lunedì 21 dicembre 2015

CURARSI CON IL MIRTILLO (Curing with bilberry)


IL MIRTILLO

Godo a vedere bambini che si rimpinzano di mirtilli, le mani imbrattate di succo violaceo, le labbra tutte impiastricciate, felici di questa merenda che offre loro la montagna. Come si divertono a farsi le boccacce, tutti sbrodolanti! Ci si rende allora ben conto che, oltre ad aver fatto provvista di energia e di vitamine, si sono ricaricati di gioia di vivere. 
Perché mai noi adulti non ci lasciamo andare ad imitarli qualche volta?
Perché i "grandi" non si spogliano mai dal loro travestimento di rispettabilità borghese? 
Ho tanta voglia di dire che abbiamo l'età del nostro sorriso, e il sorriso dei mangiatori di mirtilli è sempre quello della giovinezza e della salute.

I mirtilli, che chiamiamo anche bagole, baggiole, baccole, sono imparentati strettamente con l'erica; sono diffusi in grandi colonie nei boschi settentrionali dove trovano terreni ricchi di silice. I ramoscelli angolati e le foglie ovali, non meno dei frutti tondi e verdi, poi rossi e finalmente nero-violacei, ricoperti a maturazione da una polverina bianca, li fanno facilmente riconoscere. 
Con queste bacche che cogliamo a mano o con il "pettine", fra luglio e settembre, prepariamo deliziosi desserts (con zucchero o vino), torte, marmellate, gelatine, sciroppi, bibite e persino una specie di vino...


    
Vi raccomando di non limitarvi a raccogliere solo i frutti; raccogliete anche le foglie e le radici. 
Le foglie sono toniche, diuretiche, antisettiche e antidiabetiche. Favoriscono il buon funzionamento di tutti gli organi e sono particolarmente efficaci nel combattere la tosse, il vomito, i dolori di stomaco, la pigrizia dell'intestino, le diarree, le disfunzioni della vescica e la "pipì a letto" dei bambini. 
Disinfettano le vie digestive e urinarie e abbassano il tasso di zucchero nel sangue (il che le rende preziose per i diabetici). 
Per uso esterno sono validissime nel combattere infezioni della bocca e del retro-bocca (sciacqui e gargarismi), infiammazioni degli occhi (in collirio), dermatiti, ulcerazioni e scottature (in lozioni, impacchi e bagni locali). 
Le radici serviranno per disinfettare piaghe e affrettarne la cicatrizzazione.
I frutti, o bacche, oltre a quelle già menzionate hanno anche altre proprietà; il succo violaceo, ricco di carotene (protovitamina A, la vitamina degli occhi), fa bene alla vista. Non a caso i piloti di aereo mangiano spesso e volentieri delle torte di mirtilli e i miopi e i presbiti non avrebbero che da guadagnarci se ne seguissero I'esempio; i frutti inoltre hanno anche notevoli doti rinfrescanti come le foglie della pianta hanno virtù toniche e diuretiche. 
Le virtù antidiabetiche sono meravigliose mentre le qualità antisettiche e digestive ci impongono di prenderli in considerazione quando vogliamo combattere infezioni intestinali e, particolarmente, la colite dei bambini. 
Li raccomando inoltre per la loro azione diuretica e disinfettante del sistema genito-urinario. 
Per uso esterno si adoperano nella preparazione di ottimi sciacqui, gargarismi (contro afte, gengiviti, angine), impacchi (contro le emorroidi), lozioni (contro le malattie della pelle), irrigazioni (contro le perdite bianche), clisteri (contro disfunzioni intestinali: diarrea, ecc.), bagni alle mani e pediluvi (per curare eczemi), ecc.
Il decotto di frutti o bacche, per inalazione, è un rimedio sicuro contro il raffreddore di testa.



Raccolta

Le bacche o frutti di mirtillo si raccolgono d'estate quando sono ben mature; le radici si estirpano in autunno e le foglie si raccolgono in primavera quando la linfa risale. 
Se vi capita di fare delle passeggiate in montagna, ne troverete in grande quantità, come anche nei boschi.


Preparazione e impiego

INFUSO e DECOTTO di foglie fresche o secche: mettete una manciata di foglie in un litro d'acqua (da 2 a 3 tazze al giorno).
Contro il diabete, mescolate una manciata di foglie di mirtillo e una manciata di foglie di fragola, sempre per un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

DECOTTO di foglie per uso esterno: 2 manciate di foglie fresche o secche per un litro d'acqua. (Gargarismi, lozioni, clisteri, ecc.)

DECOTTO di radici (uso esterno): una manciata di radici per un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI di foglie: stesse proporzioni del decotto precedente.

TISANA di bacche (uso interno): misurate 4 manciate di bacche fresche per litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno, fino a 6 tazze in caso d'infezione intestinale.)

MISTURA di frutti (uso esterno: dissentaria, emorroidi): misurate una piccola ciotola di frutti freschi per litro d'acqua.

SUCCO FRESCO di frutti: bevetene pure 3 o 4 bicchieri al giorno, durante la stagione.

VINO: usate dei frutti seccati all'aria; fatene cuocere 2 manciate in un po' d'acqua; aggiungetevi 1/2 litro di vino rosso dopo un quarto d'ora e lasciate ancora a fuoco dolce per 5 minuti. (Da 2 a 3 bicchierini al giorno.)

POLVERE di frutti secchi: prendetene 4 pizzichi, ogni  3 ore, per due giorni, con un po' di miele o di latte.



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sabato 19 dicembre 2015

CURARSI CON IL LAMIO (Curing with lamio)


  
IL LAMIO

Quella del lamio è la specie-tipo della grande famiglia delle Labiate, così preziosa per tutti coloro che vogliono curarsi con le piante e di cui fanno parte anche la lavanda, la santoreggia, il timo, il rosmarino, la menta, la salvia e la melissa...
I lamii (è più giusto parlarne al plurale), a prima vista somigliano molto all'ortica perché hanno le stesse foglie ovali terminanti a punta e seghettate; non hanno, però, peli orticanti, e quindi non irritano e non contengono veleno. 
I gambi, quadrati, hanno foglie opposte che portano all'ascella dei fiori purpurei vagamente somiglianti a fauci socchiuse (il nome della pianta deriva da laimos, che in greco significa appunto fauce). 
I lamii sono diffusi un po' dappertutto, nei boschi, nei terreni incolti, lungo i sentieri e non disdegnano la vicinanza dei centri abitati per cui il raccoglitore di semplici non avrà difficoltà a procurarsene. 
Ne conosciamo quattro specie fondamentali che hanno grosso modo le stesse virtù curative: il Iamio giallo, il lamio bianco o ortica morta bianca, il lamio maculato e il lamio purpureo.
Del lamio utilizzeremo prima di tutto i fiori e le infiorescenze delle sommità che sono diuretiche, depurative, toniche, rinfrescanti ed emostatiche. Sono particolarmente indicate per gli anemici, guariscono le diarree, le emorragie, gli sbocchi di sangue, i disturbi della milza, alcune infiammazioni delle vie respiratorie e la ritenzione delle urine. 
Le donne afflitte da mestruazioni irregolari o dolorose, accompagnate da emorragie eccessive o colpite da leucorrea, faranno bene a ricorrere al lamio. 
Per via esterna si somministra il lamio (in polvere) per curare piaghe, in impacchi di pianta intera per lenire tumefazioni, in decotto per eliminare varici, in bagni alle mani e pediluvi contro ulcere e gotta, e per curare i mali di orecchio con vapori caldi di decotto. 
Contro le scottature si consiglia di applicare direttamente il fondo gelatinoso che si deposita dopo aver fatto bollire a lungo la pianta e aver poi lasciato macerare per qualche ora.



Raccolta

Cogliete le foglie e le sommità fiorite dei lamii selvatici in maggio-giugno, subito prima della fioritura completa: essiccate all'ombra. 
Piantate pure dei lamii in giardino o nell'orto, ma sarei pronto a scommettere che probabilmente, a vostra insaputa, ne avete già! A meno che non li strappiate come fossero erbacce...


Preparazione e impiego

INFUSO e DECOTTO: misurate una mezza manciata di pianta per litro d'acqua. (Da 2 a  4 tazze al giorno.)

POLVERE di fiori secchi: un pizzico al giorno nel miele o nella marmellata. 
Per uso esterno contro le piaghe.

DECOTTO CONCENTRATO (uso esterno): misurate una buona manciata di pianta per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una piccola manciata di pianta per litro d'acqua. (2 bagni al giorno.)





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giovedì 10 dicembre 2015

CURARSI CON LATTUGA e SCAROLA (Curing with the lettuce)

   
LA LATTUGA

Eccoci giunti al capitolo delle insalate verdi: conviene brucare o non brucare? È una questione controversa: c'è chi sostiene che lo stomaco esige cibi sostanziosi e che non riceviamo nessun vantaggio riempiendoci di cellulosa; altri ribattono, con ragione, che le insalate sono ricche di vitamine e che anche le loro parti meno digeribili sono necessarie al buon scorrimento del bolo alimentare nell'intestino.
Per me insalata vuol dire salute, per quello che offre di benefico all'organismo così come per i dispiaceri che mi evita (come la stitichezza, vero flagello della nostra epoca secondo i medici più qualificati).
Con la verdura cruda dobbiamo tuttavia seguire alcune elementari precauzioni: tutte le insalate sono suscettibili di venire contaminate dalle acque di scorrimento, dal concime, ecc., e pertanto possono diventare un pericoloso veicolo per numerose infezioni (tifo, colera, epatite virale, dissenteria amebica). Le insalate saranno sempre lavate scrupolosamente, eventualmente aggiungendo all'acqua un po' di permanganato, o dopo averle tenute a bagno per un'ora in acqua acidulata con un po' di succo di limone o aceto.
Tutte le lattughe contengono in gran quantità un succo lattiginoso (latex) che ci permette di riconoscerle facilmente dalla maggior parte delle altre piante della stessa famiglia (Composite).
Ne conosciamo diverse specie oltre alla lattuga coltivata: la lattuga dei muri, la lattuga selvatica, il cavolaccio, la lattuga velenosa e la scarola.
Non tratterò qui che della prima e dell'ultima.
La lattuga coltivata non ha bisogno di particolari descrizioni. Le sue origini sono oscure: c'è chi vuole che sia una variazione della scarola, altri la fanno discendere dalla lattuga selvatica della Siberia. Era ben nota ai greci e ai romani e si dice che abbia guarito l'imperatore Augusto da una grave malattia di fegato. Gli antichi insistevano nell'esaltarne le virtù "sonnifere". Oggi sappiamo che ha, effettivamente, un'azione calmante ed emolliente.
Mi piace chiamarla I'erba dei saggi.
Siamo quasi sicuri, anche, che la lattuga mitiga lievemente gli ardori amorosi (è anafrodisiaca), ma se le vostre condizioni generali di salute sono buone, non avete niente da temere da una buona insalata.
Se siete afflitti da insonnia, sappiate che una miliardaria americana, in gita in Italia,  è guarita da uno stato di nervi pietoso, e le è stato somministrato ogni sera tre cespi di lattuga brasata. Al suo ritorno oltre oceano, la signora ha voluto portarsi dietro dei semi della "pianta miracolosa" perché, poverina, era convinta che negli Stati Uniti non esistesse la lattuga!!


 Lattuga scarola

La lattuga scarola si distingue per l'alta statura, per il fogliame azzurrastro seghettato e per la curiosa caratteristica di essere una pianta "bussola": le foglie sono sempre orientate trasversalmente nella direzione nord-sud, mentre le loro facce sono rivolte a est e a ovest.
Sfoggia da giugno a settembre infiorescenze giallo pallide, e in autunno distribuisce al vento nuvole di semi neri a uncino bianco. La troviamo su terreni calcarei, sulle scarpate, le macerie, il ciglio dei sentieri, ma raramente in luoghi elevati.
La scarola, grosso modo, ha le stesse virtù curative della lattuga coltivata: è lenitiva, calmante, emolliente, capace di ridare il sonno agli individui nervosi e alle vittime di insonnie
croniche; ha anche una leggera azione anafrodisiaca. In più è diuretica e purgativa; mi ricordo di un malato afflitto da una grave forma di itterizia che riuscii a guarire con una cura a base di succo e di bagni di scarola. Mi ricordo anche di un ragazzino tormentato da una tremenda tosse spasmodica per il quale gli venne prescritto alternativamente cataplasmi e bagni ai piedi di scarola e che guarì perfettamente in tre giorni.

Le lattughe fanno miracoli nella cura di tutti i disturbi che hanno manifestazioni spastiche: asma, ansietà cronica, palpitazioni, isterismo, pertosse, ecc.


Lactuca sativa L. - Famiglia delle Composite - Fiori gialli

Raccolta

Non starò a spiegarvi come si coltiva la lattuga. Tutta la pianta, ma in particolar modo i gambi, le foglie e i semi, è attiva: l'insalata matura è particolarmente ricca di virtù curative. I gambi e le foglie saranno adoperati solamente freschi. I semi li coglierete in autunno e li essiccherete all'ombra.
Qui sotto spiegherò il procedimento da seguire per raccogliere il succo di lattuga che servirà a preparare il lattucario e il tridace.


Preparazione e impiego

SUCCO fresco di scarola: spremete in un recipiente il lattice dei gambi e delle foglie. Mezzo cucchiaino da caffè il primo giorno, uno il secondo, uno e mezzo il terzo e così di seguito fino a cinque al giorno, riducendo poi altrettanto lentamente a mezzo cucchiaino.

INFUSO e DECOTTO di foglie e di gambi freschi: una generosa manciata di pianta per litro d'acqua. (Da 3 a 5 tazze al giorno.)

TINTURA: lasciate macerare per 2 ore una parte di foglie fresche in due parti di alcool diluito (o 30° o 40°). Stesso sistema di somministrazione del succo fresco.

POLVERE di semi: 2 pizzichi al giorno, particolarmente indicata contro I'asma.

LATTUCARIO: si chiama così il succo essiccato della pianta; è efficace contro i reumatismi, la gotta, la tosse, I'asma e tutti i disturbi nervosi.
In luglio-agosto tagliate la cima dei gambi della lattuga o incideteli obliquamente come fanno i resinatori dei pini; raccogliete le perle di lattice che trasudano dalle incisioni in un recipiente di legno; quando la coagulazione è avvenuta, rompete il succo indurito in pezzetti ed essiccateli al sole. (Comincerete col prenderne un pezzetto grande come un pisello il primo giorno, possibilmente con del miele, aumentando progressivamente in dose fino ad arrivare a "dieci piselli" il decimo giorno. La cura allora deve essere assolutamente interrotta per diverse settimane.)

TRIDACE: ci si serve di questa parola greca (thridax: lattuga) per designare l'estratto di gambi freschi della pianta. Il tridace si raccomanda per gli stessi disturbi che si curano con il lattucario; è però meno attivo.
Raccogliete qualche bella pianta di lattuga in luglio-agosto; spremetene il succo in un recipiente di vetro che metterete a bagno-maria fino ad ottenerne un residuo di consistenza piuttosto densa. (1 grammo al giorno per 6 giorni, con del miele o in una tisana calmante.)

CATAPLASMI di foglie: da applicare alternativamente sul petto e sul dorso, contro la tosse.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate 3 manciate di foglie e gambi freschi per litro d'acqua. (Da 2 a 3 bagni al giorno.)



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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martedì 8 dicembre 2015

LOGOPATIA - LOGOPEDIA (Speech Therapy)


   
LOGOPATIA 

Con il termine logopatia si intende un disturbo del linguaggio che deriva da problemi al sistema nervoso centrale. Talvolta anche la particolare conformazione o patologie degli organi del linguaggio, quali malformazioni di trachea, lingua o labbra, possono provocare problemi di pronuncia. 
La logopatia si manifesta anche in seguito a una malattia dei muscoli della parola, il più delle volte dovuta alla sclerosi multipla o a un trauma di tipo neurale, per esempio se viene danneggiata la parte del lobo centrale del cervello dove risiedono i centri del linguaggio. La
causa può essere un trauma cerebrale oppure un infarto e le conseguenze possono essere mutismo completo o incapacità di comprensione.
Nei bambini i disturbi del linguaggio si manifestano spesso con la balbuzie.
I rimedi naturali sono indicati se i disturbi del linguaggio hanno origine psichica oppure per la riabilitazione dopo danni cerebrali.



Che fare? - Prima di tutto è necessario individuare con l'aiuto di un medico specialista l'origine dei disturbi. Se si tratta di patologie o malformazioni degli organi del linguaggio bisogna anzitutto ripristinare le funzioni dell'organo danneggiato. 
Nei bambini i disturbi del linguaggio vengono trattati con la logopedia, coadiuvata dall'agopuntura e da rimedi omeopatici. Se la causa è legata a un danno neurale o cerebrale sono efficaci la fisioterapia o la terapia con l'ossigeno.

Terapia con l'ossigeno - La terapia con l'ossigeno viene praticata in diverse varianti, ma I'obiettivo, in ogni caso, è quello di apportare più ossigeno agli organi per ridurre le conseguenze di una diminuzione del diametro delle arterie. 
Il trattamento si sviluppa in tre diversi stadi: nel primo si cerca di aumentare la capacità del sangue di assorbire ossigeno; poi viene fatta inspirare al paziente aria arricchita di questo elemento e, infine, si effettua un massaggio teso a stimolare la circolazione sanguigna del corpo. 
Nella Tecnica di Ossidazione Ematologica (TOE), invece, si preleva il sangue, lo si arricchisce di ossigeno, lo si irradia con la luce ultravioletta e poi lo si inietta direttamente nelle vene.

Agopuntura - Questa tecnica, indicata anche in caso di balbuzie, è di supporto quando i disturbi del linguaggio sono causati da un'irrorazione cerebrale debole. 
Particolarmente efficace è l agopuntura nel cranio con aghi che penetrano nel cuoio capelluto, collegati per alcuni minuti a un apparecchio elettrico.




LOGOPEDIA

Grazie alla logopedia si possono guarire completamente, o migliorare, diversi tipi di disturbi del linguaggio. La terapia è indicata per pazienti di ogni età. È assolutamente necessario ricorrervi subito in caso di malformazioni, nei bambini, dell'apparato di fonazione, per permettere in ogni caso un corretto sviluppo del linguaggio. 
Lo logopedia dà risultati soddisfacenti anche quando si tartaglia o balbetta oppure se alla base del disturbo vi è una difficoltà di apprendimento.
In logopedia ci si esercita a parlare davanti a uno specchio in modo che il bambino possa vedere quale movimento fa la bocca per emettere un determinato suono. 
Se i bambini non iniziano a parlare nell'età dovuta, allora è probabile che siano affetti da sordità.


MEDICINA ILDEGARDIANA

Hildegard von Bingen consigliava di assumere l'elisir di cenere di prugnolo quando dopo un colpo apoplettico insorgevano disturbi all'apparato fonetico.

La seguente miscela è invece indicata nello cura di una logopatia causata da sclerosi multipla: mescolate 40 g di cenere di prugnolo, 30 g di polvere di garofano, 60 g di cannella, 100 g di miele e 1 litro di vino.
Fate cuocere lo miscela per 5 minuti, poi filtrate e versate il tutto in una bottiglietta. 
Assumete 1 cucchiaio di elisir primo dei pasti e 1 bicchiere di liquore con elisir dopo i pasti per 4 settimane,


ALIMENTAZIONE

Se il disturbo fonetico insorge in seguito a un colpo apoplettico è consigliabile evitare il consumo di nicotina, alcol e caffè. Per proteggere le arterie assumete beta-carotene contenuto in uova, fegato, frutto giallo-rosso e verdura.


RIMEDI OMEOPATICI

Oleander D12 in caso di disturbi fisiologici all'apparato fonetico, con muscoli tremolanti e doloranti e sensazione di intorpidimento.

Opium D12 in caso di logopatia conseguente a un colpo apoplettico con perdita della memoria

Barium carbonicum D12 in caso ci si dimentichi o inventi le parole.

Agaricus D30 per i bambini,in caso di balbettio e movimenti incontrollati dei muscoli.

NB - Assumete 1 globulo ogni 2 giorni del rimedio più indicato per i vostri disturbi.


FIORI DI BACH

I disturbi del linguaggio in età infantile, spesso riconducibili a problemi psichici, possono essere curati con i fiori di Bach:

Mimulus in caso di timidezza e predisposizione alla solitudine.

Rock Rose in caso di disturbi del linguaggio associati ad ansia e attacchi di panico.

lmpatiens in caso di tendenza a parlare troppo in fretta e a "ingoiare" le sillabe.


CONSIGLIO UTILE

Il massaggio delle zone riflesse è un'ottima terapia di supporto se la logopatia è causata da un trauma cerebrale. Il massaggio viene eseguito sulla testa, oltre che sulla colonna vertebrale, sui reni e sul plesso solare. 
Il trattamento deve essere svolto con regolarità e per più settimane.



martedì 1 dicembre 2015

OSTEOPOROSI (Osteoporosis)




  
OSTEOPOROSI


L'osteoporosi è una disfunzione del metabolismo osseo, a causa della quale la rarefazione delle ossa è più veloce del rigeneramento. Se le ossa si decalcificano e la loro elasticità diminuisce corrono il rischio di rompersi più facilmente. 
I punti di frattura più comuni sono quelli che ricevono maggiori sollecitazioni: la colonna vertebrale, le anche e il femore.
L'osteoporosi è determinata da cause diverse: senilità, menopausa, terapie al cortisone, frequenti diete e un forte consumo di alcol e sigarette. Tutti questi fattori impediscono l'assimilazione del calcio da parte del corpo, essenziale, insieme a  vitamina D e ormoni (in particolare estrogeni), per il rigeneramento osseo.
L'osteoporosi colpisce soprattutto le donne in menopausa, poiché cala la produzione di estrogeni e anche perché la loro densità ossea è minore rispetto a quella degli uomini.
Un'analisi della densità delle ossa può essere utile per determinare la vostra personale predisposizione all'osteoporosi.






CALCIO PER LE OSSA

Se l'alimentazione è povera di calcio l'organismo può sottrarla alle ossa per nutrire cuore  e muscoli. Questo sale minerale è contenuto soprattutto nei latticini come yogurt, latte e formaggi, ma anche nelle noci, nell'insalata e nella verza,
Evitate di bere spesso bibite gasate e mangiare cibi "fost-food" poiché contengono fosforo, che impedisce al corpo di fissare il calcio nelle ossa.


CHE FARE?

Fare regolarmente del movimento è il modo migliore per prevenire l'osteoporosi perché le ossa si decalcificano se non vengono sollecitate a sufficienza.  Altrettanto importante è assumere calcio e vitamina D. 
Se si soffre di osteoporosi esistono diversi rimedi omeopatici che rallentano la decalcificazione e leniscono il dolore; inoltre i trattamenti con il calore sono ottimi per diminuire le tensioni muscolari

Movimento per ossa sane - Le ossa sono in grado di assorbire il calcio solo se stimolate dal movimento, perciò sono molto importanti un'attività sportiva regolare ed esercizi ginnici giornalieri. Per prevenire l'osteoporosi è consigliabile, per esempio, andare in piscina e nuotare almeno 2 volte alla settimana o camminare per 5 km 3 volte alla settimana.

Il caldo rilassa i muscoli - Le tensioni muscolari e i dolori dovuti all'osteoporosi si possono lenire con massaggi e applicazioni con il calore.
Anche compresse, bagni di fango e di sole aiutano a distendere i muscoli.

Evitare le diete - Chi segue con frequenza diete dimagranti o chi ha un'alimentazione scorretta corre il rischio di ammalarsi di osteoporosi.

Vitamina D - Come il calcio, la vitamina D è essenziale per la struttura ossea. La vitamina D viene fissata nelle ossa dai raggi solari e quindi è importante esporsi il sole, ma con moderazione.
Il fabbisogno giornaliero di un adulto di vitamina D è coperto da 100 g di tonno, 30 g di salmone, 150 g di vitello.




TISANA DI ALCHIMILLA

Come si è visto,le donne soffrono più degli uomini di osteoporosi, perché in menopausa diminuisce la produzione di estrogeni e questo provoca effetti negativi sul metabolismo osseo.
Per mantenere in equilibrio la produzione di ormoni può essere d'aiuto una tisana di alchimilla: versate 150 ml d'acqua calda su 3-4 cucchiaini della pianta essiccata e filtrate dopo 10 minuti. Bevetene 2-3 tazze al giorno.


RIMEDI OMEOPATICI

* Calcium phosphoricum D 6 - Questo rimedio omeopatico favorisce l'assorbimento di calcio nelle ossa. Si addice particolarmente a persone dalla corporatura fragile. Assumete 2 granuli 3 volte al giorno.

* Silicea D12 - La Silicea è un rimedio che migliora la struttura ossea. Assumete 3 granuli ogni sera.
In combinazione con il Calcium phosphoricum è ancora più efficace,
Potete utilizzare la Silicea per diversi mesi e addirittura anni.


COLONNA VERTEBRALE

L'osteoporosi può colpire anche le vertebre, quindi è importante proteggerle. Fate attenzione a come vi muovete; evitate di sollevare tutto ciò che potete fare scivolare e per evitare strappi muscolari, nel sollevare pesi, piegate le ginocchia e mai la schiena, che deve possibilmente rimanere sempre eretta. Dormite preferibilmente su materassi ortopedici.


SALI MINERALI

Il fluoro e il silicio sono sali minerali che irrobustiscono denti e ossa.
Per assicurare al vostro corpo il fabbisogno giornaliero di fluoruri, che corrisponde a 1 mg, dovreste bere dell'acqua minerale contenente una quantità di fluoro superiore a 0,7 mg per litro. l fluoruri sono contenuti anche nel tè nero, nelle noci, nel pesce e nello soia.
I prodotti integrali e le verdure verdi contengono molto silicio.


CONSIGLIO UTILE

Per ridurre il rischio dì osteoporosi, alle donne in menopausa la medicina tradizionale in genere prescrive una terapia ormonale, con assunzione di estrogeni. In questo caso è consigliabile prendere anche dello zinco, poiché la terapia lo riduce ed esso è assolutamente necessario per un buon assorbimento del calcio.


sabato 21 novembre 2015

CURARSI CON IL FINOCCHIO (Curing with fennel)


IL FINOCCHIO

Il buon Rabelais si permetteva degli scherzi di dubbio gusto sul finocchio. È vero che questa pianta ha delle facoltà carminative, cioè favorisce l'evacuazione dei gas intestinali, ma c'è poco da scherzare: è una notevole virtù! Rendiamo grazie a Madre Natura per averci dato questo grande cugino della carota. Incidentalmente ricorderò l'uso che viene fatto (come verdura) delle sue grosse costole rigonfie alla base, e l'incomparabile sapore dei semi, largamente usati per aromatizzare carne, pesce e anche formaggio e pane. 
II finocchio comune o officinale, talvolta chiamato aneto dolce o anice finocchio, comprende numerose varietà. È originario del bacino del Mediterraneo; in seguito, largamente coltivato, si è diffuso per il mondo evadendo dagli orti. È un'erba imponente, alta da 1 a 2 metri, con grandi ombrelli di fiori gialli e frutti fusiformi di circa un centimetro di lunghezza.
Come verdura, a tavola, è sanissimo, digeribile, calmante per lo stomaco e l'intestino e leggermente lassativo. 
Come erba medicinale lo raccomando in particolar modo alle donne, in qualsiasi circostanza: ad alcune normalizzerà il ciclo delle mestruazioni, ad altre faciliterà la secrezione del latte (è galattogeno). In cataplasmi risolverà gli ingorghi dei seni e conserverà a questi la loro linea durante tutto il periodo dell'allattamento. 
A onor del vero è stato insinuato che può provocare delle interruzioni di maternità, ma dubito fortemente che ciò sia vero.

Il finocchio ha molte virtù nascoste: è stimolante dell'appetito, diuretico, stimolante, tonico, calmante e molto efficace per combattere ogni tipo di parassiti. 
Mi ricordo di un uomo, sofferente di ritenzione di urine e di conseguenza in stato di debilitazione, che si sottopose a una cura energica a base di finocchio: in poco tempo riprese a urinare con grande meraviglia del suo medico curante. 
Mia nonna Sofia preparava un meraviglioso infuso di semi di finocchio che considerava vermifugo e conciliatore del sonno per i bambini nervosi. 
Il finocchio agisce favorevolmente sui polmoni e sui bronchi, calma gli attacchi di tosse, di pertosse e di asma; inoltre libera gli organismi più appesantiti. 
Per uso esterno si impiega in gargarismi contro il mal di gola, in impacchi contro i dolori al ventre e in collirio per gli occhi.


Raccolta

Per avere a disposizione una delle tante varietà di finocchio, la cosa più semplice è di coltivarselo nell'orto di casa. Per farlo, occorre un terreno ben soleggiato, fresco e abbastanza calcareo. Seminatelo in autunno o sotto vetro in primavera (in questo caso trapiantate in luglio). 
Del finocchio è utilizzabile tutta la pianta. Raccogliete i fiori in boccio (fateli essiccare all'ombra) all'incirca nel mese di giugno; le foglie e i semi subito prima della maturazione completa, in settembre, facendoli ugualmente essiccare all'ombra. Estirpate le radici a fine autunno.


Preparazione e impiego

INFUSO tonico e calmante per facilitare la digestione, combattere aerofagia e i disturbi intestinali: mettete 2 pizzichi di semi e di foglie sbriciolate in una tazza d'acqua, con un pizzico di semi d'anice e due foglie di menta. (3 tazze al giorno)

INFUSO contro la tosse: misurate un cucchiaino da caffè di semi e di foglie sbriciolate in una tazza d'acqua; dolcificate abbondantemente con miele. (3 tazze al giorno)

DECOTTO di pianta intera (diuretico): 2 pizzichi di pianta per litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.) Particolarmente raccomandato contro le infiammazioni dei reni, ha anche eccellenti virtù come digestivo.

DECOTTO per uso esterno (gargarismi, mali di ventre): mettete una generosa manciata di radici, di foglie e di semi per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni del decotto precedente.

COLLIRIO contro le infezioni degli occhi: lasciate ammollare per un'ora un cucchiaio di semi in due cucchiai d'alcool a 45° e 10 cucchiai di acqua distillata.

CATAPLASMI di foglie e di fiori: contro le ecchimosi e I'ingorgo dei seni.

INFUSO COMPOSITO contro I'obesità dovuta ad angoscia: mettete 2 pizzichi di finocchio, 2 pizzichi di origano e 2 pizzichi di menta in un litro d'acqua. (Una tazza prima di dormire.)

INFUSO COMPOSITO per mantenere la linea: mettete 2 pizzichi di finocchio, 2 d'anice verde e 2 di serpillo in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)



ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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mercoledì 18 novembre 2015

RIMEDI CONTRO LA TOSSE (Remedies against Coughs)



  
LA TOSSE

La tosse molto spesso è causata da infezioni virali e batteriche delle vie aeree, per esempio della trachea e dei bronchi. Inoltre può dipendere da allergie, da malattie croniche ai polmoni e ai bronchi così come dall'ingerimento di sostanze inquinanti contenute nell'aria. 
Quando le terminazioni nervose delle mucose delle vie aeree vengono irritate dal catarro o da sostanze estranee, tramite il midollo spinale inviano al cervello Io stimolo di tossire. Un flusso d'aria proveniente dai polmoni urta contro le corde vocali chiuse, la pressione esercitata su di esse le apre e come conseguenza si ha il colpo di tosse. 
In genere non è opportuno calmare la tosse con i medicinali; è meglio lenire le infiammazioni alle vie aeree con rimedi naturali derivati da piante officinali, oppure preparati in casa.
Il trattamento, qualsiasi esso sia, deve mirare ad aumentare le difese immunitarie e a sciogliere il catarro, per facilitare la sua espulsione.


CHE FARE? 

Per rendere il catarro più fluido assumete molti liquidi, soprattutto tisane per la tosse. In aggiunta, per lenire le irritazioni bronchiali e favorire I'espettorazione possono essere molto utili delle inalazioni, degli impacchi sul petto e dei massaggi con preparati a base di erbe. 
In caso di tosse secca e cronica mantenete l'aria umida, per esempio con l'aiuto di un umidificatore: in questo modo I'intero apparato respiratorio trarrà giovamento.


Succo di aghi di pino e abete - In primavera raccogliete i germogli di pino e di abete e fateli bollire per 30 minuti in molta acqua.
In caso di catarro bronchiale e tosse bevete 1-2 tazze del succo ottenuto addolcito con il miele. I principi attivi contenuti nelle foglie aghiformi fluidificano il muco e favoriscono l'espettorazione, liberando così le vie aeree.

Aromaterapia - Vi sono diversi oli essenziali indicati nella cura delle affezioni delle vie aeree. Essi non solo purificano l'aria, ma hanno proprietà sedative e antispasmodiche sui bronchi e sulla trachea.
Per un'efficace azione antispasmodica miscelate essenza di timo, di maggiorana e di basilico, 3 gocce di ogni olio; per un effetto mucolitico mescolate invece 3 gocce d'essenza di eucalipto e di finocchio. L'aromaterapia è molto indicata per curare i bambini.

Tisana per la tosse - Tisane a base di erbe non soltanto leniscono lo stimolo della tosse, ma favoriscono anche l'espettorazione. Inoltre sono d'aiuto anche in caso di raucedine e mal di gola. 
Miscelate 20 g di radice di altea, di edera terrestre, di fiori di malva, di fiori di vischio e di fiori di vulneraria. Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su queste erbe e filtrate dopo 15 minuti. Bevetene 3-4 tazze al giorno. 
Per aumentarne l'efficacia aggiungete 1 cucchiaino di miele oppure del succo di limone.


TIPI DI ESPETTORAZIONI

* Un'espettorazione catarrosa ma limpida indica una tosse provocata dall'infiammazione della trachea o dei bronchi.

* Un'espettorazione giallo-verde indica che è in corso un'infezione batterica.

* Un'espettorazione con sangue, schiumosa o dall'odore sgradevole è indice di una grave malattia, come ascesso polmonare o polmonite. In questi cosi è necessario chiamare subito il medico.






RIMEDI CASALINGHI

Sciroppo di cipolle

Tritate una cipolla e cuocetela in 1/8 di litro d'acqua con 3 cucchiai di miele per 10 minuti, poi filtrate. Assumetene 1-2 cucchiaini più volte al giorno. Lo sciroppo è un ottimo mucolitico.


Compresse di camomilla

Compresse calde e umide di tisana di camomilla leniscono la tosse secca e dolorosa.
Imbevete un panno di cotone o una garza dallo spessore consistente nell'infuso, strizzate e ponete lo compressa quanto più calda possibile sul petto. Toglietela primo che si raffreddi.
Se necessario ripetete l'operazione più volte,


Impacco freddo al petto

Un impacco freddo al petto è un ottimo rimedio in caso di tosse accompagnata da febbre.
Imbevete un telo di lino in acqua e aceto, strizzatelo, avvolgete il torace e copritelo con un telo di lino asciutto e con un panno di lana. Lasciate agire per circa 1 ora fino a quando la compressa si sarà riscaldata. 
Questo impacco abbassa la temperatura e favorisce I'espettorazione.


DA EVITARE

Vi sono in commercio rimedi contenenti elementi chimici atti a bloccare la tosse, come per esempio la codeina. Questi medicinali sono in grado di bloccare lo stimolo della tosse, ma non ne curano le cause; vanno assunti solo in caso di attacchi di tosse convulsa molto violenti oppure per riuscire a dormire la notte.


RAPIDO AIUTO CON L'AGOPUNTURA

Massaggiare per alcuni minuti il punto dell'agopuntura "polmone 11", situato sul pollice pochi millimetri sopra l'angolo esterno del letto ungueale (vedi figura sotto), è un rimedio efficace per calmare velocemente lo stimolo della tosse. Per esercitare la pressione potete usare la punta di una matita non temperata.




  
CONSIGLIO UTILE

Per la sensazione di solletico in gola e per calmare lo stimolo della tosse, versate 1 cucchiaino di aceto di mele in 1 bicchiere d'acqua tiepida e bevete a piccoli sorsi.



martedì 17 novembre 2015

CURARSI CON LA PERVINCA (Curing with periwinkle)



   
LA PERVINCA

Schiude i suoi fiori come degli stupendi occhi azzurri che si aprano per ammirare i primi miracoli primaverili della natura vestita a festa. Quale sarà mai la curiosità civettuola che la spinge a salutare la nascita del sole trionfante sulle tristi nebbie invernali? Non so. 
È un fatto che questo fiorellino, amico dei giganteschi faggi, ha molto colpito i nostri avi. La pervinca è stata a tutti i Sabba, ha avuto parte in tutti i filtri misteriosi preparati dalle streghe e in tutte le storie d'amore.
È la seducente cugina strisciante dell'oleandro, a foglie sempreverdi e corolle a cinque lobi angolati a forma di elica che la rendono inconfondibile come lo stesso colore azzurro chiaro o tendente al lilla di cui ama pararsi. 
Se ne conoscono tre specie: la minore, la media e la maggiore, conosciute anche volgarmente con i nomi di erba vinca, fior di morto, carniola.
Gli antichi prescrivevano la pervinca per curare diarree, mal di denti, morsi di serpenti, dolori dell'apparato genitale femminile, emorragie al naso ed emorragie in generale. 
Nel secolo di Luigi XIV aveva fama di essere un ottimo rimedio contro le malattie di petto. 
Madame de Sévigné scriveva alla figlia, raccomandandole la "buona pervinca, verde e amata, ma tanto benefica contro i tuoi malanni".

Malgrado tutta la loro bellezza, non sono i fiori della pervinca che racchiudono le virtù curative, ma le foglie. Sono toniche. Rigenerano il sangue, e ciò le rende della massima utilità agli anemici, convalescenti, esauriti e a quanti hanno subito gravi incidenti. Arrestano le emorragie, sono efficaci nel combattere gli sbocchi di sangue e le emorragie al naso e, grazie alle loro virtù cicatrizzanti, sono uno dei principali rimedi per curare le ferite. 
Si somministra le foglie di pervinca con ottimi risultati per curare diarree, leucorree, disturbi dell'apparato respiratorio, dissenteria; inoltre, le foglie sono antiscorbutiche, diuretiche e depurative: non si accontentano di rigenerare il sangue, riescono addirittura a ripulirlo.

Per uso esterno, le foglie di pervinca fanno prodigi in clistere contro diarree e dissenteria, in lozione accelerano la cicatrizzazione delle piaghe e in gargarismi guariscono mali di gola, infiammazioni delle tonsille e infezioni della bocca.




Raccolta

Le foglie della pervinca restano verdi durante tutto l'anno, quindi le potremo raccogliere e utilizzare fresche in qualsiasi periodo. Possiamo anche essiccarle in un locale ben ventilato dopo averle colte in primavera, epoca nella quale raggiungono la massima attività curativa.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mettete una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

VINO: mettete 2 manciate di foglie fresche (una manciata di foglie secche) in un litro di vino bollente, unitevi 100 grammi di zucchero; lasciate raffreddare lentamente. (Un bicchierino per pasto.)

MACERAZIONE: lasciate riposare per una settimana 2 manciate di foglie fresche in un litro di vino. (Un bicchierino aI giorno.)

DECOTTO per uso esterno (lozioni, impacchi, clisteri): misurate una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni, della ricetta precedente; potete aggiungervi una manciata di fiori.







ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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mercoledì 11 novembre 2015

CURARSI CON IL PESCO (Curing with peach)



   
IL PESCO

Solo i pittori cinesi hanno saputo esprimere la stupenda fioritura rosa del pesco a fine inverno, quando il delicato pastello delle corolle, come una nebbia intangibile, abbellisce i ramoscelli ancora anneriti dalle gelate.
Amerei alla follia il pesco solo per queste sue sfumature, per il rosa sottratto alle nubi o alle ali degli angeli: sarei ingiusto perché trascurerei i succosi frutti che ci offre e che con la loro delizia sembrano voler addolcire e calmare fino all'ultimo muscolo del nostro corpo. 
La pesca è un frutto favolosamente rinfrescante, ricco in zuccheri assimilabili e in vitamine e, se non fosse per la mania insetticida del nostro tempo, vi esorterei a farne delle vere e proprie orgie.
Il pesco, contrariamente a quanto suggerirebbe il nome (dal greco persikon e dal latino persicum), non ha le sue origini in Persia, ma in Cina dov'era coltivato già duemila anni prima dell'era cristiana. 
È un parente stretto del susino, ed è stato sfruttato molto presto come pianta medicinale in occidente (come vermifugo, contro la risipola, l'alitosi, la sordità, i disturbi dell'apparato genito-urinario e la gotta), ma, stranamente, i frutti del pesco sono stati a lungo trascurati e quasi considerati con una certa diffidenza. 
Oggi, che la pesca ha ottenuto il dovuto riconoscimento, non è male soffermarci sulle virtù curative dei fiori e delle foglie della pianta.
Sono calmanti, purgativi, diuretici, vermifughi e febbrifughi. La loro azione lassativa è stata confermati in moltissime occasioni, come pure I'azione benefica nel guarire pertosse, asma, coliche renali, calcoli urinari e cistiti. 
Per uso esterno, in cataplasmi, le foglie tritate sono efficaci per lenire mali di pancia e coliche (in particolare dei bambini, ai quali facilitano anche la eliminazione dei parassiti). 
Usate in impacchi, bagni alle mani e pediluvi, frizioni, sono utilissime per alleviare dolori, dermatiti, reumatismi, pruriti e infiammazioni.



Raccolta

Cogliete solo fiori e foglie di peschi che vi diano assoluta garanzia di essere stati coltivati senza il malefico intervento di concimi o pesticidi chimici: se non siete più che sicuri di questo fatto, lasciate perdere. 
Cogliete i fiori ancora in boccio con il calice,rossastro (che racchiude la maggior parte dei principi attivi). Li userete freschi o essiccati all'ombra. Se li essiccate, badate bene a non ammucchiarli perché si romperebbero.
Le foglie vanno colte al principio dell'estate, primi della maturazione dei frutti: essiccatele all'ombra o al sole e conservatele in sacchetti.






Preparazione e impiego

INFUSO di foglie fresche o secche (purgativo): mettete 10 foglie in un litro d'acqua. 
(Una tazza al giorno, al mattino).

INFUSO di fiori freschi (purgativo e calmante): mettete 5 pizzichi di fiori in un litro d'acqua. 
(Una mezza tazza al giorno).

INFUSO di fiori secchi (purgativo,lassativo, calmante): mettete 5 o 6 pizzichi di fiori n un litro d'acqua. 
(Una tazza al giorno per gli adulti, 2 cucchiai da minestra al giorno per i bambini).

DECOTTO di foglie e di fiori (uso esterno: impacchi, ecc.): misurate uno mezza manciata di foglie e di fiori mescolati (secchi o freschi) per un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI  E PEDILUVI di foglie e di fiori: misurate 2 manciate di foglie e di fiori per una bacinella d'acqua.

SCIROPPO di fiori: misurate una parte di fiori per una parte di zucchero e una parte e mezzo d'acqua bollente; mescolate fino a ottenere un liquido omogeneo; lasciate riposare 2 ore; filtrante. 
(Un cucchiaino da caffè al giorno per i bambini, un cucchiaio da minestra per gli adulti).

SUCCO (lassativo, diuretico, emolliente, calmante e rinfrescante): bevetene un grande bicchiere la mattina a digiuno.


NOTA: Se la pesca non ha che qualità, le foglie e i fiori contengono, sia pur in minime dosi, dell'acido prussico. Questo non è affatto pericoloso in tutte le preparazioni elencate qui sopra, ma è bene osservare scrupolosamente le dosi indicate altrimenti ci si esporrebbe a dei disturbi. 
La mandorla contenuta nel nocciolo della pesca è molto tossica: non la utilizzate in tisane come lo raccomandano certuni e fate attenzione che i vostri bambini non la mangino.



sabato 7 novembre 2015

CURARSI CON IL CERFOGLIO (Curing with chervil)


IL CERFOGLIO

II nome cerfoglio viene dato a diverse specie di piante appartenenti alla stessa famiglia della carota e del prezzemolo, alcune delle quali, selvatiche, sono molto tossiche. Pertanto vi esorto a non impiegare nelle vostre preparazioni che il cerfoglio coltivato o cerfoglio dei giardini o cerfoglio officinale. 
Si tratta di una pianta annua, alta dai 25 ai 60 centimetri con foglie chiare molto frastagliate, piccoli fiori bianchi, frutti piccoli che diventano neri alla maturità e che emana un buon odore caratteristico e viene coltivata ormai nel mondo intero.
Ha una forte rassomiglianza con il prezzemolo.
Le qualità terapeutiche del cerfoglio derivano dall'olio etereo che contiene e che non resiste al calore. Non è dunque una pianta da cuocere né da bollire. 
Gli antichi se ne servivano contro le malattie degli occhi e ho avuto occasione di verificare questa virtù. Disgraziatamente pensavano anche che le sue foglie guarissero il cancro, il che è palesemente falso.
Mio padre lo utilizzava come base di una sorta di cura di primavera destinata a purgare l'organismo dalle tossine accumulate durante l'inverno. La raccomandava a tutti e soprattutto a quei grossi produttori di tossine che sono gli stitici, i reumatici, i gottosi, gli idropici, i malati di fegato e i sofferenti di malattie della pelle.




Raccolta

Il cerfoglio costituisce la parte essenziale di quei mazzetti di aromi che si vendono per cucinare sotto il nome di "odori" o "erbe aromatiche": non avrete quindi nessuna difficoltà a procurarvene al mercato, in primavera (maggio-giugno) quando la specie fiorisce. Se il vostro ortolano non vi dà una particolare sicurezza sulla sua purezza biologica, comperatelo
in una buona erboristeria. 
Ripeto ancora: non cercate di raccogliere allo stato naturale le specie selvatiche di questo genere a meno che non siate un botanico esperto: rischiereste di sbagliarvi e di avvelenare la vostra famiglia.





  
Preparazione e impiego

SUCCO FRESCO per la "cura di primavera": un bicchiere al giorno diluito nel latte, se lo stomaco lo accetta.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI per la "cura di primavera": mettete una manciata di cerfoglio fresco in un litro d'acqua appena calda.

INFUSO: mettete una manciata di foglie fresche o una mezza manciata di foglie secche, in un litro d'acqua; non fate bollire.
(Da 2 a 3 tazze al giorno come depurativo, diuretico, per curare il fegato e regolarizzare le mestruazioni.)

DECOTTO: stesse proporzioni; al primo bollore ritirate dal fuoco (da 2 a 3 tazze al giorno). 
Questo decotto può essere ugualmente molto efficace in applicazioni esterne contro le malattie della pelle.

PREPARAZIONE COMPOSITA contro le coliche epatiche: mescolate in proporzioni uguali del succo di cerfoglio, del succo di radicchio, del succo di lattuga e del succo di dente di leone.
Bevetene un bicchierino al mattino.