martedì 11 agosto 2015

CURARSI CON L'ARANCIO (Curing with Orange)



ARANCIO

Niente è piu bello del bianco immacolato dei fiori d'arancio, un tempo simbolo di verginità; confrontatelo al rosso dorato dei generosi frutti invernali e avrete il più delicato e meraviglioso accostamento di colori che un pittore possa immaginare... 

Ai miei occhi l'arancio ha sempre evocato il frutto della festa: questo bel frutto maturato sotto il sole d'Italia, di Spagna e del Marocco, è sempre stato associato, nella mia immaginazione, a regali, cioccolata, caramelle e alle risate gioiose di bambini felici. Io, che non ero un bambino viziato, devo confessare, per parafrasare la canzone di Gilbert Becaud,
di aver "rubato l'arancio del mercante" sulle bancarelle.
La meravigliosa dolcezza del succo acquistava allora il sapore tutto particolare del "peccato" e della cosa proibita... 
Fortunatamente però, nessuno aveva la crudeltà di infierire su un bambino povero che si concedeva una sana gioia. Quando avevo dieci anni l'arancio era veramente una gioia salutare; disgraziatamente le cose sono cambiate. Un antico detto popolare pretende che il succo dell'arancio sia oro al mattino, argento amezzogiorno e piombo alla sera. 
La saggezza dei nostri vecchi ignorava però tutto sugli insetticidi di cui oggi si abusa al punto da irrorare le piante fin dalla prima apparizione delle gemme a primavera. Erano ignari, anche, dei conservanti come il difenile, falsamente ritenuto innocuo, col quale si cospargono abbondantemente gli agrumi (quando addirittura non viene iniettato nei frutti) dopo il raccolto. L'inquinamento chimico degli aranceti al giorno d'oggi è tale che tutto quello che mi accingo a dire sulle favolose virtù di questa pianta è seriamente compromesso dalla follia degli uomini: I'avida follia della ricerca del rendimento immediato e il demenziale sforzo di piegare la natura (alla quale la mia anima di contadino è invece portata a piegarsi).

Numerose sono le specie di aranci, tutte utili, sia per i frutti che per le virtù medicinali; oltre all'arancio dolce detto anche melarancio e portogallo, ricorderemo I'arancio amaro conosciuto anche come cedrangolo o melangolo, il bergamotto dai frutti giallo pallido amarissimi e il pompelmo, dai frutti enormi, gialli, bianchi, rosa o rossi. 
Tutte queste specie hannodelle virtu analoghe: se ne utilizzano le foglie, i fiori, i frutti, i succhi e la corteccia. 
Sconsiglio di procurarsi questi ingredienti nelle erboristerie che si riforniscono da piantagioni troppo soggette a irrorazioni di insetticidi (non esito a dichiarare che il fiore d'arancio che si trova in commercio oggigiorno, è addirittura un veleno), provate piuttosto, se il clima nella vostra zona ve lo consente, di piantare un arancio nel vostro giardino. Avrete una pianta decorativa e vi assicurerete un rifornimento di frutti, sempre che il sole acconsenta a portarli a maturazione.




Le foglie d'arancio (che dovrebbero essere quelle di arancio amaro, ma guardatevi dal comperarle dall'erborista che spesso e volentieri vi rifilerà un miscuglio di foglie d'arancio o di foglie di limone appestate da prodotti chimici) sono le più ricche di principi attivi ed hanno virtù calmanti e antispasmodiche. 
Soggetti nervosi, vittime di angosce, asmatici, sofferenti di emicranie di origine nervosa, nevrastenici, insonni, isterici ed epilettici ne traranno grande beneficio. Le foglie dell'arancio amaro sono anche febbrifughe (indicate contro il tifo, ecc.), sudorifere, vermifughe e agevolano le funzioni dello stomaco. Sono anche toniche.

I fiori d'arancio (quelli dell'arancio amaro sono i piu attivi) hanno 5 petati bianchi immacolati rivestiti di minuscole ghiandole che secernono un soave profumo. Da questi fiori si ricava un'acqua che ha poteri calmanti e antispasmodici. Direi persino che è il migllor calmante che io conosco. Gli ansiosi, gli angosciati, tutti coloro il cui cuore si sconvolge per Ia minima emozione, quelli che non riescono a prendere sonno, gli ipernervosi, gli isterici e gli agitati, trarranno sollievo dal fiore d'arancio. 
L'essenza del fiore dell'arancio amaro, conosciuta anche come neroli, è largamente usata in profumeria. Deve il suo nome alla moglie di Flavio Orsini, principe di Nerola, che ne faceva un uso smodato e che la introdusse in Italia nel '6oo.

L'arancio stesso, splendido frutto, nel quale si è voluto identificare il pomo aureo del giardino delle Esperidi che dava l'immortalità e che Ercole, con Ia sua undicesima fatica, rubò alle ninfe, ha gli effetti piu benefici sul nostro organismo.
Sbucciato a regola d'arte per eliminare la scorza imbevuta di veleni chimici, regala al nostro organismo un alto contenuto di vitamine C e B. 
Lo raccomando a bambini, adolescenti, malati ed anziani. II limitato contenuto zuccherino lo rende accettabile anche ai diabetici.
Il succo, bevuto puro o sotto forma di aranciata, contiene tutti i principi attivi tonici e antinfettivi dell'arancio. Viene somministrato a forti dosi in tutti i casi di influenza, deperimento organico, febbri, mali di gola, disturbi dell'apparato digestivo e genito-urinario. La polpa del frutto, cotta, dà ottimi risultati se applicata in impiastri su ulcerazioni e ascessi.
La scorza di arancio, preferibilmente di arancio amaro, ma spesso sostituita da quella di arancio dolce, è tonica, stimolante ed eccitante; ha un'azione favorevole al funzionamento dello stomaco e agisce da carminativo nei casi di stitichezza; è anche febbrifuga e vermifuga.

L'essenza ottenuta dalla scorza di arancio dolce è un ottimo disinfettante e un valido calmante del mal di denti. 
Serve nella preparazione dell'acqua di Colonia ed è, pertanto, una essenza cosmetica. 
L'essenza di bergamotto è un notevole disinfettante per ferite, ascessi, ulcerazioni e scottature; può servire anche per rimpiazzare la tintura di jodio.




Raccolta

Per le vostre preparazioni medicinali a base di arancio fidatevi solo delle piante del vostro giardino, se abitate in un clima abbastanza caldo, altrimenti solo di piante provenienti da fonti che vi diano la certezza assoluta di non aver subito trattamenti chimici. 
Cogliete le foglie dalla pianta di buon mattino dopo Ia rugiada. Fatele essiccare all'ombra perché mantengano iI bel colore verde, conservatele poi in un locale asciutto e al riparo dalla luce. 
I fiori, Ii coglierete ancora in boccio, dopo Ia rugiada, e li farete essiccare al buio in luogo asciutto. 
Per i frutti, mi rimetto al vostro buon senso. Ma per carità, non preparate niente a base di scorza o di essenza d'arancio usando, frutta di provenienza commerciale: rischiereste di avvelenarvi




Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di foglie: mezza manciata di foglie secche in un litro d'acqua. Da 2 a 3 tazze al giorno come calmante.

DECOTTO CONCENTRATO di foglie: 3 manciate di foglie secche in un litro d'acqua. 3 tazze al giorno in casi gravi di crisi nervose, come isterismo o epilessia.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI di foglie: 1 manciata di foglie secche per litro d'acqua.

TISANA di fiori: mezza manciata di fiori secchi per litro d'acqua. Una tazza, alla sera, prima di coricarsi.

BAGNI di fiori: una manciata di fiori secchi per litro d'acqua.

CATAPLASMI di polpa di arancio cotta: raccomandati per curare ulcere e ascessi.

RATAFIÀ (tonico per lo stomaco e l'apparato digerente): mescolate 100 grammi di scorza d'arancio e 100 grammi di scorza di limone a un litro d'alcool a 80°; lasciate macerare per una settimana; dolcificate con 1/2 chilo di zucchero di canna. (Un cucchiaio da minestra, all'ora dell'aperitivo, a giorni alterni.)

TINTURA di scorza: fate macerare per una settimana 100 grammi di scorza d'arancio in 1/2 litro di acquavite; filtrate. (Un cucchiaino da caffè, prima dei pasti, come stimolante dello stomaco e dell'intestino.)



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