mercoledì 11 febbraio 2015

CONGIUNTIVITE - I rimedi (The remedies for conjunctivitis)



   
CONGIUNTIVITE

L'arrossamento degli occhi

I primi sintomi di questo disturbo piuttosto comune sono una sensazione come di sabbia all'interno dell'occhio e irritazione. 
La congiuntiva - la membrana sottile e trasparente che ricopre la parte bianca dell'occhio e l'interno delle palpebre - si infiamma, causando arrossamento e dolore. Talvolta l'occhio può essere anche appiccicoso e incrostato, soprattutto al risveglio.
Nella maggior parte dei casi, il disturbo deriva da un'infezione virale o batterica; però anche un'allergia, la presenza di corpi estranei nell'occhio, o sostanze irritanti come il fumo di sigaretta o prodotti spray o, infine, alcuni prodotti specifici per gli occhi, possono provocare la congiuntivite. 
Nei bambini piccoli, talvolta la causa è I'ostruzione del condotto lacrimale; in rari casi la congiuntivite può essere un sintomo di alcuni disturbi visivi più gravi.

Consultate al più presto il medico se sospettate la presenza di qualche altro disturbo, se il dolore all'occhio è molto forte - soprattutto se il gonfiore e il dolore non accennano a diminuire dopo due o tre giorni - o, infine, se siete di ritorno da un viaggio in regioni tropicali, dove potreste essere stati colpiti da virus tipici di quelle zone.


LA MEDICINA NATURALE

FITOTERAPIA - LE ERBE

I medici raccomandano di fare impacchi agi occhi con decotti di fiordaliso, tagete, fiore di sambuco, camomilla, centonchia, eufrasia o piantaggine, oppure di usare gli infusi per preparare delle compresse per gli occhi. 
Usate impacchi e compresse diverse per ciascun occhio. 
Per evitare irritazioni, non applicate più di tre impacchi al giorno. Potete usare colliri alla camomilla disponibili in farmacia.


OMEOPATIA

Aiutarsi da soli - Si ritiene possa avere effetto benefico applicare tre volte al giorno impacchi composti da una parte di tintura madre di Euphrasia in dieci parti di acqua bollita o distillata. È disponibile in farmacia il collirio già pronto con il nome "Euphrasia D3". 
Per via sublinguale potete assumere Ferrum phosphoricum 5 CH, 5 granuli 3 volte al giorno.

Altri rimedi consigliati sono: 

Aconitum napellus nella fase iniziale, quando gli occhi sono rossi, caldi, ruvidi, gonfi e lacrimosi dopo un'esposizione al freddo, al vento e alla luce. 

Apis mellifica quando il dolore è pungente, gli occhi prudono, si manifesta gonfiore e in presenza di pus.

Euphrasia officinalis quando gli occhi bruciano e lacrimano, la luce dà fastidio e costringe a sbattere le palpebre di frequente.

Mercurius corrosivus quando le palpebre sono appiccicose e c'è pus.

Pulsatilla nigricans in presenza di secrezione densa e gialla, con prurito, bruciore e se c'è tendenza alla comparsa di un onzarolo.

Arsenicum album quando gli occhi sono rossi e lacrimano. 

Tutti i rimedi sono alla 5 CH; la posologia media è di 5 granuli di uno o più rimedi 3 volte al giorno.


NATUROPATIA

Aiutarsi da soli - La vitamina A è consigliata per molti disturbi oculari, ma la somministrazione deve avvenire sotto controllo medico quando le dosi prescritte sono rilevanti o quando l'assunzione si protrae nel tempo, poiché in quantità eccessiva può depositarsi in alcuni tessuti od organi, provocando darmi. 
Per evitare questo rischio, assumete la provitamina A, cioè il betacarotene, che non produce questo fenomeno. 
Alcuni terapeuti consigliano anche le vitamine B2, B3, B6 e C.


LA MEDICINA TRADIZIONALE

La congiuntivite di solito guarisce spontaneamente entro una o due settimane, ma i medici in genere in questi casi prescrivono colliri antistaminici per accelerare la guarigione o colliri antibiotici in presenza di una infezione batterica.





    
Consigli per la  congiuntivite

* Se sapete di essere allergici, tenetevi lontani dai prati dove sia stata tagliata da poco l'erba, dagli ambienti fumosi, dai luoghi polverosi e da tutto ciò che possa irritare gli occhi.

* Indossate occhiali protettivi se lavorate in luoghi dove viene tagliato il metallo o dove esista il pericolo che schegge di legno o di altro materiale, o anche solo pulviscolo di questi materiali, possano colpire gli occhi.

* Usate solo i vostri asciugamani o altri effetti personali che vengano a contatto con gli occhi.

* Rimuovete eventuali ostruzioni dal condotto lacrimale dei bambini piccoli, massaggiando l'estremità della palpebra vicino al naso.

* Non coprite un occhio arrossato con una benda per non diffondere I'eventuale infezione.

* Non usate gocce o bagni oculari a meno che non sia assolutamente necessario: talvolta possono provocare irritazioni.

* Se siete colpiti dalla congiuntivite, toccate gli occhi solo se indispensabile e lavatevi le mani prima e dopo averlo fatto: eviterete così il diffondersi dell'eventuale infezione.



martedì 10 febbraio 2015

CURARSI COL PREZZEMOLO (Curing with persil)



  
IL PREZZEMOLO

Gli storici più attendibili ci dicono che i romani davano da mangiare il prezzemolo ai gladiatori prima dei combattimenti: questa erba aveva la reputazione di conferire forza, prontezza di riflessi e astuzia. Per quanto riguarda l'astuzia, non me la sento di avallare questa dichiarazione. Forza fisica e prontezza di riflessi sono, indubbiamente, dei contributi offerti dal prezzemolo. 
Nessuno più di me deplora la sciocca usanza che vuole che il prezzemolo venga usato come abbellimento delle pietanze e niente più: vorrei vederlo come parte integrante del piatto, tritato e mangiato. Il prezzemolo è una delle erbe più ricche di vitamina C e di principi ricostituenti. Datevi alla pazza gioia e mangiatelo nelle insalate, nelle frittate, nelle minestre, con le carni...
Il prezzemolo degli orti, o prezzemolo coltivato (detto anche petroselino, petrosillo, persemolo), è stretto parente del finocchio e del sedano (il nome latino Petroselinum significa letteralmente sedano delle pietre), è però anche imparentato con la temibile cicuta con la quale ha molti punti di rassomiglianza: le foglie finemente frastagliate e la disposizione dei fiori in piccoli ombrelli. 
È molto difficile distinguere le due specie allo stato selvatico, a meno di non essere dei veri esperti di botanica: vi esorto dunque a limitarvi al prezzemolo coltivato per non correre gravi rischi.
Ciò premesso, troverete una buona amica in questa erba.
Il prezzemolo è - in primo luogo - un eccellente stimolante dell'appetito e, pertanto, giova agli anemici, agli inappetenti, ai convalescenti, a quanti sono vittime di fiacchezza. 
La radice del prezzemolo è tradizionalmente considerata una delle "cinque radici aperitive maggiori" (con il finocchio, l'asparagio, il sedano rapa e .l'agrifoglio). 
È anche un potente diuretico e stimolante, provoca la sudorazione, è febbrifugo (quindi da raccomandarsi nelle malattie infettive), regolarizza le mestruazioni quando il ciclo diventa irregolare e depura l'organismo dalle tossine accumulate (per questa sua proprietà lo raccomando per curare le malattie del fegato, itterizia, eczemi, cellulite, reumatismi, gotta e calcoli urinari). 
Le radici e le foglie del prezzemolo sono particolarmente attive per curare edemi, disturbi dell'apparato circolatorio, cattive digestioni, difficoltà dell'apparato respiratorio, malattie della pelle, Ieucorrea e mestruazioni dolorose. 
I semi, poi, sono indicatissimi per combattere le febbri. 
Il succo fresco calma le irritazioni dei reni, della vescica e dell'apparato genito-urinario e favorisce la guarigione della blenorragia.
Per uso esterno, il prezzemolo lenisce i dolori diffusi e guarisce contusioni e lividi. Guarisce le infezioni degli occhi, e attenua la sensazione di bruciore nelle congiuntiviti e altre infiammazioni. Interrompe la secrezione lattea (al mio paese le donne, alla fine dell'allattamento, si applicavano dei cataplasmi di prezzemolo sui seni). 
Ritarda la caduta dei capelli (usato in lozioni) ed è un ottimo rimedio di primo intervento per curare punture d'insetti.

PREZZEMOLO - Petroselinum hortense Hoffmann
Famiglia delle Ombrellifere
Fiori verdastri o biancastri


Raccolta

Seminate il prezzemolo nell'orto da febbraio ad agosto, a spaglio, su terreno ricco di humus. Ricoprite con terriccio misto a segatura di legno (i semi non vanno interrati). Raccogliete le foglie mano mano che crescono (per la cucina e per la vostra farmacia naturale). 
Se vi occorrono radici, estirpatele da piante di un anno, in autunno: più  vecchie, sono coriacee e perdono le loro proprietà attive. Se volete semi, prelevateli da piante di due anni. 
Usate sempre la precauzione di annusare la pianta dopo aver strofinato una foglia fra le dita: la cicuta potrebbe sempre insinuarsi fra il vostro prezzemolo e la riconoscerete dallo sgradevole odore di pipì di gatto, mentre il prezzemolo vero ha un suo inconfondibile aroma.




Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di foglie fresche: una generosa manciata di foglie fresche per litro d'acqua. (2 tazze al giorno, dopo i pasti, per agevolare la digestione). Dato che la bevanda non è molto gradevole, potete addolcirla, o diluirla, con altre tisane più piacevoli al palato.

DECOTTO di radici fresche: una manciata di radici per litro d'acqua. (2 tazze al giorno come diuretico).

DECOTTO di semi: 10 pizzichi di semi per litro d'acqua (2 tazze al giorno come diuretico e stimolante delle funzioni del fegato.) Questo decotto può essere concentrato fino alla proporzione di una manciata di semi per litro d'acqua e riservato alle donne soggette a mestruazioni, irregolari. (Una tazza al giorno).

SUCCO FRESCO: se ne può bere fino a un bicchiere al giorno.

POLVERE di faglie secche: 2 pizzichi al giorno.

TISANA di foglie: una generosa manciata di foglie fresche per litro d'acqua. 
Uso esterno (impacchi, lozioni per gli occhi, shampooings, lozione per decongestionare e schiarire la pelle).

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI di foglie fresche: usate la stessa preparazione della tisana, aggiungendo magari qualche radice e una mezza manciata di semi. (Asma, disturbi della menopausa, mestruazioni dolorose, tosse. )

CATAPLASMI di foglie tritate: per lenire dolori, ingorghi lattiferi, punture d'insetti, ecc.


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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lunedì 9 febbraio 2015

STERILITÀ - Sterility - Esterilidad - Stérilité - Sterilität - 不育症 - Esterilidade - 不妊 - бесплодие



  
STERILITÀ

Le difficoltà incontrate da una coppia nel concepire sono in generale definite con il termine sterilità, ma sarebbe più appropriato parlare di "fertilità ridotta", poiché la maggior parte delle coppie con questo tipo di problemi riesce, infine, ad avere figli. 
Il fenomeno è abbastanza diffuso e nei Paesi occidentali interessa una coppia ogni dieci. Alcune donne impiegano più tempo di altre a concepire, perciò non si può porre diagnosi di sterilità se non dopo almeno un anno in cui la coppia ha rapporti sessuali regolari, non protetti da contraccettivi.

Sono molte le cause che possono ridurre la fertilità: il fumo, I'abuso di alcol, malattie e un eccesso di esercizio fisico da parte della donna, oltre che disturbi fisici specifici. Preoccupazioni, stress e ansia - soprattutto se in coincidenza con il periodo in cui si cerca di concepire - sono fattori che possono rendere la situazione più complicata. 
In circa un quarto dei casi il medico non è in grado di stabilire le cause della sterilità, per il secondo 25 per cento il problema è attribuibile alla donna, mentre un altro quarto di responsabilità va dato all'uomo: nell'ultima percentuale dei casi, la causa è attribuibile a entrambi i coniugi.


Il normale processo di fecondazione

Nella maggior parte delle donne in età feconda, intorno alla metà del ciclo mestruale, da una o dall'altra ovaia viene prodotto un ovulo, anche se esistono differenze individuali riguardo al periodo esatto. L'ovulo scende quindi lungo la tuba uterina e giunge nell'utero.

Perché avvenga la fecondazione, la coppia deve avere rapporti sessuali immediatamente prima o subito dopo I'ovulazione, così che gli spermatozoi possano passare dalla vagina attraverso il canale cervicale - ovvero il muscolo posto all'ingresso dell'utero - fino a raggiungere I'utero stesso e quindi le tube, il luogo dove avviene la fecondazione dell'ovulo da parte di uno di essi. Poiché l'ovulo sopravvive solo 36 ore dopo l'ovulazione, e gli spermatozoi vivono due o tre giorni, la fecondazione dipende dal momento in cui avviene il rapporto e dalla coincidenza di più fattori.

Le maggiori probabilità per una donna di restare incinta sono racchiuse nelle 12-24 ore precedenti l'ovulazione, ma è da considerare la difficoltà di calcolarle.
In alcuni casi, f identificazione dell'ovulazione è resa più semplice poiché molte donne accusano dolore o malessere durante questa fase del ciclo; si rileva talvolta la presenza di tracce di sangue in vagina e infine esiste la possibilità di identificare i giorni fertili mediante la misurazione regolare della temperatura vaginale ogni mattina prima di alzarsi dal letto (vedi riquadro in fondo pagina). 
Dopo essere stato fecondato, l'ovulo si annida nella mucosa uterina e inizia lo sviluppo dell'embrione, che a poco a poco crescerà fino a divenire un bambino. 
Molti problemi fisici, alcuni dei quali di scarso rilievo, possono interferire con il processo di fecondazione e con la gravidanza.


Sterilità femminile

Assenza di ovulazione - Circa un quinto di tutti i casi di sterilità avviene perché la donna ha un'ovulazione poco frequente oppure non ce l'ha affatto. La causa può risiedere in uno squilibrio ormonale, in un problema alle ovaie, in un'improvvisa perdita di peso, oppure semplicemente in uno stato di ansia o di stress. 
Altre cause possono essere dovute a irregolarità del ciclo mestruale oppure alla sua cessazione (amenorrea).

Scarsità di progesterone - II progesterone è l'ormone che ha il compito di preparare la mucosa uterina a ricevere I'embrione. Se ne viene prodotto troppo poco, I'ovulo fecondato non riesce a impiantarsi nell'utero.

Ostruzione delle tube uterine - Spesso la causa che provoca I'ostruzione tubarica può risiedere in un'infezione, sia al momento del concepimento, sia verificatasi in passato. Il concepimento non può avvenire se lo spermatozoo non riesce a raggiungere l'ovulo e questo a scendere nell'utero.

Endometriosi - Parti della mucosa uterina iniziano a crescere intorno alle ovaie o alle tube, riducendo così le probabilità che s'instauri una gravidanza.

Alterazioni del muco cervicale - Per evitare che i germi raggiungano gli organi della riproduzione, un muco denso viene secreto intorno alla cervice, all'ingresso dell'utero. Di norma, durante I'ovulazione, il muco diviene più fluido, per
consentire il passaggio degli spermatozoi, ma se questo processo non avviene, il risultato può essere I'infertilità. In alcuni casi, molto rari, è possibile che il muco cervicale contenga anticorpi che attaccano e distruggono gli spermatozoi.

Anomalie uterine - Talvolta possono  impedire che I'ovulo fecondato si impianti nell'utero. Le cause più comuni sono fibromi (tumori benigni dell'utero), aderenze (cicatrici della mucosa uterina, dovute a infezioni precedenti), o malformazioni dell'organo stesso.


Sterilità maschile

Anomalie degli spermatozoi - Il numero (ridotto o insufficiente) e le caratteristiche (ridotta velocità o mobilità ecc.) degli spermatozoi possono essere responsabili della sterilità maschile, ossia dell'impossibilità di fecondare l'ovulo.
Sono molti i fattori coinvolti, comprese alcune malattie quali parotite, varicocele (dilatazione e tortuosità delle vene del testicolo), obesità, indumenti troppo stretti, oppure un aumento della temperatura dei testicoli, causato per esempio dal lavorare in un ambiente surriscaldato. 
Anche lo stress o uno squilibrio ormonale possono influire sulla produzione degli spermatozoi. In circa un caso su dieci di sterilità maschile, si è riscontrata la produzione di anticorpi che limitano la mobilità degli spermatozoi.

Difficoltà nell'eiaculazione - La sterilità può anche essere causata da un difetto di trasporto degli spermatozoi lungo i condotti seminali, quando l'eiaculazione (definita, in questo caso, precoce) avviene prima della penetrazione in vagina, oppure quando lo sperma risale in vescica invece di fuoriuscire dal pene (eiaculazione "retrograda"): questa condizione può verificarsi nei diabetici oppure in chi ha subito un intervento chirurgico alla prostata.


MEDICINA NATURALE

Agopuntura - Il trattamento dipende dalle cause all'origine del problema e di solito include anche consigli relativi alla dieta, alla somministrazione di supplementi vitaminici, uniti al trattamento con gli aghi o per mezzo della moxibustione dei punti relativi ai meridiani della vescica, dei reni, dello stomaco e del vaso concezione.

Training autogeno - Questo metodo può essere utile quando la sterilità è causata da stress o tensione.

Naturopatia - È molto importante, per la coppia che desidera concepire, il tipo di alimentazione adottata. È spesso efficace assumere supplementi multivitaminici e minerali. 
Sciacqui caldi e freddi ai genitali stimolano la circolazione in quell'area (sono però da evitare i bagni caldi prima dei rapporti). Può essere arche utile abolire alcol e tabacco; fare esercizio fisico; riposarsi a sufficienza.


MEDICINA TRADIZIONALE

Dopo un anno di vani tentativi di concepimento, il medico inizia a ricercare quali possano essere le cause della sterilità. Molte possono essere trattate per mezzo di farmaci, di ormoni, di interventi chirurgici o di tecniche particolari, quali la fecondazione in vitro; in quest'ultimo caso, gli ovuli vengono prelevati, fecondati con lo sperma in laboratorio e reintrodotti nell'utero.
Nel caso non venissero riscontrate cause in grado di spiegare la sterilità, alla coppia viene semplicemente suggerito di migliorare lo stato di salute in generale, di evitare le preoccupazioni e di persistere con i tentativi. 
Se la sterilità non potesse essere curata, alle coppie idonee si potrà consigliare l'adozione.
Anche una visita sessuologica o colloqui con uno psicologo potrebbero essere utili.


La buona salute può essere d'aiuto

Una buona salute in generale può facilitare il concepimento. Entrambi i partner dovrebbero seguire una dieta ben equilibrata, fare esercizio fisico, ma le donne molto attive dovrebbero porsi dei limiti, aumentare le ore di sonno e dedicare molto tempo al riposo e al rilassamento.
Le donne possono conoscere i giorni fertili misurando la temperatura basale ogni mattina, prima di alzarsi dal letto. Durante l'ovulazione, la temperatura aumenta da circa 0,2 a 0,5 °C. 
Il concepimento può avvenire due o tre giorni prima o dopo l'ovulazione. In farmacia sono disponibili strumenti particolari per consentire di riconoscere i giorni dell'ovulazione mediante l'esecuzione di un test sulle urine.
Qualora sia accertato un numero di spermatozoi inferiore alla norma, può essere utile spruzzare i testicoli con acqua fredda più volte al giorno, poiché fa temperatura troppo elevata può interferire con la produzione degli spermatozoi.

sabato 7 febbraio 2015

CURARSI CON LA VIOLA MAMMOLA (Curing with the violets)



   
LA VIOLA MAMMOLA

Se c'e un fiorellino vezzoso ed umile a un tempo, se esiste un fiore che amo, è questo: la viola mammola o violetta (per la verità amo tutti i fiori). 
Nessun fiore è più timido e nessuno è più deliziosamente profumato. Un ricordo che serbo di mio padre è il profumo di violetta che emanava sempre da lui; era il suo profumo preferito. 
Sarei pronto a scommettere che molti adulti sofisticati, rotti alla crudeltà della nostra epoca e liberi da eccessive sensibilità, hanno un balzo al cuore vedendo, all'alba, una piccola pianta di violetta ai piedi di un muro. Non permettiamoci di deridere questa "debolezza", piuttosto rallegriamocene, perché ci ricorda che fra uomo e natura esistono ancora dei legami di solidarietà. Andiamo anche noi a deliziarci gli occhi e l'olfatto vicino alle siepi abbellite dall'ametista delle violette.

Gli antichi consideravano la viola un fiore sacro: se ne cingevano la fronte per celebrare il dio Saturno e la consacravano a Pan, l'eccentrica divinità onnipotente sulle forze della natura e della vita stessa. 
Queste belle qualità mistiche e poetiche della viola non trattenevano però i nostri antenati greci e romani dall'apprezzarne le qualità taumaturgiche. Lo stesso padre della medicina, il vecchio Ippocrate, ne vantava le virtù per guarire i mali di testa, i disturbi conseguenti ai fumi dell'alcool e i malanni della vista. Fu sempre lui a prescrivere la viola per guarire la malinconia, gli eccessi di bile e le infiammazioni delle vie respiratorie. 
NeI Medio Evo si arrivò al punto di attribuirle la facoltà di poter guarire il cancro. 
Il grande saggio arabo Meshué era più cauto perché la riteneva solo lassativa, guaritrice dell'angina, lievemente ipnotica e attiva per curare i malanni del fegato. 
Con l'andare del tempo la viola ha vissuto alterne vicende: esaltata da alcuni e denigrata da altri. Resta il fatto che tutti si sono trovati d'accordo nel considerarla un componente essenziale della farmacopea vegetale. 

Esistono diverse specie di viole che, per semplicità, suddivido in due gruppi: quelle a due petali superiori e tre inferiori (come la viola mammola o violetta) e quelle che hanno quattro petali superiori e uno inferiore (come la viola del pensiero). 
Le più diffuse sono le prime, che troviamo in numerose varietà fra le quali troneggia la viola mammola. 
Il secondo gruppo comprende la viola del pensiero, la viola tricolore, la viola del pensiero gialla e altre, abbastanza diffuse allo stato selvatico nei nostri prati.




Nessuna pianta eguaglia in virtù salutari le viole. Soprattutto in infusi, ma non meno in decotti, sciroppi o nelle varie preparazioni di confetteria per le quali Tolosa - città della violetta - è giustamente famosa, come caramelle, marmellate, pasta di fiori, cioccolatini, tutte benefiche per alleviare i più svariati acciacchi. 

Nella famosa "tisana delle 7 erbe", sedativa delle infiammazioni dell'apparato respiratorio, la viola mammola costituisce uno degli ingredienti fondamentali con il papavero, la malva, I'altea, la farfara, il tasso barbasso e il piede di gatto per curare e guarire raffreddori, angine, bronchiti, polmoniti, tossi convulse e altri malanni similari. 
Le viole hanno la caratteristica di essere bechiche, cioè calmanti della tosse.
In senso più generale si rivelano calmanti e toniche, e il principio dolce (mucillagine) secreto dalle foglie lenisce tutte le infiammazioni (interne o esterne), i disturbi agli occhi e le irritazioni dello stomaco e dell'intestino. 
Semi e rizomi sono emetici (in casi di avvelenamento) e purgativi (per combattere malanni da autointossicazione: stitichezza cronica, ecc.).
Giustamente si sostiene che la piantina nel suo insieme è lassativa. A puro titolo di informazione riferisco che negli annali della medicina ufficiale si annovera il caso di un uomo colpito da cancro alla gola che è perfettamente guarito in seguito a una cura massiccia di infusi e compresse di viola. Comunque siano effettivamente andate le cose, non dubito che il fiore della viola abbia aiutato il poveretto a guarire rinforzando le sue difese naturali.




Raccolta

Secondo la stagione e il luogo dove abitate, cogliete la viola mammola o la viola del pensiero selvatica. Usate I'accorgimento di coglierle di buon mattino, con tempo asciutto, subito dopo la rugiada. Evitate di ammonticchiare le piantine; utilizzate i fiori e le foglie o, se ve la sentite, estirpate le radici e raccogliete i semi quando saranno maturi. Essiccate i fiori all'ombra perché mantengano il colore e il profumo. 
La pianta, la conserverete in sacchetti di carta, al riparo dall'umidità, o appesa al soffitto in mazzetti.





  
Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di fiori (raffreddori, bronchiti): mettete una mezza manciata di fiori freschi o secchi in un litro d'acqua. (4 tazze al giorno.)

INFUSO E DECOTTO di pianta intera (come armonizzatore delle vie respiratorie e digestive): mettete una mezza manciata di pianta in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)

DECOTTO di radici, fortemente purgativo ed emetico: misurate mezza manciata di radici per litro d'acqua; fate bollire per 15 minuti. (Una tazza al giorno.)

INFUSO di foglie (leggermente lassativo): misurate mezza manciata di foglie per litro d'acqua (2 tazze al giorno.)

SCIROPPO di viola mammola: mettete in infusione per mezza giornata 3 manciate di fiori freschi in un litro d'acqua e un chilo di zucchero. Fate ridurre per un'ora a bagno-maria e mettete in bottiglie. (3 cucchiai da minestra al giorno. Per gargarismi contro le angine, i raffreddori, le bronchiti.)

SUCCO di foglie fresche: 3 o 4 cucchiai da minestra al giorno (purgativo).

POLVERE di radici: 2 o 3 pizzichi al giorno: nel miele o nel latte.

TISANA di fiori (uso esterno: impacchi, lozioni, ecc.): misurate una manciata di fiori freschi o secchi per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni della tisana precedente.





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venerdì 6 febbraio 2015

LA ROSOLIA (The rubella)



     
ROSOLIA

La rosolia è una malattia virale molto comune, dal decorso in genere senza complicazioni. 
L'agente patogeno si trasmette attraverso goccioline infette di muco o saliva oppure per contatto diretto. La malattia si manifesta dopo 2-3 settimane d'incubazione, accompagnata da mal di testa, inappetenza e infiammazione dei tessuti connettivi. Subito dopo compare la tipica eruzione cutanea, non pruriginosa: piccole macchie rosate, simili a quelle del morbillo, dapprima dietro alle orecchie, poi gradualmente nel resto del corpo, più simili a quelle della scarlattina. Dopo tre giorni solitamente l'eruzione  scompare. 
I sintomi della malattia sono febbre leggera e ghiandole linfatiche gonfie nella regione del collo. La rosolia può creare problemi se contratta durante la gravidanza, perché può causare la deformazione del feto. 
Alcuni rimedi naturali sono efficaci per lenire i sintomi della malattia e accelerare la guarigione.




  
ROSOLIA: CHE FARE?

Un'alimentazione ricca di vitamine, l'autoemoterapia, i rimedi omeopatici e i principi fitoterapici attivi possono aumentare le difese e favorire una rapida guarigione. Se la febbre supera i 38 °C, le fasciature ai polpacci agiscono come febbrifughe.


Riposare e risparmiare le forze - Contro la rosolia non esistono medicinali specifici. Gli antibiotici non hanno validità contro le infezioni virali: la migliore difesa in questo caso è un sistema immunitario sano. In caso di febbre è importante riposare e rimanere a letto per recuperare le forze.

Rosolia e altre malattie virali - L'eruzione rosa pallido e a piccoli punti è molto simile a quella di altre malattie virali (morbillo o scarlattina). Analoghe eruzioni cutanee possono essere provocate inoltre da forme allergiche a medicinali o alimenti. 
Consultate sempre il vostro medico di fiducia.

Fasciature ai polpacci e calzini all'aceto contro la febbre - La febbre non deve essere abbassata troppo rapidamente, perché rappresenta un sistema di reazione del sistema immunitario ai virus. Provate a far scendere la febbre solo quando la temperatura raggiunge i 38 °C, con impacchi ai polpacci. 
Inumidite due panni o dei calzettoni con dell'acqua o dell'aceto diluito e avvolgeteli attorno ai polpacci. Appoggiate poi le gambe su un asciugamano. Non coprite, in modo che l'umidità possa evaporare rapidamente, causando un raffreddamento in grado di togliere calore al corpo e abbassarne la temperatura.


Eruzione di rosolia sulla pelle della schiena del bambino


CONSIGLIO UTILE

Molti punti dell'agopuntura, se stimolati, abbassano la febbre. Inoltre, con questa tecnica si può favorire la produzione dei globuli bianchì (leucociti), i principali responsabili dello risposta immunitario.


I bambini sono spesso esposti al contagio di malattie virali, come per esempio la rosolia. L'infezione di solito ha un decorso privo di complicazioni.
Il 25 - 30 % dei bambini non avverte nessun sintomo.



   
PIANTE OFFICINALI

TUJA

Il succo dello pianta della vita (Thuja occidentalis) è in grado di rinforzare le difese immunitarie. Evitatene l'assunzione durante la gravidanza e l'allattamento; evitate di somministrarlo o bambini sotto i 2 anni.



L'estratto di radice di echinacea (Echinacea angustifolia) aumenta le difese immunitarie, stimola la produzione di linfociti, accelera la guarigione e mitiga il decorso della malattia.
Assumetene 10 gocce ogni 2 ore. 
Evitatene l'assunzione durante la gravidanza e l'allattamento; non somministrate a bambini al di sono dei 2 anni.


RIMEDI OMEOPATICI

* Rhus toxicodendron D4, D6, D12 per accelerare il decorso dell'eruzione cutanea; sintomi
collaterali: infiammazione dei tessuti connettivi ed eruzioni pruriginose.

* Aconitum C30 contro la rosolia; sciogliete 4-6 globuli in 1 bicchiere d'acqua e assumetene
2 cucchiaini 3 volte al giorno, per 3-4 giorni;

* Belladonna D4, D6 in caso di febbre alta e cute infiammata.


AUTOEMOTERAPIA

L'autoemoterapia potenziata è efficace soprattutto in caso di infezione nei bambini. 
Alcune gocce di sangue vengono diluite in modo analogo ai medicinali omeopatici. 
Lasciate sciogliere sulla lingua 5 gocce di composto, 1 volta alla settimana.
Solitamente si inizia con la potenza C5, per aumentarla poi a C7, C9, C12 eccetera.
L'autoemoterapia è in grado di attivare il processo di autoguarigione del corpo,


VIRUS IMMUNIZZANTE

Contrarre la rosolia può risultare utile alle bambine, perché esse, in questo modo, non dovranno temere l'insorgere della malattia durante future gravidanze.


IPERICO CONTRO I VIRUS



L'iperico (Hypericum perforatum), grazie alle sostanze in esso contenute, svolge un'efficace azione antivirale e antidepressiva.
Il consumo di pastiglie contenenti la pianta (in farmacia) è quindi consigliato, essendo oltretutto privo di controindicazioni. 
La dose giornaliera di ipericina dovrebbe essere di 1-2 mg: in caso di sovradosaggio può causare occasionalmente fotosensibilità.


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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