martedì 28 ottobre 2014

CURARSI CON L'ALBICOCCO (Curing with apricot)




   
ALBICOCCO

Lo considero uno degli alberi più cari al mio cuore, un vero donatore di salute. Non mi vergogno al ricordo delle mie razzie nei frutteti di Crauglio, quando la mia preda erano gli stupendi frutti gialli, dolci, e allo stesso tempo aciduli, di questo albero stupendo. Scrivendone, a distanza di anni, mi par di sentire ancora il loro sublime sapore.

I botanici hanno delle strane abitudini: ogni tanto ci fanno la sorpresa di classificare le piante in generi che ci sono, per lo meno, inattesi. Per esempio - secondo la loro scienza - l'albicocco non è altro che un susino, sia pure con I'attenuante di essere armeno, ma sempre un susino. 
In realtà I'albicocco non ha niente da spartire con l'Armenia. Proviene dall'Asia centrale dove, allo stato naturale, cresce tra la Grande Muraglia e Pechino. Furono i romani, seguiti dagli arabi, che lo portarono nel Sud dell'Europa.
Quando ebbi la possibilità di mettermi a leggere, dopo aver fatto tutti i mestieri per sopravvivere, non mi sorprese affatto di scoprire (ahimè, noi uomini abbiamo speso millenni per imparare a guarire con le piante per poi ripudiare tutta questa saggezza) che il sommo medico arabo Meshué curava con l'albicocca i mali di orecchi, i dolori del naso e le emorroidi. 
Santo cielo, mio padre faceva precisamente la stessa cosa! 
Quando è a giusta maturazione e non è stata violentata da insetticidi, I'albicocca è una delizia prodiga di vitamine A e C che non mi stancherò mai di raccomandare ai bambini, alle vittime di anemie, agli intellettuali e ai malati degli occhi, ma che sconsiglio ai sofferenti di stomaco e di fegato.
I sofferenti di reumatismi ne trarranno sicuro beneficio se mangeranno i frutti cotti, come depurativo consiglio le albicocche fresche, per controbattere le diarree le raccomando bollite nell'olio. La piccola mandorla contenuta nel nocciolo ha lo stesso uso in fitoterapia delle mandorle amare e delle mandorle dolci: ha virtù vermifughe, ma ci impone di farne uso in dosi molto limitate per il potente veleno che contiene, l'acido prussico o cianidrico.






Raccolta

Fate del vostro meglio per avere almeno un albicocco tutto vostro, nell'orto o nel frutteto, perché vi delizierà esteticamente, vi porterà sicuramente il canto degli uccellini che lo apprezzeranno, e sarà - anche questo - tanta salute ritrovata.
Se non vi fosse proprio possibile, fate di tutto per ottenere le albicocche più fresche e meno inquinate. A fini curativi questi mirifici frutti che avrete acquistato li utilizzerete solamente durante la loro stagione (giugno); quelli che vi saranno offerti fuori stagione - a prescindere dal prezzo esorbitante - saranno inesorabilmente avvelenati da mille diavolerie chimiche.






   
Preparazione e impiego

Mangiate a sazietà albicocche fresche, in marmellate, cotte o bollite nell'olio.

DECOTTO: misurate 100 grammi di polpa di frutta fresca per litro d'acqua. È utile, in compresse, per curare i malanni delle orecchie e del naso.

SEMICUPI: la stessa preparazione sopra descritta. Molto benefici in casi di emorroidi.

BAGNI COMPLETI, BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI a base di succo di albicocca. Per un bagno completo, in una normale vasca da bagno, occorre un litro di succo. Per bagni alle mani e pediluvi basta un bicchiere di succo per bacinella. Questi bagni ridonano bellezza alla pelle. (Eventualmente si potrà, ricorrere ai sali, di albicocca che si trovano in commercio.)



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