sabato 31 gennaio 2015

CURARSI CON LA ROSA CANINA (Curing with rosehip)



    
LA ROSA CANINA


Tutto è singolare in quella che amo chiamare la versione rustica della regina dei fiori, per esempio il nome latino Rosa canina che sicuramente non deriva dal fatto che i nostri amici a quattro zampe si sollazzino volentieri rotolandosi fra i suoi rami irti di pungiglioni, ma dall'antica superstizione secondo la quale la radice di questa rosa guarisce dalla rabbia.
Conosciamo delle decine di specie di rose selvatiche: questa, però, è la più diffusa. La troviamo in fitte macchie verdi nella tenera ombra del sottobosco o confusa in mezzo alle siepi: è lì che schiude con più abbondanza, tra le foglie composte da cinque o sette foglioline seghettate, le sue corolle bianche o rosa pallido dagli stami dorati.
Le foglie e i semi non sono mai serviti a nient'altro che a preparare un surrogato del tè che non raccomando (a forti dosi, i semi hanno un'azione dannosa sul cuore e sul midollo spinale). 
I petali, in decotto o infuso, hanno un lieve effetto lassativo e talvolta li ho consigliati uniti a quelli della rosa rossa. Della rosa canina quello che ci interessa sono le galle e il frutto. 
La galla della rosa o bedegar (questa parola ci viene dal persiano e ci è stata tramandata dai grandi medici arabi) è un'escrescenza ricoperta da filamenti che avvolge il ramoscello della rosa ed è causata dalla puntura di un insetto (imenottero) simile all'ape, il Cynips rosae.




  
È un ottimo tonico (viene somministrato per rinforzare le difese naturali di persone debilitate), astringente (favorisce la cicatrizzazione delle piaghe e delle scottature), agisce contro la sudorazione (dà ottimi risultati nei casi di febbre), è un buon diuretico (elimina
alcuni tipi di calcoli urinari). 
L'infuso e il decotto sono di semplice preparazione, e alcuni fitoterapeuti ne ottengono anche, per distillazione, un'essenza atta a curare le malattie degli occhi.
Il frutto, a forma globulare, rosso arancione, si raccoglie ai primi freddi. In realtà, per i botanici è un falso frutto (ricettacolo fruttifero) come la fragola, il lampone e il fico e lo si chiama, scientificamente, cinorrodon
Personalmente mi piace chiamarlo con il suo nome volgare di gratta-culo
I frutti veri e propri, immersi in una peluria argentata e contenuti dentro il ricettacolo, vengono talvolta usati dai buontemponi negli allegri convivi come polvere orticante. A parte queste facezie, il cinorrodon, o involucro dei semi, si utilizza in infuso, in decotto, in polvere, in sciroppo, in marmellata, confettura o liquore. 
È un rimedio sovrano per combattere diarree, crampi di stomaco, nausee e digestioni difficili. 
Alle virtù della galla (o bedegar), tonica, astringente, antisudorifica e diuretica, aggiunge le sue: è un forte vermifugo ed è anche un valido lassativo e depurativo (essiccato e privato dei semi, si conserva in ambienti ventilati, durante I'inverno; in primavera è particolarmente attivo per depurare il sangue dalle tossine accumulate durante la cattiva stagione). 
Grazie all'altissimo contenuto di vitamine (provitamina A o carotene, vitamina C e D), è infine molto benefico per la vista, antiscorbutico di prim'ordine e antirachitico. (100 grammi di cinorrodon contengono la stessa quantità di vitamina C che ci dà un chilo di limoni).




Raccolta

Raccogliete i fiori e le foglie della rosa canina in primavera, badando a cogliere i fiori quando sono ancora in boccio. Le galle, o bedegar, le troverete d'estate. I frutti li potrete cogliere a fine autunno o all'inizio dell'inverno, quando saranno completamente maturi.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di petali: mettete una mezza manciata di petali in un litro d'acqua bollente. (Da 3 a 4 tazze al giorno.)

INFUSO  di galle: mettete una manciata di galle in un litro d'acqua bollente. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)

INFUSO  di frutti: mettete una manciata di frutti vuotati dai semi e dalla peluria in un litro d'acqua; lasciate riposare per 10 minuti. (Da 3 a 4 tazze al giorno.)

DECOTTO PROLUNGATO di frutti: mettete una manciata di frutti, svuotati in un litro d'acqua e fate ridurre della metà (o lasciate in infusione un'ora). 
Molto efficace come diuretico. (Diverse volte al giorno.)

POLVERE di frutti: grattugiate molto finemente i frutti svuotati e seccati. 
(Antiscorbutico: un piccolo pizzico al giorno.)

SCIROPPO di frutti: fate macerare i frutti, per 2 o 3 giorni nel vino rosso; filtrate e aggiungete una quantità uguale di zucchero; per conservare la vitamina C, non fate cuocere.

MARMELLATA di frutti: raccogliete i frutti dopo la prima gelata; togliete i semi e la peluria; tritate finemente, aggiungete un peso uguale di zucchero e mescolate a lungo; anche qui tutta la vitamina C rimane intatta.

CONFETTURA di frutti: prendete i frutti ben maturi ma che non siano stati sciupati dal gelo; svuotateli e tagliateli a pezzettini; innaffiateli di vino rosso e lasciateli macerare per 24 ore in un luogo fresco; pestate tutto nel mortaio; passate la miscela al setaccio per raccogliere la polpa; per 500 grammi di polpa usate 750 grammi di zucchero; fate cuocere lo sciroppo di zucchero da solo, ritiratelo dal fuoco e mescolatevi la polpa per conservare la vitamina C. Conservate in vasetti.
(Preparata nella maniera "comune", la. confettura di frutti di rosa canina resta ottima di sapore ma perde molte delle sue virtù curative.)

LIQUORE di frutti: in 3 litri di acquavite fate macerare da 15 giorni a un mese 1 chilo di frutti e 500 grammi di zucchero candito; filtrate e allungate con acqua pura secondo il vostro gusto. 
(Ottimo tonico che raccomando in particolare, a piccole dosi, alle persone anziane.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una manciata di pianta per litro d'acqua, sia di frutti, di petali e di boccioli (calcoli urinari), o di petali e boccioli (contro le palpitazioni cardiache, tachicardia, nervosismo, angoscia), o di semi frantumati (contro l'acidità e i dolori di stomaco).





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