martedì 28 ottobre 2014

CURARSI CON LA BETULLA (Curing with birch)


LA BETULLA

La betulla, slanciata, dalla corteccia bianca e setosa, è l'orpello segreto dei boschi umidi e delle torbiere dove la nebbia si dissolve col nascere del sole. È un albero magico in India, è un albero magico in Siberia e lo è anche per gli indiani d'America. È l'albero della saggezza (gli insegnanti, nel Medio Evo, ne avevano sempre a portata di mano una frasca per disciplinare gli scolari svogliati); è anche conosciuta come betula o bidollo e la si riconosce facilmente per la corteccia immacolata, talvolta delicatamente sfumata di rosa o verdolino, che si sfalda in strisce scoprendo in qualche punto delle splendide corone colore dell'antracite. 
Le foglie ovali e seghettate, in autunno assumono il colore dell'oro. In primavera gli amenti più corti portano i fiori femminili; gli amenti maschili, giallastri e penduli, spargono al vento delle vere nuvole di polline.

Sino dal 1100, la gran dama della fitoterapia, santa Ildegarda, prescriveva i fiori della betulla per curare ulcere e piaghe ribelli. L'italiano Mattioli nel 1500 fu il primo a scoprire le straordinarie proprietà di questa specie nel combattere i calcoli renali e della vescica: battezzò la betulla "I'albero antinefritico d'Europa".

Questa pianta viene usata come diuretico per guarire calcolosi, coliche renali, reumatismi, gotta, albuminuria e cellulite; le foglie, le gemme, la corteccia e la linfa dell'albero sono attive sia prese sotto forma di tisane per uso interno, che in applicazioni esterne (bagni, lozioni, impacchi). La betulla stimola la digestione, combatte il raffreddore ed è febbrifuga, disinfetta le piaghe, cura gran parte delle malattie della pelle, protegge il cuoio capelluto rallentando la caduta dei capelli e dà l'incarnato della rosa al viso delle fanciulle.







  
Raccolta

In primavera, quando la terra si risveglia dal torpore invernale, raccogliete della betulla i germogli, le foglie, la linfa, i fiori e la corteccia; scegliete i germogli più prosperosi e le foglie più tenere; incidete il tronco per ricavarne la linfa; cogliete gli amenti il più presto possibile prima che i fiori maschi abbiano perduto il loro polline e prima che i fiori femmina siano stati fecondati; staccate la corteccia in maniera naturale: in strisce circolari. Per raccogliere la linfa della betulla si sega un ramo dell'albero in primavera. Se è grosso può dare anche 4 o 5 litri di linfa al giorno.






    
Preparazione e impiego

INFUSO diuretico di foglie: una piccola manciata di foglie fresche in un litro d'acqua (3 tazze al giorno).

DECOTTO concentrato di gemme (diuretico): 4 manciate di gemme in un litro d'acqua, fate ridurre della metà.(2 o 3 tazze al giorno).

DECOTTO di foglie e di gemme (contro la cellulite): una manciata in un litro d'acqua (3 tazze al giorno).

DECOTTO di corteccia (contro la febbre): mezza manciata di corteccia in un litro d'acqua (da 2 a 3 tazze al giorno. Questo preparato è ugualmente efficace nei casi di digestione difficile).

BAGNI COMPLETI (per dimagrire): mezza manciata di foglie fresche per litro d'acqua.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI contro i reumatismi, la gotta, ecc.: da 4 a 6 manciate di, corteccia in un catino d'acqua; lasciare riposare per mezz'ora; riscaldare (2 volte al giorno).

TISANA contro I'influenza: 15 pizzichi di foglie di betulla e 10 pizzichi di una miscela di fiori di viola del pensiero selvatica e di tiglio in un litro d'acqua (3 o 4 tazze al giorno).

IMPACCHI di foglie fresche contro le affezioni della pelle e le piaghe: da ripetere diverse volte al giorno.

LOZIONE contro la caduta dei capelli: preparate un decotto di corteccia e aggiungetevi qualche goccia di linfa fresca; massaggiate a lungo il cuoio capelluto.

ACQUA DA TOILETTE: preparate un decotto di foglie e di gemme e filtrate accuratamente; servitevi del liquido ottenuto per detergere la pelle che poi laverete con acqua distillata o, meglio ancora, con acqua di rose.








LA BETULLA (Birch)




La betulla è un arbusto originario dei paesi del Nord, considerato dalle popolazioni indogermaniche l'albero della vita e della felicità.
Secondo una credenza popolare essa protegge dai demoni e dalle streghe e, se piantata vicino all'abitazione o alla stalla, tiene lontana i fulmini.

La betulla appartiene alla famiglia delle Betullacee, può raggiungere un'altezza di 30 metri ed è facilmente riconoscibile dalla sua corteccia argentea.
Quest'ultima e le foglie hanno un gusto leggermente amaro e svolgono un'azione astringente.

La betulla cresce in tutta Europa e nelle zone temperate dell'Asia. Mentre la Betulla pendula è più comune nelle foreste di sempreverdi e dal terreno sassoso, la Betulla pubescens è presente in zone umide.
Per scopo terapeutico si utilizzano soprattutto le foglie giovani e la linfa che si estrae dal tronco.
Tramite la distillazione a secco dei rami e della corteccia si ricava il catrame di betulla.
Le foglie contengono i flavonoidi, dall'effetto diuretico, i tannini, dall'azione antinfiammatoria, i saponini e molta vitamina C. La linfa contiene zucchero, proteine e acido tannico.
Nella corteccia si trova la betulalbina, una sostanza resinosa.

Grazie ai flavonoidi presenti, le foglie di betulla hanno proprietà diuretiche: incrementano la minzione senza danneggiare i reni.
Per questo, una buona tisana di betulla è indicata nella cura delle infezioni alle vie urinarie e per prevenire i calcoli renali.
La medicina popolare consiglia l'utilizzo del catrame di betulla per curare gli ascessi, i reumatismi e la gotta (ma attenzione, questo preparato può risultare irritante per le pelli sensibili).

Per favorire la crescita dei capelli e combattere la forfora sono d'aiuto shampoo contenenti i principi attivi della pianta (una volta risolvevo il problema col fai da me).


Ci sono molte farmacie ondine a cui potete rivolgervi per risolvere i vostri disturbi quali ....
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CURARSI CON L'ALBICOCCO (Curing with apricot)




   
ALBICOCCO

Lo considero uno degli alberi più cari al mio cuore, un vero donatore di salute. Non mi vergogno al ricordo delle mie razzie nei frutteti di Crauglio, quando la mia preda erano gli stupendi frutti gialli, dolci, e allo stesso tempo aciduli, di questo albero stupendo. Scrivendone, a distanza di anni, mi par di sentire ancora il loro sublime sapore.

I botanici hanno delle strane abitudini: ogni tanto ci fanno la sorpresa di classificare le piante in generi che ci sono, per lo meno, inattesi. Per esempio - secondo la loro scienza - l'albicocco non è altro che un susino, sia pure con I'attenuante di essere armeno, ma sempre un susino. 
In realtà I'albicocco non ha niente da spartire con l'Armenia. Proviene dall'Asia centrale dove, allo stato naturale, cresce tra la Grande Muraglia e Pechino. Furono i romani, seguiti dagli arabi, che lo portarono nel Sud dell'Europa.
Quando ebbi la possibilità di mettermi a leggere, dopo aver fatto tutti i mestieri per sopravvivere, non mi sorprese affatto di scoprire (ahimè, noi uomini abbiamo speso millenni per imparare a guarire con le piante per poi ripudiare tutta questa saggezza) che il sommo medico arabo Meshué curava con l'albicocca i mali di orecchi, i dolori del naso e le emorroidi. 
Santo cielo, mio padre faceva precisamente la stessa cosa! 
Quando è a giusta maturazione e non è stata violentata da insetticidi, I'albicocca è una delizia prodiga di vitamine A e C che non mi stancherò mai di raccomandare ai bambini, alle vittime di anemie, agli intellettuali e ai malati degli occhi, ma che sconsiglio ai sofferenti di stomaco e di fegato.
I sofferenti di reumatismi ne trarranno sicuro beneficio se mangeranno i frutti cotti, come depurativo consiglio le albicocche fresche, per controbattere le diarree le raccomando bollite nell'olio. La piccola mandorla contenuta nel nocciolo ha lo stesso uso in fitoterapia delle mandorle amare e delle mandorle dolci: ha virtù vermifughe, ma ci impone di farne uso in dosi molto limitate per il potente veleno che contiene, l'acido prussico o cianidrico.






Raccolta

Fate del vostro meglio per avere almeno un albicocco tutto vostro, nell'orto o nel frutteto, perché vi delizierà esteticamente, vi porterà sicuramente il canto degli uccellini che lo apprezzeranno, e sarà - anche questo - tanta salute ritrovata.
Se non vi fosse proprio possibile, fate di tutto per ottenere le albicocche più fresche e meno inquinate. A fini curativi questi mirifici frutti che avrete acquistato li utilizzerete solamente durante la loro stagione (giugno); quelli che vi saranno offerti fuori stagione - a prescindere dal prezzo esorbitante - saranno inesorabilmente avvelenati da mille diavolerie chimiche.






   
Preparazione e impiego

Mangiate a sazietà albicocche fresche, in marmellate, cotte o bollite nell'olio.

DECOTTO: misurate 100 grammi di polpa di frutta fresca per litro d'acqua. È utile, in compresse, per curare i malanni delle orecchie e del naso.

SEMICUPI: la stessa preparazione sopra descritta. Molto benefici in casi di emorroidi.

BAGNI COMPLETI, BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI a base di succo di albicocca. Per un bagno completo, in una normale vasca da bagno, occorre un litro di succo. Per bagni alle mani e pediluvi basta un bicchiere di succo per bacinella. Questi bagni ridonano bellezza alla pelle. (Eventualmente si potrà, ricorrere ai sali, di albicocca che si trovano in commercio.)