lunedì 21 dicembre 2015

CURARSI CON IL MIRTILLO (Curing with bilberry)


IL MIRTILLO

Godo a vedere bambini che si rimpinzano di mirtilli, le mani imbrattate di succo violaceo, le labbra tutte impiastricciate, felici di questa merenda che offre loro la montagna. Come si divertono a farsi le boccacce, tutti sbrodolanti! Ci si rende allora ben conto che, oltre ad aver fatto provvista di energia e di vitamine, si sono ricaricati di gioia di vivere. 
Perché mai noi adulti non ci lasciamo andare ad imitarli qualche volta?
Perché i "grandi" non si spogliano mai dal loro travestimento di rispettabilità borghese? 
Ho tanta voglia di dire che abbiamo l'età del nostro sorriso, e il sorriso dei mangiatori di mirtilli è sempre quello della giovinezza e della salute.

I mirtilli, che chiamiamo anche bagole, baggiole, baccole, sono imparentati strettamente con l'erica; sono diffusi in grandi colonie nei boschi settentrionali dove trovano terreni ricchi di silice. I ramoscelli angolati e le foglie ovali, non meno dei frutti tondi e verdi, poi rossi e finalmente nero-violacei, ricoperti a maturazione da una polverina bianca, li fanno facilmente riconoscere. 
Con queste bacche che cogliamo a mano o con il "pettine", fra luglio e settembre, prepariamo deliziosi desserts (con zucchero o vino), torte, marmellate, gelatine, sciroppi, bibite e persino una specie di vino...


    
Vi raccomando di non limitarvi a raccogliere solo i frutti; raccogliete anche le foglie e le radici. 
Le foglie sono toniche, diuretiche, antisettiche e antidiabetiche. Favoriscono il buon funzionamento di tutti gli organi e sono particolarmente efficaci nel combattere la tosse, il vomito, i dolori di stomaco, la pigrizia dell'intestino, le diarree, le disfunzioni della vescica e la "pipì a letto" dei bambini. 
Disinfettano le vie digestive e urinarie e abbassano il tasso di zucchero nel sangue (il che le rende preziose per i diabetici). 
Per uso esterno sono validissime nel combattere infezioni della bocca e del retro-bocca (sciacqui e gargarismi), infiammazioni degli occhi (in collirio), dermatiti, ulcerazioni e scottature (in lozioni, impacchi e bagni locali). 
Le radici serviranno per disinfettare piaghe e affrettarne la cicatrizzazione.
I frutti, o bacche, oltre a quelle già menzionate hanno anche altre proprietà; il succo violaceo, ricco di carotene (protovitamina A, la vitamina degli occhi), fa bene alla vista. Non a caso i piloti di aereo mangiano spesso e volentieri delle torte di mirtilli e i miopi e i presbiti non avrebbero che da guadagnarci se ne seguissero I'esempio; i frutti inoltre hanno anche notevoli doti rinfrescanti come le foglie della pianta hanno virtù toniche e diuretiche. 
Le virtù antidiabetiche sono meravigliose mentre le qualità antisettiche e digestive ci impongono di prenderli in considerazione quando vogliamo combattere infezioni intestinali e, particolarmente, la colite dei bambini. 
Li raccomando inoltre per la loro azione diuretica e disinfettante del sistema genito-urinario. 
Per uso esterno si adoperano nella preparazione di ottimi sciacqui, gargarismi (contro afte, gengiviti, angine), impacchi (contro le emorroidi), lozioni (contro le malattie della pelle), irrigazioni (contro le perdite bianche), clisteri (contro disfunzioni intestinali: diarrea, ecc.), bagni alle mani e pediluvi (per curare eczemi), ecc.
Il decotto di frutti o bacche, per inalazione, è un rimedio sicuro contro il raffreddore di testa.



Raccolta

Le bacche o frutti di mirtillo si raccolgono d'estate quando sono ben mature; le radici si estirpano in autunno e le foglie si raccolgono in primavera quando la linfa risale. 
Se vi capita di fare delle passeggiate in montagna, ne troverete in grande quantità, come anche nei boschi.


Preparazione e impiego

INFUSO e DECOTTO di foglie fresche o secche: mettete una manciata di foglie in un litro d'acqua (da 2 a 3 tazze al giorno).
Contro il diabete, mescolate una manciata di foglie di mirtillo e una manciata di foglie di fragola, sempre per un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

DECOTTO di foglie per uso esterno: 2 manciate di foglie fresche o secche per un litro d'acqua. (Gargarismi, lozioni, clisteri, ecc.)

DECOTTO di radici (uso esterno): una manciata di radici per un litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI di foglie: stesse proporzioni del decotto precedente.

TISANA di bacche (uso interno): misurate 4 manciate di bacche fresche per litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno, fino a 6 tazze in caso d'infezione intestinale.)

MISTURA di frutti (uso esterno: dissentaria, emorroidi): misurate una piccola ciotola di frutti freschi per litro d'acqua.

SUCCO FRESCO di frutti: bevetene pure 3 o 4 bicchieri al giorno, durante la stagione.

VINO: usate dei frutti seccati all'aria; fatene cuocere 2 manciate in un po' d'acqua; aggiungetevi 1/2 litro di vino rosso dopo un quarto d'ora e lasciate ancora a fuoco dolce per 5 minuti. (Da 2 a 3 bicchierini al giorno.)

POLVERE di frutti secchi: prendetene 4 pizzichi, ogni  3 ore, per due giorni, con un po' di miele o di latte.


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sabato 19 dicembre 2015

CURARSI CON IL LAMIO (Curing with lamio)


  
IL LAMIO

Quella del lamio è la specie-tipo della grande famiglia delle Labiate, così preziosa per tutti coloro che vogliono curarsi con le piante e di cui fanno parte anche la lavanda, la santoreggia, il timo, il rosmarino, la menta, la salvia e la melissa...
I lamii (è più giusto parlarne al plurale), a prima vista somigliano molto all'ortica perché hanno le stesse foglie ovali terminanti a punta e seghettate; non hanno, però, peli orticanti, e quindi non irritano e non contengono veleno. 
I gambi, quadrati, hanno foglie opposte che portano all'ascella dei fiori purpurei vagamente somiglianti a fauci socchiuse (il nome della pianta deriva da laimos, che in greco significa appunto fauce). 
I lamii sono diffusi un po' dappertutto, nei boschi, nei terreni incolti, lungo i sentieri e non disdegnano la vicinanza dei centri abitati per cui il raccoglitore di semplici non avrà difficoltà a procurarsene. 
Ne conosciamo quattro specie fondamentali che hanno grosso modo le stesse virtù curative: il Iamio giallo, il lamio bianco o ortica morta bianca, il lamio maculato e il lamio purpureo.
Del lamio utilizzeremo prima di tutto i fiori e le infiorescenze delle sommità che sono diuretiche, depurative, toniche, rinfrescanti ed emostatiche. Sono particolarmente indicate per gli anemici, guariscono le diarree, le emorragie, gli sbocchi di sangue, i disturbi della milza, alcune infiammazioni delle vie respiratorie e la ritenzione delle urine. 
Le donne afflitte da mestruazioni irregolari o dolorose, accompagnate da emorragie eccessive o colpite da leucorrea, faranno bene a ricorrere al lamio. 
Per via esterna si somministra il lamio (in polvere) per curare piaghe, in impacchi di pianta intera per lenire tumefazioni, in decotto per eliminare varici, in bagni alle mani e pediluvi contro ulcere e gotta, e per curare i mali di orecchio con vapori caldi di decotto. 
Contro le scottature si consiglia di applicare direttamente il fondo gelatinoso che si deposita dopo aver fatto bollire a lungo la pianta e aver poi lasciato macerare per qualche ora.



Raccolta

Cogliete le foglie e le sommità fiorite dei lamii selvatici in maggio-giugno, subito prima della fioritura completa: essiccate all'ombra. 
Piantate pure dei lamii in giardino o nell'orto, ma sarei pronto a scommettere che probabilmente, a vostra insaputa, ne avete già! A meno che non li strappiate come fossero erbacce...


Preparazione e impiego

INFUSO e DECOTTO: misurate una mezza manciata di pianta per litro d'acqua. (Da 2 a  4 tazze al giorno.)

POLVERE di fiori secchi: un pizzico al giorno nel miele o nella marmellata. 
Per uso esterno contro le piaghe.

DECOTTO CONCENTRATO (uso esterno): misurate una buona manciata di pianta per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate una piccola manciata di pianta per litro d'acqua. (2 bagni al giorno.)




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giovedì 10 dicembre 2015

CURARSI CON LATTUGA e SCAROLA (Curing with the lettuce)

   
LA LATTUGA

Eccoci giunti al capitolo delle insalate verdi: conviene brucare o non brucare? È una questione controversa: c'è chi sostiene che lo stomaco esige cibi sostanziosi e che non riceviamo nessun vantaggio riempiendoci di cellulosa; altri ribattono, con ragione, che le insalate sono ricche di vitamine e che anche le loro parti meno digeribili sono necessarie al buon scorrimento del bolo alimentare nell'intestino.
Per me insalata vuol dire salute, per quello che offre di benefico all'organismo così come per i dispiaceri che mi evita (come la stitichezza, vero flagello della nostra epoca secondo i medici più qualificati).
Con la verdura cruda dobbiamo tuttavia seguire alcune elementari precauzioni: tutte le insalate sono suscettibili di venire contaminate dalle acque di scorrimento, dal concime, ecc., e pertanto possono diventare un pericoloso veicolo per numerose infezioni (tifo, colera, epatite virale, dissenteria amebica). Le insalate saranno sempre lavate scrupolosamente, eventualmente aggiungendo all'acqua un po' di permanganato, o dopo averle tenute a bagno per un'ora in acqua acidulata con un po' di succo di limone o aceto.
Tutte le lattughe contengono in gran quantità un succo lattiginoso (latex) che ci permette di riconoscerle facilmente dalla maggior parte delle altre piante della stessa famiglia (Composite).
Ne conosciamo diverse specie oltre alla lattuga coltivata: la lattuga dei muri, la lattuga selvatica, il cavolaccio, la lattuga velenosa e la scarola.
Non tratterò qui che della prima e dell'ultima.
La lattuga coltivata non ha bisogno di particolari descrizioni. Le sue origini sono oscure: c'è chi vuole che sia una variazione della scarola, altri la fanno discendere dalla lattuga selvatica della Siberia. Era ben nota ai greci e ai romani e si dice che abbia guarito l'imperatore Augusto da una grave malattia di fegato. Gli antichi insistevano nell'esaltarne le virtù "sonnifere". Oggi sappiamo che ha, effettivamente, un'azione calmante ed emolliente.
Mi piace chiamarla I'erba dei saggi.
Siamo quasi sicuri, anche, che la lattuga mitiga lievemente gli ardori amorosi (è anafrodisiaca), ma se le vostre condizioni generali di salute sono buone, non avete niente da temere da una buona insalata.
Se siete afflitti da insonnia, sappiate che una miliardaria americana, in gita in Italia,  è guarita da uno stato di nervi pietoso, e le è stato somministrato ogni sera tre cespi di lattuga brasata. Al suo ritorno oltre oceano, la signora ha voluto portarsi dietro dei semi della "pianta miracolosa" perché, poverina, era convinta che negli Stati Uniti non esistesse la lattuga!!


 Lattuga scarola

La lattuga scarola si distingue per l'alta statura, per il fogliame azzurrastro seghettato e per la curiosa caratteristica di essere una pianta "bussola": le foglie sono sempre orientate trasversalmente nella direzione nord-sud, mentre le loro facce sono rivolte a est e a ovest.
Sfoggia da giugno a settembre infiorescenze giallo pallide, e in autunno distribuisce al vento nuvole di semi neri a uncino bianco. La troviamo su terreni calcarei, sulle scarpate, le macerie, il ciglio dei sentieri, ma raramente in luoghi elevati.
La scarola, grosso modo, ha le stesse virtù curative della lattuga coltivata: è lenitiva, calmante, emolliente, capace di ridare il sonno agli individui nervosi e alle vittime di insonnie croniche; ha anche una leggera azione anafrodisiaca. In più è diuretica e purgativa; mi ricordo di un malato afflitto da una grave forma di itterizia che riuscii a guarire con una cura a base di succo e di bagni di scarola. Mi ricordo anche di un ragazzino tormentato da una tremenda tosse spasmodica per il quale gli venne prescritto alternativamente cataplasmi e bagni ai piedi di scarola e che guarì perfettamente in tre giorni.

Le lattughe fanno miracoli nella cura di tutti i disturbi che hanno manifestazioni spastiche: asma, ansietà cronica, palpitazioni, isterismo, pertosse, ecc.


Lactuca sativa L. - Famiglia delle Composite - Fiori gialli

Raccolta

Non starò a spiegarvi come si coltiva la lattuga. Tutta la pianta, ma in particolar modo i gambi, le foglie e i semi, è attiva: l'insalata matura è particolarmente ricca di virtù curative. I gambi e le foglie saranno adoperati solamente freschi. I semi li coglierete in autunno e li essiccherete all'ombra.
Qui sotto spiegherò il procedimento da seguire per raccogliere il succo di lattuga che servirà a preparare il lattucario e il tridace.


Preparazione e impiego

SUCCO fresco di scarola: spremete in un recipiente il lattice dei gambi e delle foglie. Mezzo cucchiaino da caffè il primo giorno, uno il secondo, uno e mezzo il terzo e così di seguito fino a cinque al giorno, riducendo poi altrettanto lentamente a mezzo cucchiaino.

INFUSO e DECOTTO di foglie e di gambi freschi: una generosa manciata di pianta per litro d'acqua. (Da 3 a 5 tazze al giorno.)

TINTURA: lasciate macerare per 2 ore una parte di foglie fresche in due parti di alcool diluito (o 30° o 40°). Stesso sistema di somministrazione del succo fresco.

POLVERE di semi: 2 pizzichi al giorno, particolarmente indicata contro I'asma.

LATTUCARIO: si chiama così il succo essiccato della pianta; è efficace contro i reumatismi, la gotta, la tosse, I'asma e tutti i disturbi nervosi.
In luglio-agosto tagliate la cima dei gambi della lattuga o incideteli obliquamente come fanno i resinatori dei pini; raccogliete le perle di lattice che trasudano dalle incisioni in un recipiente di legno; quando la coagulazione è avvenuta, rompete il succo indurito in pezzetti ed essiccateli al sole. (Comincerete col prenderne un pezzetto grande come un pisello il primo giorno, possibilmente con del miele, aumentando progressivamente in dose fino ad arrivare a "dieci piselli" il decimo giorno. La cura allora deve essere assolutamente interrotta per diverse settimane.)

TRIDACE: ci si serve di questa parola greca (thridax: lattuga) per designare l'estratto di gambi freschi della pianta. Il tridace si raccomanda per gli stessi disturbi che si curano con il lattucario; è però meno attivo.
Raccogliete qualche bella pianta di lattuga in luglio-agosto; spremetene il succo in un recipiente di vetro che metterete a bagno-maria fino ad ottenerne un residuo di consistenza piuttosto densa. (1 grammo al giorno per 6 giorni, con del miele o in una tisana calmante.)

CATAPLASMI di foglie: da applicare alternativamente sul petto e sul dorso, contro la tosse.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: misurate 3 manciate di foglie e gambi freschi per litro d'acqua. (Da 2 a 3 bagni al giorno.)


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martedì 1 dicembre 2015

OSTEOPOROSI (Osteoporosis)




  
OSTEOPOROSI


L'osteoporosi è una disfunzione del metabolismo osseo, a causa della quale la rarefazione delle ossa è più veloce del rigeneramento. Se le ossa si decalcificano e la loro elasticità diminuisce corrono il rischio di rompersi più facilmente. 
I punti di frattura più comuni sono quelli che ricevono maggiori sollecitazioni: la colonna vertebrale, le anche e il femore.
L'osteoporosi è determinata da cause diverse: senilità, menopausa, terapie al cortisone, frequenti diete e un forte consumo di alcol e sigarette. Tutti questi fattori impediscono l'assimilazione del calcio da parte del corpo, essenziale, insieme a  vitamina D e ormoni (in particolare estrogeni), per il rigeneramento osseo.
L'osteoporosi colpisce soprattutto le donne in menopausa, poiché cala la produzione di estrogeni e anche perché la loro densità ossea è minore rispetto a quella degli uomini.
Un'analisi della densità delle ossa può essere utile per determinare la vostra personale predisposizione all'osteoporosi.






CALCIO PER LE OSSA

Se l'alimentazione è povera di calcio l'organismo può sottrarla alle ossa per nutrire cuore  e muscoli. Questo sale minerale è contenuto soprattutto nei latticini come yogurt, latte e formaggi, ma anche nelle noci, nell'insalata e nella verza,
Evitate di bere spesso bibite gasate e mangiare cibi "fost-food" poiché contengono fosforo, che impedisce al corpo di fissare il calcio nelle ossa.


CHE FARE?

Fare regolarmente del movimento è il modo migliore per prevenire l'osteoporosi perché le ossa si decalcificano se non vengono sollecitate a sufficienza.  Altrettanto importante è assumere calcio e vitamina D. 
Se si soffre di osteoporosi esistono diversi rimedi omeopatici che rallentano la decalcificazione e leniscono il dolore; inoltre i trattamenti con il calore sono ottimi per diminuire le tensioni muscolari

Movimento per ossa sane - Le ossa sono in grado di assorbire il calcio solo se stimolate dal movimento, perciò sono molto importanti un'attività sportiva regolare ed esercizi ginnici giornalieri. Per prevenire l'osteoporosi è consigliabile, per esempio, andare in piscina e nuotare almeno 2 volte alla settimana o camminare per 5 km 3 volte alla settimana.

Il caldo rilassa i muscoli - Le tensioni muscolari e i dolori dovuti all'osteoporosi si possono lenire con massaggi e applicazioni con il calore.
Anche compresse, bagni di fango e di sole aiutano a distendere i muscoli.

Evitare le diete - Chi segue con frequenza diete dimagranti o chi ha un'alimentazione scorretta corre il rischio di ammalarsi di osteoporosi.

Vitamina D - Come il calcio, la vitamina D è essenziale per la struttura ossea. La vitamina D viene fissata nelle ossa dai raggi solari e quindi è importante esporsi il sole, ma con moderazione.
Il fabbisogno giornaliero di un adulto di vitamina D è coperto da 100 g di tonno, 30 g di salmone, 150 g di vitello.




TISANA DI ALCHIMILLA

Come si è visto,le donne soffrono più degli uomini di osteoporosi, perché in menopausa diminuisce la produzione di estrogeni e questo provoca effetti negativi sul metabolismo osseo.
Per mantenere in equilibrio la produzione di ormoni può essere d'aiuto una tisana di alchimilla: versate 150 ml d'acqua calda su 3-4 cucchiaini della pianta essiccata e filtrate dopo 10 minuti. Bevetene 2-3 tazze al giorno.


RIMEDI OMEOPATICI

* Calcium phosphoricum D 6 - Questo rimedio omeopatico favorisce l'assorbimento di calcio nelle ossa. Si addice particolarmente a persone dalla corporatura fragile. Assumete 2 granuli 3 volte al giorno.

* Silicea D12 - La Silicea è un rimedio che migliora la struttura ossea. Assumete 3 granuli ogni sera.
In combinazione con il Calcium phosphoricum è ancora più efficace,
Potete utilizzare la Silicea per diversi mesi e addirittura anni.


COLONNA VERTEBRALE

L'osteoporosi può colpire anche le vertebre, quindi è importante proteggerle. Fate attenzione a come vi muovete; evitate di sollevare tutto ciò che potete fare scivolare e per evitare strappi muscolari, nel sollevare pesi, piegate le ginocchia e mai la schiena, che deve possibilmente rimanere sempre eretta. Dormite preferibilmente su materassi ortopedici.


SALI MINERALI

Il fluoro e il silicio sono sali minerali che irrobustiscono denti e ossa.
Per assicurare al vostro corpo il fabbisogno giornaliero di fluoruri, che corrisponde a 1 mg, dovreste bere dell'acqua minerale contenente una quantità di fluoro superiore a 0,7 mg per litro. l fluoruri sono contenuti anche nel tè nero, nelle noci, nel pesce e nello soia.
I prodotti integrali e le verdure verdi contengono molto silicio.


CONSIGLIO UTILE

Per ridurre il rischio dì osteoporosi, alle donne in menopausa la medicina tradizionale in genere prescrive una terapia ormonale, con assunzione di estrogeni. In questo caso è consigliabile prendere anche dello zinco, poiché la terapia lo riduce ed esso è assolutamente necessario per un buon assorbimento del calcio.


sabato 21 novembre 2015

CURARSI CON IL FINOCCHIO (Curing with fennel)


IL FINOCCHIO

Il buon Rabelais si permetteva degli scherzi di dubbio gusto sul finocchio. È vero che questa pianta ha delle facoltà carminative, cioè favorisce l'evacuazione dei gas intestinali, ma c'è poco da scherzare: è una notevole virtù! Rendiamo grazie a Madre Natura per averci dato questo grande cugino della carota. Incidentalmente ricorderò l'uso che viene fatto (come verdura) delle sue grosse costole rigonfie alla base, e l'incomparabile sapore dei semi, largamente usati per aromatizzare carne, pesce e anche formaggio e pane. 
II finocchio comune o officinale, talvolta chiamato aneto dolce o anice finocchio, comprende numerose varietà. È originario del bacino del Mediterraneo; in seguito, largamente coltivato, si è diffuso per il mondo evadendo dagli orti. È un'erba imponente, alta da 1 a 2 metri, con grandi ombrelli di fiori gialli e frutti fusiformi di circa un centimetro di lunghezza.
Come verdura, a tavola, è sanissimo, digeribile, calmante per lo stomaco e l'intestino e leggermente lassativo. 
Come erba medicinale lo raccomando in particolar modo alle donne, in qualsiasi circostanza: ad alcune normalizzerà il ciclo delle mestruazioni, ad altre faciliterà la secrezione del latte (è galattogeno). In cataplasmi risolverà gli ingorghi dei seni e conserverà a questi la loro linea durante tutto il periodo dell'allattamento. 
A onor del vero è stato insinuato che può provocare delle interruzioni di maternità, ma dubito fortemente che ciò sia vero.

Il finocchio ha molte virtù nascoste: è stimolante dell'appetito, diuretico, stimolante, tonico, calmante e molto efficace per combattere ogni tipo di parassiti. 
Mi ricordo di un uomo, sofferente di ritenzione di urine e di conseguenza in stato di debilitazione, che si sottopose a una cura energica a base di finocchio: in poco tempo riprese a urinare con grande meraviglia del suo medico curante. 
Mia nonna Sofia preparava un meraviglioso infuso di semi di finocchio che considerava vermifugo e conciliatore del sonno per i bambini nervosi. 
Il finocchio agisce favorevolmente sui polmoni e sui bronchi, calma gli attacchi di tosse, di pertosse e di asma; inoltre libera gli organismi più appesantiti. 
Per uso esterno si impiega in gargarismi contro il mal di gola, in impacchi contro i dolori al ventre e in collirio per gli occhi.


Raccolta

Per avere a disposizione una delle tante varietà di finocchio, la cosa più semplice è di coltivarselo nell'orto di casa. Per farlo, occorre un terreno ben soleggiato, fresco e abbastanza calcareo. Seminatelo in autunno o sotto vetro in primavera (in questo caso trapiantate in luglio). 
Del finocchio è utilizzabile tutta la pianta. Raccogliete i fiori in boccio (fateli essiccare all'ombra) all'incirca nel mese di giugno; le foglie e i semi subito prima della maturazione completa, in settembre, facendoli ugualmente essiccare all'ombra. Estirpate le radici a fine autunno.


Preparazione e impiego

INFUSO tonico e calmante per facilitare la digestione, combattere aerofagia e i disturbi intestinali: mettete 2 pizzichi di semi e di foglie sbriciolate in una tazza d'acqua, con un pizzico di semi d'anice e due foglie di menta. (3 tazze al giorno)

INFUSO contro la tosse: misurate un cucchiaino da caffè di semi e di foglie sbriciolate in una tazza d'acqua; dolcificate abbondantemente con miele. (3 tazze al giorno)

DECOTTO di pianta intera (diuretico): 2 pizzichi di pianta per litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.) Particolarmente raccomandato contro le infiammazioni dei reni, ha anche eccellenti virtù come digestivo.

DECOTTO per uso esterno (gargarismi, mali di ventre): mettete una generosa manciata di radici, di foglie e di semi per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni del decotto precedente.

COLLIRIO contro le infezioni degli occhi: lasciate ammollare per un'ora un cucchiaio di semi in due cucchiai d'alcool a 45° e 10 cucchiai di acqua distillata.

CATAPLASMI di foglie e di fiori: contro le ecchimosi e I'ingorgo dei seni.

INFUSO COMPOSITO contro I'obesità dovuta ad angoscia: mettete 2 pizzichi di finocchio, 2 pizzichi di origano e 2 pizzichi di menta in un litro d'acqua. (Una tazza prima di dormire.)

INFUSO COMPOSITO per mantenere la linea: mettete 2 pizzichi di finocchio, 2 d'anice verde e 2 di serpillo in un litro d'acqua. (Da 2 a 3 tazze al giorno.)


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martedì 17 novembre 2015

CURARSI CON LA PERVINCA (Curing with periwinkle)



   
LA PERVINCA

Schiude i suoi fiori come degli stupendi occhi azzurri che si aprano per ammirare i primi miracoli primaverili della natura vestita a festa. Quale sarà mai la curiosità civettuola che la spinge a salutare la nascita del sole trionfante sulle tristi nebbie invernali? Non so. 
È un fatto che questo fiorellino, amico dei giganteschi faggi, ha molto colpito i nostri avi. La pervinca è stata a tutti i Sabba, ha avuto parte in tutti i filtri misteriosi preparati dalle streghe e in tutte le storie d'amore.
È la seducente cugina strisciante dell'oleandro, a foglie sempreverdi e corolle a cinque lobi angolati a forma di elica che la rendono inconfondibile come lo stesso colore azzurro chiaro o tendente al lilla di cui ama pararsi. 
Se ne conoscono tre specie: la minore, la media e la maggiore, conosciute anche volgarmente con i nomi di erba vinca, fior di morto, carniola.
Gli antichi prescrivevano la pervinca per curare diarree, mal di denti, morsi di serpenti, dolori dell'apparato genitale femminile, emorragie al naso ed emorragie in generale. 
Nel secolo di Luigi XIV aveva fama di essere un ottimo rimedio contro le malattie di petto. 
Madame de Sévigné scriveva alla figlia, raccomandandole la "buona pervinca, verde e amata, ma tanto benefica contro i tuoi malanni".

Malgrado tutta la loro bellezza, non sono i fiori della pervinca che racchiudono le virtù curative, ma le foglie. Sono toniche. Rigenerano il sangue, e ciò le rende della massima utilità agli anemici, convalescenti, esauriti e a quanti hanno subito gravi incidenti. Arrestano le emorragie, sono efficaci nel combattere gli sbocchi di sangue e le emorragie al naso e, grazie alle loro virtù cicatrizzanti, sono uno dei principali rimedi per curare le ferite. 
Si somministra le foglie di pervinca con ottimi risultati per curare diarree, leucorree, disturbi dell'apparato respiratorio, dissenteria; inoltre, le foglie sono antiscorbutiche, diuretiche e depurative: non si accontentano di rigenerare il sangue, riescono addirittura a ripulirlo.

Per uso esterno, le foglie di pervinca fanno prodigi in clistere contro diarree e dissenteria, in lozione accelerano la cicatrizzazione delle piaghe e in gargarismi guariscono mali di gola, infiammazioni delle tonsille e infezioni della bocca.




Raccolta

Le foglie della pervinca restano verdi durante tutto l'anno, quindi le potremo raccogliere e utilizzare fresche in qualsiasi periodo. Possiamo anche essiccarle in un locale ben ventilato dopo averle colte in primavera, epoca nella quale raggiungono la massima attività curativa.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mettete una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) in un litro d'acqua. (2 tazze al giorno.)

VINO: mettete 2 manciate di foglie fresche (una manciata di foglie secche) in un litro di vino bollente, unitevi 100 grammi di zucchero; lasciate raffreddare lentamente. (Un bicchierino per pasto.)

MACERAZIONE: lasciate riposare per una settimana 2 manciate di foglie fresche in un litro di vino. (Un bicchierino aI giorno.)

DECOTTO per uso esterno (lozioni, impacchi, clisteri): misurate una manciata di foglie fresche (1/2 manciata di foglie secche) per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse proporzioni, della ricetta precedente; potete aggiungervi una manciata di fiori.





  
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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