domenica 30 novembre 2014

C - FITOTERAPIA (C - Medicinal herbs - Phytotherapy)


    
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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(In costruzione)


CACAO

Appartenente alla famiglia delle Malvacee, è una pianta di origine americana, con grandi frutti contenenti molti semi simili a mandorle che, dopo essere stati abbrustoliti, vengono macinati. Da essi si estrae il burro di cacao. 
Contengono inoltre una droga detta teobromina, che è stimolante del sistema nervoso e fortemente diuretica.
Il burro di cacao favorisce la rapida cicatrizzazione delle ragadi e delle ferite e serve anche a proteggerle dai batteri, e in genere per ammorbidire la pelle.
La tobromina è invece una polvere bianca, amara ed inodora, che agisce sui centri del cervello ed è quindi indicata nei casi di ipertensione o di affaticamento.


CALENDULA (VEDI SCHEDA)


CAMOMILLA (VEDI SCHEDA)

È un'erba comune in tutta Italia e cresce sia in pianura che nelle zone montuose, specialmente nei luoghi incolti; fiorisce in primavera e in estate, e i suoi fiori sembrano piccole margheritine col capolino giallo. Essi devono essere raccolti e mondati di petali e quindi fatti seccare. 
Dalla camomilla si estrae un alcool, il camillolo, e un olio, I'azulene, che le conferisce il suo potere calmante.
I suoi effetti medicinali sono soprattutto due: il primo, sedativo, è utile negli stadi di insonnia, di ipertensione, e anche nei dolori sia reumatici che della donna; il secondo, digestivo, è indicato nei dolori provocati dall'infiammazione dell'intestino e in generale per facilitare la digestione.
In impacchi può essere usata come calmante degli occhi arrossati o insofferenti della luce.


CAPELVENERE

Cresce nei luoghi umidi e scuri come nelle fessure di vecchi muri di cantine di pozzi, ma viene anche coltivata come pianta ornamentale. È infatti molto bella per la delicatezza delle foglie, di un bel colore verde chiaro, assai decorative. Lo stelo è sottilissimo, di colore rosso scuro.
In medicina vengono utilizzati sia le foglie che lo stelo, per farne infusioni utili a combattere i raffreddori e i catarri polmonari, I'asma, i reumatismi e le coliche.
È efficace nei casi di disfunzioni epatiche, mentre il decotto serve per eliminare la forfora ed impedire la caduta dei capelli.
È un erba molto ricercata per il suo alto contenuto di tannino, di acido gallico e di oli essenziali.


CAPPUCCINA o NASTURZIO (VEDI SCHEDA)


CARCIOFO (VEDI SCHEDA)

La Cynar cardunculus è una pianta erbacea comune in tutti i paesi caldi 
d'Italia: ha foglie larghe, e spinose, e se ne mangiano le infiorescenze giovani e tenere.
Contiene un principio attivo, la cinarina, che costituisce uno specifico rimedio nei casi di insufficienza epatica e renale, per cui il carciofo è particolarmente indicato contro l'itterizia, la cirrosi epatica, i calcoli biliari.
È inoltre ricco di enzimi. La sua azione antitossica è efficace per i sofferenti di artrite. Inoltre è giovevole come diuretico, antireumatico, antigottoso, e come purgante. 
Per la presenza dell'inulina, zucchero facilmente bruciato dal nostro corpo, costituisce un ottimo e giovevole alimento per i diabetici.


CARDIACA (VEDI SCHEDA)


CARDO (VEDI SCHEDA)

Il cardo, detto anche Cnisus benedictus, ha foglie aculeate e infiorescenze a capolino. 
Pianta annua, biancastra, fiorisce nella tarda primavera e se ne utilizzano tutte le parti.
Di sapore amarognolo, contiene diversi principi attivi, come la cnica, sostanze tanniche, resinose e gommose. Ha un'azione tonica che stimola l'appetito e le funzioni cardiache.


CAROTA COLTIVATA (VEDI SCHEDA)

Pianta erbacea delle Ombrellifere, coltivata negli orti, oltre a costituire un ottimo alimento possiede alti poteri medicinali soprattutto digestivi e depurativi.
Fiorisce dalla primavera all'autunno.
Se ne utilizza la radice, ricca di vitamine e di carotene, che contiene vitamina B e C.
Il carotene è indicato come ricostituente negli stati di anemia ed esercita utili e precise funzioni sul nostro organismo, quali la pigmentazione, la difesa dalle infezioni, e agisce sulle ghiandole surrenali e nel siero del sangue.
Nel fegato si trasforma in una sostanza attiva, la vitamina A.


CAROTA SELVATICA (VEDI SCHEDA)


CASCARA

Cresce nell'America del nord, ma vive anche in Italia. È un arbusto che fiorisce in primavera con piccoli fiori bianchi, che maturano in autunno in bacche nere. Anche dalla sua corteccia e dai suoi rami si ricavano sostanze medicinali contro la stitichezza.
La sua azione lassativa non provoca inconvenienti secondari, intestinali o degli organi pelvici, per cui è consigliata per chi soffre di emorroidi, alle donne in stato di gravidanza, nelle congestioni di fegato, nelle nefriti e quale rimedio emmenagogo. Infatti contiene emodina, peristaltina, tannino e sostanze peptiche.


CASSIA

Pianta aromatica delle Leguminose, tipicamente rinfrescante e lassativa essendo ricca di glucosio e soprattutto di fruttosio.
È consigliata in special modo ai bambini, ai vecchie alle donne incinte.


CASTAGNA

La castagna rappresenta un alimento pregiato, digeribile e ottimo perché ricco di minerali, amidi, zuccheri, albuminoidi, di materie grasse e di sostanze azotate.
L'albero cresce a mezza montagna ed è ricercato sia per la qualità del legno, sia per l'alto contenuto di tannino, sia per un fermento che ha poteri astringenti e sedativi per cui viene indicato ai bambini affetti da tosse asinina e ai vecchi colpiti da tosse catarrosa.
La farina di castagne contiene inoltre tali e tante sostanze nutritive che da sola potrebbe bastare a soddisfare il nostro bisogno alimentare, per cui è prescritta a tutti coloro che necessitano di una supernutrizione.


CASTAGNO (VEDI SCHEDA)


CAVOLO (VEDI SCHEDA)


CELIDONIA (VEDI SCHEDA)

Erba della famiglia delle Papaveracee, nasce nei luoghi ombrosi e umidi; dal fusto ramoso si ottiene una sostanza atta ad espellere i porri e le verruche, mentre molte altre sostanze medicinali vengono estratte da tutte le parti della pianta: fiori, foglie ecc.
È usata come purgante, diuretico e narcotico; contiene molti alcaloidi con azione simile a quella dell'oppio e di altre droghe.
È molto importante servirsene con cautela perché è velenosa e quindi deve essere usata su prescrizione medica.
È inoltre utile come antireumatico e contro la gotta.


CERFOGLIO (VEDI SCHEDA)


CETRIOLO

Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, è una pianta erbacea annua, originaria del I'India. Molto diffuso in Inghilterra e in Russia, ha un frutto saporoso e rinfrescante; contiene infatti il 79 % di acqua. 
Può risultare di difficile digestione, anche a causa della sua cellulosa e dei suoi principi estrattivi.
Non contenendo però zuccheri, è un cibo adatto ai diabetici. È inoltre un ottimo diuretico.
Sotto forma di impacchi, cura la pelle facendole diventare più bianca e più morbida. 
È alla base di molte creme di bellezza.


CHINA

Pianta di origine peruviana, la cui corteccia contiene la chinina, una delle sostanze più potenti contro le febbri e contro la malaria.
Fu introdotta in Europa dalla moglie del Viceré del Perù, la contessa Cinhon, nel 1639.
Possiede svariate proprietà medicinali ed è indicata nelle nevralgie reumatiche, per eliminare i catarri dello stomaco, come tonico per convalescenti e nella prevenzione della febbre per chi si deve recare in zone malariche.
E stimolante e utile contro I'inappetenza, la dispepsia e gli stati di anemia in genere.


CICORIA (VEDI SCHEDA)

Erba molto comune nei nostri prati, ottima come verdura, viene raccolta in primavera. 
Ha una radice fusiforme scura, mentre il fiore è di colore azzurro e sboccia in estate.
In medicina viene usata nei casi di itterizia e dispepsia. 
Il suo principio attivo, la cicorina, e le sue amare sostanze le conferiscono qualità toniche e stomatiche. 
È inoltre ottima come lassativo, depurativo del sangue, diuretico e contro le impurità della pelle.


CICUTA

Pianta velenosissima della famiglia delle Ombrellifere, nasce nei luoghi umidi e ombrosi e ha un fusto alto fino ad un metro, eretto, glabro e fistoloso. Le foglie verdi sono simili al prezzemolo ma hanno odore nauseante; i fiori sono bianchi, a forma di ombrello, mentre il frutto è simile ad un granellino ovale. Le radici sono allungate, fusiformi, e contengono un succo lattiginoso.
Fiorisce in primavera e in estate. Tutta la pianta emana un odore nauseabondo ed è amarissima; è tuttavia usata in medicina per le sue capacità risolventi; calmanti e sedative conferitele dai suoi due veleni: la cicutina e la coniina, che agiscono sui centri nervosi.
Serve anche come calmante nei casi di pertosse, di asma, in alcune malattie dell'apparato respiratorio e come rimedio nei dolori provocati dalle contrazioni della vescica e dell'intestino.
Va però sempre usata sotto il controllo medico, dato il suo alto potere venefico che conduce alla morte molto rapidamente.


CILIEGIO (VEDI SCHEDA)

Il frutto di questa pianta è un autentico medicamento, ha un effetto lassativo e diuretico, e per l'abbondanza di sali e di acidi vegetali in esso contenuti ha varie applicazioni in medicina.
È infatti indicato ai malati di artrite, a quelli afflitti da dolori reumatici o dalla gotta. 
Nelle ciliege inoltre è contenuto un acido che ha la proprietà di trasformare I'acido urico in modo tale che può essere facilmente eliminato dal nostro organismo. Per questo motivo costituisce un antidoto contro la cistite, i calcoli vescicali o renali, la nefrite.


CIPOLLA (VEDI SCHEDA)

È una delle verdure più semplici, ma non a tutti sono note le sue proprietà mediche.
È un ottimo diuretico, perché contiene oli volatili e un'essenza, il solfuro di allile, che agisce sui reni. Ha anche una funzione digestiva, calmante ed espettorante.
Inoltre, fin dai tempi più antichi è nota la sua funzione di arrestare la caduta dei capelli.


CIPRESSO (VEDI SCHEDA)


CLEMATIDE (VEDI SCHEDA)


COLCHICO

È una pianta spontanea che nasce nei luoghi umidi del nord Italia, in autunno; i prati si riempiono allora dei suoi fiori rosa pallido, a forma di giglio.
In medicina sono ricercati i suoi bulbi perché contengono un principio attivo, la colchicina, che ha potere calmante nei casi di gotta e di dolori articolati.
È anche un medicamento diuretico, perché elimina gli urati.
Il colchico è però molto velenoso e quindi va usato con molta cautela.


COCLEARIA

Appartiene alla famiglia delle Crocifere ed è una pianta erbacea molto ricercata in medicina. Presenta una radice a fittone, foglie verdi con lungo picciuolo, i fiori riuniti a grappolo. Emana un odore acuto simile a quello della senape nera, che appartiene alla stessa famiglia.
Nota è la sua efficacia come antiscorbutico, ma è altresì utile contro i reumatismi, come disinfettante della bocca e come dimagrante.


CRESCIONE (VEDI SCHEDA)

Il Crescione è una pianta erbacea con infiorescenze a grappolo e frutto con numerosi semi.
Cresce spontaneamente nei fossi ma viene anche coltivata, sempre però con molta acqua perché non cresce nei luoghi asciutti.
Quest'erba di sapore amarognolo possiede molte virtù medicinali perché contiene zolfo, sali di potassio, fosforo, iodio, ferro, un principio attivo, la gluconasturzina e le vitamine A. B, C, E. 
È così un forte antiscorbutico e, per la presenza di sali di potassio un ottimo diuretico. Non
irrita infatti né i reni né la mucosa intestinale.
È utile anche per favorire la secrezione della saliva, è sudorifero ed espettorante, corroborante e depurativo.
Deve essere però mangiato crudo, perché cotto perde le sue proprietà medicinali.


CUMINO (VEDI SCHEDA)


CUSCUTA

È un erba filiforme e parassita delle altre erbe, alle quali si attacca con i propri uncini tenaci e robusti.
Costituisce un grave danno per le coltivazioni ma è utile come medicinale perché blando lassativo, stimola la secrezione della bile, ed ha pure funzioni carminative.



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FITOTERAPIA - Cosa sono i fitofarmaci?



CURARSI CON L'AGRIMONIA (Curing with agrimony)



AGRIMONIA

Pur essendo stretta parente della rosa, ne è la cugina meno aggraziata. Il giudizio a voi: uno stelo rossastro, volgaruccio e peloso, cosparso di foglie dentellate e villose di un verde banalissimo o tendenti al brunastro. I fiori sono giallastri, piccoli, insignificanti, senza la minima brillantezza, aggrappati allo stelo come lunghe spighe tristemente simili a code di mucche, irte di gancetti che non risparmiano né i nostri abiti, né il pelo delle bestie. 
Riflettiamo però che anche per le piante spesso vale quanto vale per noi uomini, e cioè che l'apparenza non dà sempre la vera misura del valore intrinseco delI'essere.
Detto questo, è indiscutibile che in epoche preistoriche l'uomo riconosceva all'agrimonia eupatoria delle virtù. Ne raccoglieva i frutti e ne sono state rinvenute delle vestigia in scavi di comunità palafitticole. 

Un papiro egizio che risale a ben ventisei secoli prima della nostra era ci dice che l'agrimonia veniva utilizzata per curare gli occhi malati. Dopo non molto tempo Mitridate Eupatore, re del Ponto, famoso nella leggenda per la sua familiarità con droghe e veleni magici, le dette il secondo nome. Il greco Dioscoride prescriveva questa pianta per le sue universali virtù purgative. Un altro illustre medico dell'antichità la raccomandava, in applicazioni esterne, come rimedio sovrano per guarire le ferite subite in battaglia. Santa Ildegarda, donna saggissima del Medio Evo, ravvisava nell'agrimonia il rimedio principe contro febbre e amnesia, e Boerhaave, il grande botanico olandese del XVIII secolo, la prescriveva in gargarismi contro bronchiti e angine.

Per quanto mi riguarda personalmente, ho spesso avuto occasione di verificare le qualità medicamentose della pianta. È leggermente diuretica ed è indicata contro le coliche renali e i dolori dei reni. È un discreto medicamento per curare piaghe o ferite: giova alle ferite da taglio, alle ulcere e alle infiammazioni. 
Come vermifugo è valida, ed è anche un raccomandabile ricostituente generale. 
Ma prima di qualsiasi altra virtù, le attribuisco quella di essere I'erba miracolosa (ammesso di poter parlare di miracoli quando ci riferiamo alle nostre amate erbe) per curare i malanni della bocca e della gola, le afte, le angine e le ulcerazioni del palato e della lingua.

Un notissimo cantante era distrutto: si era accorto che perdeva la voce dopo il terzo brano di ogni spettacolo e aveva degli atroci dolori di gola che nessuna medicina riusciva più a lenire. Gli venne prescritto dieci gargarismi giornalieri di eupatoria come cura di attacco, da ridursi a quattro o cinque dopo quindici giorni come cura di mantenimento. Bene, questo cantante ha superato se stesso nei vocalizzi e mi ha divertito non poco vedere affisso il nome del rimedio fra le quinte di un teatro di varietà qualche tempo dopo...






Raccolta

L'agrimonia eupatoria è diffusa un poco dappertutto, anche se predilige i terreni argillosi, i pascoli poveri, le radure soleggiate e gli argini. Coglietene fiori e foglie in estate e fateli essiccare in un locale ben aerato, all'ombra.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mezza manciata di fiori e foglie per un litro d'acqua. Ingerirne da 3 a 5 tazze al giorno come diuretico, vermifugo o ricostituente. 
Per l'aroma e il colore somigliante al vino, I'infuso è abbastanza gradito in alcune zone del nord, dove lo si beve come sostituto del tè. 
Il decotto può essere utile, in uso esterno, per la cura di lesioni.

VINO: quattro manciate di agrimonia essiccata in un litro di vino rosso da far bollire per 5 minuti e poi riposare per un'ora. 
È indicato solo per uso esterno per pulire e medicare piaghe in suppurazione.

GARGARISMI: 2 manciate di fogli,e essiccate in un litro d'acqua che bolliranno fino a che il tutto si sia ridotto di un terzo; aggiungete poi 50 grammi di miele e, possibilmente, una manciata di tiglio e una di salvia. 
Gargarizzarsi molte volte al giorno per curare angine, afte e faringiti.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: due manciate di fiori e foglie essiccate in una bacinella contenente acqua caldissima. 
Potete fare le bagnature subito, oppure dopo aver fatto riposare per 12 ore. 
(È consigliabile per curare le emicranie.)


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(In costruzione)

HERACLEUM SPONDYLIUM (VEDI SCHEDA)
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FITOTERAPIA - Cosa sono i fitofarmaci?


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(In costruzione)



BARDANA (VEDI SCHEDA)

Erba comunissima nelle sterpaie e nei luoghi non coltivati. Ha lo stelo ramificato e foglie larghe. Raggiunge l'altezza di un metro e fiorisce in estate con piccolissimi fiorellini rossi ravvicinati. La radice è giallo scuro ed ha un sapore amarognolo che toglie la sete e favorisce la salivazione.
In medicina viene usata come cicatrizzante, nelle foruncolosi, contro l'acne e le emorroidi.


BASILICO (VEDI SCHEDA)

Pianta erbacea odorosa della famiglia delle Labiate, viene coltivata  negli orti come aromatico condimento dei cibi. A scopo medicinale se ne raccolgono i fiori, durante I'estate.
È molto utile contro i dolori di stomaco, il meteorismo, i catarri intestinali. Esercita inoltre una funzione sedativa del sistema nervoso.
Se ne ricavano anche delle lozioni contro la caduta dei capelli.


BANANA

Detta anche Musa sapientum, appartiene alla famiglia delle Musacee ed è originaria dell'Asia tropicale. Ormai comune come alimento particolarmente nutriente e quindi adatto ai bambini in fase di sviluppo, da essa si può anche ricavare una farina alimentare che, pur contenendo meno amido di quella di frumento, rappresenta tuttavia un ottimo alimento adatto anche ai diabetici.
Contiene molti minerali come potassio, magnesio, sodio e ferro; dal punto di vista medico è utile per le sue numerose vitamine come l'antixeroftalmica, I'antiscorbutica, I'antiberiberica e I'antirachitica. Rappresenta inoltre un ottimo alimento per i deboli di stomaco, per gli arteriosclerotici, i gottosi e i sofferenti di nefrite.


BELLADONNA

L'Atropa Belladonna è una pianta perenne molto velenosa, e cresce nelle zone montuose delle Alpi e degli Appennini, nei boschi, nelle siepi e nei luoghi ombrosi in genere.
Ha fusto eretto, alto circa un metro, con ampie foglie di colore verde intenso, mentre i fiori, in agosto, sono a forma di calice di color viola. Al loro cadere rimangono delle bacche rotonde, che da mature sono nere, lucenti e velenosissime.
Per estrarre dalla Belladonna la sostanza utile in farmacologia, l'atropina, si utilizzano i fiori, le foglie e le radici.
Viene anche usata per impacchi curativi delle contusioni, e svolge una importante azione depressiva sul sistema nervoso parasimpatico, per cui provoca delle variazioni al battito cardiaco.


BERGAMOTTO

È largamente coltivato in tutto il Meridione per i suoi frutti dalla buccia aromatica,fa parte della famiglia delle Rutacee e viene anche detto Citrus Bergamia.
Viene usato in profumeria per la preparazione di profumi e acque di colonia.
In medicina, è adottato come calmante e deprimente del sistema nervoso, per scacciare i parassiti dell'uomo, come disinfettante e come rimedio contro i geloni.


BIANCOSPINO (VEDI SCHEDA)

Il Biancospino è una pianta spinosa delle Rosacee, comune nei luoghi boscosi e nelle siepi; ha foglie lobate e fiori bianchi e piccoli, molto odorosi.
Sia i fiori che i frutti sono ricchi di sostanze attive, come la quercetina, e vanno raccolti e seccati al sole.
In medicina ha un'azione molto valida come sedativo, per cui viene consigliato nei casi di ipertensione, di nervosismo e di insonnia; è pure giovevole agli arteriosclerotici, e modifica la pressione del sangue e i battiti cardiaci.


BORRAGINE (VEDI SCHEDA)


BORSA DEL PASTORE (VEDI SCHEDA)


BOSSO (BUXUS) (VEDI SCHEDA


BRIONIA

La Bryonia dioica appartiene alla famiglia delle Rampicanti ed e piuttosto comune nelle siepi, dove può raggiungere un'altezza di circa cinque metri. Le foglie sono lobate, mentre i fiori che hanno la loro fioritura fra aprile e giugno, sono di colore giallino; i frutti sono a forma di piccole bacche rosse.
Va usata.con molte precauzioni perché può essere fortemente velenosa e pericolosa.
E ricercata in medicina per le sue qualità lassative, diuretiche, emetiche e vermifughe. Viene anche particolarmente consigliata nei casi di pleurite o di bronchite.


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