lunedì 29 settembre 2014

CURARSI CON LA PATATA (Curing with potato)









La patata è efficace in caso di artriti, problemi gastrointestinali, ferite, contrazioni muscolari, male alla schiena e all'addome.
   

La patata è un tubero originario del Sudamerica, importato in Europa dalla marina spagnola nel Cinquecento.
La coltivazione di questo tubero si diffuse nel Vecchio Continente a partire dal Settecento, specialmente nei paesi centrosettentrionali.
Da allora è diventata un alimento molto popolare, soprattutto grazie al suo alto valore nutritivo. Essa contiene una quantità minima di atropina, che ad alte concentrazioni è letale ma in dosi ridotte possiede effetti antispastici. 
La patata contiene inoltre proteine, amidi, minerali e le vitamine B e C. 
Nella medicina naturale la patata è un elemento di prim'ordine sia per i benefici che essa può procurare, sia per i molteplici usi che se ne possono fare tramite decotti o impacchi.

In generale essa svolge un'azione depurativa e mantiene molti dei suoi principi attivi anche cotta.


Azione terapeutica - Il succo delle patate neutralizza i succhi gastrici pertanto aiuta in caso di mal di stomaco, gastrite e persino ulcera.
Impacchi caldi con la patata stimolano la circolazione sanguigna e leniscono, per esempio, i dolori muscolari.
La patata cruda riduce infiammazioni cutanee, pruriti e scottature.

ComposizioneLa patata, oltre a contenere proteine, carboidrati e acqua, possiede una grande quantità di vitamina C e di vitamine del gruppo B. 
Inoltre contiene oligoelementi e minerali come sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo e ferro.

Per un intestino sanoL'acqua di patate è una cura efficace per purificare l'intestino ed eliminare le tossine dal corpo. 
Lavate una patata grande, tagliatela a dadini piccoli e lasciate il tutto a bagno in 1/4 di litro d'acqua salata per una notte. La mattina bevete l'acqua a stomaco vuoto dopo averla filtrata. 
È preferibile protrarre la cura per più settimane.

Per eliminare tossine e ritenzione idrica -  Per combattere la ritenzione idrica si consiglia una dieta di patate. 
Per 2 giorni mangiate 5 volte al giorno 200 grammi di patate non salate e cotte con la buccia e bevete molta acqua. 
L'alto contenuto di potassio aiuta a eliminare i ristagni d'acqua e con essi scorie e tossine, purificando così il sangue. Inoltre le sostanze basiche della patata legano a sé i ristagni di acido urico eliminando anch'esso. 
Questa cura è particolarmente indicata anche per chi soffre di reumatismi e gotta.

Tisana alle bucce di patataMolti principi attivi della patata si trovano nella buccia. 
La tisana alle bucce di patata stimola la funzionalità epatica, combatte la ritenzione idrica ed elimina scorie e tossine. 
Fate bollire in 1/4 di litro d'acqua la buccia di una patata grande per 5 minuti, filtrate e bevete il decotto.






  
APPLICAZIONI

Impacco di patate antidolorifico

L'impacco di patate è un metodo casalingo di antica tradizione per alleviare il dolore o muscoli e ossa.
Fate cuocere 1/2 kg di patate con la buccia; schiacciatele e con la poltiglia ottenuta riempite un sacchetto di lino.
Appoggiate il sacchetto ancora caldo sulle parti del corpo dolenti, ricoprite con un asciugamano e infine con una coperta di lana per conservare l'impacco caldo più a lungo possibile.
Togliete il sacchetto solo quando questi si è raffreddato del tutto.


Patate crude contro il prurito

Le patate crude leniscono infiammazioni cutanee e pruriti causati, per esempio, da punture d'insetto.
Ponete della patata grattugiata sulla parte interessata finché non si riscalda, poi toglietela e se necessario ripetete l'operazione più volte.


Succo di patate contro l'acidità

Centrifugate qualche patata con la buccia e mezz'ora primo dei posti bevete 3-4 cucchiaini del succo cosi ottenuto: questa bevanda elimina l'acidità di stomaco e riduce le infiammazioni intestinali; i componenti della patata, infatti, formano nello stomaco e nell'intestino una pellicola protettiva.
Per rendere il succo di patate più gustoso gli si può unire del succo di carote oppure aggiungerlo alla minestra.






  
QUALITA' DI PATATE

In Europa si coltivano più di 100 varietà diverse di patate che si distinguono fra loro in base alla precocità del periodo di raccolta in: patate novelle, di metà raccolta e dell'ultimo periodo.
Quando cucinate le patate togliete sempre i germogli, perché contengono solanina, una sostanza velenosa che, ingerita in grandi quantità, può causare vomito e diarrea.



CONSIGLIO UTILE

In caso di ferite che fatichino a rimarginarsi grattugiate 2-3 potate crude, unitele a un po' di latte e spalmate il composto ottenuto sulle parti interessate.



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GLOSSARIO PATATINO


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ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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mercoledì 24 settembre 2014

LE PROCESSIONARIE, un pericolo da conoscere e da evitare (Processionary caterpillars: a danger to know and to avoid)



Processionarie: un pericolo da conoscere e da evitare
    
Nome volgare con cui si indicano le larve di varie specie di Lepidotteri che, avendo abitudini gregarie, si spostano in lunghe file, simili a processioni. Esse rivestono particolare importanza sanitaria perché sono dotate di peli urticanti che possono causare gravi inconvenienti. 
In Italia esistono due specie di processionarie, appartenenti alla famiglia Thaumatopoeidae: Thaumatopoea pityocampa che si sviluppa sui pini e su altre conifere (cedri del Libano e larici) e Thaumatopoea processionea che si evolve sulle querce. 
Le farfalle depongono le uova sulle piante nutrici durante l'estate. I bruchi nascono verso la fine della stagione calda e costruiscono nidi di seta che ingrandiscono man mano che crescono ed entro cui trascorrono tutto l'inverno. Nella primavera successiva ricominciano a nutrirsi fino a maturazione. 






Mentre le processionarie del pino incrisalidano nel terreno, quelle della quercia compiono questa metamorfosi vicino al nido o nel suo interno.
Sul dorso dei bruchi di Thaumatopoea pityocampa sono stati scoperti degli organi di forma ovale, denominati 'specchi' che, in condizione di quiete, sono nascosti da pieghe del tegumento. Quando il bruco viene molestato, o comunque si sente in pericolo, assume la posizione di difesa e, aprendo le pieghe come due labbra, fa protrudere gli specchi, rivestiti di finissimi peli cavi, molto fragili, ripieni di un veleno urticante. 
I movimenti del bruco, con un meccanismo di sfregamento contro peli più grossi e più ruvidi, provocano la rottura di quelli velenosi che si conficcano facilmente nella pelle e nelle mucose dell'uomo e degli animali. 






Non si conosce ancora esattamente la natura della sostanza chimica contenuta nei peli cavi, ma si sa che essa provoca la liberazione di istamina nei tessuti colpiti. Oltre a determinare noiosissimi eritemi cutanei pruriginosi, i peli possono essere inalati o ingeriti con i cibi, il che può avere conseguenze molto gravi e, sia pure molto raramente, anche mortali. 
La penetrazione dei peli urticanti negli occhi può causare la formazione di noduli granulomatosi dell'iride e perfino la cecità. Anche le esuvie, cioè le spoglie che i bruchi lasciano periodicamente, in occasione delle mute, entro le concamerazioni dei loro nidi, sono pericolose per la presenza di peli ancora attivissimi. Anzi i nidi stessi divengono un ricettacolo di peluzzi a volte sminuzzati e trasformati in temibile materiale polverulento. 
La lotta alla processionaria del pino è stata resa obbligatoria dal 12 febbraio 1938 ed oggi è consigliabile praticarla iniettando direttamente l'insetticida all'interno dei nidi. Gli operai addetti al trattamento dovrebbero lavorare tenendo le mani coperte con guanti, la bocca ed il naso con una mascherina e portando occhiali.


Farfalla della processionaria



Tutti dovrebbero conoscere, soprattutto quando si recano in campagna e scelgono un posto in cui piantare le tende per un campeggio, i rischi cui vanno incontro se nella zona esistono alberi infestati da processionarie.
È necessario saper distinguere i nidi delle processionarie ed è sufficiente averli visti una volta, almeno in fotografia, per riconoscerli quando se ne presenti l'occasione. 







Ma cosa sono queste processionarie? E perché dobbiamo temerle? 
Si tratta semplicemente delle larve (bruchi) di una farfalla notturna (vedi foto sopra) che hanno meritato il singolare nome perché hanno la caratteristica di muoversi tutte insieme, in processione. Quando escono dal nido in cerca di foglie fresche, esse si dispongono in fila dietro una qualsiasi di loro che casualmente le guida. 






   
In alcune specie i bruchi che aprono la marcia procedono in fila indiana, ma sono seguiti da una seconda serie di individui disposti a coppie; questi a loro volta hanno dietro di loro formazioni di larve ordinate a tre per tre e ancora più indietro formazioni di quattro individui e così via di seguito, in modo che la processione si allarga in senso caudale. 
Il corpo di questi bruchi è ricco di peli velenosi urticanti. Quando questi vengono a contatto con la pelle umana o ancor peggio con le mucose degli occhi e delle vie respiratorie provocano seri disturbi, talora gravissimi. 
Non è necessario toccare i bruchi per provare gli effetti delle urticazioni: se nella zona esistono alberi infestati, dai nidi sospesi tra i rami i leggerissimi peli, per effetto del vento, volano dappertutto, diffondendosi nell'ambiente circostante e penetrando anche al di sotto degli indumenti.





     
Ricordiamo che sia la processionaria del pino che quella della quercia costruiscono verso I'apice dei rami o in prossimità delle biforcazioni i loro nidi di seta bianca che raggiungono in media il volume di una testa umana. Date le dimensioni è facile notarli anche a distanza. 
Prima di accamparsi in una pineta o in un bosco sarà prudente osservare bene gli alberi per escludere la presenza di queste temibili 'borse' di seta. 





     
Le processionarie però non si trovano soltanto in campagna, nei boschi, ma vivono spesso nei parchi cittadini e nei giardini privati urbani. 
A Roma, per esempio, quelle del pino non sono affatto rare e si possono vedere su piccoli gruppi di conifere. Esse costituiscono un pericolo specialmente per i bambini che giocano nei giardini pubblici dove si trovino pini infestati.


martedì 23 settembre 2014

IL CAFFE' - Farmacia casalinga (The coffee - Pharmacy housewife)



La pianta del caffè è originaria dell'Etiopia, da dove venne trasportata in Europa all'inizio dell'Ottocento a bordo di navi che commerciavano con I'Asia e il Medioriente.
Considerato inizialmente dagli europei una medicina, esso divenne ben presto una bevanda popolare, tanto che oggi il consumo medio è stimato intorno alle tre tazzine al giorno.
La popolarità del caffè è dovuta a un suo componente, la caffeina, la cui potenza farmacologica può variare a seconda del tipo di caffè. Questa sostanza naturale presente nelle foglie, nei semi e nei frutti di più di 60 specie di piante in tutto il mondo stimola il sistema nervoso centrale.
Gli studi sugli effetti provocati sul fisico dalla caffeina offrono risultati contrastanti, soprattutto perché la risposta al suo potere stimolante varia considerevolmente da individuo a individuo.


Azione terapeutica - La caffeina, il principale componente del caffè, stimola il sistema nervoso centrale. Per questo motivo può essere d'aiuto per attenuare il mal di testa, la fatica e incrementare la capacità di concentrazione.
Inoltre, attiva ormoni che supportano l'attività cardiaca, respiratoria e metabolica. 
Infine il caffè aumenta la produzione di succhi gastrici e biliari e stimola la funzione intestinale.
Attenzione: se soffrite di ulcera gastrica, disturbi cardiaci, emicrania o ipertensione dovete assolutamente evitare di bere caffè.

Composizione Gli effetti del caffè sono in gran parte dovuti alla caffeina presente in esso, la quale, nei grani non tostati, è normalmente legata all'acido clorogenico, responsabile della stimolazione del sistema digestivo, mentre è libera in quelli tostati. 
Il caffè, inoltre, contiene acido caffeico, trigonelline e tannini. 
Durante la tostatura rilascia gli oli essenziali, comunemente conosciuti come caffeolo o olio di caffè, ai quali si devono l'aroma penetrante e il gusto inconfondibile.

Un caffè dopo un pasto sostanziosoBere una tazza di caffè dopo aver mangiato è una buona abitudine. Il caffè, infatti, coadiuva la digestione: l'acido clorogenico incrementa la produzione di succhi gastrici e favorisce la funzione intestinale. 
Inoltre, evita l'insorgere di sonnolenza dopo un pasto abbondante.

Caffè e attività fisica - Il consumo moderato di caffè (2-3 tazzine al giorno) può avere effetti positivi sulle prestazioni atletiche, incrementando la forza e la resistenza.
Tuttavia, se siete dei consumatori abituali di caffè gli effetti saranno meno evidenti; per avvertirne il beneficio, dopo l'assunzione è consigliabile evitare di berne per tre o quattro giorni.




LIMITARE IL CONSUMO DI CAFFE'

Secondo uno studio 300-400 mg di caffeina o 3-4 tazzine di caffè possono provocare effetti collaterali. Ecco la quantità di caffeina contenuta in una tazzina di tre diversi tipi di caffè:

Filtrato: 80-175 mg
Solubile:0-100 mg
Decaffeinato:2-5 mg


Efficace contro la stanchezza, scarsa concentrazione, emicrania, mal di testa, lenta digestione




APPLICAZIONI

Il succo di un limone
1 tazzina di caffè forte e nero
zucchero

Miscelate il succo di limone con il caffè appena preparato e dolcificate a piacere.
Attenzione: se soffrite dì emicrania dovreste astenervi dal consumo giornaliero di caffè, come da tutte le altre bevande che contengono caffeina. Tuttavia, bere del caffè nero all'insorgenza dell'attacco di emicrania può limitare la vasodilatazione e alleviare il dolore.


Caffè all'arancia in caso di abuso di alcol

1/2 tazzina di caffè forte e caldo
1/2 bicchiere di succo d'arancia
zucchero o miele

Miscelate il succo d'arancia con il caffè e dolcificate a piacere con zucchero o miele: vi aiuterà a liberarvi dal senso di pesantezza alla testa e accelererà il vostro recupero,


Caffellatte con miele contro il raffreddore

3-5 cucchiai da tavola di latte tiepido
1/2 tazzina di caffè forte e caldo
2-3 cucchiaini di miele

Miscelate il latte tiepido con il caffè caldo e dolcificate con il miele.
Bevete questo gustoso caffellatte a piccoli sorsi:in pochi minuti vi sentirete tonificati.




CONSIGLIO UTILE

I più comuni effetti collaterali di iperdosaggio da caffeina (o d'improvvisa sospensione) sono tremori, nervosismo, tensione muscolare, insonnia, irritabilità e mal dì testa. 
Per attenuarli è consigliabile berne una tazzina in meno per almeno 3 settimane.



mercoledì 17 settembre 2014

HERPES ZOSTER - Fuoco di Sant'Antonio (Shingles)



   
HERPES ZOSTER

Questa dolorosa affezione cutanea può svilupparsi solo in chi abbia contratto la VARICELLA in un'epoca qualsiasi della vita.
Il virus di questa malattia rimane quiescente nella radice di un nervo per anni e viene riattivato in un periodo successivo.
Pertanto, l'herpes zoster si sviluppa nella zona cutanea servita da quel particolare nervo. La riattivazione può a volte essere causata dal contatto con qualcuno - in genere un bambino - che abbia la varicelIa o può insorgere in seguito a STRESS, oppure in presenza di una diminuzione delle difese immunologiche del soggetto.
La malattia, il cui nome deriva dal greco herpes, che significa "strisciare", e zoster, che significa "guaina" o "cintura", è chiamata comunemente anche "fuoco di Sant'Antonio" o "zona".

Il primo sintomo dell'herpes zoster è un dolore acuto, senza ragione apparente, su un lato del corpo, di solito il torace o il dorso. Dopo alcuni giorni, sulla zona dolente si manifesta un'eruzione cutanea che in genere scompare dopo due o tre settimane, spesso lasciando cicatrici nei punti dove si erano formate le croste.
Il dolore, tuttavia - noto come nevralgia posterpetica - può durare per mesi, se non per anni.

Consultate sempre il medico se sospettate la presenza di herpes zoster e il più presto possibile, se l'eruzione si manifesta sulla fronte vicino agli occhi, in quanto la vista può rimanere danneggiata in caso di trattamento tardivo.


LE INDICAZIONI DELLA MEDICINA NATURALE

Omeopatia 

Se I'intervento è tempestivo, gli omeopati affermano di potere risolvere l'attacco, evitando l'insorgenza di postumi dolorosi. 

Se sulla pelle compaiono vescicole, rossore e prurito, occorre somministrare Rhus toxicodendron 5 CH. 

In caso di bruciore e trafitture, alleviati da applicazioni fredde, è consigliato Apis mellifica 5 CH. 

Per dolori acuti e prurito, con comparsa di croste infette, usate Mezereum 5 CH. 

Se il paziente ha difficoltà a muoversi e scarso appetito, Ranunculus 5 CH può recare sollievo. 

Tutti i rimedi vanno assunti 3-4 volte al giorno, 5 granuli per volta. 
Di solito verrà aggiunta la somministrazione unica di una dose del rimedio di terreno adatto al singolo paziente.

Molti omeopati associano al trattamento alcuni oligoelementi, tra cui il rame, il manganese-rame o il rame-oro-argento, a seconda della presenza di febbre o di dolore.


Aromaterapia 

Per avere reale efficacia, il trattamento deve iniziare non appena si manifestano i sintomi. 

Sulla zona colpita strofinate geranio, salvia e timo (3 gocce ciascuno) sciolti in 20 ml di olio o lozione veicolante. 
Se la zona è sensibile al tocco, I'olio deve essere applicato con delicati picchiettii. 
In alternativa, può essere utile la stessa quantità di gocce in un bicchierino d'acqua, versata sulla cute affetta o applicata con un impacco.


Agopuntura 

Non appena scomparsa I'eruzione iniziale, il dolore nevralgico può essere trattato con un'energica stimolazione manuale nei punti dei seguenti meridiani: stomaco, intestino grosso e tenue e vaso governatore. 
Si possono anche utilizzare i punti dolenti vicini all'eruzione per alleviare la nevralgia.


Naturopatia 

Poiché i pazienti sono spesso deperiti e la malattia può essere estremamente debilitante, il trattamento mira a ripristinare il vigore. 
Possono essere consigliate dosi elevate del complesso vitaminico B e, inoltre, fino a 1 g al giorno dell'aminoacido essenziale L-lisina. 
Il dolore conseguente all'eruzione può durare a lungo, inducendo spesso depressione, e le terapie naturali sono ritenute molto efficaci.


MEDICINA TRADIZIONALE

Se l'herpes zoster è diagnosticato per tempo e il trattamento inizia entro circa 24 ore dalla comparsa dell'eruzione cutanea, i farmaci antivirali abbrevieranno il decorso della malattia e ridurranno il rischio di nevralgie posterpetiche. Se necessario, verranno prescritti forti analgesici, anche se questi possono provocare effetti collaterali, tra cui bruciori di stomaco.

II paziente deve indossare indumenti ampi e comodi, in modo da evitare qualsiasi strofinamento e la conseguente irritazione delle vescicole. 
Due o tre bagni tiepidi al giorno possono alleviare il dolore. 
Non applicate talco sulla parte lesa, in quanto può avere un'azione irritante, ma tenetela semplicemente coperta con una garza sterile o una pezzuola di lino.

Se l'herpes interessa la fronte, il medico esaminerà gli occhi, onde assicurarsi che la cornea non sia stata danneggiata, e prescriverà un collirio adeguato.


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