lunedì 10 febbraio 2014

CURARSI CON L'AGLIO (How to be cured with garlic)




AGLIO

Ho sempre considerato I'aglio un simbolo di vitalità. Non so se il mio amore per questa pianta è dovuto più alla mia anima friulana o alla fitoterapia... ma quando ne vedo in un giardino o in un orto, il mio primo pensiero è che mi trovo in un luogo dove la felicità e la salute sono di casa. 
Mio padre era solito dire che non dovrebbe esserci una giornata senza aglio come non ci dovrebbe essere una giornata senza pane. Non si stancava di esaltare l'usanza secondo la quale dalle nostre parti, i bambini facevano merenda tutti i giorni con una fetta di pane abbrustolito ben strofinato d'aglio e condito con olio d'oliva. 
Non riuscirò a dimenticare quelle merende che mi preparava nonna Libera; ne sento ancora il sapore.
L'aglio è strettamente imparentato con il giglio e il mughetto. Questo decano degli orti, dal verde manto, dalle chiome infiorate, dal bulbo rosa o color dell'alabastro, ci è giunto molto probabilmente dall'Asia centrale dove gli uomini sono più longevi e dove si dà il caso che il tasso di malattie tumorali sia il più basso del mondo.
Fin dagli albori della storia, I'aglio conquistò l'Egitto: i Faraoni lo facevano propinare quotidianamente agli schiavi impegnati nella costruzione delle piramidi. Gli egiziani ne facevano delle collane che mettevano al collo dei bambini per proteggerli dai parassiti e se ne servivano anche per accertarsi della fertilità delle donne...
I greci ne consumavano enormi quantità, anche se lo gratificavano del nome poco poetico di "rosa fetida". 
Se dobbiamo credere all'Odissea, Mercurio esortò Ulisse a farne uso per esorcizzare i malefizi della maga Circe che aveva il potere di trasformare gli uomini in porci. 
Gli eroi dello sport antico, durante le Olimpiadi, ne mangiavano uno spicchio prima di affrontare le prove. 
Il grande medico di quei tempi, Galeno, ci ha tramandato che l'aglio era il toccasana del contadino, mentre il collega Dioscoride lo considerava ottimo tonico, diuretico, vermifugo, antiveleno, curativo dell'asma, itteriziadolori di denti ed eruzioni della pelle.

Nel Medio Evo a queste già numerose attribuzioni se ne aggiunsero altre: la facoltà di guarire le febbri, la sordità, gli sbocchi di sangue, e altri malanni ancora. 
Nei Capitolari, Carlo Magno rese obbligatoria la coltivazione dell'aglio. 
Il buon Enrico IV, è appurato, fu battezzato, come tutti i guasconi e bearnesi, con uno spicchio d'aglio in bocca e con un sorso di vino di Jurançon (o di Armagnac: ma gli storici non sono concordi su quest'ultimo dettaglio); egli era famoso per le sue conquiste femminili, e prima di cimentarsi nelle sue imprese non mancava mai di mangiare un grosso spicchio d'aglio, preferibilmente a digiuno. 
Fra i miei ricordi personali non posso omettere di citare una storia di un impenitente e brillante donnaiolo, che puzzava d'aglio a dieci metri di distanza e che,.... rimase sempre all'altezza della sua fama.
Val la pena di ricordare che al Messico, alle Antille e nelle Filippine, i galli da combattimento seguono una dieta a base di aglio. Ricordo di un aneddoto riguardante un grosso stregone delle Antille i cui galli erano invincibili perché nutriti con una miscela composta a metà di aglio e a metà di grano.
Molto più scientificamente documentate e importanti sono due virtù attribuite di recente dalla medicina ufficiale all'aglio: curare il diabete e ridurre la tensione arteriosa.

Volendo elencare sistematicamente le molte proprietà dei miei cari spicchi, procederò nel modo seguente:

PRIMO: è un antibiotico e un importante antisettico ad azione diffusa. Uno scienziato di chiara fama ha confermato che i vapori di aglio hanno una validissima attività nella distruzione di batteri pericolosi.
Una volta, alla minima minaccia di epidemia, usavamo schiacciare spicchi d'aglio in ogni stanza della casa: se dovesse occorrere, ecco una ulteriore dimostrazione della validità della saggezza popolare...

SECONDO: è un effettivo regolatore della flora intestinale
Come i rapaci delle nostre campagne svolgono un'attività equilibratrice nella riproduzione dei roditori nocivi, così I'aglio frena il moltiplicarsi di batteri pericolosi nel nostro intestino. Pertanto lo indico nella maggior parte dei casi di dissenteria, diarrea, crampi di stomaco, pesantezza, flatulenzaecc.

TERZO: è un vermifugo formidabile che agisce contro tutti i vermi parassiti (tenia, ascaridi, ossiuri). Detto questo, nulla vi è di più benefico, per i bambini, della merenda a base di pane abbrustolito, aglio e olio come la preparava mia nonna.

QUARTO: è un impareggiabile stimolatore delle funzioni organiche e un regolatore di alcune funzioni fondamentali. Lo raccomando per curare i disturbi di fegato, delle ghiandole endocrine (tiroide, surrenale, ecc.), la gotta, la sciatica, le vertigini e i capogiri, i ronzii alle orecchie, le vampe di calore.

QUINTO: è un antidiabetico, nel senso che regola il tasso di glucosio del sangue. 
Tutti coloro che provengono da famiglie portate a soffrire di diabete, tutti gli obesi, hanno solo vantaggi da trarre dall'uso dell'aglio.

SESTO: è, probabilmente, un rimedio atto a prevenire i tumori dell'apparato digerente nel senso che, eliminando la stitichezza, riduce le probabilità di autointossicazione, e stimolando la secrezione di succhi gastrici, disinfetta al medesimo tempo l'intestino.

SETTIMO: è, infine, il miglior amico del nostro sistema circolatorio. Non si limita a combattere l'ipertensione che sta diventando uno dei flagelli della nostra epoca provocando infarti e congestioni cerebrali, ma ammorbidisce i vasi sanguigni - combattendo I'arteriosclerosi - tiene a freno il colesterolo, asseconda le funzioni dei globuli rossi che ci riforniscono di ossigeno ed è un antidoto contro l'intossicazione da nicotina e i moderni agenti inquinanti. 
(Attenzione fumatori e abitanti delle metropoli)


Allium sativum L. Famiglia delle Liliacee Fiori biancastri


RACCOLTA

Dove ho trovato aglio ho trovato salute; dove ho trovato salute c'era dell'aglio. Tutte le parti della pianta sono ricche di principi attivi, ma i bulbi ne sono particolarmente forniti e vi consiglio di limitarvi a questi. Se non li coltivate in giardino o nell'orto, badate bene di procurarvi agli non trattati con concimi chimici o pesticidi. State alla larga da quelli già confezionati, per non rischiare che i conservanti e altre diavolerie di cui saranno certamente impregnati non vi arrechino più danni che benefici. 
Ma io mi auguro che possiate disporre di aglio coltivato da voi stessi. Dato che questa pianta non gradisce un concime naturale troppo fresco, è meglio concimare il terreno sei mesi prima; piantate gli spicchi in ottobre-novembre, circa tre centimetri sottoterra e distanziati fra loro di una decina di centimetri. 
Dopo la raccolta, pulite bene le teste (bulbi) e fatele essiccare all'ombra, appese. 
Mangiate aglio in qualsiasi occasione e in qualsiasi maniera: in insalata, nel tradizionale condimento provenzale ailloli, nei condimenti più vari, nella minestra (la famosa minestra dei bambini è a base di aglio bollito) e in mille altri modi.


PREPARAZIONE E IMPIEGO

MERENDA -  Strofinate energicamente dell'aglio su un crostone di pane condito con un filo di olio d'oliva. La raccomando per i bambini, soprattutto come vermifugo.

DECOTTO - Usate una testa intera che farete bollire in un litro d'acqua o di brodo. 
È consigliabile per combattere la pressione alta e i malanni che ne derivano, attiva la circolazione, combatte la gotta e l'artrite, è un buon antisettico per i polmoni e I'intestino. 
Ne berrete 3 tazze al giorno.

TINTURA - Lasciate macerare per 48 ore uno spicchio d'aglio in un bicchierino di alcool. (20 gocce al giorno diluite in infuso di angelica, salvia o melissa.)

SCIROPPO -  Contro la pressione alta: due teste d'aglio grattugiate e 100 grammi di zucchero ben mescolati, a un bicchier d'acqua. (2 cucchiai al giorno.)

VINO: Una testa d'aglio e 10 pizzichi di assenzio da unire a un litro di vino caldo. 
Come vermifugo, ricostituente e febbrifugo: 2 bicchieri al giorno escludendo qualsiasi altra bevanda alcolica. 
Da non somministrare ai bambini.

SUCCO - Filtrare una poltiglia d'aglio attraverso un telo a trama sottile; aggiungere poi acqua distillata in misura di 10 volte il volume dell'aglio e 1 parte di alcool a 90°.
Solo per uso esterno.

BALSAMO - Schiacciare 2 spicchi d'aglio in 3 cucchiai d'olio.
(Per uso esterno sull'addome per combattere i vermi parassiti e i disturbi digestivi; sulla colonna vertebrale contro vertigini capogiri; sotto le piante dei piedi nei casi, di pressione alta.)

LIQUORE - In una bottiglia da un litro, 1/3 di aglio pestato in poltiglia e 2/3 di alcool che lascerete macerare per 15 giorni al sole, indi filtrate. 
Consigliabile per una cura tonica e ricostituente da prendere nella misura seguente: 2 gocce il primo giorno, 4 il secondo, 6 il terzo fino ad aver raggiunto le 24 gocce al giorno. Tornare poi, seguendo lo stesso ritmo, a 2 gocce giornaliere.

INFUSO COMPOSTO - 3 spicchi d'aglio, 2 pizzichi di cerfoglio, 1 pizzico di lavanda e 3 pizzichi di salvia in un litro d'acqua.
(3 tazze al giorno contro il colesterolo.)

CATAPLASMA - Uno spicchio d'aglio ben pestato da applicarsi direttamente sulla parte interessata (callo o verruca), badando a proteggere la pelle circostante con cerotto. 
Dà ottimi risultati entro quindici giorni.

ACETO - Lasciate macerare 3 spicchi d'aglio grattugiati in mezzo litro di aceto per 10 giorni. Da usarsi solo esternamente come disinfettante per piaghe e ulcere.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI - 3 teste d'aglio per ogni litro d'acqua. Due bagni tiepidi al giorno per curare allergie, asmaacne di origine gastrica, acne di origine intestinale, pressione alta e malanni derivanti.

FRIZIONI di aglio alla base della colonna vertebrale per curare I'impotenza.


Come norma generale, per star bene, mangiate almeno uno spicchio d'aglio alla settimana, senza dimenticare che la maniera più gradevole per farlo è a tavola: sempre che il sapore vi sia gradito.


NOTA - L'inconveniente principale dell'aglio è il suo odore che, essendo eliminato tramite l'apparato respiratorio, dà luogo all'alito famigerato. Questo alito, che non sempre agevola la vita di comunità, o sociale, è suscettibile di essere mascherato in diversi modi: con qualche goccia di angelica (essenza), masticando del cerfoglio o del prezzemolo, ingoiando lentamente una mela grattugiata e qualche cucchiaio di miele oppure sgranocchiando qualche chicco di caffè dopo il pasto.


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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VEDI ANCHE . . .

PREPARAZIONE DELLE ERBE MEDICINALI - Preparation of medicinal herbs





    
Le virtù benefiche delle piante si esplicano per via interna e per via esterna. 
Per via interna avete la scelta fra infuso, decotto, macerazione, succo, tintura, polvere e altre preparazioni. 
Per via esterna potete ricorrere a cataplasmi, lozioni, impacchi, compresse, colliri, gargarismi e sciacqui, clisteri, irrigazioni vaginali, bagni alle mani, pediluvi, semicupi o bagni completi.


INFUSO - Consiste nel gettare dell'acqua bollente su fiori, foglie, radici o altre parti della pianta e lasciar riposare qualche minuto. 
L'infuso è particolarmente adatto avendo a che fare con piante delicate o fiori. 
Il tempo di infusione varia a seconda delle piante: da 3 a 5 minuti per il tiglio, la salvia o la menta, mentre una pianta coriacea come la bardana la lasceremo riposare 10 minuti. 
In alcuni casi, come ad esempio per il crescione che è un'erba delicatissima, adopereremo acqua appena tiepida.


DECOTTO - Si prepara mettendo la pianta in acqua fredda, tiepida o già in ebollizione, secondo i casi, e facendo bollire il tutto per qualche minuto. 
Questa preparazione è, di solito, raccomandata per le specie vegetali o per le parti di vegetali piuttosto coriacee (rami, scorza, radici, semi, ecc.).
Il tempo di ebollizione varia a seconda della resistenza delle fibre vegetali all'azione del calore.


MACERAZIONE - Si ottiene lasciando riposare a lungo, da mezza giornata a quindici giorni, le parti attive della pianta in un liquido. 
Le macerazioni nell'acqua non devono prolungarsi oltre mezza giornata altrimenti svilupperebbero veri e propri brodi di cultura di batteri. Per questa ragione viene preferita, di solito, la macerazione nel vino (bianco o rosso), nell'alcool (acquavite a 45°), o anche nel sidro o nella birra.


SUCCO - Per ottenere un buon succo di pianta (il succo di frutta non è che un caso particolare) dovremo disporre di erbe fresche, appena colte. Le schiacceremo con molta cura in un mortaio e spremeremo la poltiglia ottenuta attraverso un panno molto pulito e a trama sottile. 
Si trovano in commercio degli spremi legume a centrifuga che danno lo stesso risultato. 
Il succo può essere preso per via interna a dosi di un cucchiaino così com'è o, preferibilmente, mescolandolo a latte, siero, miele o marmellata. 
In alcuni casi lo utilizzerete per via esterna in impacchi, compresse, ecc.


TINTURA - Questa preparazione esige delle precauzioni particolari dato che in essa i principi attivi della pianta sono altamente concentrati, pertanto utilizzeremo unicamente erbe prive di tossicità. 
Per ottenere la tintura dovremo schiacciare la pianta, o parti di essa, in alcool a 90°, lasciar riposare due o tre giorni e poi filtrare attraverso un telo molto fine. 
In mancanza di indicazioni specifiche, per maggior prudenza, è consigliabile ricorrere alla tintura solamente in casi gravi, o servirsene solo per uso esterno.


POLVERE - In determinati casi può essere vantaggioso prendere i rimedi vegetali sotto forma di polvere. A questo fine aspetteremo che le parti attive della pianta siano completamente essiccate e, in seguito, le pesteremo il più finemente possibile. 
La polvere si prende per via orale, a cucchiaini, mescolata con miele. 
Come nella tintura, i principi sono altamente concentrati e si seguiranno scrupolosamente i dosaggi raccomandati.


CATAPLASMA - Con il cataplasma abbordiamo la gamma delle preparazioni per uso esterno. Secondo i casi, la pianta può essere usata facendone un impiastro da applicare a diretto contatto della pelle dove verrà mantenuta per qualche minuto con I'aiuto di un panno.
Si potrà anche avvolgere la poltiglia in un telo a trama fine prima di applicarla sulla parte del corpo interessata. 
La scelta del metodo da seguire sarà dettata dal grado di aggressività della pianta. 
Se abbiamo una pianta blanda non esiteremo a metterla a diretto contatto con l'epidermide, è il caso, per esempio, del cavolo. Se, invece, abbiamo a che fare con una pianta irritante o acida che rischia di provocare infiammazioni e arrossamenti, renderemo più blanda la sua azione frapponendo uno strato di tessuto. 
Questa preparazione si impone quando abbiamo a che fare con dei veri e propri revulsivi come la senape.
Contrariamente a una credenza abbastanza diffusa, la temperatura del cataplasma non deve essere elevata; dai 50° in su quasi tutte le piante perdono le loro virtù revulsive, rubebefacenti e lenitive. 
A mio parere, la temperatura ideale di un cataplasma deve essere di 40°. 
In alcuni casi poi, come faccio io stesso con le foglie di cavolo, basta semplicemente scaldare la pianta passandovi sopra un ferro da stiro. 
Mai lasciare un cataplasma sulla pelle più di 5 minuti; meglio ripetere frequentemente le applicazioni che lasciare i cataplasmi lungamente a contatto con la pelle.


LOZIONE - E' un infuso, un decotto o altro preparato, applicato direttamente sulla parte da curare con un lungo massaggio.
Quando il massaggio viene fatto con movimenti rapidi ed energici, lo chiameremo frizione
Lozioni e frizioni sono indicatissime nella cura delle malattie della pelle e del cuoio capelluto.


IMPACCO - E' un grosso strato di ovatta, cotone idrofilo, o flanella piegata in quattro, imbevuto di un preparato liquido (decotto, infuso, tintura, ecc.) che si applica direttamente sulla parte da curare per qualche minuto. La durata dell'applicazione dai 5 ai 10 minuti, dipende dal grado di attività della pianta impiegata e dalla gravità del male.


COMPRESSA - Non è altro che un impacco preparato con un prodotto meno concentrato che ha un'azione più lenta.
Le prime compresse devono essere rinnovate all'incirca ogni due ore (su piaghe, ulcerazioni, ecc.). In seguito si potranno rinnovare con meno frequenza, ma l'intervallo fra una applicazione e la successiva non dovrà mai superare le 12 ore.


COLLIRIO - Gli occhi, per i quali viene impiegato, essendo organi assai delicati, prepareremo il collirio con piante ad azione molto blanda (fiordaliso, calendula, ecc.), e a debole concentrazione. 
Il miglior collirio è un infuso molto leggero, preparato con acqua bollita. 
Si applica appena tiepido.


GARGARISMI - Per i gargarismi useremo le preparazioni più svariate: infusi, decotti, macerazioni, ecc. Li useremo caldi o molto caldi per accentuarne I'azione. 
Sono benefici contro tutti i malanni della bocca e della gola.


CLISTERE - E' uno dei metodi di somministrazione più efficaci che io conosca. Cura egregiamente disturbi intestinali, diarree, stitichezze, ecc., ma è altrettanto efficace nel combattere altre malattie quali disturbi circolatori, disturbi del fegato, ecc. 
Siccome il clistere ha un'azione molto rapida, c'è sempre il pericolo di complicazioni dovute a effetti secondari tossici. Per evitare questo rischio impiegheremo preparati a bassa concentrazione, come infusi o decotti. 
Come regola generale ci limiteremo a somministrare un solo clistere al giorno, senza superare il mezzo litro (è già una dose notevole), e alla temperatura ideale di 37°.


IRRIGAZIONE VAGINALE - Le donne vittime di mestruazioni dolorose, perdite bianche o leucorrea, non potranno che trarre grandi benefici da questo tipo di trattamento. 
Come il clistere, la lavanda o irrigazione vaginale è molto attiva e pertanto utilizzeremo preparati a bassa concentrazione (infusi e decotti) e la temperatura sarà quella del nostro corpo, cioè 37°. 
Due irrigazioni al giorno sono il massimo che io consiglio: rischieremmo altrimenti di irritare i delicati organi femminili e di aggravarne i disturbi.


BAGNI - Sono la quintessenza del trattamento per osmosi che ho imparato da mia nonna e che ho sempre considerato fra i più efficaci. 
I principi attivi delle piante penetrano rapidamente attraverso l'epidermide: in taluni casi raggiungono gli organi malati più rapidamente dei preparati presi per via interna aventi le stesse proprietà. Secondo le circostanze opterete per i semicupi o per i bagni completi che richiedono molta acqua e notevoli quantità di pianta.
Io preferisco i bagni alle mani e i pediluvi, perché sono più semplici e pratici da preparare e soprattutto perché le mani e i piedi sono le parti del nostro corpo più ricettive.
Per preparare un buon bagno per le mani o un pediluvio, fate bollire due litri d'acqua, lasciate riposare cinque minuti, indi aggiungete la quantità prescritta di pianta essiccata. 

Vi consiglio però di adottare la mia preparazione speciale che, anche se richiede un po' più di tempo, è molto più efficace.
Inizierete con quella che chiamo una preparazione di base.
Fate bollire un litro d'acqua, lasciate riposare per cinque minuti. Quando I'acqua si sarà intiepidita, aggiungete la dose di pianta per due litri di bagni (riferitevi ai dosaggi raccomandati per ogni pianta). 
Lasciate macerare, al riparo dalla polvere, da quattro a cinque ore.
Al momento di fare il bagno alle mani o il pediluvio, fate bollire due litri d'acqua, lasciate riposare cinque minuti, indi aggiungetevi il litro di preparazione di base e fate le bagnature. 
Questo preparato si conserverà e potrà essere utilizzato ripetutamente per otto giorni, con il solo accorgimento di riscaldarlo ogni volta, SENZA MAI FARLO BOLLIRE e senza mai aggiungere ulteriori quantità di pianta.

Per i bagni non utilizzate mai recipienti di metallo non smaltato e il meno possibile quelli di plastica. L'ideale è che disponiate di bacinelle di coccio.
Salvo indicazioni contrarie, fate il pediluvio al mattino a digiuno, il più caldo possibile, senza essere bollente e della durata di otto minuti. 
Il bagno alle mani fatelo invece la sera prima di cena, anch'esso il più caldo possibile (senza farlo bollire) e per otto minuti.
Il metodo usato per la preparazione dei bagni alle mani e dei pediluvi si presta ad essere applicato con molto successo anche alla preparazione dei clisteri e delle docce vaginali.


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