno.


Preparazione e impiego

INFUSO tonico e calmante per facilitare la digestione, combattere aerofagia e i disturbi intestinali: mettete 2 pizzichi di semi e di foglie sbriciolate in una tazza d'acqua, con un pizzico di semi d'anice e due foglie di menta. (3 tazze al giorno)

INFUSO contro la tosse: misurate un cucchiaino da caffè di semi e di foglie sbriciolate in una tazza d'acqua; dolcificate abbondantemente con miele. (3 tazze al giorno)

DECOTTO di pianta intera (diuretico): 2 pizzichi di pianta per litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.) Particolarmente raccomandato contro le infiammazioni dei reni, ha anche eccellenti virtù come digestivo.

DECOTTO per uso esterno (gargarismi, mali di ventre): mettete una generosa manciata di radici, di foglie e di semi per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni del decotto precedente.

COLLIRIO contro le infezioni degli occhi: lasciate ammollare per un'ora un cucchiaio di semi in due cucchiai d'alcool a 45° e 10 cucchiai di acqua distillata.

CATAPLASMI di foglie e di fiori: contro le ecchimosi e I'ingorgo dei seni.

INFUSO COMPOSITO contro I'obesità dovuta ad angoscia: mettete 2 pizzichi di finocchio, 2 pizzichi di origano e 2 pizzichi di menta in un litro d'acqua. (Una tazza prima di dormire.)

INFUSO COMPOSITO per mantenere la linea: mettete 2 pizzichi di finocchio, 2 d'anice verde e 2 di serpillo in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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mercoledì 18 novembre 2015

RIMEDI CONTRO LA TOSSE (Remedies against Coughs)



  
LA TOSSE

La tosse molto spesso è causata da infezioni virali e batteriche delle vie aeree, per esempio della trachea e dei bronchi. Inoltre può dipendere da allergie, da malattie croniche ai polmoni e ai bronchi così come dall'ingerimento di sostanze inquinanti contenute nell'aria. 
Quando le terminazioni nervose delle mucose delle vie aeree vengono irritate dal catarro o da sostanze estranee, tramite il midollo spinale inviano al cervello Io stimolo di tossire. Un flusso d'aria proveniente dai polmoni urta contro le corde vocali chiuse, la pressione esercitata su di esse le apre e come conseguenza si ha il colpo di tosse. 
In genere non è opportuno calmare la tosse con i medicinali; è meglio lenire le infiammazioni alle vie aeree con rimedi naturali derivati da piante officinali, oppure preparati in casa.
Il trattamento, qualsiasi esso sia, deve mirare ad aumentare le difese immunitarie e a sciogliere il catarro, per facilitare la sua espulsione.


CHE FARE? 

Per rendere il catarro più fluido assumete molti liquidi, soprattutto tisane per la tosse. In aggiunta, per lenire le irritazioni bronchiali e favorire I'espettorazione possono essere molto utili delle inalazioni, degli impacchi sul petto e dei massaggi con preparati a base di erbe. 
In caso di tosse secca e cronica mantenete l'aria umida, per esempio con l'aiuto di un umidificatore: in questo modo I'intero apparato respiratorio trarrà giovamento.


Succo di aghi di pino e abete - In primavera raccogliete i germogli di pino e di abete e fateli bollire per 30 minuti in molta acqua.
In caso di catarro bronchiale e tosse bevete 1-2 tazze del succo ottenuto addolcito con il miele. I principi attivi contenuti nelle foglie aghiformi fluidificano il muco e favoriscono l'espettorazione, liberando così le vie aeree.

Aromaterapia - Vi sono diversi oli essenziali indicati nella cura delle affezioni delle vie aeree. Essi non solo purificano l'aria, ma hanno proprietà sedative e antispasmodiche sui bronchi e sulla trachea.
Per un'efficace azione antispasmodica miscelate essenza di timo, di maggiorana e di basilico, 3 gocce di ogni olio; per un effetto mucolitico mescolate invece 3 gocce d'essenza di eucalipto e di finocchio. L'aromaterapia è molto indicata per curare i bambini.

Tisana per la tosse - Tisane a base di erbe non soltanto leniscono lo stimolo della tosse, ma favoriscono anche l'espettorazione. Inoltre sono d'aiuto anche in caso di raucedine e mal di gola. 
Miscelate 20 g di radice di altea, di edera terrestre, di fiori di malva, di fiori di vischio e di fiori di vulneraria. Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su queste erbe e filtrate dopo 15 minuti. Bevetene 3-4 tazze al giorno. 
Per aumentarne l'efficacia aggiungete 1 cucchiaino di miele oppure del succo di limone.


TIPI DI ESPETTORAZIONI

* Un'espettorazione catarrosa ma limpida indica una tosse provocata dall'infiammazione della trachea o dei bronchi.

* Un'espettorazione giallo-verde indica che è in corso un'infezione batterica.

* Un'espettorazione con sangue, schiumosa o dall'odore sgradevole è indice di una grave malattia, come ascesso polmonare o polmonite. In questi cosi è necessario chiamare subito il medico.






RIMEDI CASALINGHI

Sciroppo di cipolle

Tritate una cipolla e cuocetela in 1/8 di litro d'acqua con 3 cucchiai di miele per 10 minuti, poi filtrate. Assumetene 1-2 cucchiaini più volte al giorno. Lo sciroppo è un ottimo mucolitico.


Compresse di camomilla

Compresse calde e umide di tisana di camomilla leniscono la tosse secca e dolorosa.
Imbevete un panno di cotone o una garza dallo spessore consistente nell'infuso, strizzate e ponete lo compressa quanto più calda possibile sul petto. Toglietela primo che si raffreddi.
Se necessario ripetete l'operazione più volte,


Impacco freddo al petto

Un impacco freddo al petto è un ottimo rimedio in caso di tosse accompagnata da febbre.
Imbevete un telo di lino in acqua e aceto, strizzatelo, avvolgete il torace e copritelo con un telo di lino asciutto e con un panno di lana. Lasciate agire per circa 1 ora fino a quando la compressa si sarà riscaldata. 
Questo impacco abbassa la temperatura e favorisce I'espettorazione.


DA EVITARE

Vi sono in commercio rimedi contenenti elementi chimici atti a bloccare la tosse, come per esempio la codeina. Questi medicinali sono in grado di bloccare lo stimolo della tosse, ma non ne curano le cause; vanno assunti solo in caso di attacchi di tosse convulsa molto violenti oppure per riuscire a dormire la notte.


RAPIDO AIUTO CON L'AGOPUNTURA

Massaggiare per alcuni minuti il punto dell'agopuntura "polmone 11", situato sul pollice pochi millimetri sopra l'angolo esterno del letto ungueale (vedi figura sotto), è un rimedio efficace per calmare velocemente lo stimolo della tosse. Per esercitare la pressione potete usare la punta di una matita non temperata.




  
CONSIGLIO UTILE

Per la sensazione di solletico in gola e per calmare lo stimolo della tosse, versate 1 cucchiaino di aceto di mele in 1 bicchiere d'acqua tiepida e bevete a piccoli sorsi.



martedì 17 novembre 2015

CURARSI CON LA PERVINCA (Curing with periwinkle)



   
LA PERVINCA

Schiude i suoi fiori come degli stupendi occhi azzurri che si aprano per ammirare i primi miracoli primaverili della natura vestita a festa. Quale sarà mai la curiosità civettuola che la spinge a salutare la nascita del sole trionfante sulle tristi nebbie invernali? Non so. 
È un fatto che questo fiorellino, amico dei giganteschi faggi, ha molto colpito i nostri avi. La pervinca è stata a tutti i Sabba, ha avuto parte in tutti i filtri misteriosi preparati dalle streghe e in tutte le storie d'amore.
È la seducente cugina strisciante dell'oleandro, a foglie sempreverdi e corolle a cinque lobi angolati a forma di elica che la rendono inconfondibile come lo stesso colore azzurro chiaro o tendente al lilla di cui ama pararsi. 
Se ne conoscono tre specie: la minore, la media e la maggiore, conosciute anche volgarmente con i nomi di erba vinca, fior di morto, carniola.
Gli antichi prescrivevano la pervinca per curare diarree, mal di denti, morsi di serpenti, dolori dell'apparato genitale femminile, emorragie al naso ed emorragie in generale. 
Nel secolo di Luigi XIV aveva fama di essere un ottimo rimedio contro le malattie di petto. 
Madame de Sévigné scriveva alla figlia, raccomandandole la "buona pervinca, verde e amata, ma tanto benefica contro i tuoi malanni".

Malgrado tutta la loro bellezza, non sono i fiori della pervinca che racchiudono le virtù curative, ma le foglie. Sono toniche. Rigenerano il sangue, e ciò le rende della massima utilità agli anemici, convalescenti, esauriti e a quanti hanno subito gravi incidenti. Arrestano le emorragie, sono efficaci nel combattere gli sbocchi di sangue e le emorragie al naso e, grazie alle loro virtù cicatrizzanti, sono uno dei principali rimedi per curare le ferite. 
Si somministra le foglie di pervinca con ottimi risultati per curare diarree, leucorree, disturbi dell'apparato respiratorio, dissenteria; inoltre, le foglie sono antiscorbutiche, diuretiche e depurative: non si accontentano di rigenerare il sangue, riescono addirittura a ripulirlo.

Per uso esterno, le foglie di pervinca fanno prodigi in clistere contro diarree e dissenteria, in lozione accelerano la cicatrizzazione delle piaghe e in gargarismi guariscono mali di gola, infiammazioni delle tonsille e infezioni della bocca.




Raccolta

Le foglie della pervinca restano verdi durante tutto l'anno, quindi le potremo raccogliere e utilizzare fresche in qualsiasi periodo. Possiamo anche essiccarle in un locale ben ventilato dopo averle colte in primavera, epoca nella quale raggiungono la massima attività curativa.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mettete una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

VINO: mettete 2 manciate di foglie fresche (una manciata di foglie secche) in un litro di vino bollente, unitevi 100 grammi di zucchero; lasciate raffreddare lentamente. (Un bicchierino per pasto.)

MACERAZIONE: lasciate riposare per una settimana 2 manciate di foglie fresche in un litro di vino. (Un bicchierino aI giorno.)

DECOTTO per uso esterno (lozioni, impacchi, clisteri): misurate una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni, della ricetta precedente; potete aggiungervi una manciata di fiori.







ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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mercoledì 11 novembre 2015

CURARSI CON IL PESCO (Curing with peach)



   
IL PESCO

Solo i pittori cinesi hanno saputo esprimere la stupenda fioritura rosa del pesco a fine inverno, quando il delicato pastello delle corolle, come una nebbia intangibile, abbellisce i ramoscelli ancora anneriti dalle gelate.
Amerei alla follia il pesco solo per queste sue sfumature, per il rosa sottratto alle nubi o alle ali degli angeli: sarei ingiusto perché trascurerei i succosi frutti che ci offre e che con la loro delizia sembrano voler addolcire e calmare fino all'ultimo muscolo del nostro corpo. 
La pesca è un frutto favolosamente rinfrescante, ricco in zuccheri assimilabili e in vitamine e, se non fosse per la mania insetticida del nostro tempo, vi esorterei a farne delle vere e proprie orgie.
Il pesco, contrariamente a quanto suggerirebbe il nome (dal greco persikon e dal latino persicum), non ha le sue origini in Persia, ma in Cina dov'era coltivato già duemila anni prima dell'era cristiana. 
È un parente stretto del susino, ed è stato sfruttato molto presto come pianta medicinale in occidente (come vermifugo, contro la risipola, l'alitosi, la sordità, i disturbi dell'apparato genito-urinario e la gotta), ma, stranamente, i frutti del pesco sono stati a lungo trascurati e quasi considerati con una certa diffidenza. 
Oggi, che la pesca ha ottenuto il dovuto riconoscimento, non è male soffermarci sulle virtù curative dei fiori e delle foglie della pianta.
Sono calmanti, purgativi, diuretici, vermifughi e febbrifughi. La loro azione lassativa è stata confermati in moltissime occasioni, come pure I'azione benefica nel guarire pertosse, asma, coliche renali, calcoli urinari e cistiti. 
Per uso esterno, in cataplasmi, le foglie tritate sono efficaci per lenire mali di pancia e coliche (in particolare dei bambini, ai quali facilitano anche la eliminazione dei parassiti). 
Usate in impacchi, bagni alle mani e pediluvi, frizioni, sono utilissime per alleviare dolori, dermatiti, reumatismi, pruriti e infiammazioni.



Raccolta

Cogliete solo fiori e foglie di peschi che vi diano assoluta garanzia di essere stati coltivati senza il malefico intervento di concimi o pesticidi chimici: se non siete più che sicuri di questo fatto, lasciate perdere. 
Cogliete i fiori ancora in boccio con il calice,rossastro (che racchiude la maggior parte dei principi attivi). Li userete freschi o essiccati all'ombra. Se li essiccate, badate bene a non ammucchiarli perché si romperebbero.
Le foglie vanno colte al principio dell'estate, primi della maturazione dei frutti: essiccatele all'ombra o al sole e conservatele in sacchetti.






Preparazione e impiego

INFUSO di foglie fresche o secche (purgativo): mettete 10 foglie in un litro d'acqua. 
(Una tazza al giorno, al mattino).

INFUSO di fiori freschi (purgativo e calmante): mettete 5 pizzichi di fiori in un litro d'acqua. 
(Una mezza tazza al giorno).

INFUSO di fiori secchi (purgativo,lassativo, calmante): mettete 5 o 6 pizzichi di fiori n un litro d'acqua. 
(Una tazza al giorno per gli adulti, 2 cucchiai da minestra al giorno per i bambini).

DECOTTO di foglie e di fiori (uso esterno: impacchi, ecc.): misurate uno mezza manciata di foglie e di fiori mescolati (secchi o freschi) per un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI  E PEDILUVI di foglie e di fiori: misurate 2 manciate di foglie e di fiori per una bacinella d'acqua.

SCIROPPO di fiori: misurate una parte di fiori per una parte di zucchero e una parte e mezzo d'acqua bollente; mescolate fino a ottenere un liquido omogeneo; lasciate riposare 2 ore; filtrante. 
(Un cucchiaino da caffè al giorno per i bambini, un cucchiaio da minestra per gli adulti).

SUCCO (lassativo, diuretico, emolliente, calmante e rinfrescante): bevetene un grande bicchiere la mattina a digiuno.


NOTA: Se la pesca non ha che qualità, le foglie e i fiori contengono, sia pur in minime dosi, dell'acido prussico. Questo non è affatto pericoloso in tutte le preparazioni elencate qui sopra, ma è bene osservare scrupolosamente le dosi indicate altrimenti ci si esporrebbe a dei disturbi. 
La mandorla contenuta nel nocciolo della pesca è molto tossica: non la utilizzate in tisane come lo raccomandano certuni e fate attenzione che i vostri bambini non la mangino.



sabato 7 novembre 2015

CURARSI CON IL CERFOGLIO (Curing with chervil)


IL CERFOGLIO

II nome cerfoglio viene dato a diverse specie di piante appartenenti alla stessa famiglia della carota e del prezzemolo, alcune delle quali, selvatiche, sono molto tossiche. Pertanto vi esorto a non impiegare nelle vostre preparazioni che il cerfoglio coltivato o cerfoglio dei giardini o cerfoglio officinale. 
Si tratta di una pianta annua, alta dai 25 ai 60 centimetri con foglie chiare molto frastagliate, piccoli fiori bianchi, frutti piccoli che diventano neri alla maturità e che emana un buon odore caratteristico e viene coltivata ormai nel mondo intero.
Ha una forte rassomiglianza con il prezzemolo.
Le qualità terapeutiche del cerfoglio derivano dall'olio etereo che contiene e che non resiste al calore. Non è dunque una pianta da cuocere né da bollire. 
Gli antichi se ne servivano contro le malattie degli occhi e ho avuto occasione di verificare questa virtù. Disgraziatamente pensavano anche che le sue foglie guarissero il cancro, il che è palesemente falso.
Mio padre lo utilizzava come base di una sorta di cura di primavera destinata a purgare l'organismo dalle tossine accumulate durante l'inverno. La raccomandava a tutti e soprattutto a quei grossi produttori di tossine che sono gli stitici, i reumatici, i gottosi, gli idropici, i malati di fegato e i sofferenti di malattie della pelle.




Raccolta

Il cerfoglio costituisce la parte essenziale di quei mazzetti di aromi che si vendono per cucinare sotto il nome di "odori" o "erbe aromatiche": non avrete quindi nessuna difficoltà a procurarvene al mercato, in primavera (maggio-giugno) quando la specie fiorisce. Se il vostro ortolano non vi dà una particolare sicurezza sulla sua purezza biologica, comperatelo
in una buona erboristeria. 
Ripeto ancora: non cercate di raccogliere allo stato naturale le specie selvatiche di questo genere a meno che non siate un botanico esperto: rischiereste di sbagliarvi e di avvelenare la vostra famiglia.





  
Preparazione e impiego

SUCCO FRESCO per la "cura di primavera": un bicchiere al giorno diluito nel latte, se lo stomaco lo accetta.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI per la "cura di primavera": mettete una manciata di cerfoglio fresco in un litro d'acqua appena calda.

INFUSO: mettete una manciata di foglie fresche o una mezza manciata di foglie secche, in un litro d'acqua; non fate bollire.
(Da 2 a 3 tazze al giorno come depurativo, diuretico, per curare il fegato e regolarizzare le mestruazioni.)

DECOTTO: stesse proporzioni; al primo bollore ritirate dal fuoco (da 2 a 3 tazze al giorno). 
Questo decotto può essere ugualmente molto efficace in applicazioni esterne contro le malattie della pelle.

PREPARAZIONE COMPOSITA contro le coliche epatiche: mescolate in proporzioni uguali del succo di cerfoglio, del succo di radicchio, del succo di lattuga e del succo di dente di leone.
Bevetene un bicchierino al mattino.






venerdì 6 novembre 2015

TISANA MEDICINALE DI PRIMULA (Herbal tea medicine of primrose)






TISANA DI PRIMULA

I fiori della primula sbocciano con i primi caldi raggi del sole, annunciando la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Già le popolazioni celtiche riconoscevano alla primula proprietà magiche; la ritenevano infatti capace di donare nuove forze e infondere nuovo coraggio dopo la depressione invernale. 
La badessa Hildegard von Bingen riprese questa tradizione, consigliando la pianta in caso di vaneggiamento e malinconia. 
Nel Medioevo la primula veniva utilizzata per trattare il colpo apoplettico ed era un rimedio importante contro la gotta. Oggi, grazie alla sua azione antispastica e mucolitica, la tisana viene prescritta dalla moderna scienza erboristica per curare disturbi delle vie respiratorie superiori. La medicina popolare la utilizza per attenuare le palpitazioni.
Inoltre, l'infuso stimola l'attività renale e lenisce i problemi reumatici e gottosi.


PREPARAZIONE DELLA TISANA

Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaino di radice di primula. 
Lasciate riposare 10 minuti,poi filtrate.
In alternativa alla radice potete utilizzare 2 cucchiaini di fiori. 
Bevetene 3-4 tazze, addolcendo con del miele.






     
Azione terapeutica - La primula contiene saponine dall'azione lenitiva, mucolitica ed espettorante. Inoltre, grazie agli oh essenziali, ai flavonoidi, ai glucosidi e all'enzima primaveroside in essa presenti, la pianta ha effetti benefici su cuore e polmoni

Le saponine - Le saponine sono un gruppo di glucosidi vegetali in grado di disgregare la tensione superficiale dei liquidi. Grazie alle loro proprietà svolgono un'importante azione sui vasi sanguigni, sulle vie urinarie, sulla pelle, oltre che sulla bile e sul fegato, sciogliendo eventuali ristagni e facilitandone I'eliminazione.

Aiuto per un cuore anziano - Gli anziani soffrono spesso di ridotta funzionalità cardiaca, con conseguenti problemi a livello polmonare e renale. La tisana di primula regola l'eliminazione dei liquidi dai reni, coadiuvando, in tal modo, il cuore e il sistema circolatorio.


APPLICAZIONI

Energia per il sistema nervoso - Lo tisana di primula contiene magnesio e fosforo,elementi molto importanti per il sistema nervoso. Essi, infatti,forniscono nuova energia ai neuroni e svolgono un'azione calmante in caso di nervosismo.
Bevete 1 tazza di infuso 3 volte al giorno, addolcendo con del miele.

Contro il mal di testa e l'emicrania - Lo tisana ottenuta da questa pianta è un ottimo primo rimedio in caso di mal di testa cronici o emicrania frequente, grazie all'azione analgesica degli esteri dell'acido salicilico.
Bevete 3 tazze di infuso al giorno.

Contro i reumatismi articolari acuti - Grazie alla sua azione antinfiammatoria e alla capacità di eliminare gli acidi urici la tisana di primula è efficace nella cura di disturbi reumatici acuti. inoltre è un ottimo coadiuvante di rimedi naturali specifici, in unione con i quali non provoca effetti collaterali.
Bevete 4-5 tazze non zuccherate di infuso al giorno.

Contro le malattie da raffreddamento - La tisana di primula lenisce le mucose irritate di naso, trachea e polmoni,stimola il sistemo immunitario e abbassa la febbre.
Bevetene 3 tazze al giorno, possibilmente calde.





  
MISCELE DI PIANTE OFFICINALI


CONTRO LA TOSSE

40 g di radice di primula
30 g di fiori di malva
20 g di semi di anice
10 g di semi di finocchio

La tisana preparata con questa miscela di piante officinali svolge un'efficace azione mucolitica ed è indicata contro tutte le forme di tosse.


CONTRO L'INSONNIA

40 g di fiori di primula
30 g di strobili di luppolo
20 g di foglie di melissa
10 g di iperico

Questo miscela di piante officinali svolge un'azione calmante ed è un ottimo rimedio contro l'insonnia. 
Se desiderate potete addolcire la tisana con del miele.


CONTRO LA GOTTA E I REUMATISMI

40 g di fiori di primula
20 g di ortica
20 g di foglie di betulla
20 g di olmaria

Questa tisana favorisce l'eliminazione degli acidi urici dai tessuti e lenisce i disturbi reumatici e gottosi.
Inoltre, svolge un'azione depurativa sul sangue.


* CONSIGLIO UTILE *

La tisana di primula può essere d'aiuto in caso d'insonnia. 
Bevetene 1 grande tazza addolcita con miele prima di coricarvi o di notte, quando vi svegliate.