domenica 30 novembre 2014

C - FITOTERAPIA (C - Medicinal herbs - Phytotherapy)


    
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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(In costruzione)


CACAO

Appartenente alla famiglia delle Malvacee, è una pianta di origine americana, con grandi frutti contenenti molti semi simili a mandorle che, dopo essere stati abbrustoliti, vengono macinati. Da essi si estrae il burro di cacao. 
Contengono inoltre una droga detta teobromina, che è stimolante del sistema nervoso e fortemente diuretica.
Il burro di cacao favorisce la rapida cicatrizzazione delle ragadi e delle ferite e serve anche a proteggerle dai batteri, e in genere per ammorbidire la pelle.
La tobromina è invece una polvere bianca, amara ed inodora, che agisce sui centri del cervello ed è quindi indicata nei casi di ipertensione o di affaticamento.


CALENDULA (VEDI SCHEDA)


CAMOMILLA (VEDI SCHEDA)

È un'erba comune in tutta Italia e cresce sia in pianura che nelle zone montuose, specialmente nei luoghi incolti; fiorisce in primavera e in estate, e i suoi fiori sembrano piccole margheritine col capolino giallo. Essi devono essere raccolti e mondati di petali e quindi fatti seccare. 
Dalla camomilla si estrae un alcool, il camillolo, e un olio, I'azulene, che le conferisce il suo potere calmante.
I suoi effetti medicinali sono soprattutto due: il primo, sedativo, è utile negli stadi di insonnia, di ipertensione, e anche nei dolori sia reumatici che della donna; il secondo, digestivo, è indicato nei dolori provocati dall'infiammazione dell'intestino e in generale per facilitare la digestione.
In impacchi può essere usata come calmante degli occhi arrossati o insofferenti della luce.


CAPELVENERE

Cresce nei luoghi umidi e scuri come nelle fessure di vecchi muri di cantine di pozzi, ma viene anche coltivata come pianta ornamentale. È infatti molto bella per la delicatezza delle foglie, di un bel colore verde chiaro, assai decorative. Lo stelo è sottilissimo, di colore rosso scuro.
In medicina vengono utilizzati sia le foglie che lo stelo, per farne infusioni utili a combattere i raffreddori e i catarri polmonari, I'asma, i reumatismi e le coliche.
È efficace nei casi di disfunzioni epatiche, mentre il decotto serve per eliminare la forfora ed impedire la caduta dei capelli.
È un erba molto ricercata per il suo alto contenuto di tannino, di acido gallico e di oli essenziali.


CAPPUCCINA o NASTURZIO (VEDI SCHEDA)


CARCIOFO (VEDI SCHEDA)

La Cynar cardunculus è una pianta erbacea comune in tutti i paesi caldi 
d'Italia: ha foglie larghe, e spinose, e se ne mangiano le infiorescenze giovani e tenere.
Contiene un principio attivo, la cinarina, che costituisce uno specifico rimedio nei casi di insufficienza epatica e renale, per cui il carciofo è particolarmente indicato contro l'itterizia, la cirrosi epatica, i calcoli biliari.
È inoltre ricco di enzimi. La sua azione antitossica è efficace per i sofferenti di artrite. Inoltre è giovevole come diuretico, antireumatico, antigottoso, e come purgante. 
Per la presenza dell'inulina, zucchero facilmente bruciato dal nostro corpo, costituisce un ottimo e giovevole alimento per i diabetici.


CARDIACA (VEDI SCHEDA)


CARDO (VEDI SCHEDA)

Il cardo, detto anche Cnisus benedictus, ha foglie aculeate e infiorescenze a capolino. 
Pianta annua, biancastra, fiorisce nella tarda primavera e se ne utilizzano tutte le parti.
Di sapore amarognolo, contiene diversi principi attivi, come la cnica, sostanze tanniche, resinose e gommose. Ha un'azione tonica che stimola l'appetito e le funzioni cardiache.


CAROTA COLTIVATA (VEDI SCHEDA)

Pianta erbacea delle Ombrellifere, coltivata negli orti, oltre a costituire un ottimo alimento possiede alti poteri medicinali soprattutto digestivi e depurativi.
Fiorisce dalla primavera all'autunno.
Se ne utilizza la radice, ricca di vitamine e di carotene, che contiene vitamina B e C.
Il carotene è indicato come ricostituente negli stati di anemia ed esercita utili e precise funzioni sul nostro organismo, quali la pigmentazione, la difesa dalle infezioni, e agisce sulle ghiandole surrenali e nel siero del sangue.
Nel fegato si trasforma in una sostanza attiva, la vitamina A.


CAROTA SELVATICA (VEDI SCHEDA)


CASCARA

Cresce nell'America del nord, ma vive anche in Italia. È un arbusto che fiorisce in primavera con piccoli fiori bianchi, che maturano in autunno in bacche nere. Anche dalla sua corteccia e dai suoi rami si ricavano sostanze medicinali contro la stitichezza.
La sua azione lassativa non provoca inconvenienti secondari, intestinali o degli organi pelvici, per cui è consigliata per chi soffre di emorroidi, alle donne in stato di gravidanza, nelle congestioni di fegato, nelle nefriti e quale rimedio emmenagogo. Infatti contiene emodina, peristaltina, tannino e sostanze peptiche.


CASSIA

Pianta aromatica delle Leguminose, tipicamente rinfrescante e lassativa essendo ricca di glucosio e soprattutto di fruttosio.
È consigliata in special modo ai bambini, ai vecchie alle donne incinte.


CASTAGNA

La castagna rappresenta un alimento pregiato, digeribile e ottimo perché ricco di minerali, amidi, zuccheri, albuminoidi, di materie grasse e di sostanze azotate.
L'albero cresce a mezza montagna ed è ricercato sia per la qualità del legno, sia per l'alto contenuto di tannino, sia per un fermento che ha poteri astringenti e sedativi per cui viene indicato ai bambini affetti da tosse asinina e ai vecchi colpiti da tosse catarrosa.
La farina di castagne contiene inoltre tali e tante sostanze nutritive che da sola potrebbe bastare a soddisfare il nostro bisogno alimentare, per cui è prescritta a tutti coloro che necessitano di una supernutrizione.


CASTAGNO (VEDI SCHEDA)


CAVOLO (VEDI SCHEDA)


CELIDONIA (VEDI SCHEDA)

Erba della famiglia delle Papaveracee, nasce nei luoghi ombrosi e umidi; dal fusto ramoso si ottiene una sostanza atta ad espellere i porri e le verruche, mentre molte altre sostanze medicinali vengono estratte da tutte le parti della pianta: fiori, foglie ecc.
È usata come purgante, diuretico e narcotico; contiene molti alcaloidi con azione simile a quella dell'oppio e di altre droghe.
È molto importante servirsene con cautela perché è velenosa e quindi deve essere usata su prescrizione medica.
È inoltre utile come antireumatico e contro la gotta.


CERFOGLIO (VEDI SCHEDA)


CETRIOLO

Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, è una pianta erbacea annua, originaria del I'India. Molto diffuso in Inghilterra e in Russia, ha un frutto saporoso e rinfrescante; contiene infatti il 79 % di acqua. 
Può risultare di difficile digestione, anche a causa della sua cellulosa e dei suoi principi estrattivi.
Non contenendo però zuccheri, è un cibo adatto ai diabetici. È inoltre un ottimo diuretico.
Sotto forma di impacchi, cura la pelle facendole diventare più bianca e più morbida. 
È alla base di molte creme di bellezza.


CHINA

Pianta di origine peruviana, la cui corteccia contiene la chinina, una delle sostanze più potenti contro le febbri e contro la malaria.
Fu introdotta in Europa dalla moglie del Viceré del Perù, la contessa Cinhon, nel 1639.
Possiede svariate proprietà medicinali ed è indicata nelle nevralgie reumatiche, per eliminare i catarri dello stomaco, come tonico per convalescenti e nella prevenzione della febbre per chi si deve recare in zone malariche.
E stimolante e utile contro I'inappetenza, la dispepsia e gli stati di anemia in genere.


CICORIA (VEDI SCHEDA)

Erba molto comune nei nostri prati, ottima come verdura, viene raccolta in primavera. 
Ha una radice fusiforme scura, mentre il fiore è di colore azzurro e sboccia in estate.
In medicina viene usata nei casi di itterizia e dispepsia. 
Il suo principio attivo, la cicorina, e le sue amare sostanze le conferiscono qualità toniche e stomatiche. 
È inoltre ottima come lassativo, depurativo del sangue, diuretico e contro le impurità della pelle.


CICUTA

Pianta velenosissima della famiglia delle Ombrellifere, nasce nei luoghi umidi e ombrosi e ha un fusto alto fino ad un metro, eretto, glabro e fistoloso. Le foglie verdi sono simili al prezzemolo ma hanno odore nauseante; i fiori sono bianchi, a forma di ombrello, mentre il frutto è simile ad un granellino ovale. Le radici sono allungate, fusiformi, e contengono un succo lattiginoso.
Fiorisce in primavera e in estate. Tutta la pianta emana un odore nauseabondo ed è amarissima; è tuttavia usata in medicina per le sue capacità risolventi; calmanti e sedative conferitele dai suoi due veleni: la cicutina e la coniina, che agiscono sui centri nervosi.
Serve anche come calmante nei casi di pertosse, di asma, in alcune malattie dell'apparato respiratorio e come rimedio nei dolori provocati dalle contrazioni della vescica e dell'intestino.
Va però sempre usata sotto il controllo medico, dato il suo alto potere venefico che conduce alla morte molto rapidamente.


CILIEGIO (VEDI SCHEDA)

Il frutto di questa pianta è un autentico medicamento, ha un effetto lassativo e diuretico, e per l'abbondanza di sali e di acidi vegetali in esso contenuti ha varie applicazioni in medicina.
È infatti indicato ai malati di artrite, a quelli afflitti da dolori reumatici o dalla gotta. 
Nelle ciliege inoltre è contenuto un acido che ha la proprietà di trasformare I'acido urico in modo tale che può essere facilmente eliminato dal nostro organismo. Per questo motivo costituisce un antidoto contro la cistite, i calcoli vescicali o renali, la nefrite.


CIPOLLA (VEDI SCHEDA)

È una delle verdure più semplici, ma non a tutti sono note le sue proprietà mediche.
È un ottimo diuretico, perché contiene oli volatili e un'essenza, il solfuro di allile, che agisce sui reni. Ha anche una funzione digestiva, calmante ed espettorante.
Inoltre, fin dai tempi più antichi è nota la sua funzione di arrestare la caduta dei capelli.


CIPRESSO (VEDI SCHEDA)


CLEMATIDE (VEDI SCHEDA)


COLCHICO

È una pianta spontanea che nasce nei luoghi umidi del nord Italia, in autunno; i prati si riempiono allora dei suoi fiori rosa pallido, a forma di giglio.
In medicina sono ricercati i suoi bulbi perché contengono un principio attivo, la colchicina, che ha potere calmante nei casi di gotta e di dolori articolati.
È anche un medicamento diuretico, perché elimina gli urati.
Il colchico è però molto velenoso e quindi va usato con molta cautela.


COCLEARIA

Appartiene alla famiglia delle Crocifere ed è una pianta erbacea molto ricercata in medicina. Presenta una radice a fittone, foglie verdi con lungo picciuolo, i fiori riuniti a grappolo. Emana un odore acuto simile a quello della senape nera, che appartiene alla stessa famiglia.
Nota è la sua efficacia come antiscorbutico, ma è altresì utile contro i reumatismi, come disinfettante della bocca e come dimagrante.


CRESCIONE (VEDI SCHEDA)

Il Crescione è una pianta erbacea con infiorescenze a grappolo e frutto con numerosi semi.
Cresce spontaneamente nei fossi ma viene anche coltivata, sempre però con molta acqua perché non cresce nei luoghi asciutti.
Quest'erba di sapore amarognolo possiede molte virtù medicinali perché contiene zolfo, sali di potassio, fosforo, iodio, ferro, un principio attivo, la gluconasturzina e le vitamine A. B, C, E. 
È così un forte antiscorbutico e, per la presenza di sali di potassio un ottimo diuretico. Non
irrita infatti né i reni né la mucosa intestinale.
È utile anche per favorire la secrezione della saliva, è sudorifero ed espettorante, corroborante e depurativo.
Deve essere però mangiato crudo, perché cotto perde le sue proprietà medicinali.


CUMINO (VEDI SCHEDA)


CUSCUTA

È un erba filiforme e parassita delle altre erbe, alle quali si attacca con i propri uncini tenaci e robusti.
Costituisce un grave danno per le coltivazioni ma è utile come medicinale perché blando lassativo, stimola la secrezione della bile, ed ha pure funzioni carminative.



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FITOTERAPIA - Cosa sono i fitofarmaci?



CURARSI CON L'AGRIMONIA (Curing with agrimony)



AGRIMONIA

Pur essendo stretta parente della rosa, ne è la cugina meno aggraziata. Il giudizio a voi: uno stelo rossastro, volgaruccio e peloso, cosparso di foglie dentellate e villose di un verde banalissimo o tendenti al brunastro. I fiori sono giallastri, piccoli, insignificanti, senza la minima brillantezza, aggrappati allo stelo come lunghe spighe tristemente simili a code di mucche, irte di gancetti che non risparmiano né i nostri abiti, né il pelo delle bestie. 
Riflettiamo però che anche per le piante spesso vale quanto vale per noi uomini, e cioè che l'apparenza non dà sempre la vera misura del valore intrinseco delI'essere.
Detto questo, è indiscutibile che in epoche preistoriche l'uomo riconosceva all'agrimonia eupatoria delle virtù. Ne raccoglieva i frutti e ne sono state rinvenute delle vestigia in scavi di comunità palafitticole. 

Un papiro egizio che risale a ben ventisei secoli prima della nostra era ci dice che l'agrimonia veniva utilizzata per curare gli occhi malati. Dopo non molto tempo Mitridate Eupatore, re del Ponto, famoso nella leggenda per la sua familiarità con droghe e veleni magici, le dette il secondo nome. Il greco Dioscoride prescriveva questa pianta per le sue universali virtù purgative. Un altro illustre medico dell'antichità la raccomandava, in applicazioni esterne, come rimedio sovrano per guarire le ferite subite in battaglia. Santa Ildegarda, donna saggissima del Medio Evo, ravvisava nell'agrimonia il rimedio principe contro febbre e amnesia, e Boerhaave, il grande botanico olandese del XVIII secolo, la prescriveva in gargarismi contro bronchiti e angine.

Per quanto mi riguarda personalmente, ho spesso avuto occasione di verificare le qualità medicamentose della pianta. È leggermente diuretica ed è indicata contro le coliche renali e i dolori dei reni. È un discreto medicamento per curare piaghe o ferite: giova alle ferite da taglio, alle ulcere e alle infiammazioni. 
Come vermifugo è valida, ed è anche un raccomandabile ricostituente generale. 
Ma prima di qualsiasi altra virtù, le attribuisco quella di essere I'erba miracolosa (ammesso di poter parlare di miracoli quando ci riferiamo alle nostre amate erbe) per curare i malanni della bocca e della gola, le afte, le angine e le ulcerazioni del palato e della lingua.

Un notissimo cantante era distrutto: si era accorto che perdeva la voce dopo il terzo brano di ogni spettacolo e aveva degli atroci dolori di gola che nessuna medicina riusciva più a lenire. Gli venne prescritto dieci gargarismi giornalieri di eupatoria come cura di attacco, da ridursi a quattro o cinque dopo quindici giorni come cura di mantenimento. Bene, questo cantante ha superato se stesso nei vocalizzi e mi ha divertito non poco vedere affisso il nome del rimedio fra le quinte di un teatro di varietà qualche tempo dopo...






Raccolta

L'agrimonia eupatoria è diffusa un poco dappertutto, anche se predilige i terreni argillosi, i pascoli poveri, le radure soleggiate e gli argini. Coglietene fiori e foglie in estate e fateli essiccare in un locale ben aerato, all'ombra.


Preparazione e impiego

INFUSO E DECOTTO: mezza manciata di fiori e foglie per un litro d'acqua. Ingerirne da 3 a 5 tazze al giorno come diuretico, vermifugo o ricostituente. 
Per l'aroma e il colore somigliante al vino, I'infuso è abbastanza gradito in alcune zone del nord, dove lo si beve come sostituto del tè. 
Il decotto può essere utile, in uso esterno, per la cura di lesioni.

VINO: quattro manciate di agrimonia essiccata in un litro di vino rosso da far bollire per 5 minuti e poi riposare per un'ora. 
È indicato solo per uso esterno per pulire e medicare piaghe in suppurazione.

GARGARISMI: 2 manciate di fogli,e essiccate in un litro d'acqua che bolliranno fino a che il tutto si sia ridotto di un terzo; aggiungete poi 50 grammi di miele e, possibilmente, una manciata di tiglio e una di salvia. 
Gargarizzarsi molte volte al giorno per curare angine, afte e faringiti.

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: due manciate di fiori e foglie essiccate in una bacinella contenente acqua caldissima. 
Potete fare le bagnature subito, oppure dopo aver fatto riposare per 12 ore. 
(È consigliabile per curare le emicranie.)


H - FITOTERAPIA (H - Medicinal herbs - Phytotherapy)







ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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(In costruzione)

HERACLEUM SPONDYLIUM (VEDI SCHEDA)
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FITOTERAPIA - Cosa sono i fitofarmaci?


B - FITOTERAPIA (B - Medicinal herbs - Phytotherapy)




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BARDANA (VEDI SCHEDA)

Erba comunissima nelle sterpaie e nei luoghi non coltivati. Ha lo stelo ramificato e foglie larghe. Raggiunge l'altezza di un metro e fiorisce in estate con piccolissimi fiorellini rossi ravvicinati. La radice è giallo scuro ed ha un sapore amarognolo che toglie la sete e favorisce la salivazione.
In medicina viene usata come cicatrizzante, nelle foruncolosi, contro l'acne e le emorroidi.


BASILICO (VEDI SCHEDA)

Pianta erbacea odorosa della famiglia delle Labiate, viene coltivata  negli orti come aromatico condimento dei cibi. A scopo medicinale se ne raccolgono i fiori, durante I'estate.
È molto utile contro i dolori di stomaco, il meteorismo, i catarri intestinali. Esercita inoltre una funzione sedativa del sistema nervoso.
Se ne ricavano anche delle lozioni contro la caduta dei capelli.


BANANA

Detta anche Musa sapientum, appartiene alla famiglia delle Musacee ed è originaria dell'Asia tropicale. Ormai comune come alimento particolarmente nutriente e quindi adatto ai bambini in fase di sviluppo, da essa si può anche ricavare una farina alimentare che, pur contenendo meno amido di quella di frumento, rappresenta tuttavia un ottimo alimento adatto anche ai diabetici.
Contiene molti minerali come potassio, magnesio, sodio e ferro; dal punto di vista medico è utile per le sue numerose vitamine come l'antixeroftalmica, I'antiscorbutica, I'antiberiberica e I'antirachitica. Rappresenta inoltre un ottimo alimento per i deboli di stomaco, per gli arteriosclerotici, i gottosi e i sofferenti di nefrite.


BELLADONNA

L'Atropa Belladonna è una pianta perenne molto velenosa, e cresce nelle zone montuose delle Alpi e degli Appennini, nei boschi, nelle siepi e nei luoghi ombrosi in genere.
Ha fusto eretto, alto circa un metro, con ampie foglie di colore verde intenso, mentre i fiori, in agosto, sono a forma di calice di color viola. Al loro cadere rimangono delle bacche rotonde, che da mature sono nere, lucenti e velenosissime.
Per estrarre dalla Belladonna la sostanza utile in farmacologia, l'atropina, si utilizzano i fiori, le foglie e le radici.
Viene anche usata per impacchi curativi delle contusioni, e svolge una importante azione depressiva sul sistema nervoso parasimpatico, per cui provoca delle variazioni al battito cardiaco.


BERGAMOTTO

È largamente coltivato in tutto il Meridione per i suoi frutti dalla buccia aromatica,fa parte della famiglia delle Rutacee e viene anche detto Citrus Bergamia.
Viene usato in profumeria per la preparazione di profumi e acque di colonia.
In medicina, è adottato come calmante e deprimente del sistema nervoso, per scacciare i parassiti dell'uomo, come disinfettante e come rimedio contro i geloni.


BIANCOSPINO (VEDI SCHEDA)

Il Biancospino è una pianta spinosa delle Rosacee, comune nei luoghi boscosi e nelle siepi; ha foglie lobate e fiori bianchi e piccoli, molto odorosi.
Sia i fiori che i frutti sono ricchi di sostanze attive, come la quercetina, e vanno raccolti e seccati al sole.
In medicina ha un'azione molto valida come sedativo, per cui viene consigliato nei casi di ipertensione, di nervosismo e di insonnia; è pure giovevole agli arteriosclerotici, e modifica la pressione del sangue e i battiti cardiaci.


BORRAGINE (VEDI SCHEDA)


BORSA DEL PASTORE (VEDI SCHEDA)


BOSSO (BUXUS) (VEDI SCHEDA


BRIONIA

La Bryonia dioica appartiene alla famiglia delle Rampicanti ed e piuttosto comune nelle siepi, dove può raggiungere un'altezza di circa cinque metri. Le foglie sono lobate, mentre i fiori che hanno la loro fioritura fra aprile e giugno, sono di colore giallino; i frutti sono a forma di piccole bacche rosse.
Va usata.con molte precauzioni perché può essere fortemente velenosa e pericolosa.
E ricercata in medicina per le sue qualità lassative, diuretiche, emetiche e vermifughe. Viene anche particolarmente consigliata nei casi di pleurite o di bronchite.


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FITOTERAPIA - Cosa sono i fitofarmaci?


sabato 29 novembre 2014

A - FITOTERAPIA (A - Medicinal herbs - Phytotherapy)


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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(In costruzione)



Albero maestoso per la sua altezza, è particolarmente diffuso nelle montagne dell'Europa centrale, dove forma splendide associazioni forestali.
Fra le specie più note, il più interessante è I'Abete bianco, che si trova comunemente sulle Alpi e sugli Appennini.
Più pregiato è il legnarne fornito dall'Abete rosso.
Fin dai tempi più remoti è noto I'uso terapeutico della sua resina specialmente come espettorante nelle malattie polmonari.
Il suo estratto oleoso è invece usato come rimedio contro la renella, i dolori ai fianchi, la rosse e i catarri bronchiali.
Nota la sua efficacia come diuretico e medicinale per la gotta.



Albero originario dell'Africa orientale, è ormai comune anche in Italia; appartiene alla famiglia delle Mimosacee ed è una pianta spesso spinosa con fiori molto piccoli riuniti in spighe o in capolini; le foglie sono per lo più composte e il frutto è polposo.
Fra le specie più note abbiamo la Robinia Pseudo Acacia, la Gaggia (Acacia farnesiana) e I'Acacia abissinica che fornisce la gomma arabica da cui si ricava I'Arabina.
Fiorisce in primavera e i suoi fiori sollo molto ricercati.
Farmacologicamente le sostanze da esse derivate sono utili per lenire le mucose infiammate sia dell'apparato respiratorio che del sistema gastro-intestinale, ma sono pure usate come energetici purganti.


ACANTO

Pianta erbacea con grandi foglie frastagliate color verde scuro, che riunite in cespuglio ripiegano la pianta verso il basso.
Cresce spontaneamente fra i ruderi di tutta la zona mediterranea ma è anche coltivata come pianta ornamentale dei giardini.
L'Acanthus mollis è la specie usata in medicina; ha grandi foglie leggermente grasse, gambo fiorifero e radice carnosa.
Possiede proprietà emollienti e viene usato anche nelle emorragie, diarree ed infiammazioni della gola.


ACETOSA (VEDI SCHEDA)

Erba di sapore acido della famiglia delle Poligonacee, si trova in tutta Europa e viene anche coltivata per prepararne delle salse.
Si presenta come un'erba perenne alta fino ai sei metri con fusto eretto, foglie sagittate, fiori piccolissimi e radice a fittone. Contiene I'ossalato acido di potassio cui è dovuto il sapore acidulo, ed è particolarmente ricca anche di vitamina C. 
Utile come antipiretico e diuretico, presa in dosi eccessive e però velenosa.


ACHILLEA (VEDI SCHEDA)

Pianta erbacea delle Composite, con foglie minutamente.frastagliate e aromatiche, viene chiamata comunemente millefoglie. Il suo stelo può essere alto fino a 50 cm., con piccoli fiori che danno dei frutti cuneiformi.
Nelle nostre regioni è molto comune specialmente lungo i fossi, le siepi e i prati. Fiorisce in estate e in autunno. Se ne conservano tutte le parti che emanano un forte profumo e si fanno essiccate al sole.
Deve il suo nome al mitico personaggio di Achille, del quale si dice che avesse potuto curare le sue tremende ferite insanabili, con questa erba miracolosa. Di qui il norne di erba del soldato.
Dotata di un principio attivo, I'achelleina, serve a controllare gli sbalzi di pressione e a ristabilire la normale circolazione del sangue, nonché a migliorare le funzioni digestive ed epatiche. E' consigliabile inoltre per i catarri bronchiali, nelle diarree acute negli stati di debolezza.


ACONITO (VEDI SCHEDA)

Pianta velenosa, della famiglia delle Ranuncolacee, viene usata anche come medicamento.
É riconoscibile per i fiori azzurri dalla forma di cappuccio rovesciato.
Cresce sulle nostre montagne in in luoghi umidi e boscosi.
Si utilizzano i bulbi che vengono tagliati a fette ed essiccati al sole in estate. Nel bulbo è contenuta I'aconitina, alcaloide, che è un potentissimo veleno. Chi la raccoglie deve usare molte cautele: è assolutamente necessario lavarsi accuratamente le mani dopo averla toccata per evitare coliche dolorosissime che possono portare alla morte inesorabile, se tale veleno è assimilato in dose superiore ad un milligrammo al giorno.
L'uso terapeutico, affidato esclusivamente a medici e a farmacisti, può essere efficace come antinevralgico, nei dolori reumatici, contro la sciatica, per il mal di denti. 
Serve anche per migliorare le condizioni generali della circolazione del sangue.



AGARICO


L'Agarico bianco, chiamato anche fungo del larice, non è una pianta né un'erba, ma una muffa di alcune piante montane come appunto larici, pioppi, castagni e abeti.
Si presenta come un fungo di colore giallognolo aderente alla pianta.
La polpa biancastra che racchiude è usata come droga in medicina e in veterinaria. Contiene l'acido agarico Iaricinico detto agaricina, che possiede una spiccata proprietà di diminuire il sudore. Era molto usato nell'antichità e veniva consigliato per diversi mali.
Attualmente è impiegato come purgante e diuretico.


AGLIO (VEDI SCHEDA)

L'aglio o allium sativum è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Liliacee, con bulbo circondato da tuniche e diviso a spicchi.
Oltre ad essere usato come condimento, possiede notevoli proprietà medicinali perché contiene un enzima, I'allisina, e un glucoide solforato, la allina, particolarmente indicati per la cura delle malattie dei sistemi digestivo e cardio-circolatorio e nella cura dell'arteriosclerosi. È pure indicato per le bronchiti croniche e varie altre affezioni polmonari.
È anche un potente vermifugo, mangiato a digiuno, mentre gli impacchi con esso preparati sono considerati molto efficaci contro i reumatismi e per maturare gli ascessi.
È tuttavia controindicato alle donne in periodo di allattamento, per la sua influenza negativa sul latte, al quale conferisce sapore sgradevole.


AGRIMONIA (VEDI SCHEDA)


ALCHIMILLA (VEDI SCHEDA)


ALLORO

L'alloro è un albero di medi a grandezza, sempreverde, con foglie coriacee, fiori poco appariscenti e frutti drupacei, ed è molto comune in tutta Italia sia come pianta ornamentale sia per aromatizzare le vivande.
I suoi frutti si raccolgono in piena estate e servono a combattere la gotta e i dolori reumatici; le foglie invece si raccolgono a marzo.
Il Larus Nobilis è usato come rimedio atto a guarire le malattie della bocca, è tonico, eccitante, diuretico. Contiene acido laurico ed un principio attivo, la laurostearina, che è una sostanza grassa.
Il suo olio serve nella terapia del sistema nervoso, mentre le sue proprietà lo rendono efficace come digestivo, come rimedio contro il raffreddore. 
Il decotto infine è usato contro il sudore dei piedi.


ALOE 

È un tipo di pianta grassa delle Liliacee da cui si estrae un medicinale di sapore amarissimo.
Proviene dalle coste africane, è coltivata in piccole piantagioni anche in Sicilia. 
Si presenta piuttosto alta, ed ha foglie di un verde intenso.
Svariati e pregevoli sono i suoi usi: dai fiori e dalle foglie si ricavano sostanze ricercatissime per la produzione di liquori e sciroppi.
In medicina viene usato per il suo potere eupeptico e per provocare le mestruazioni; è però controindicato nella gestazione, nelle calcolosi e nelle infiammazioni della vescica.


ALTEA (VEDI SCHEDA)

L'Althea Officinalis appartiene alta famiglia delle Malvacee, e viene anche chiamata popolarmente Bisco.
Ha foglie palmate, e fusto che può raggiungere anche il metro di altezza.
Cresce tra le siepi, nei luoghi umidi e incolti, fiorisce in giugno e luglio con fiori rosso pallido. Tutta la pianta è poi coperta di una lanugine bianco grigia.
È usata come potente calmante nelle infiammazioni viscerali e stomatiche, mentre il suo principio attivo, I'asparagina, le conferisce proprietà diuretiche e lassative. 
È anche un buon emolliente ed espettorante.


ANEMONE

Appartiene al genere delle Ranuncolacee ed ha fiori semplici e doppi, di colore paonazzo, bianco o azzurro. È una pianta erbacea perenne.
L'Anemone Pratensis è molto usato in medicina per la sua spiccata azione terapeutica, m a a causa delle sue proprietà che agiscono negativamente sul sistema nervoso centrale deve essere utilizzato con molte cautele. I suoi molteplici usi come emetico antispasmodico e sudorifero sono ricavabili dalle foglie fresche.


ANGELICA (VEDI SCHEDA)

È una pianta comune in Italia, e cresce spontaneamente soprattutto nelle regioni submontane, ma viene anche coltivata sia come alimento che come medicina.
Appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Ha uno stelo coperto di peluria rossastra che può superare il metro di altezza, le foglie sono alternate come quelle dell'ulivo mentre il fiore si presenta con la tipica forma ad ombrello, ed essendo particolarmente aromatico serve alla preparazione dei liquori. La radice è grassa e carnosa.
Il raccoglitore deve usare molte precauzioni perché I'Angelica è simile di forma alla Cicuta, anch'essa appartenente alla famiglia delle Ombrellifere.
Dalla sua distillazione si ottengono estratti che si usano in profumeria e in medicina come tonici, digestivi, contro il rachitismo e I'isterismo. È anche utile come vermifugo.

Oltre a questa prima specie, I'Angelica Archangelica, ne abbiamo una seconda, l'Angelica Silvestris, utilissima contro il catarro bronchiale e le coliche intestinali.


ANICE (VEDI SCHEDA)

L'Anice Vero è una pianta perenne della famiglia delle Ombrellifere, originaria dell'Oriente. Ha le foglie inferiori cuneiformi, lobate. I frutti sono pelosi, fortemente aromatici.
L'Anice è ricercato per le sue qualità terapeutiche e per usi alimentari.
I suoi usi farmacologici sono molteplici; i semi sono diuretici, eccitanti e carminativi. È anche utile come digestivo contro i gas intestinali, per calmare il singhiozzo e costituisce un grande sollievo nelle affezioni bronchiali.


ARANCIO (VEDI SCHEDA)

Appartenente al genere Citrus, se ne conoscono diverse varietà di cui le più importanti sono I'Arancio dolce a maturazione precoce e l'Arancio forte o Melangolo dai cui fiori si ricava I'essenza di neroli.
Questa pianta contiene svariati principi attivi fra cui il nerolo, I'esperidina e I'etere rnetilico. Viene adoperata per profumi e acqua di colonia.
L'arancio contiene inoltre molta vitamina C, per cui è indicato nell'età dello sviluppo, negli stati di anemia, di decalcificazione e di mancanza di fosforo. L'essenza di neroli ha un'azione calmante sul sistema nervoso, ottima la funzione digestiva eupeptica e stomatica nelle coliche di fegato e nei dolori intestinali:


ARNICA (VEDI SCHEDA 1) (VEDI SCHEDA 2) 

L'Arnica montana si trova unicamente sulle Alpi, sopra i mille metri.
Appartiene alla famiglia delle Composite, è una pianta a fusto eretto e ghiandoloso, con foglie basali a rosetta, bislunghe, e bei capolini gialli a forma di margherita.
Con i rizomi, le foglie e i fiori si prepara la tintura di amica, medicamento efficace contro i disturbi nervosi, i crampi allo stomaco e, per uso esterno, nelle contusioni, slogature, reumi e punture di insetti.
I fiori vengono raccolti prima della completa fioritura e seccati a basso calore.
L'anicina e I'arnicaina che se ne estraggono, per la loro energica azione vulneraria, vanno somministrate con molta misura perché possono provocare infiammazioni sulla cute particolarmente sensibile.
Per i veleni che I'Arnica contiene, è bene servirsene sotto controllo medico onde evitare disturbi del sistema nervoso centrale.
È giovevole per le febbri in genere, per la febbre puerperale, nelle commozioni cerebrali, nei postumi di colpi apoplettici ed anche contro l'acne.
Ancora ai nostri giorni, presso i montanari, sono note le sue proprietà di decongestionante delle vie respiratorie, se fumata come una sigaretta.


ARTEMISIA

Appartiene al genere delle Composite e si trova in montagna dove cresce a ciuffi lungo le siepi. Il fusto può superare il metro di altezza, con foglie ovoidali alternate lungo lo stelo, di colore verde nella parte superiore e biancastro in quella inferiore. I fiori sono di un colore giallo-grigio, riuniti a piccoli mazzi.
Farmacologicamente è utile contro I'epilessia, nelle convulsioni dei bambini e in genere come stimolante del sistema nervoso. Ha anche una funzione regolatrice del ciclo mestruale.


ASPARAGO (VEDI SCHEDA)


ASSENZIO (VEDI SCHEDA)

L'Artemisia Absinthium è un'erba che abbonda in tutta Italia, ed è della stessa famiglia dell'Artemisia; si trova particolarmente nelle zone rocciose in vicinanza del mare.
È una pianta perenne con un fusto argentato e foglie frastagliate, vellutate, di colore grigio chiaro; i cipolini sono raccolti in grappoli.
Fiorisce in primavera. È una delle erbe più comuni per le sue molteplici proprietà e principi attivi, come l'absintina e I'anabsintina.
Deve essere usata con molte precauzioni perché può essere molto velenosa; presenta notevole proprietà medicinali contro le febbri, lo scorbuto, la leucorrea, i calcoli urinali. 
È vermifuga e colagoga.


AVENA (VEDI SCHEDA)

Appartiene alla famiglia delle Graminacee ed è una pianta annua. I fiori si presentano in pannocchie piramidali formate da spighette a due, tre fiori con reste lunghissime piegate a ginocchio.
Le sue cariossidi forniscono un ottimo cibo per il bestiame, ma anche una farina preziosa come alimento per bambini e convalescenti.
Contiene infatti molte sostanze utili al corpo umano: ferro, glutine e amido. Nella pellicola, inoltre, i semi contengono vitamina B, fosforo e fosfati.
In medicina è usata in tutti i casi di deperimento organico, come stimolante del sistema neurovascolare, nei raffreddori, nelle malattie bronchiali, e nelle malattie che colpiscono il sistema digerente. È un ottimo diuretico.


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