giovedì 11 dicembre 2014

COME SMETTERE DI FUMARE (How to Quit Smoking)




   
COME SMETTERE DI FUMARE

I decessi causati dal fumo vengono stimati ogni anno intorno ai due milioni a livello mondiale. Il pericolo deriva per lo più dalle numerose sostanze chimiche - ben 4.000 - che vengono inalate con il fumo delle sigarette; fra le più conosciute, catrame, nicotina, monossido di carbonio e ammoniaca.

La nicotina è la sostanza presente nel fumo delle sigarette che crea dipendenza fisica e rende così difficile liberarsi da questo vizio. Si tratta di uno stimolante che eleva il tono dell'umore, contribuendo ad accrescere la sensazione di sicurezza e di piacere che già si prova inalando il fumo e che, di contro, rende ogni volta l'organismo un po' più dipendente. 
La nicotina, con altre sostanze chimiche presenti nel fumo, è responsabile di tre delle malattie legate al fumo con il più alto livello di mortalità: tumore polmonare, disturbi cardiaci ed enfisema.

Il tumore polmonare è spesso fatale e, secondo le statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la probabilità di decesso legata a questa malattia per un fumatore è in rapporto di 1:12. Le sostanze chimiche presenti nel fumo delle sigarette danneggiano la mucosa bronchiale e le cellule dei polmoni, provocandone I'alterazione e la moltiplicazione incontrollata. Il progredire del tumore impedisce poi il regolare funzionamento dell'organo stesso.




Sul cuore e sulla circolazione il fumo ha un effetto più complesso. Si ritiene che la nicotina e il monossido di carbonio accelerino i battiti cardiaci e attraverso una contemporanea azione coagulante del sangue aumentino la probabilità di embolia e di occlusione coronarica. Tutto ciò aumenta il lavoro del cuore e, assieme al restringimento delle arterie, causato sia da depositi di colesterolo sia dal fumo stesso, provoca disfunzioni cardiache che alla fine causano il decesso di un fumatore su otto. 
Se si aggiungono altri fattori di rischio - come l'obesità, lo scarso esercizio fisico, un livello elevato di colesterolo nel sangue o l'assunzione della pillola anticoncezionale - le probabilità che un fumatore sviluppi malattie cardiache aumentano drammaticamente.

Tra gli altri rischi legati al fumo ricordiamo il cancro della bocca, della gola e della laringe, che arrivano addirittura a essere cinque volte più frequenti anche negli individui che non aspirano il fumo, come i fumatori di pipa o di sigari. Sembra inoltre che i fumatori possano essere esposti a un rischio maggiore di venire colpiti da ictus, trombosi, ulcere, ipertensione e, nelle donne, da tumori alla cervice (collo dell'utero).

Più si fuma e più aumentano le probabilità di sviluppare una di queste malattie. II fumo, a causa delle malattie indotte, può accorciare in media la vita di 12 anni o anche più. Tuttavia, a partire dal giorno in cui si smette di fumare, il rischio comincia a diminuire, decrescendo per tutto il periodo in cui ci si astiene dal vizio. Se si smette di fumare prima del manifestarsi di disturbi gravi ai polmoni o al cuore, la probabilità di sviluppare una di queste malattie è immediatamente dimezzata. Dopo cinque anni di astinenza dal fumo il rischio di contrarre una malattia cardiaca è all'incirca Io stesso di un non fumatore.




Il pericolo che deriva dal "fumo passivo"

Sono ancora variabili le stime relative alla nocività derivante dal "fumo passivo", ovvero quello prodotto da sigarette altrui a un non fumatore; tuttavia si ritiene che il rischio di tumore ai polmoni aumenti, in questi casi, di un terzo. Se paragonato al rischio a cui si espone un fumatore, potrebbe sembrare di scarso rilievo, tuttavia il fumo passivo - in Gran Bretagna, per esempio - è all'origine di alcune centinaia di decessi ogni anno. Da recenti studi è emerso che i non fumatori esposti al fumo nel posto di lavoro presentano funzioni polmonari ridotte.

Uno degli aspetti più preoccupanti del fumo passivo risiede negli effetti che può avere su neonati e bambini.
Fumare durante la gravidanza incrementa il rischio di aborto, di parto prematuro, di morte del bambino al momento della nascita o entro la prima settimana di vita; il pericolo diminuisce di un quinto se la madre fuma meno di 20 sigarette al giorno, mentre aumenta di un terzo se supera questo numero. 
Gli effetti continuano anche dopo il parto, poiché la nicotina si concentra nel latte materno in misura maggiore da due a tre volte rispetto alla concentrazione nel sangue. Le donne che hanno continuato a fumare nel primo periodo della gravidanza non devono comunque perdere le speranze, in quanto, dall'istante in cui si smette di fumare, i rischi diminuiscono e questo vale in particolare nelle prime 16 settimane.

Arche i bambini più grandi sono a rischio. Recenti ricerche hanno dimostrato che il fumo aspirato dai bambini equivale a una media di 80-150 sigarette all'anno. Come risultato, essi potrebbero soffrire di bronchite cronica.






Strategie per smettere

Dello scrittore americano Mark Twain si racconta di come fosse facile per lui smettere di fumare: "L'ho fatto un centinaio di volte", pare fosse solito affermare. Fortunatamente non tutti trovano così arduo porre fine per sempre a questo vizio. Alcuni riescono a prendere la decisione senza avere ripensamenti, mentre altri possono incorrere in ricadute. Ma, anche in tal caso, smettere di fumare comporta tali vantaggi per la salute e la qualità della vita che nessun fumatore dovrebbe accettare il suo destino con rassegnazione. 

Ecco alcuni consigli utili:

Prendere la decisione - Se non siete ancora convinti di voler smettere di fumare, documentatevi sui rischi che il fumo provoca alla vostra salute: i disturbi cardiaci, il tumore polmonare e l'enfisema sono alcune delle malattie a cui andrete più frequentemente incontro. Gli effetti immediati sono una diminuzione della resistenza alle malattie respiratorie e una netta riduzione delle possibilità di praticare sport, anche solo a livello dilettantistico. 
I vantaggi della rinuncia al fumo possono senza dubbio compensare l'effimero piacere di una sigaretta.

Scegliere il momento opportuno - Non mettetevi in una situazione ancora più critica, cercando di smettere di fumare in un periodo di stress - per esempio se state cambiando lavoro oppure se siete afflitti da gravi problemi familiari o economici. 
D'altra parte, non si deve neppure attendere troppo a lungo; se la vita di tutti i giorni è stressante, provate a smettere durante una vacanza: potrebbe essere il momento migliore.

Stabilire il giorno - Stabilite una data per smettere completamente di fumare invece di cercare di diminuire il numero di sigarette gradualmente. Decidete un giorno preciso, segnatelo sull'agenda e comunicatelo a familiari, amici, colleghi. 
Se non riuscite a superare la crisi d'astinenza, che è per Io più psicologica, derivante dalla completa interruzione, stabilite un programma di diminuzione sistematica: rinunciate almeno a una sigaretta al giorno, oppure a più di una, se siete un fumatore accanito. La diminuzione progressiva è però difficile da gestire.

Preparazione - Iniziate un diario sul quale annoterete le circostanze in cui avete fumato ogni sigaretta della giornata: in che momento è avvenuto, che cosa stavate facendo, se per caso stavate mangiando o bevendo e I'intensità del desiderio. 
Appena completato il quadro delle vostre abitudini di fumatore, sarà più facile individuare i momenti di maggior rischio, nei quali programmare altre attività o ripianificare la giornata per evitarli. Se, per esempio, fumate di più durante le pause dopo i pasti, abituatevi a fare delle passeggiate, oppure usate tecniche di rilassamento e respirazione o di yoga, oppure sfruttate questo momento per dedicarvi al vostro hobby preferito. 
E' importante occupare sia le mani sia la mente.

Mangiare sano - Mangiate frutta fresca, verdure e insalate, che aiutano a eliminare le tossine. Non saltate i pasti e, se ne sentite I'esigenza, concedetevi spuntini sani. Cercate di assumere motti liquidi, come succhi di frutta, tisane alle erbe e acqua. 
Evitate tè, caffè, alcol e tutti gli stimolanti in genere. 
Integratori di vitamina A, complesso B, C ed E e di zinco sono indicati per favorire la disintossicazione e per ridurre il desiderio di fumare. .
Non preoccupatevi se all'inizio aumenterete di peso: comunque, se seguirete diete adeguate, sarete in grado di evitare anche questo inconveniente.

Cercare aiuto - Raccontate ad amici, familiari e colleghi della vostra decisione di non fumare più; chiedete loro di aiutarvi, evitando di offrirvi sigarette e frequentando con voi le zone riservate ai non fumatori nei locali pubblici.

Pensare in modo positivo - Ripetetevi continuamente che non volete più fumare e che ogni giorno vi sentite un po' meglio. Ricordate chela situazione diverrà sempre più facile e dopo 4-6 settimane non fumare comincerà a essere un'abitudine.

Concedersi dei premi - Utilizzate il denaro risparmiato dall'acquisto delle sigarette per farvi piccoli doni. Dedicatevi a un hobby o a un'attività interessante per distrarvi.

Dire di no - Evitate assolutamente di fumare una sigaretta ogni tanto o di fare i cosiddetti "tiri" occasionali: è il sistema migliore per annullare tutti gli sforzi precedenti.
Non arrendetevi se vi capita di ricadere, ma cercate di imparare dagli errori e dite di no all'occasione successiva.





  
Alcuni supporti terapeutici

Agopuntura - Una volta presa la decisione di smettere, questo trattamento può fornirvi un aiuto notevole. Di solito gli aghi vengono introdotti nei punti posti sull'orecchio e corrispondenti all'assuefazione e ai polmoni. Si possono anche applicare piccoli aghi a permanenza nell'orecchio che, rimanendo in sede per circa un mese, potranno essere stimolati da voi stessi ogniqualvolta proverete il desiderio di fumare.

Terapia del comportamento - Può dare buoni risultati. I metodi utilizzati sono diversi, tra cui quello della ricompensa, oppure una migliore pianificazione del tempo, tecniche di rilassamento e di rottura (dalle cattive abitudini) e infine la terapia di rinforzo negativo.

Naturopatia - II medico può aiutarvi nella pianificazione di una dieta e di un programma di esercizi fisici e di rilassamento adatti al vostro caso. Spesso vengono inclusi degli integratori alimentari, per esempio una dose quotidiana di 500 mg di vitamina C, che quando si fuma viene distrutta.

Ipnositerapia - Il paziente viene posto in uno stato di rilassamento completo e gli vengono dati i necessari suggerimenti per rinforzare la sua decisione di smettere di fumare, ricordandogli gli effetti negativi del fumo e aiutandolo a cambiare il suo modo di comportarsi. Anche suggestioni post-ipnotiche vengono utilizzate per ottenere un effetto più duraturo.





  
La tentazione iniziale

La tentazione di cominciare a fumare può essere forte nei ragazzi, perché la sigaretta è spesso associata al mondo degli adulti, all'indipendenza e al sex appeal. Divieti a scuola o a casa possono ottenere I'effetto contrario; inoltre molti genitori danno proprio loro il cattivo esempio fumando. Tuttavia, i genitori possono fare molto per scoraggiare i figli dal fumo, perché i ragazzi cresciuti in famiglie di non fumatori sono meno tentati dal vizio.
Un altro metodo efficace consiste nel promettere al ragazzo piccoli premi o incentivi, come oggetti particolarmente desiderati o, meglio ancora, una vacanza a patto che rimandi il più possibile l'abitudine al fumo. Comunque, accordate fiducia ai figli e, in ogni caso, non condannate poche sigarette saltuarie e occasionali: curiosità e voglia di provare sono normali durante l'adolescenza.





TRAINING AUTOGENO (Autogenous Training)




   
Con training autogeno si intende un metodo di guarigione psicoterapeutico, che si può eseguire da soli, basato sul rilassamento.

La tecnica, sviluppata nel 1915 dal neurologo Johannes H. Schultz, insegna come raggiungere uno stato di profonda distensione attraverso una precisa successione di formule mentali: è per questo che viene chiamato "lo yoga dell'Occidente".
Va eseguito in una posizione comoda.
Chi, dopo una fase di apprendimento che dura dalle otto alle dieci settimane, riesce a possedere la tecnica, ritrova l'equilibrio psicofisico e affronta lo stress giornaliero con più scioltezza; con questa tecnica migliorano decisamente anche i disturbi del sonno.
Dato che gli stress psichici hanno un effetto negativo sulle difese del corpo, il training autogeno aiuta il sistema immunitario; è per questo che può servire, con successo, a prevenire malattie, oppure ad alleviare il decorso.





TRATTAMENTO
La condizione necessaria più importante è che vi prendiate, ogni giorno, del tempo per fare gli esercizi, scegliendo un ambiente accogliente, dove vi sentiate comodi e tranquilli.
Allontanate le eventuali fonti di rumore chiudendo, se necessario, la finestra, anche se la stanza dovrebbe essere aerata e né troppo fredda, né troppo calda.
Per evitare piedi freddi è opportuno indossare delle calze di lana.
Per favorire la distensione potete aggiungere nel diffusore di aromi dell'essenza di lavanda (questo è solo un mio consiglio).
I principianti eseguono gli esercizi base tre volte al giorno, stando seduti o sdraiati ed eliminando tutte le possibili distrazioni, inserendo per esempio la segreteria telefonica invece di rispondere alle telefonate.
Consiglio di imparare la tecnica base in un corso da personale qualificato (se l'apprendimento dal testo che presento risultasse di poca comprensione).

Diversi studi hanno dimostrato che il training autogeno influisce positivamente sul sistema neurovegetativo e, di conseguenza, su tutti gli altri organi del corpo.
E' tuttavia indispensabile, per ottenere un effetto positivo, che venga eseguito bene e con regolarità.
Con l'aiuto del training autogeno si riescono a curare disturbi dovuti al nervosismo, come problemi di insonnia o stress.

Il training di base si fonda su sei formule principali, che vanno imparate in sequenza.
Gli esperti possono aggiungere durante il training altre suggestioni del tipo... "Il dolore mi è completamente indifferente"... oppure... "Dormirò bene tutta la notte".






  
LE SEI POSIZIONI PRINCIPALI

Sedetevi su una sedia nella cosiddetta posizione "del cocchiere"; chiudete gli occhi e ripetete mentalmente più volte le sei formule...

1 - "Il mio corpo è pesante" - Rilassamento dei muscoli.

2 - "Sono caldo dappertutto" - Rilassamento dei vasi.

3 - "Il mio cuore batte regolarmente e con calma" - Regolazione del cuore.

4 - "Il respiro è calmo e regolare" - Rilassamento del respiro.

5 - "La mia pancia è calda e morbida" - Rilassamento dell'addome.

6 - "La mia fronte è molto fresca" - Concentrazione, testa libera.


POSIZIONE DEL COCCHIERE - Il training autogeno si esegue quasi sempre da seduti, nella già nominata posizione "del cocchiere".
Appoggiati allo schienale della sedia, rilassate le mani sulle cosce e tenete i piedi uno di fianco all'altro.
Espirando abbassate la testa e le spalle, che terrete morbide e prive di tensioni.

RITORNO - Terminati gli esercizi è molto importante il ritorno: respirate profondamente, stringete le mani a pugno e portate le braccia al petto.
Solo adesso potete aprire gli occhi.

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ATTENZIONE !! - Se volete iniziare il training autogeno, ma soffrite di problemi psichici, dovreste consultare prima il medico.
Chi soffre di depressioni gravi è portato a chiudersi in se stesso: il training autogeno potrebbe acuire ulteriormente questo problema.

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Il training autogeno è il metodo ideale per distendersi in caso di ansia da esame.
Fate, ogni giorno per due settimane, gli esercizi, anche il giorno dell'esame stesso.

Efficace in caso di nervosismo, mal di testa, tachicardia nervosa, pressione alta, asma, malattie psicosomatiche, disturbi del sonno.

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Il training autogeno mi ha salvato...

Conclusione: Per recuperare in poco tempo un completo benessere fisico e mentale.

PUBERTÀ E ADOLESCENZA (Puberty and adolescence)



PUBERTÀ E ADOLESCENZA

UN PERIODO TUMULTUOSO E DIFFICILE

Gli anni dell'adolescenza e della prima giovinezza sono ben noti come un periodo di turbamento, di mutamento e di stress sia per i giovani sia per le loro famiglie. Ragazzi e ragazze si trovano di fronte a cambiamenti rapidi e imprevedibili che riguardano ogni aspetto della vita; i genitori, dal canto loro, devono affrontare il comportamento bizzarro dei figli e, a volte, scelte sconcertanti. 
L'autorità dei genitori può essere messa in discussione: figli che erano sempre apparsi felici e beneducati si trasformano improvvisamente in adolescenti arroganti, polemici e musoni, che passano più tempo da soli o con gli amici che con la famiglia.
Per quanto sconvolgente possa essere l'adolescenza, essa è una fase naturale e necessaria della crescita. Comprensione, amore e accettazione di questa situazione da parte degli altri membri della famiglia possono far molto per appianare il difficile cammino verso la vita adulta.

Benché talvolta vi sia confusione fra i termini, adolescenza e pubertà non sono la stessa cosa. 
La pubertà si riferisce ai cambiamenti fisici - come lo sviluppo del seno nelle ragazze o la trasformazione della voce, che assume un timbro più basso, nei ragazzi - che trasformano il corpo del bambino in quello di un adulto sessualmente maturo.
L'adolescenza, invece, riguarda I'intero processo della crescita, compresi i cambiamenti psichici, emotivi e sociali che devono verificarsi prima che l'individuo sia accettato come un membro adulto della società.

Pubertà - Questo processo di sviluppo richiede circa due anni, e si completa in genere tra i 12 e i 17 anni. È un periodo di intensa crescita: i ragazzi aumentano di statura di circa 10 cm e di 6 kg di peso all'anno e le ragazze di 8 cm e dl 5 kg. 
È anche una fase di rapido sviluppo sessuale.

Per i ragazzi il primo segno è dato dall'aumento di volume dei testicoli e del pene, seguito dalla comparsa dl peli nell'area attorno ai genitali e sotto le ascelle, e dall'inizio della crescita della barba. II timbro vocale cambia e diventa più profondo fino a raggiungere quello dell'adulto.
All'età dl 13 anni la maggior parte dei ragazzi ha avuto la prima eiaculazione ed è sessualmente eccitabile.

Nelle ragazze, la pubertà ha inizio con lo sviluppo delle mammelle e degli organi genitali, con la crescita dei peli sotto le ascelle e nella zona pubica, nonché con I'aumento di tessuto adiposo attorno a fianchi e cosce, che dà loro un aspetto più femminile. 
La prima mestruazione si verifica in genere circa un anno dopo la comparsa dei caratteri sessuali secondari, ossia, in media, attorno ai 12 o 13 anni, anche se può essere anticipata a 10 anni o ritardata fino ai 17.

Adolescenza - Si prolunga nel periodo successivo alla pubertà - arrivando spesso fin quasi ai 20 anni - e non è  considerata conclusa finché l'individuo non abbia raggiunto la maturità fisica ed emotiva, il senso della propria identità (compresa quella sessuale), un'istruzione generale e professionale, l'indipendenza finanziaria e una relazione sessuale completa. 
Questi cambiamenti possono richiedere molto tempo e risultare estremamente impegnativi. 
Malgrado ciò, la maggior parte degli adolescenti riescono a diventare adulti maturi e ben adattati. A volte, tuttavia, possono presentarsi problemi particolari.

Se la pubertà arriva troppo presto oppure tardi  - I maschi, soprattutto, tendono a preoccuparsi se temono di avere uno sviluppo tardivo rispetto ai loro coetanei. In realtà, benché in media la pubertà abbia inizio a 13 o 14 anni, qualsiasi periodo in cui essa cominci a manifestarsi fino ai 17 anni circa può considerarsi normale. A meno che la malnutrizione o qualche malattia non interferiscano con il normale sviluppo, ciò di cui necessitano i ragazzi è solo di essere rassicurati e incoraggiati: il tempo farà il resto.
Un eventuale trattamento ormonale può essere preso in considerazione se la pubertà non è ancora iniziata a 18 anni, oppure nei rari casi di deficit ormonale.
Condizioni insolite, come una produzione ormonale precoce, possono far sì che la pubertà compaia già all'età di 5 o 6 anni. I bambini che ne sono affetti si sviluppano fisicamente e sessualmente, mentre i pensieri, le emozioni e I'inserimento sociale rimangono quelli tipici dell'infanzia. In tali casi, può rendersi necessario un trattamento farmacologico o chirurgico, per impedire che uno sviluppo troppo rapido provochi problemi di comportamento.

Le mestruazioni - La maggior parte delle ragazze accoglie la prima mestruazione con un misto di timore e apprensione: tuttavia ben presto li superano, con la sola necessità di un po' di attenzione supplementare e di comprensione da parte dei genitori, nonché di consigli circa l'uso di assorbenti o tamponi igienici.
In alcune ragazze) in concomitanza con le mestruazioni, possono manifestarsi dolori, nausea, cefalea, capogiro, ritenzione idrica, gonfiore dei seni e irritabilità. Questi sintomi tendono a diminuire o a scomparire man mano che il ciclo ormonale si regolarizza nel corso degli anni, ma, fino ad allora, le mestruazioni possono essere abbondanti, irregolari o dolorose. Persino dopo che il ciclo si è normalizzato, può venire alterato da eventuali stress, da viaggi, malattie o da una dieta troppo drastica.
I dolori mestruali possono essere alleviati dall'applicazione di una borsa di acqua calda, dall'assunzione di analgesici o da rimedi fitoterapici e omeopatici. Senso di tensione e irritabilità nel periodo precedente le mestruazioni rientrano nella norma e non richiedono trattamento.
Farmaci a base di ormoni vengono prescritti solo in caso di mestruazioni estremamente abbondanti o irregolari, o che provochino sofferenze gravi. Altrimenti possono giovare I'olio di primula o rimedi omeopatici, come Magnesia phosphorica o Pulsatilla.

Foruncoli e pustole - Possono rendere molto infelici gli adolescenti di entrambi i sessi, facendoli sentire insicuri e poco attraenti. Il problema scompare in genere man mano che la pubertà progredisce e che i livelli ormonali si stabilizzano.

Il seno - Spesso le ragazze si preoccupano se ritengono che una mammella si sviluppi più dell'altra durante la pubertà. Si tratta di un problema quasi sempre di breve durata, che si corregge di solito spontaneamente, man mano che la produzione di ormoni si stabilizza. 
Comunque, una lieve differenza di volume è del tutto normale.

Anche nei maschi, in seguito ai mutamenti ormonali della pubertà, può riscontrarsi un lieve ingrossamento dell'area mammaria: tale disturbo solitamente scompare senza alcun trattamento. L'importante è rassicurare il ragazzo che non si tratta di un segno di "cambiamento di sesso" o di omosessualità.

Problemi di peso - Man mano che fianchi e seni assumono una forma arrotondata e più femminile, le adolescenti spesso si preoccupano, temendo di ingrassare eccessivamente (alcune ragazze arrivano ad aumentare di ben 9 kg all'epoca delta prima mestruazione). Tale aumento di peso è tuttavia normale: ne sono responsabili gli estrogeni, quindi la riduzione di cibo non giova a nulla.
Purtroppo, in alcuni adolescenti di entrambi i sessi il desiderio di rimanere magri è tale che ricorrono a diete drastiche e finiscono con l'essere vittime dell'anoressia.
Comunque, per restare magri, sentirsi bene e avere un buon aspetto basta seguire una dieta bilanciata, ricca di fibre, limitando i dolci e gli spuntini, evitando gli alcolici e praticando un esercizio fisico moderato. 
Inoltre, i problemi di peso spesso scompaiono man mano che i ragazzi crescono in altezza e cominciano ad assumere le proporzioni da adulti.

Masturbazione - I giovani, a volte, provano un senso di colpa nei riguardi della masturbazione o si preoccupano degli eventuali effetti sulla salute. In realtà, può contribuire a ridurre le tensioni sessuali e aiutare ragazzi e ragazze a comprendere meglio le reazioni del proprio corpo.

Crisi di identità - I numerosi cambiamenti dell'adolescenza possono essere davvero sconvolgenti per chi li vive. Gli amici e la società trattano in genere gli adolescenti come persone responsabili e adulte, mentre i genitori si attendono ancora obbedienza e sottomissione alle regole familiari. I ragazzi possono anche respingere le idee, i modelli di vita e i principi morali dei genitori, mentre hanno ancora bisogno di sostegno e di guida.

La situazione è resa ancora più difficile dalle forti pulsioni sessuali proprie dell'adolescenza, mentre le fluttuazioni ormonali indicano che persino queste ultime mutano rapidamente, rendendo i giovani ancora più insicuri.

Il senso della propria identità subisce sempre più l'influenza degli amici e sempre meno quella dei genitori. E, diversamente da quanto si verifica con il padre e la madre, l'accettazione da parte degli amici dipende dalle capacità individuali e dalla personalità. Cercare di conquistarsela può essere fonte di stress e di ansia.

La maggior parte dei giovani emerge da tali difficoltà con un forte senso della propria identità. Pochissimi rimangono insicuri, incapaci di avere rapporti con gli altri - in particolare con il sesso opposto o privi di fiducia in se stessi. In tal caso, vi è il pericolo che divengano dei ribelli o si diano alla droga o all'alcol. Per costoro può essere necessario l'aiuto dello psicologo, ma anche la famiglia e gli amici possono offrire comprensione e sostegno.


Quando si ha bisogno di aiuto

Una famiglia dalla struttura solida, capace di dare affetto e di accettare i figli così come sono, il sostegno degli amici e delle persone alle quali poter guardare come a validi esempi, sono tutti elementi sufficienti a evitare che le difficoltà adolescenziali si tramutino in problemi seri. I giovani che mancano di questi supporti protettivi possono incontrare difficoltà o aver bisogno di aiuto. Anche in questo caso è sufficiente, in genere, fornire franche spiegazioni, dedicare un po' del proprio tempo, rassicurare i ragazzi.
Una minoranza ha bisogno di ricorrere al medico a causa di squilibri ormonali e la psicoterapia è raccomandata solo in caso di seri problemi emotivi o comportamentali. 
Tra le terapie che possono alleviare eventuali piccoli problemi vi sono i rimedi di Bach, l'omeopatia e la fitoterapia.