giovedì 23 luglio 2015

CURARSI CON L'ALTEA (Curing with althea)




ALTEA

Insieme a comare malva, questa è una delle piu dolci fra le piante ed è interessante notare che il nome scientifico deriva direttamente dal greco altaino che significa "io guarisco"...

Il grande e superbo malvone dei nostri giardini è anch'esso suo stretto parente, ma mi limiterò a trattare I'altea officinale. 
Conosciuta anche come bismalva, ibisco e malvaccione, è una grossa erbacea perenne con foglie lobate coperte di peluria color argenteo e fiori a grappolo di color rosa o bianco. 
Può superare il metro di altezza. 
II frutto a forma di cilindro appiattito è vagamente somigliante a una forma di formaggio. 

Si vuole che questa specie abbia le origini nelle steppe dell'Asia centrale. Predilige terreni salati e umidicci e fiorisce da agosto a settembre.

Gli antichi ne sfruttavano le qualità lenitive ed emollienti per curare piaghe tumefatte e indurite dall'infezione. 
Nel Medio Evo era nota con i nomi di bismalva e mismalva. Santa Ildegarda e Alberto Magno la somministravano per curare febbri, tosse, infreddature, ingorghi delle vie respiratorie e mali di testa. 
Tutte le parti della pianta sono attive: fiori, foglie e radici. Fiori e foglie per uso interno o esterno sono emollienti e calmanti delle vie respiratorie, indicatissimi per mali di gola, angine, bronchiti; anche per curare ascessi, paterecci, flemmoni e foruncoli.

Le radici manifestano una più pronunciata attività addolcente, se mi si consente di esprimermi con questo termine. Sono emollienti, calmanti, protettive e lenitive di tutte le forme di irritazione. Ci si serve per curare infiammazioni, sia interne che esterne, tosse, disturbi delle vie nasali e bronchiali, disturbi alla gola e ai polmoni, affezioni intestinali (coliche, diarree, stitichezza, ecc.), ulcere gastriche, irritazioni della vescica e dei reni (particolarmente dovute a calcoli). 
Sono un fautore dei gargarismi a base di altea nella cura di ascessi alle gengive e afte (nonna Libera dava da masticare le radici di altea ai bambinetti per facilitare la dentizione).





Raccolta

Allo stato selvatico l'altea non è una pianta molto diffusa, anche se se ne trovano cespi sparsi un po' dappertutto. Se ne coglieranno i fiori subito prima della fioritura completa d'estate, come pure le foglie. 
Le radici vanno estirpate d'autunno.
Essiccate i fiori all'ombra, senza ammucchiarli, e avendo avuto I'accorgimento di coglierti in una giornata di bel tempo asciutto: umidi si anneriscono e marciscono. 
Le foglie richiedono meno precauzioni e si essiccano più facilmente. 
Le radici dovranno essere pulite asciutte, con una spazzola, badando bene a non lavarle; durante I'essiccamento smuovetele spesso per conservarne iI bel colore grigio-verde. 
La cosa migliore, ovviamente, è di coltivare l'altea in giardino.

Questa pianta predilige un terreno profondo, fresco e ricco di azoto. Seminate in marzo-aprile o luglio-agosto, oppure piantate le talee alla stessa epoca. Seminando, disporrete di fiori, foglie e radici solamente il secondo anno, mentre le talee vi daranno risultati utili il primo anno.





Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di fiori: una piccola manciata di fiori secchi per litro d'acqua. 
Berne da 2 a 3 tazze al giorno.

DECOTTO di foglie: mezza manciata di foglie secche per litro d'acqua. 
Berne 2 tazze al giorno.

MACERAZIONE di foglie e radici per la cura delle malattie dell'apparato respiratorio
10 pizzichi di foglie secche, e radice ben scorticata (quanta equivale al volume di una noce) in mezzo litro d'acqua da lasciar macerare per un'ora alla temperatura di 20°-30°, indi filtrare. (Bere il tutto in un giorno.)

SCIROPPO di radici: lasciar macerare una piccola manciata di radici sbriciolate in un bicchiere di alcool a 90° e 1/2 litro d'acqua per 6 ore; in seguito bollire il tutto con 150 grammi di zucchero per 5 minuti.

POLVERE di radici: 2 pizzichi al mattino, uniti a un pizzico di polvere di liquirizia e un pizzico di zucchero assimilabile (glucosio, fruttosio, lattosio), per curare stitichezza accompagnata da irritazione.

LOZIONE per curare la congiuntivite: un decotto di un cucchiaino di fiori per tazza. (Farne degli impacchi.)

TISANA: un'abbondante manciata di radici e foglie per litro d'acqua. Per uso esterno come semicupi, irrigazioni vaginali, clisteri e gargarismi.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: preparazione uguale alla precedente, con I'aggiunta di un pizzico di fiori. 2 hagni al giorno.

GARGARISMO SPECIALE contro la tosse, i mali di gola, le bronchiti: preparate un decotto con radice di altea (quanta equivale al volume di una noce), 5 pizzichi di fiori di salvia e 5 pizzichi di fiori di papavero per 1/4 di litro d'acqua.



mercoledì 22 luglio 2015

CURARSI CON L'ANGELICA ARCANGELICA (Curing with Angelica Archangelic)



ANGELICA ARCANGELICA

L'angelica è talmente ricca di virtù terapeutiche che - sono convinto - se fosse una pianta esotica la importeremmo da paesi lontani pagandola a peso d'oro. Trascuriamo troppo spesso quello che abbiamo sotto mano e, mentre la medicina ufficiale assilla i laboratori chimici con esigenze di prodotti sempre più nuovi, molti erboristi si compiacciono a ricorrere a piante ed erbe di provenienza sempre più esotica.
Mio padre, che aveva un carattere semplice e retto, mi ha messo in guardia contro questo malvezzo diffuso tra i guaritori erboristi. So, per averlo imparato da lui e per averne poi fatto personale esperienza, che le erbe della salute sono innumerevoli nelle nostre belle campagne.
L'angelica ha ben meritato i nomi popolari di erba degli angeli e erba dello Spirito Santo
È una pianta che raggiunge e supera i due metri d'altezza; i fiori, raccolti in ombrelli, sono bianco verdastri o tendenti al giallo; le foglie divise e seghettate. 
Muore dopo 2 o 4 anni, subito dopo la prima fioritura. 

Riassumo le sue proprieta con un aneddoto: al mio paese si parlava di un tale morto a più di 120 anni che attribuiva la sorprendente longevità al fatto di aver sempre masticato, invece di tabacco, radici di angelica.

La soave angelica è attiva in tutte le sue parti. È tonica, stimolante, depurativa, sudorifica, allevia i dolori mestruali e addominali, favorisce tutte le secrezioni, cura l'aerofagia, i vomiti spasmodici, le vertigini e le emicranie, fortifica le mucose dei bronchi e dei polmoni, ridona elasticita ai muscoli e agevola I'azione del cuore. 
Per tutte queste sue virtù la raccomando specialmente agli atleti che si sentono "giù di forma". 
Spesso, con le foglie fresche di questa erba miracolosa ho accelerato la cicatrizzazione di piaghe e, con iI decotto di radice, ho ottenuto il riformarsi di tessuti lesi. 
I pediluvi, i bagni alle mani o completi danno risultati ottimi per i sofferenti di reumatismi, coloro che hanno i nervi a fior di pelle, o quando l'organismo necessita di un tonico che gli consenta di superare delle prove difficili. 
Per tutte queste ragioni esorto gli studenti sotto esami, gli atleti alla vigilia di cimentarsi in una competizione, i convalescenti, i lavoratori soggetti a pesanti sforzi fisici a servirsi di questa pianta dopo una giornata particolarmente pesante. Ma, attenzione, perché i succhi di angelica sono straordinariamente attivi e, abusandone, si corre il rischio di incorrere in sgradevolissime infiammazioni cutanee. 
I bagni non dureranno mai più di 3 minuti e gli occhi dovranno essere sempre protetti da qualsiasi contatto con la pianta o con i liquidi nei quali sia stata contenuta.




Raccolta

L'angelica fiorisce da giugno ad agosto. Foglie e fiori vanno colti subito prima della fioritura completa; non trascurate di raccogliere i semi a settembre ed estirpate le radici a fine autunno. Durante l'estate cercate di individuare un cespo della pianta per poter poi, la primavera seguente, prelevarne i germogli. 
L'angelica cresce spontanea nei paesi nordici, sui versanti delle Alpi e dei Pirenei, lungo i corsi d'acqua che scorrono da questi monti. L'angelica che è difiusa un po' ovunque i Italia, nei pascoli umidi, boschi, luoghi ombrosi, è di un'altra specie (Angelica sylvestris) meno profumata e meno ricca di principi attivi.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: da 10 a 20 pizzichi di radice grattugiata o di giovani germogli freschi per litro d'acqua (per curare stati di affaticamento generale, aerofagia, gonfiore del ventre,
vomito, asma nerosa, emicranie, mestruazioni dolorose). 
Ingerire una tazza al giorno. 
L'infuso e il decotto di semi sono più energici nella loro azione, pertanto limitarsi a 5 pizzichi per litro; una tazza al giorno.

VINO: una manciata di radici, o semi misti a foglie tritate in un litro di vino rosso che si lascerà macerare in locale tiepido per 48 ore. Come fortificante e digestivo, prenderne un bicchierino al giorno prima del pasto principale.

PEDILUVI E BAGNI ALLE MANI COMPLETI contro i reumatismi: una manciata di radici (o di semi misti a foglie) in 20 litri d'acqua. Un bagno al giorno per non più di 3 minuti.