mercoledì 24 settembre 2014

LE PROCESSIONARIE, un pericolo da conoscere e da evitare (Processionary caterpillars: a danger to know and to avoid)



Processionarie: un pericolo da conoscere e da evitare
    
Nome volgare con cui si indicano le larve di varie specie di Lepidotteri che, avendo abitudini gregarie, si spostano in lunghe file, simili a processioni. Esse rivestono particolare importanza sanitaria perché sono dotate di peli urticanti che possono causare gravi inconvenienti. 
In Italia esistono due specie di processionarie, appartenenti alla famiglia Thaumatopoeidae: Thaumatopoea pityocampa che si sviluppa sui pini e su altre conifere (cedri del Libano e larici) e Thaumatopoea processionea che si evolve sulle querce. 
Le farfalle depongono le uova sulle piante nutrici durante l'estate. I bruchi nascono verso la fine della stagione calda e costruiscono nidi di seta che ingrandiscono man mano che crescono ed entro cui trascorrono tutto l'inverno. Nella primavera successiva ricominciano a nutrirsi fino a maturazione. 






Mentre le processionarie del pino incrisalidano nel terreno, quelle della quercia compiono questa metamorfosi vicino al nido o nel suo interno.
Sul dorso dei bruchi di Thaumatopoea pityocampa sono stati scoperti degli organi di forma ovale, denominati 'specchi' che, in condizione di quiete, sono nascosti da pieghe del tegumento. Quando il bruco viene molestato, o comunque si sente in pericolo, assume la posizione di difesa e, aprendo le pieghe come due labbra, fa protrudere gli specchi, rivestiti di finissimi peli cavi, molto fragili, ripieni di un veleno urticante. 
I movimenti del bruco, con un meccanismo di sfregamento contro peli più grossi e più ruvidi, provocano la rottura di quelli velenosi che si conficcano facilmente nella pelle e nelle mucose dell'uomo e degli animali. 






Non si conosce ancora esattamente la natura della sostanza chimica contenuta nei peli cavi, ma si sa che essa provoca la liberazione di istamina nei tessuti colpiti. Oltre a determinare noiosissimi eritemi cutanei pruriginosi, i peli possono essere inalati o ingeriti con i cibi, il che può avere conseguenze molto gravi e, sia pure molto raramente, anche mortali. 
La penetrazione dei peli urticanti negli occhi può causare la formazione di noduli granulomatosi dell'iride e perfino la cecità. Anche le esuvie, cioè le spoglie che i bruchi lasciano periodicamente, in occasione delle mute, entro le concamerazioni dei loro nidi, sono pericolose per la presenza di peli ancora attivissimi. Anzi i nidi stessi divengono un ricettacolo di peluzzi a volte sminuzzati e trasformati in temibile materiale polverulento. 
La lotta alla processionaria del pino è stata resa obbligatoria dal 12 febbraio 1938 ed oggi è consigliabile praticarla iniettando direttamente l'insetticida all'interno dei nidi. Gli operai addetti al trattamento dovrebbero lavorare tenendo le mani coperte con guanti, la bocca ed il naso con una mascherina e portando occhiali.


Farfalla della processionaria



Tutti dovrebbero conoscere, soprattutto quando si recano in campagna e scelgono un posto in cui piantare le tende per un campeggio, i rischi cui vanno incontro se nella zona esistono alberi infestati da processionarie.
È necessario saper distinguere i nidi delle processionarie ed è sufficiente averli visti una volta, almeno in fotografia, per riconoscerli quando se ne presenti l'occasione. 







Ma cosa sono queste processionarie? E perché dobbiamo temerle? 
Si tratta semplicemente delle larve (bruchi) di una farfalla notturna (vedi foto sopra) che hanno meritato il singolare nome perché hanno la caratteristica di muoversi tutte insieme, in processione. Quando escono dal nido in cerca di foglie fresche, esse si dispongono in fila dietro una qualsiasi di loro che casualmente le guida. 






   
In alcune specie i bruchi che aprono la marcia procedono in fila indiana, ma sono seguiti da una seconda serie di individui disposti a coppie; questi a loro volta hanno dietro di loro formazioni di larve ordinate a tre per tre e ancora più indietro formazioni di quattro individui e così via di seguito, in modo che la processione si allarga in senso caudale. 
Il corpo di questi bruchi è ricco di peli velenosi urticanti. Quando questi vengono a contatto con la pelle umana o ancor peggio con le mucose degli occhi e delle vie respiratorie provocano seri disturbi, talora gravissimi. 
Non è necessario toccare i bruchi per provare gli effetti delle urticazioni: se nella zona esistono alberi infestati, dai nidi sospesi tra i rami i leggerissimi peli, per effetto del vento, volano dappertutto, diffondendosi nell'ambiente circostante e penetrando anche al di sotto degli indumenti.





     
Ricordiamo che sia la processionaria del pino che quella della quercia costruiscono verso I'apice dei rami o in prossimità delle biforcazioni i loro nidi di seta bianca che raggiungono in media il volume di una testa umana. Date le dimensioni è facile notarli anche a distanza. 
Prima di accamparsi in una pineta o in un bosco sarà prudente osservare bene gli alberi per escludere la presenza di queste temibili 'borse' di seta. 





     
Le processionarie però non si trovano soltanto in campagna, nei boschi, ma vivono spesso nei parchi cittadini e nei giardini privati urbani. 
A Roma, per esempio, quelle del pino non sono affatto rare e si possono vedere su piccoli gruppi di conifere. Esse costituiscono un pericolo specialmente per i bambini che giocano nei giardini pubblici dove si trovino pini infestati.


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