venerdì 6 febbraio 2015

CURARSI CON IL VISCHIO (Curing with mistletoe)




   
IL VISCHIO


L'anno nuovo si saluta col vischio! 
Poche sono le piante alle quali sono state affibbiate tante virtù e tanti simboli. 
I druidi lo raccoglievano sulle querce con un falcetto d'oro e gli attribuivano infinite proprietà soprannaturali. 
Enea si servì di un "aureo ramoscello di vischio" per aprire la porta degli Inferi.
Ippocrate e Plinio, fra i medici dell'antichità, volevano che il vischio fosse la panacea per guarire vertigini, epilessia e tumori. 
Nel Medio Evo santa Ildegarda lo raccomandava per guarire la gotta e le malattie di petto. 
L'abaie Kneipp fitoterapeuta famoso, somministrava il vischio per combattere emorragie e disturbi dell'apparato circolatorio. 
Dato che siamo in argomento, ricorderò che i signori Goscinny e Uderzo ne fanno l'ingrediente principale di una pozione magica molto cara al famosissimo piccolo Gallo Asterix e preparata dal druida Panoramix... 
Questa pozione rende assolutamente invincibili!!

È proprio vero che il vischio è una strana pianta: è verde quando tutti gli alberi sono spogli; sui rami che lo ospitano prende una perfetta forma sferica; le foglie ovali come orecchie di coniglio, le bacche bianche, I'indefinibile verde pastello dei rametti, contribuiscono a farne un essere sorprendente. 
Il vischio è un parassita o, più precisamente, un semi-parassita: con i suoi succhioni (polloni) penetra nell'albero del quale assorbe la linfa ma è, in parte, autosufficiente grazie alla sua clorofilla che sfrutta l'anidride carbonica, l'acqua e la luce del sole. In alcuni casi eccezionali arriva addirittura a essere parassita di se stesso. 
Predilige gli alberi da frutto (melo e pero) e, in alcune regioni, abbonda su pioppi, pini e abeti.
Il vischio della quercia (vischio quercino), I'unico che coglievano i druidi, e che, per antica tradizione, dovrebbe essere il più antico in terapia, è rarissimo. La specie ha fiori maschi e fiori femmina che le api, talvolta, visitano verso la fine dell'inverno per raccoglierne il polline e il nettare. 
Dai fiori femmina, fecondati, nascono le bacche bianche e translucide. Ne vanno matti gli uccelli e soprattutto i tordi, i merli, le cinciallegre e le capinere. Questi ne espellono i semi dal becco e i semi, provvisti di un'appendice vischiosa, si attaccano ai rami sui quali I'uccello li rigurgita: è così che, in poche stagioni, il vischio si diffonde in un frutteto.




In dosi eccessive il vischio è tossico: provoca una perdita generale della sensibilità, una progressiva paralisi, una congestione addominale, colpisce il sistema nervoso nel suo insieme, blocca i muscoli dell'apparato respiratorio e provoca l'arresto del cuore. 
Sono soprattutto le bacche che presentano questi pericoli; vi esorto vivamente, pertanto, a utilizzare solamente le parti verdi della pianta: i ramoscelli e le foglie.

Ciò premesso, il vischio, a parer mio, è il più valido regolatore della pressione arteriosa, e sappiamo bene che l'ipertensione oggi è uno dei flagelli di una civiltà basata sull'inquinamento, la mancanza di esercizio fisico e la super alimentazione. 
Tutti coloro che sono vittime di mali di testa persistenti, di crampi, di capogiri, di oppressione, di angoscia, di disturbi cardiaci, di crisi di angina pectoris, di affanno, di palpitazioni, ecc. faranno bene a ricorrere al vischio.

Il decorso dell'arteriosclerosi con l'aiuto del vischio mostrerà un netto miglioramento. 
Il vischio, inoltre, è diuretico, dunque utilissimo (per via interna o esterna) nei casi di ritenzione delle urine, di calcoli, gotta, reumatismi, coliche renali, ecc. 
L'uso che gli antichi facevano di questa pianta come antispasmodica, in particolare contro I'epilessia, I'asma e l'isterismo, è perfettamente giustificato. 
È stata anche confermata la sua efficacia contro le emorragie di qualsiasi tipo, le emorragie interne e gli sbocchi di sangue.





   
Raccolta

Cogliete i rami e le foglie del vischio a fine autunno, prima dell'apparizione delle bacche: se qualcuna se ne fosse già formata, staccatela accuratamente. Fate essiccare il vostro raccolto all'ombra; sminuzzatelo in pezzettini e conservatelo in un vaso di vetro opaco o in un recipiente di terracotta.






Preparazione e impiego

Solamente per uso esterno

INFUSO E DECOTTO di foglie e di rami (reumatismi, nevriti, sciatiche): mettete una mezza manciata di pianta secca per litro d'acqua. (Impacchi, lozioni, compresse...)

MACERAZIONI: lasciate riposare per una notte una tazza d'acqua fredda nella quale avrete messo un cucchiaino da caffè di vischio ridotto in polvere. (Uso esterno.)

VINO: lasciate macerare per 24 o 48 ore una mezza manciata di vischio secco in un litro di vino rosso (Uso esterno.)

POLVERE: un pizzico per i bambini in caso di convulsioni
(Uso esterno: per applicazioni sulla colonna vertebrale, in un po' d'acqua zuccherata.) 
2 pizzichi per gli adulti (uso esterno: per applicazioni sul petto, in un po' d'acqua zuccherata, contro l'ipertensione).

ESTRATTO: mettete in infusione una manciata di vischio in polvere in un litro d'acqua per 6 ore; fate evaporare l'acqua superflua fino a ottenere un liquido sciropposo. 
(Per applicazioni esterne, un piccolo pizzico in uno sciroppo.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una manciata di pianta secca per litro d'acqua. 
(Un bagno al giorno.)

IRRIGAZIONI VAGINALI: (contro le emorragie locali e le perdite bianche): misurate una mezza manciata di pianta secca per litro d'acqua.

TINTURA: in cinque parti d'alcool, mettete una parte di vischio secco; lasciate riposare per una settimana; filtrate (10 gocce al giorno, in una tisana di melissa, coda cavallina o borsa del pastore; il tutto per applicazioni esterne sulla parte dolorante dell'organismo ).







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