sabato 31 gennaio 2015

CURARSI CON LA ROSA CANINA (Curing with rosehip)



    
LA ROSA CANINA


Tutto è singolare in quella che amo chiamare la versione rustica della regina dei fiori, per esempio il nome latino Rosa canina che sicuramente non deriva dal fatto che i nostri amici a quattro zampe si sollazzino volentieri rotolandosi fra i suoi rami irti di pungiglioni, ma dall'antica superstizione secondo la quale la radice di questa rosa guarisce dalla rabbia.
Conosciamo delle decine di specie di rose selvatiche: questa, però, è la più diffusa. La troviamo in fitte macchie verdi nella tenera ombra del sottobosco o confusa in mezzo alle siepi: è lì che schiude con più abbondanza, tra le foglie composte da cinque o sette foglioline seghettate, le sue corolle bianche o rosa pallido dagli stami dorati.
Le foglie e i semi non sono mai serviti a nient'altro che a preparare un surrogato del tè che non raccomando (a forti dosi, i semi hanno un'azione dannosa sul cuore e sul midollo spinale). 
I petali, in decotto o infuso, hanno un lieve effetto lassativo e talvolta li ho consigliati uniti a quelli della rosa rossa. Della rosa canina quello che ci interessa sono le galle e il frutto. 
La galla della rosa o bedegar (questa parola ci viene dal persiano e ci è stata tramandata dai grandi medici arabi) è un'escrescenza ricoperta da filamenti che avvolge il ramoscello della rosa ed è causata dalla puntura di un insetto (imenottero) simile all'ape, il Cynips rosae.




  
È un ottimo tonico (viene somministrato per rinforzare le difese naturali di persone debilitate), astringente (favorisce la cicatrizzazione delle piaghe e delle scottature), agisce contro la sudorazione (dà ottimi risultati nei casi di febbre), è un buon diuretico (elimina
alcuni tipi di calcoli urinari). 
L'infuso e il decotto sono di semplice preparazione, e alcuni fitoterapeuti ne ottengono anche, per distillazione, un'essenza atta a curare le malattie degli occhi.
Il frutto, a forma globulare, rosso arancione, si raccoglie ai primi freddi. In realtà, per i botanici è un falso frutto (ricettacolo fruttifero) come la fragola, il lampone e il fico e lo si chiama, scientificamente, cinorrodon
Personalmente mi piace chiamarlo con il suo nome volgare di gratta-culo
I frutti veri e propri, immersi in una peluria argentata e contenuti dentro il ricettacolo, vengono talvolta usati dai buontemponi negli allegri convivi come polvere orticante. A parte queste facezie, il cinorrodon, o involucro dei semi, si utilizza in infuso, in decotto, in polvere, in sciroppo, in marmellata, confettura o liquore. 
È un rimedio sovrano per combattere diarree, crampi di stomaco, nausee e digestioni difficili. 
Alle virtù della galla (o bedegar), tonica, astringente, antisudorifica e diuretica, aggiunge le sue: è un forte vermifugo ed è anche un valido lassativo e depurativo (essiccato e privato dei semi, si conserva in ambienti ventilati, durante I'inverno; in primavera è particolarmente attivo per depurare il sangue dalle tossine accumulate durante la cattiva stagione). 
Grazie all'altissimo contenuto di vitamine (provitamina A o carotene, vitamina C e D), è infine molto benefico per la vista, antiscorbutico di prim'ordine e antirachitico. (100 grammi di cinorrodon contengono la stessa quantità di vitamina C che ci dà un chilo di limoni).




Raccolta

Raccogliete i fiori e le foglie della rosa canina in primavera, badando a cogliere i fiori quando sono ancora in boccio. Le galle, o bedegar, le troverete d'estate. I frutti li potrete cogliere a fine autunno o all'inizio dell'inverno, quando saranno completamente maturi.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO di petali: mettete una mezza manciata di petali in un litro d'acqua bollente. (Da 3 a 4 tazze al giorno.)

INFUSO  di galle: mettete una manciata di galle in un litro d'acqua bollente. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)

INFUSO  di frutti: mettete una manciata di frutti vuotati dai semi e dalla peluria in un litro d'acqua; lasciate riposare per 10 minuti. (Da 3 a 4 tazze al giorno.)

DECOTTO PROLUNGATO di frutti: mettete una manciata di frutti, svuotati in un litro d'acqua e fate ridurre della metà (o lasciate in infusione un'ora). 
Molto efficace come diuretico. (Diverse volte al giorno.)

POLVERE di frutti: grattugiate molto finemente i frutti svuotati e seccati. 
(Antiscorbutico: un piccolo pizzico al giorno.)

SCIROPPO di frutti: fate macerare i frutti, per 2 o 3 giorni nel vino rosso; filtrate e aggiungete una quantità uguale di zucchero; per conservare la vitamina C, non fate cuocere.

MARMELLATA di frutti: raccogliete i frutti dopo la prima gelata; togliete i semi e la peluria; tritate finemente, aggiungete un peso uguale di zucchero e mescolate a lungo; anche qui tutta la vitamina C rimane intatta.

CONFETTURA di frutti: prendete i frutti ben maturi ma che non siano stati sciupati dal gelo; svuotateli e tagliateli a pezzettini; innaffiateli di vino rosso e lasciateli macerare per 24 ore in un luogo fresco; pestate tutto nel mortaio; passate la miscela al setaccio per raccogliere la polpa; per 500 grammi di polpa usate 750 grammi di zucchero; fate cuocere lo sciroppo di zucchero da solo, ritiratelo dal fuoco e mescolatevi la polpa per conservare la vitamina C. Conservate in vasetti.
(Preparata nella maniera "comune", la. confettura di frutti di rosa canina resta ottima di sapore ma perde molte delle sue virtù curative.)

LIQUORE di frutti: in 3 litri di acquavite fate macerare da 15 giorni a un mese 1 chilo di frutti e 500 grammi di zucchero candito; filtrate e allungate con acqua pura secondo il vostro gusto. 
(Ottimo tonico che raccomando in particolare, a piccole dosi, alle persone anziane.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una manciata di pianta per litro d'acqua, sia di frutti, di petali e di boccioli (calcoli urinari), o di petali e boccioli (contro le palpitazioni cardiache, tachicardia, nervosismo, angoscia), o di semi frantumati (contro l'acidità e i dolori di stomaco).





martedì 27 gennaio 2015

LETTI E MATERASSI (Beds & Mattresses)




LETTI E MATERASSI

Un sonno rilassante

La maggior parte delle persone trascorre circa un terzo della vita dormendo, ma spesso pone poca attenzione nella scelta del letto. Ognuno, infatti, ha esigenze diverse ed è quindi molto importante trovare il letto adatto. Il letto influisce direttamente sulla possibilità di dormire in modo profondo e pertanto di sentirsi riposati al risveglio. 
Una scelta sbagliata o, comunque, un letto inadeguato può causare dolori cronici alla schiena o tensioni muscolari e lasciare un senso di stanchezza dopo un sonno poco riposante.


Duro o soffice?

Non è sempre vero che il materasso più duro sia il migliore per la schiena: la giusta consistenza del materasso è di solito il frutto di un compromesso. Un materasso troppo soffice non offre un supporto sufficiente alla schiena, provocando Io sprofondamento del corpo e l'incurvamento della colonna vertebrale, con conseguenze spesso dolorose. Se, al contrario, è troppo duro, i muscoli non riescono a rilassarsi completamente e il sonno risulta disturbato, poiché non si è in grado di trovare una posizione confortevole. 
Una posizione errata può anche causare sensazioni simili a punture di spilli o intorpidimento per una pressione esercitata sui fianchi, sulle spalle, alla base della colonna vertebrale o sui calcagni, punti dove il flusso del sangue può subire rallentamenti.





  
Come scegliere il letto

La base - È di solito consigliabile una base piuttosto rigida, sia essa una tavola di legno o la più confortevole base ad assicelle. Le basi a molle sono meno rigide delle altre e tendono, col tempo, a perdere l'elasticità iniziale.

Il materasso - Esistono molti tipi di materassi, adatti a tutte le esigenze.

Materassi a molle - Offrono diversi gradi di rigidità e uniscono il comfort a una buona funzionalità.

Materassi di  gommapiuma - Sono disponibili in moltissime varietà. La qualità migliore è composta da strati di gomma di lattice o di poliuretano, che ha la proprietà di adattarsi bene alla forma del corpo, offrendo un buon supporto. 
Questi materassi sono indicati per coloro che soffrono di allergie o di asma e inoltre non trattengono la polvere.

Materassi in fibre naturali - La lana e il crine sono ancora usati per la fabbricazione di materassi, che molte persone considerano più confortevoli degli altri, sebbene non siano adatti a coloro che soffrono di allergie respiratorie.

Letti ad acqua - Offrono un supporto stabile a ogni parte del corpo e sono usati in alcuni ospedali per i pazienti affetti da ustioni e per coloro che soffrono di disturbi causati da una lunga degenza a letto.


I cuscini

La scelta del cuscino è molto importante per evitare tensione al collo e ai muscoli superiori della schiena. In questo senso, è utile un cuscino che mantenga il collo in asse con il resto del corpo. Date la preferenza a cuscini di gommapiuma, che offrono un supporto sufficientemente rigido e sono anallergici.


Le coperte

Si possono usare coperte di lana o in fibre sintetiche (piumoni). La scelta del secondo tipo è consigliabile a chi soffre di allergie respiratorie. 
Poiché è opportuno dormire in un ambiente fresco, occorre assicurarsi una buona copertura.




   
Il comfort delle ore notturne

Il materasso perfetto è la combinazione tra un rigido sostegno sottostante e una sufficiente morbidezza nei punti d'appoggio del corpo. In questo modo, potrete rilassarvi senza incurvarvi  e girarvi facilmente. 
Le persone anziane, quelle particolarmente pesanti, i bambini, e gli infermi costretti aletto dovrebbero adottare un materasso più rigido. Ponete il materasso su una base adeguata, che possa assorbire una parte del peso e che consenta al materasso di "respirare: in questo modo durerà 10-15 anni.



L'ACQUA DELLA SALUTE (The water of healthr)



  
DIVERSI MODI DI UTILIZZARE L'ACQUA

Antroterapia -  Lo stimolo terapeutico è rappresentato dal vapore, che agisce sulla cute o, per inalazione, sull'apparato respiratorio. Il trattamento può essere effettuato in grotte, camere naturali nel sottosuolo, con presenza di calore umido dai 27° ai 70 °C, e in stufe - sempre nel sottosuolo - spazi naturali a calore secco, tra i 50° e i 70 °C (con punte di 100 °C), in cui l'aria calda proviene da crepacci.

Balneoterapia - Consiste nell'immersione in vasca, quindi la "somministrazione" dell'acqua avviene per via esterna.
Entrano in gioco due fattori: il primo di tipo fisico, legato alle caratteristiche di temperatura, pressione (idromassaggio) e al movimento (effettuato dal paziente o per mezzo di getti subacquei); il secondo di tipo farmacologico, legato alle caratteristiche chimiche dell'acqua stessa.

Balneoterapia orale - È una sorta di microdoccia, o micromassaggio, effettuato alle gengive, per trattare numerose affezioni che le colpiscono (parodontopatie).

Crenoterapia inalatoria -  Si tratta di un tipo di terapia che utilizza I'acqua termale per le patologie della gola, del naso, delle orecchie e delle prime vie respiratorie. Varie tecniche permettono a una particolare terapia di raggiungere il settore affetto (infiammazioni recidivanti alla gola, tracheiti ricorrenti, faringiti croniche, otiti e bronchiti croniche con tosse).
Le tecniche usate sono le seguenti:
- Inalazioni caldo-umide, che raggiungono solo le prime vie aeree, la faringe, la trachea e i grossi bronchi.
- Aerosol ad acqua fluente, che consente di raggiungere i polmoni molto in profondità, fino agli alveoli.
- Nebulizzazioni, ossia inalazioni caldo-umide effettuate in un locale dove si trovano contemporaneamente più persone: è una specie di aerosol collettivo.
- Humage, ossia I'inalazione di gas effettuata con acque sulfuree o radioattive. Le sedute sono brevi, aI massimo di 10 minuti.
- Inalazioni endotimpaniche. È un trattamento adatto alla sordità dovuta alla penetrazione di catarro dal naso attraverso le tube fino all'orecchio medio.
- Irrigazioni nasali, che consentono un vero e proprio lavaggio delle cavità nasali.

Docce - A seconda delle esigenze terapeutiche, vengono effettuate con varie e specifiche caratteristiche: a pioggia, a massaggio, a idromassaggio, scozzese, alternata calda e fredda ecc.

Idropinoterapia - Si tratta del classico impiego curativo delle acque minerali somministrate come bevanda, di solito al mattino. Qualità e temperatura variano in relazione alla qualità dell'acqua e alle sue indicazioni cliniche. Le acque diuretiche, per esempio, saranno somministrate ogni 15-30 minuti, fino a 2.500-3.000 cc al giorno; le acque lassative, quelle salsosolfate, al mattino a digiuno in unica dose (150-200 cc); quelle ferruginose, se molto concentrate, anche in ragione di soli 30-40 cc al giorno.

Irrigazioni - Di solito si tratta di irrigazioni vaginali o rettali e rispondono a specifiche esigenze di patologie a carattere locale.

Lutoterapia o fangoterapia - Consiste nella classica applicazione di fango su tutto o parte del corpo, indicata per diverse patologie, tra cui le più note sono quelle artroreumatiche.


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STAZIONI TERMALI IN ITALIA



sabato 24 gennaio 2015

CONTRACCETTIVI NATURALI (Natural Methods of Birth Control)



  
METODI CONTRACCETTIVI NATURALI

Esistono molte modalità idonee a impedire la fecondazione quando la gravidanza non sia desiderata o sia sconsigliata, ma quelle suggerite dalla maggior parte dei medici comportano I'assunzione di farmaci o I'uso di preparati chimici o di presidi artificiali che possono causare una serie di effetti collaterali. 
Molte coppie non si ritengono più soddisfatte da questi metodi oppure preferiscono non utilizzarli per motivi ideologici o religiosi; di conseguenza esiste un interesse sempre maggiore nei confronti di forme di contraccezione più naturali.





            
METODI CONSIGLIATI

Metodo del calendario o dell'astinenza periodica (Ogino-Knaus) - Prendete nota delle date del periodo mestruale per 6 o 12 mesi (più a lungo dura I'osservazione, più attendibile risulterà il metodo). 
Calcolate quindi la durata di ciascun ciclo mestruale, contando i giorni a partire dal primo delle mestruazioni fino a quello precedente I'inizio delle successive (incluso). 
Trovate il primo giorno "a rischio" sottraendo 19 dalla durata del ciclo mestruale più breve e ricercate l'ultimo giorno "non sicuro" sottraendo 11 dalla durata del ciclo mestruale più lungo. 
Evitate il rapporto nel periodo compreso tra queste date. 
Per esempio: se il ciclo mestruale più breve è di 26 giorni e quello più lungo di 33, il primo giorno "a rischio" sarà 26 - 19 = 7 (il 7° giorno dall'inizio del ciclo) e l'ultimo "non sicuro" sarà 33 - 11 = 22 (il 22° giorno del ciclo).

Attenzione - Questo metodo può fallire se qualche fattore esterno, come uno stato di stress o una malattia anche banale, interviene ad alterare la lunghezza del ciclo mestruale.


Temperatura basale - È necessario controllare la temperatura per calcolare il periodo dell'ovulazione che di norma avviene fra il 12° e il 16° giorno dall'inizio del mestruo. 
Anche in questo caso, la maggiore durata del periodo di osservazione comporta un aumento delle probabilità di successo.
Misurate la temperatura tutte le mattine, 3 minuti prima di scendere dal letto, e riportatela su un grafico. Potete utilizzare un normale termometro, ma sono disponibili termometri appositi per il calcolo della fertilità che facilitano l'operazione.
Dal primo giorno delle mestruazioni fino all'incirca a quello dell'ovulazione la temperatura a riposo rimane costante a un livello che può essere diverso per ogni donna; poi, dall'ovulazione, aumenta di circa mezzo grado fino all'inizio del successivo periodo mestruale, mantenendosi a un livello superiore a quello del primo periodo: quindi sul grafico comparirà un "picco" (vedi grafico qui sotto). 
Il periodo fecondo è compreso nell'arco di 3-4 giorni prima e dopo il cambiamento di temperatura: evitate quindi rapporti durante questo periodo.

Attenzione -  Il metodo diventa insicuro qualora una malattia dovesse avere effetti sulla temperatura, oppure se il ciclo mestruale diviene irregolare per una ragione qualsiasi.







   
Metodo del muco cervicale (metodo Billings) - Questo metodo si basa sull'osservazione dei lievi mutamenti che accompagnano l'ovulazione, incluso il cambiamento del muco cervicale.
Alla fine del periodo mestruale, la vagina risulta più asciutta per alcuni giorni e quindi viene prodotto un muco più denso e opaco. Prima e durante l'ovulazione, il muco aumenta in quantità e diviene filante e trasparente.
Se siete in grado di localizzarla con precisione, anche le condizioni della cervice (collo dell'utero) possono essere indicative. Nel periodo fecondo la cervice pare sia più alta all'interno della vagina, più morbida e più aperta che nei giorni non "a rischio".
Alcune donne, inoltre, percepiscono altri segnali dell'ovulazione, come dolori addominali, seni più morbidi e lieve sanguinamento vaginale.
Usati in combinazione, i metodi del calendario, della temperatura basale e dell'osservazione del muco cervicale sono la guida migliore all'individuazione dell'ovulazione.

Attenzione - I metodi sopra elencati possono subire influenze esterne (stress) o interne non sempre percepibili: pertanto, pur raggiungendo una discreta percentuale di sicurezza, non possono essere ritenuti del tutto affidabili.

Ci sono altri due metodi tradizionali di contraccezione naturale che vengono tuttora comunemente usati. Il primo può essere utilizzato dalle donne che hanno partorito da poco tempo; il secondo non è sempre attuabile e inoltre nessuno dei due è affidabile.

Allattamento al seno - Le donne che hanno da poco avuto un bambino e lo allattano regolarmente - ogni 2-4 ore di giorno e di notte senza aggiungere altri tipi di alimenti - hanno minori probabilità di restare incinte. Alcune, tuttavia, pur trovandosi nelle condizioni descritte, possono restare ugualmente gravide.

Coito interrotto - Questo metodo richiede che il pene venga estratto dalla vagina prima dell'eiaculazione. Molte coppie trovano questo metodo poco soddisfacente, ma altri lo ritengono efficace. È necessario fare attenzione, per evitare che lo sperma possa entrare comunque nella vagina. Il maggiore pericolo deriva dalla possibilità di perdite di sperma quando il pene si trova ancora in vagina.


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CURARSI CON L'ORIGANO (Curing with oregano)



  
ORIGANO

Un'antichissima favola popolare narra di un principe che, innamoratosi di una contadinella, come pegno d'amore le offrì un mazzetto d'origano. Quante volte, da bambino, ho sentito raccontare questa favola piena di poesia, e ogni volta mi chiedevo: ma perché proprio l'origano dev'essere un dono da principi? per il suo profumo? per la bellezza dei fiorellini?
Mio padre, con un sorriso, mi spiegò in seguito che l'origano libera da tutti i dispiaceri, anche da quelli amorosi....

È uno dei calmanti più efficaci per curare l'insonnia causata dalla vita turbinosa del nostro tempo o dallo struggimento amoroso, i nervi a fior di pelle, le eccitazioni febbrili, la sensazione di essere sul punto di cedere alla tensione nervosa.

Ci guarderemo dal confondere due specie molto affini di origano: una, selvatica, è l'origano volgare; l'altra, sempre coltivata sotto i nostri climi, (è originaria di una vasta zona che va dalla Libia all'India), è il vero origano, detto anche maggiorana, regamo, acciughero, e proprio di questo mi occuperò, anche perché la varietà selvatica è troppo narcotica.

In Italia, sia detto per inciso, I'origano coltivato viene utilizzato anche come condimento nella tradizionale pizza napoletana.

L'origano ha molti meriti: è imparentato con la salvia, la menta e il timo (famiglia delle Labiate), ha piccolissimi fiori bianchi o rosei, raccolti in infiorescenze sferiche. 
Nell'antico Egitto era sacro al dio Osiride e veniva utilizzato per intrecciare corone che cingevano le fronti dei partecipanti ai riti religiosi. 
Già i greci e i romani attribuivano all'origano eccezionali virtù per curare i nervi e lo consideravano un valido rimedio contro le mestruazioni dolorose, la ritenzione delle urine, l'ingorgo delle vie respiratorie, la congiuntivite, i traumi (lividi, ematomi) e i dolori alle articolazioni (distorsioni, lussazioni). 
Nel Medio Evo, Alberto Magno, alle indicazioni sopra elencate, aggiungeva tutti i casi di pigrizia dei vari organi: reni, polmoni, fegato, milza, utero, ecc.

Non c'è ragione per non piantare I'origano in giardino. Anzitutto lo raccomando come calmante per i nervi troppo spesso messi a dura prova dalla vita esasperata delle nostre metropoli. Il nervosismo, l'insonnia, le tachicardie, gli stati angosciosi, il senso di oppressione, sono ahimè un retaggio di tutte le età, condizioni sociali e ambientali. 
L'origano, poi, così aromatico, aiuta lo stomaco e l'intestino a svolgere le loro funzioni. 
È tonico, diuretico e agevola una benefica sudorazione che elimina le tossine dall'organismo. Libera le vie respiratorie ingorgate da mucosità: in suffumigi o inalazioni è senz'altro il miglior rimedio contro raffreddori, angine, bronchiti e asma. 
Ha la proprietà, come già osservò Alberto Magno, di stimolare gli organi interni (fegato, milza, ecc.). 
Per uso esterno lenisce i mali della bocca: afte, infezioni e infiammazioni della lingua e altri leggeri malanni del genere con gargarismi.
È anche un rimedio sovrano per curare i disturbi del naso: un tampone imbevuto di infuso d'origano guarisce la febbre da fieno. 
Agisce contro l'emicrania (succo fresco aspirato dal naso), contro i gonfiori di ogni genere (dovuti per esempio a distorsioni o lussazioni) se applicato localmente in lozione.
Finalmente aiuta a preparare ottimi dentifrici.




Raccolta

Non vale la pena di andare alla ricerca dell'origano selvatico nelle campagne: piuttosto riservate un angolino dell'orto per piantarvi I'origano coltivato. 
Nel Medio Evo le massaie usavano tenerne qualche pianta in cassette sui davanzali delle finestre. È un'ottima pratica che vi consiglio di seguire. 
L'origano è sensibilissimo al freddo e non sopporta i rigori invernali, ma se al momento giusto metterete le cassette o i vasi al riparo, la pianta non ne soffrirà e crescerà bene. 
In giardino sceglierete l'angolo più asciutto, assolato e con terreno leggero.
Seminate in autunno: la stagione successiva la pianta si diffonderà spontaneamente per stoloni. 
Cogliete la pianta intera, ma non le radici, al momento della fioritura in agosto-settembre con tempo asciutto e dopo la rugiada del mattino. Essiccate in mazzetti appesi a uno spago in un locale ben ventilato.


Preparazione e impiego

A forti dosi, ma sempre meno dell'origano selvatico, l'origano coltivato può essere pericoloso e quindi non bisogna abusarne: rispettate attentamente le dosi, prescritte nelle ricette.

INFUSO calmante: mettete da 5 a 10 pizzichi di pianta secca in un litro d'acqua. 
(Una tazza la sera prima di coricarvi vi farà passare una notte tranquilla.)

INFUSO tonico: mettete 30 pizzichi di pianta secca in un litro d'acqua. 
(2 tazze la mattina al risveglio o dopo i pasti, per stimolare la digestione, oppure prima dei pasti per stimolare I'appetito.)

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una mezza manciata o una manciata di origano per litro d'acqua. (Una mezza manciata come calmante, una manciata come tonico.)

OLIO (uso esterno contro i traumi, distorsioni, ecc.): mettete 2 manciate di pianta secca in 1/2 litro di buon olio d'oliva; fate bollire per mezz'ora a bagno-maria; filtrate con un telo fine. (Per massaggi.)

GARGARISMI (contro le malattie della bocca): preparate un infuso con una manciata per litro d'acqua.

SUCCO FRESCO: filtrate il succo di origano fresco pestato attraverso un telo fine.
Uso interno: un cucchiaino da caffè come tonico degli organi e per i cantanti afoni, al mattino con sciroppo o con miele. 
Uso esterno: aspirate il succo dal naso e sputatelo dalla bocca; è il mezzo migliore per guarire dai raffreddori e dalle emicranie più ribelli.

DENTIFRICIO IN POLVERE per mantenere i denti e le gengive in buona salute: preparatevi un dentifricio molto semplice a base di foglie di origano essiccate e ridotte in polvere.

INFUSO SPECIALE contro l'arteriosclerosi: ogni sera un pizzico d'origano in una ciotola d'acqua bollente.

INFUSO SPECIALE contro la sciatica: misurate 2 pizzichi di origano, 2 pizzichi di anice, 2 pizzichi di menta e 2 pizzichi di rosmarino in un litro d'acqua


Infine non trascurate il fatto che I'origano è delizioso e salutare in cucina per condire la pizza, il pollo, i salumi, i patè..........


mercoledì 21 gennaio 2015

CURARSI COL LAMPONE (Curing with raspberry)


IL LAMPONE

Ogni estate, da bambino, andavo a cogliere i bei lamponi rossi nei boschi cedui; tornavo coperto di graffi, le brache a brandelli, ma felice come un re. Quanta dolcezza in questi strani frutti (frutici di drupe) vermigli o scarlatti, sostenuti da una coppella verde tenero! 
Ne avrei volentieri mangiato a crepapelle e non ne avrei certo sofferto. 
La natura, in alcuni casi, ha voluto riunire in una sola pianta tutte le virtù: una delizia per il palato e un miracolo vegetale per la difesa della salute.

Del lampone conosciamo bene i, fusti eretti ricoperti di piccoli aculei, le foglie composte, biancastre nella pagina inferiore, i fiori bianchi a cinque petali e i frutti deliziosi che, nella forma, ricordano quelli delle "more" (infatti viene anche chiamato "mora del monte Ida").

Il lampone è un frutto delizioso (solo, con zucchero o in marmellate, ecc.) che ci dà anche uno sciroppo rinfrescante.
Raccomando il lampone ai diabetici, ai sofferenti di acidità di stomaco, ai reumatici, agli, stitici e agli afflitti da albuminuria.
È anche amico del fegato, febbrifugo, lenisce le angine, le bronchiti, le infezioni del sistema urinario e le infiammazioni della bocca. 
I fiori e le foglie hanno le stesse proprietà con il vantaggio, rispetto ai frutti, di conservarsi bene una volta essiccati, e di potere dunque essere sempre disponibili nella vostra piccola farmacia naturale.





    
Raccolta

Raccogliete i fiori e le foglie del lampone subito prima della fioritura completa ed essiccateli stesi all'ombra. Raccogliete i frutti quando saranno completamente maturi. 
Il lampone cresce abbondante in montagna, dai 500 metri in su; è diffuso nelle radure, sul ciglio dei boschi e lungo i sentieri. Se volete piantare lamponi nell'orto, la cosa è di una facilità estrema: hanno solo bisogno di un terreno asciutto e acido. La specie si riproduce vegetativamente per mezzo di stoloni che emettono polloni a primavera e tende anche ad essere infestante.





   
Preparazione e impiego

INFUSO e DECOTTO di fiori: mettete una mezza manciata di fiori freschi o secchi in un litro d'acqua. (3 o 4 tazze al giorno)

INFUSO o DECOTTO di foglie: mettete una manciata di foglie fresche o secche in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

DECOTTO CONCENTRATO di foglie (uso esterno: gargarismi, lozioni): 2 manciate di foglie per litro d'acqua. 

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: una manciata di fiori e una manciata di foglie per litro d'acqua.




martedì 13 gennaio 2015

CURARSI CON IL BASILICO (Curing with basil)



  
IL BASILICO

Per i liguri e gli abitanti del Sud della Francia, questa pianta evoca l'aroma incomparabile del pesto. C'è chi lo chiama l'arancio del ciabattino o, addirittura, rifacendosi all'etimologia, erba reale. 
Questo simpatico cugino della menta, della santoreggia e del timo, ci fu portato dall'India da Alessandro Magno. Era coltivato nei giardini romani dei Cesari. 
Sono poche le erbe che hanno più fragranza. È una pianticella alta da 15 a 50 cm, con foglie finemente dentate e fiori biancastri o rosati che presentano un calice rotondo nella parte inferiore e diviso in quattro lobi uguali nella parte superiore.
In cucina, per profumare i nostri piatti, usiamo le foglie; io, oltre che alle foglie, ricorro anche ai fiori per le loro virtù digestive. Lo raccomando ai nervosi, ai bambini che non dormono bene e agli adulti vittime di vertigini, coliche, tosse, angine e pertosse. 
È infallibile contro le emicranie di origine nervosa o gastrica. 
Se volete passare una notte riposante, prendete una scodella di zuppa al pesto o una buona tisana di basilico. Ci sono altre due virtù del basilico: quella di stimolare la produzione del latte nelle donne e quella di guarire le afte della bocca.





   
Raccolta

Se avete la fortuna di abitare in contrade soleggiate, vi consiglio calorosamente di coltivare il basilico. Seminatelo in febbraio-marzo per poi trapiantarlo in maggio. Raccogliete le foglie e i fiori subito prima della completa fioritura (al principio dell'estate). 
Se non vi sara possibile coltivarlo, comperatelo in una buona erboristeria, ma sinceratevi soprattutto della sua freschezza e della sua provenienza. Le foglie pestate e confezionate in vasetti che si usano in cucina sono sospette perché provengono da culture inquinate da additivi chimici.




Preparazione e impiego

INFUSO contro il nervosismo, le angosce, l'emicrania, la tosse, le angine: usate da 20 a 40 pizzichi di foglie e di fiori secchi per un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)

DECOTTO stimolante e adatto ad accrescere la secrezione delle ghiandole mammarie per le donne che allattano: una piccola manciata di pianta per litro d'acqua. (2 tazze al giorno).

DECOTTO CONCENTRATO contro le afte (sciacqui): due manciate di pianta per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI come tonico: da una a due manciate di pianta fresca o semifresca per litro d'acqua (una volta alla settimana).



lunedì 12 gennaio 2015

IL MORBILLO (The measles)





MORBILLO

Il morbillo è una delle malattie infettive più diffuse e nei Paesi meno sviluppati è una tra le principali cause di morte in età infantile. Il contagio avviene tramite contatto diretto o ravvicinato e, dopo un periodo di incubazione che varia da 8 a 15 giorni, la malattia si manifesta con febbre anche elevata, tosse secca e occhi arrossati (congiuntivite) a cui fa seguito un'eruzione cutanea di colore rosso cupo su tutto il corpo.

Uno o due giorni prima della comparsa dell'esantema, possono essere visibili macchioline bianche - conosciute con il nome di "macchie di Koplik" nella parte interna delle guance.

La guarigione completa avviene generalmente entro una decina di giorni, mentre, se la malattia colpisce un adulto, può durare più a lungo (anche quattro settimane).

Le eventuali complicazioni colpiscono per lo più gli adulti e includono infezioni alle orecchie (otite media), polmonite e, per fortuna solo in casi rari, infezioni cerebrali (encefaliti).

Attenzione - Il morbillo deve venire denunciato all'autorità sanitaria e pertanto è necessario riportare al medico ogni caso sospetto, anche qualora si decida di non assumere farmaci ma di trattare il paziente con rimedi naturali.




  
LA MEDICINA NATURALE

FITOTERAPIA - LE ERBE

Aiutarsi da soli - Per alleviare la febbre, fate un infuso di millefoglie, fiori di sambuco o eupatoria; bevetene una tazza quando è ancora caldo, ogni 3-4 ore. 
In caso di irrequietezza e dolore, aggiungete camomilla all'infuso.
Per alleviare il prurito, passate sulla pelle una spugna imbevuta dl un infuso freddo di lavanda, oppure di una miscela composta da un cucchiaino di amamelide in 300 ml di acqua.


NATUROPATIA

La visita medica - Sarà consigliato di evitare l'assunzione di latticini e, al contrario, di bere molti succhi di frutta e verdura con il duplice scopo di ripristinare i liquidi e di apportare nutrimento.
Per aumentare la resistenza all'infezione virale, potrà essere prescritta vitamina C in dosi da 1-2 g al giorno.


OMEOPATIA

Aiutarsi da soli - Lo scopo della terapia consiste nell'agevolare la guarigione, nell'alleviare il disagio e nel ridurre i rischi di complicazioni. 
Apis Mellifica viene prescritto nei casi in cui il paziente ,abbia la febbre alta (ma desideri restare scoperto), presenti occhi e/o orecchie infiammati e sia lacrimoso e irritabile.
Euphrasia è efficace quando gli occhi sono umidi e irritati e particolarmente sensibili alla luce.
Gelsemium quando il soggetto presenta febbre molto alta e segni di grave prostrazione, che rasenta il delirio. 
Se il paziente è un bambino, provate con Pulsatilla, soprattutto se è irrequieto e irritabile e necessita di essere confortato; inoltre quando è infastidito dalla tosse e desidera essere esposto all'aria fresca. 
I rimedi andranno assunti in 5 CH, 4 granuli 3 volte al giorno per i bambini sopra i 2 anni, metà dose per quelli di età inferiore.
Potrà essere aggiunta una dose al giorno di rame-oro-argento per 10-15 giorni.


LA MEDICINA TRADIZIONALE

Non esistono cure specifiche per il morbillo, anche se i casi di complicazioni (come infezioni alle orecchie o polmonite) vengono trattati con antibiotici. II vaccino contro il morbillo - somministrato talora insieme a quello della parotite e della rosolia ai bambini di 2 armi d'età -, ha un effetto preventivo del 95 per cento. 
Al di là di qualche possibile rischio connesso alla vaccinazione, questa comporta comunque meno rischi della malattia e delle sue complicanze.
Ai pazienti colpiti da morbillo viene consigliato principalmente il riposo, l'assunzione di molti liquidi e vengono prescritti farmaci per il controllo della febbre come il paracetamolo, che ha anche I'effetto di migliorare le condizioni generali.

Per accertarsi dell'assenza di eventuali complicazioni, si consiglia di rivolgersi al medico.


venerdì 9 gennaio 2015

CURARSI CON TIMO E SERPILLO (Curing with thyme and wild thyme)




IL TIMO E IL SERPILLO


La generosa famiglia delle Labiate, non contenta di averci offerto la salvia, la melissa, il rosmarino, la menta, la santoreggia, il lamio e tante altre erbe gioiose e dispensatrici di salute, vuol ancora darci il timo e il serpillo. È proprio il caso di soffermarci ad ammirare queste due piccole meraviglie delle radure, dei prati e delle macchie baciate dal sole, dalle foglie lanceolate spruzzate di polvere argentea e dai fiorellini raccolti in delicate infiorescenze, timidamente rosei o lilla pallido. 
Lasciandomi andare alla fantasia, li considero erbe da paradiso Terrestre ed ho la fuggevole illusione che forse, dopotutto, Adamo ed Eva non si sono lasciati turlupinare da quel malfamato pomo che avrebbe procurato tanti dispiaceri e che viviamo ancora nel giardino dell'Eden...

Gli antichi già conoscevano bene queste due erbe, del resto molto affini fra loro anche se alquanto diverse d'aspetto (il serpillo è più rampicante del vero rimo che invece cresce in ciuffetti, e i suoi fiori rendono maggiormente al lilla). 
Teofrasto e Dioscoride, in Grecia, le dicevano benefiche per calmare le convulsioni, lenire infiammazioni del fegato e dell'intestino, stimolare le mestruazioni nei casi di irregolarità e, in genere, sedare tutti gli spasmi. 
Nei suoi Capitolari, Carlo Magno ne decretava la coltivazione; è un vero peccato che i nostri governi moderni non legiferino in favore di questi doni della natura: molte epidemie ci sarebbero risparmiate e, con loro, tutte le gravose conseguenze per la società che esse comportano.
Un tempo, quando imperversava la minaccia di un'epidemia di peste o di lebbra, la popolazione faceva un forte consumo di erbe aromatiche, se ne strofinava il corpo e beveva delle gran tisane. Questa consuetudine aveva indubbiamente i suoi meriti. 
Oggi, al primo apparire dell'influenza, non abbiamo che gli antibiotici... cui far ricorso! 
Sono profondamente convinto che possiamo rinforzare le difese naturali del nostro organismo contro queste infezioni facendo uso di erbe antisettiche come il timo i il serpillo. 
Perché non proviamo? Per secoli i nostri antenati ne hanno tratto gran giovamento, e in più le ricette che vi propongo hanno il doppio vantaggio di essere molto economiche e relativamente semplici da preparare.

Il timo e il serpillo hanno le stesse virtù; forse più accentuate nel timo. Sono stimolanti e tonici, quindi indicati per gli organismi indeboliti, le astenie del sistema nervoso (nevrastenia, esaurimento, apatia e mancanza di "ripresa") come pure per le disfunzioni del sistema circolatorio (vertigjni, emicranie, ronzii alle orecchie, ecc.). 
Si raccomanda l'uso del timo e del serpillo come cure profilattiche. Fanno bene allo stomaco e a tutto il sistema digerente: questo dovrebbe persuaderci a farne largo uso in cucina (nelle salse, nelle minestre e per condire le carni). 
Sono antispasmodici, cioè debellano tutti gli spasmi: pertosse, asma, palpitazioni, crampi di stomaco, tosse e insonnia. 
Sono diuretici e ce ne serviremo contro le debolezze dei reni e della vescica, la ritenzione delle urine, i reumatismi e la gotta. 
Sono vermifughi e particolarmente indicati per i bambini (facilitano l'evacuazione dei parassiti e al tempo stesso sono tonificanti). 
Regolarizzano le mestruazioni e curano tutti gli inconvenienti dell'apparato respiratorio (raffreddori, angine, bronchiti, polmoniti, pleuriti). 
La mia esperienza mi ha insegnato che la virtù principale del timo e del serpillo è quella di essere fortemente antisettici: allo stesso modo con cui liberano I'atmosfera dai germi infettivi patogeni con il timolo che contengono, aggrediscono questi stessi germi nel nostro organismo. Dai foruncoli alla tubercolosi, dal tifo al patereccio, non esiste un'infezione che resista a queste erbe.

Sia ben chiaro che il timo e il serpillo sono validi mezzi di cura, da soli, nelle infezioni lievi: nei casi di una certa gravità potranno, al massimo, coadiuvare l'azione del medico.
Per uso esterno, oltre ad essere utilissimi nei casi dove è di prevalente importanza I'azione antisettica (piaghe, ascessi, ulcerazioni, scottature), timo e serpillo svolgono un'ottima azione applicati su distorsioni, contusioni, lividi, gotta, reumatismi e mali di denti: secondo i casi, somministrerete il timo e il serpillo in impacchi, lozioni o compresse.
I bagni completi a
base di timo e di serpillo, hanno una benefica azione contro il rachitismo. 
I bagni locali alleviano i dolori al seno delle donne e curano le infiammazioni agli occhi dei bambini.


Raccolta

Il serpillo (chiamato anche timo selvatico, timo rosso, timo bastardo, pepolino, sermollino, tè delle pastorelle) fiorisce in quasi tutta Europa dalla fine della primavera all'autunno, secondo le zone. 
Coglietelo quando è maggiormente profumato e fatelo essiccare a mazzetti, appesi in locali ben ventilati.
Il vero timo (detto anche timo comune) ha abitudini più meridionali ed ha bisogno di sole per far sbocciare in estate i deliziosi fiorellini; li coglierete durante le vostre passeggiate e li farete essiccare a mazzetti.
Se volete averne in giardino (cosa eminentemente raccomandabile piuttosto che comperare le erbe in qualsiasi negozio che non dia un'assoluta garanzia di purezza biologica), scegliete un terreno leggero, calcareo e pietroso: evitate l'eccessiva umidità. Procuratevi le pianticelle da un orticultore e piantatele con esposizione a mezzogiorno, possibilmente vicino a un muro che le ripari dai venti freddi e rifletta loro i raggi del sole. Cogliete in estate lasciando qualche piantina che vi darà i semi per l'anno seguente.


Preparazione e impiego

In cucina usate timo e serpillo in tutte le maniere possibili. Per il resto, eccovi qualche ricetta sperimentata:

SERPILLO


INFUSO: mettete una decina di briciole di serpillo in un litro d'acqua. 
(Da 3 e 4 tazze al giorno.)

INFUSO CONCENTRATO per uso esterno: mettete una manciata di serpillo in un litro d'acqua. (Per lozioni, impacchi, massaggi...)

BAGNI ALLE MANI, PEDILUVI E IRRIGAZIONI VAGINALI: stesse proporzioni dell'infuso concentrato.

POLVERE: pestate a lungo un ramo di serpillo in un mortaio o sotto una bottiglia; raccogliete la polvere e mescolatela a del miele. (Dose per la giornata.)

LIQUORE: fate macerare 3 o 4 rami di pianta secca o fresca in 1/4 di litro d'acquavite. 
(Un cucchiaino da caffè ogni tanto.)

TISANA COMPOSTA (per coloro che soffrono di fegato): mettete un pizzico di serpillo e un pizzico d'anice per tazza d'acqua. (Una tazza ogni sera.)


TIMO


INFUSO: calcolate un ramoscello di timo per tazza, e aggiungetevi eventualmente qualche foglia di menta, di melissa o di santoreggia. (2 tazze al giorno)

INFUSO o DECOTTO per uso esterno (impacchi, lozioni, ecc.): mettete 2 o 2 manciate di timo in un litro d'acqua,

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni della ricetta precedente.

POLVERE: procedete come per la polvere di serpillo. (Un piccolo ramoscello pestato, al giorno, nel miele.)

GARGARISMI: fate bollire per 1/4 d'ora una manciata di timo in due litri d'acqua; dolcificate con miele.

DENTIFRICIO: fate macerare 3 manciate di pianta in mezzo litro di acquavite; spazzolatevi i denti, ogni giorno immergendo il vostro spazzolino in questo preparato.

CATAPLASMI: scaldate qualche manciata di timo fresco e applicate la pianta direttamente sulla parte dolorante (reumatismi, bronchiti, ecc.).


Per finire, un buon consiglio: se volete passare un inverno senza raffreddori, fate una piccola cura preventiva di timo e serpillo prendendo tutte le sere un infuso ben caldo, preparato con 2 pizzichi di ogni pianta per ciotola.


INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

A - B - C - D - E - F - G - H - I - L - M - N - O - P - R - S - T - U - V 

giovedì 8 gennaio 2015

LA TONSILLITE (Tonsillitis)




   
TONSILLITE

Le tonsille, come i linfonodi, appartengono al sistema linfatico, che protegge il corpo dalle infezioni. La tonsillite è un'infiammazione acuta o cronica delle tonsille palatine, provocata da germi piogeni, in particolare dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A. 
In casi più rari possono essere colpite anche le tonsille faringee e gli organi circostanti. 
I sintomi principali sono inizialmente febbre alta, brividi, mal di testa e sensazione di forte malessere generale. La gola, inoltre, è dolente, molto arrossata e gonfia, con formazione di placche biancastre sulla superficie tonsillare, che denunciano lo stato purulento: in questo caso è opportuno rivolgersi al medico con urgenza. Infine, i linfonodi si ingrossano. 
La mancata cura della patologia in forma acuta può causare complicazioni, in quanto i batteri vengono immessi nel sangue. In casi più lievi è sufficiente praticare impacchi e bagni per lenire i dolori.


TONSILLITE: CHE FARE?

In caso di disturbi acuti con forte mal di gola e febbre alta dovete assolutamente riposarvi e rimanere a letto. Inoltre, è importante assumere molti liquidi, vitamine e consumare cibo in quantità ridotta.
In caso di tonsillite sono d'aiuto rimedi della medicina naturale, come impacchi freddi o caldi, oltre a tisane e bagni preparati con piante officinali.


Impacchi per lenire i disturbi - Impacchi al collo, freddi o caldi, leniscono il dolore e stimolano la guarigione. Ricorrete a impacchi freddi soprattutto in caso di abbondante sudorazione.

Inalazioni per inumidire le mucose - Inalare il vapore stimola l'irrorazione sanguigna delle mucose e migliora di conseguenza la respirazione. Potete aggiungere oli essenziali all'acqua bollente, per esempio di menta o eucalipto, che rinfrescano e facilitano la respirazione per via nasale. 
Inoltre, è opportuno inumidire l'aria degli ambienti: per questo scopo potete porre asciugamani bagnati nella stanza, oppure utilizzare l'apposito umidificatore.

Evitare i gargarismi - Recenti studi scientifici sconsigliano di praticare gargarismi, perché l'infezione, invece di ridursi, si diffonde maggiormente, rallentando il processo di guarigione.

Aumentare le difese immunitarie - Praticare regolarmente la sauna aumenta le difese immunitarie e di conseguenza riduce il rischio di tonsillite, così come la regolare assunzione di vitamina C. Essa è contenuta in alta concentrazione nei kiwi, nel cinorrodo e nei mirtilli. 
La migliore prevenzione è quindi costituita dall'assunzione di abbondanti quantità di questi frutti freschi.






TISANE MEDICINALI

MISCELA DISINFETTANTE

Alcune tisane alle erbe sono disinfettanti e antinfiammatorie. Preparate una miscela con 30 g di timo,  30 g di radice di altea, 20 g di finocchio e 20 g di anice. 
Versate 1/4 di litro di d'acqua bollente su 1 cucchiaio della miscela, lasciate in infusione 10 minuti, poi filtrate. Bevete 1 tazza di tisana 2-3 volte al giorno.


MALVA PROTETTIVA DELLA MUCOSA

Il macerato di malva è ottimo per curare la tonsillite, poiché la pianta contiene muco vegetale che protegge la membrana mucosa delle tonsille. 
Versate 1 cucchiaio pieno di fiori di malva in 1 tazza d'acqua freddo. Lasciate
macerare tutta lo notte, poi riscaldate e infine filtrate. Bevete 2-3 tazze al giorno.


RIMEDI CASALINGHI

IMPACCHI DI QUARK

Preparate una pasta spalmabile con 250 g di quark e un po' di latte.Spalmate lo pasta su un fazzoletto che legherete attorno al collo in modo che il quark sia direttamente a contatto con la pelle. Poi ricoprite il tutto con una sciarpa di lana. Lasciate agire fino a quando il quark non si sarà riscaldato.


PEDILUVIO A TEMPERATURA CRESCENTE

Questo pediluvio stimola l'irrorazione sanguigna delle mucose. 
Scaldate l'acqua fino a raggiungere la temperatura di 33 °C. Poi aggiungete, a poco o poco, acqua sempre più calda fino ad arrivare, dopo un quarto d'ora, a una temperatura di 42 °C. 
Lasciate i piedi a mollo per altri 5 minuti e poi asciugateli bene. Indossate calze pesanti e riposatevi per almeno mezz'ora. 
Potete ripetere l'operazione ogni 2 ore.


IMPACCO CALDO

Preparate un impasto con 200 g di semi di lino e acqua calda. Spalmate il tutto su di un fazzoletto che legherete intorno al collo e che coprirete con una sciarpa di lana.
Togliete l'impacco solo quando si sarà raffreddato,


LENIRE IL DOLORE DURANTE LA DEGLUTAZIONE

Le pastiglie di menta, mentolo ed eucalipto contengono oli essenziali che stimolano la produzione di saliva, sono rinfrescanti e leniscono i dolori durante la deglutizione dovuti alle tonsille ingrossate. Inoltre, questi oli essenziali sono antinfiammatori, battericidi e antidolorifici.


CONSIGLIO UTILE

Tamponate la tonsilla gonfia con un bastoncino di ovatta sul quale avrete versato alcune gocce di una soluzione al 20 % di essenza di tea tree, dalle proprietà disinfettanti.




mercoledì 7 gennaio 2015

BIANCOSPINO (Hawthorn - Crataegus monogyna) - Per disturbi cardiocircolatori (For heart disease)

BIANCOSPINO - Crataegus monogyna


Nell’antichità si pensava che il biancospino, per la forma a cuore delle sue foglie e i suoi frutti rossi, apportasse benefici al sistema cardiaco.

Oggi è un rimedio sperimentato e utilizzato dalla medicina naturale e da quella tradizionale per disturbi cardiocircolatori.



Botanica

Il biancospino è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee che può raggiungere un altezza di 10 metri.
I suoi rami sono spinosi, le foglie e i fiori hanno un aroma intenso e un sapore agrodolce…, i frutti, invece, sono dolci.
L'intero arbusto emana un profumo simile a quello delle mandorle amare.


Habitat

Il biancospino è diffuso in tutta Europa e cresce su pendii assolati, nelle siepi, nel sottobosco e ai margini di foreste e di vigneti.


Parti utilizzate

Per scopo terapeutico si utilizzano principalmente due specie di biancospino: il Crataegus monogyna e il Crataegus levigata.
Le parti impiegate sono soprattutto i fiori e le foglie, cui si aggiungono, a volte, i frutti maturi.


Composizione


Il biancospino contiene numerosi principi attivi che sono in grado di influenzare positivamente l'equilibrio di potassio nelle cellule e di supportare il trasporto di energia in diversi processi organici.
Inoltre esso contiene le purine, sostanze che stimolano la circolazione sanguigna.


Effetti terapeutici

Il biancospino rinforza il cuore e il sistema circolatorio, perché favorisce l'irrorazione cardiovascolare e fortifica il muscolo cardiaco durante la convalescenza.
Inoltre, è di giovamento per fiato corto e battito lento, sintomi dell'angina pectoris, e disturbi al ritmo cardiaco.
Nella medicina popolare questa pianta officinale è stata sempre utilizzata per irrobustire il sistema cardiocircolatorio.
Per ottenere risultati soddisfacenti e godere dei benefici l'applicazione deve avere una durata di almeno 6 settimane.
In qualche caso il biancospino è consigliato come calmante e contro la diarrea.


CONSIGLIO UTILE

Le spine acuminate e resistenti del biancospino lo rendono molto adatto a recintare i campi o il giardino per tenere lontano ospiti indesiderati. 

In questo modo avrete non solo una recinzione pratica, ma anche bella da vedersi.



APPLICAZIONI

INFUSO

Contro la stanchezza e l'aritmia…
Versate 1 tazza d'acqua calda su 2 cucchiaini di foglie e fiori e filtrate dopo 15-20 minuti.
Bevete l'infuso quotidianamente per almeno 4-6 settimane.

TINTURA


Per un cuore debole…
Lasciate macerare per circa 10 giorni in alcol al 70% circa 20 grammi di fiori e di foglie essiccati e triturati.
Assumetene 20-40 gocce diluite in una tisana o in acqua 3 volte al giorno.

OMEOPATIA


Per disturbi cardiocircolatori…
Assumete il rimedio omeopatico Crataegus sotto forma di tintura madre oppure alle potenze D2, D4 e D6.
Il Crataegus si ottiene dai frutti del biancospino.

PREPARATI IN COMMERCIO

Il biancospino è contenuto in diversi medicinali per curare problemi cardiaci.
Per insonnia e difficoltà di concentrazione oppure come ricostituente…
Versate ¼ di litro d'acqua bollente su 1 cucchiaio di fiori tritati e filtrate dopo 15 minuti.
Bevetene 2-3 tazze al giorno.


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