lunedì 28 aprile 2014

CELLULITE (PEFS) - Celulitis - 消脂 - Целлюлит



II nemico in agguato: la cellulite

"Cellulite" non è un termine medico. La parola era in uso presso alcune stazioni termali europee prima della guerra e definisce gli antiestetici depositi di grasso presenti sulle cosce e sui glutei di molte donne (ma anche di alcuni uomini) in sovrappeso, obese, ma anche in individui dal peso normale.
Nonostante il successo di un regime alimentare equilibrato, questi cuscinetti di grasso eccedente, simili in superficie alla buccia d'arancia, non vengono rimossi dalle parti superiori della gamba. Gli studiosi della cellulite ritengono che questa sia composta da un tipo differente di grasso contenente "tossine" che il corpo non è in grado di eliminare. 
La cellulite è caratteristica anche di alcune donne magre: per questo stanno ottenendo molto successo alcuni prodotti cosmetici locali che, con un'azione lubrificante, avrebbero il compito di sciogliere la cellulite. 
Non è mio obiettivo entrare nei meandri dell'industria cosmetica, ma più di un farmacologo intervistato ha ammesso che, assai spesso, è il massaggio manuale, che si opera applicando questi prodotti di modesta efficacia, ad aiutare la circolazione e, quindi, a intervenire in qualche modo per rimuovere la cellulite.

Alcuni prodotti in commercio conterrebbero addirittura pepe e senape, così che il conseguente bruciore cutaneo convinca l'incauto acquirente che il prodotto funziona.

Tutto aiuta, anche la psicologia. Ma l'unico metodo di sbarazzarsi dei chili non voluti e superflui è quello di introdurre meno calorie di quante se ne spendono grazie a una dieta a basso contenuto calorico e a un regolare programma di attività fisica. 
Anche chi è magro, ma ha la cellulite, dovrebbe sempre ascoltare il parere del medico. Dieta equilibrata (che non vuol dire fare la fame) e moto, restano fino a oggi anche i cardini sicuri per combattere la cellulite.





     
Come demolire allora la grande muraglia della cellulite? La risposta non è certo semplice perché, oltre a essere di per sé una malattia, la cellulite è anche un sintomo di un più vasto e complesso quadro patologico. Le cause della sua genesi sono ancora sconosciute, mentre purtroppo è stata accertata una spiccata tendenza a colpire di più il gentil sesso. 
Perché? La maggior presenza di ormoni femminili e una maggiore predisposizione all'insufficienza vascolare degli arti inferiori ne sono i motivi principali.
Tecnicamente, per chi vuole saperne di più, possiamo dire che la ritenzione dei liquidi e l'edema che si realizza nelle zone della cellulite formano affossamenti. In questi affossamenti si sviluppa il tessuto connettivo che, a sua volta, opera trasformazioni irregolari e dà alla cute quell'aspetto a buccia d'arancia. 
Esistono donne più soggette di altre alla cellulite. Ciò può dipendere sia dalla predisposizione anatomica individuale (una maggiore o minore produzione di ormoni) sia da una maggiore o minore ricettività dei tessuti.

Tutti i medici sono concordi nell'affermare che la cellulite non si combatte solo con cure dimagranti. È l'alimentazione che gioca un ruolo determinante soprattutto rispetto alla qualità degli alimenti. Questo tuttavia non serve a nulla se non si associa un'attività fisica, che permette di muovere tutte le masse muscolari e favorisce una circolazione del sangue che deve essere migliorata. 
Oggi si dà molta importanza a un terzo elemento: mesoterapia e altri meccanismi tecnici che coadiuverebbero nell'eliminazione della cellulite. Alimentazione corretta, dunque, non digiuno. Pur con la cellulite si può "dimagrire mangiando".

È stato dimostrato che anche le sostanze tossiche provocano l'accumulo della cellulite. Quindi si dovranno eliminare sostanze come il caffè, il fumo, l'alcool. 
Secondo alcune ricerche, per esempio, la nicotina esercita un'azione altamente nociva sulle pareti dei vasi sanguigni. Ecco perché chi ha cellulite non dovrebbe fumare. 
Anche le persone stressate sono più facilmente cellulitiche, perché un individuo sotto stress produce le "catecolamine", sostanze che danneggiano le nostre pareti vasali.







Secondo alcuni dati riportati da nutrizionisti italiani e stranieri sarebbe confermata un'azione anticellulite della cipolla. Questo alimento, dalle notevoli proprietà diuretiche, avrebbe proprio la funzione di agire come supporto nella cura di questo problema. Ovviamente ciò non significa che basterà mangiare cipolla e tutto sarà risolto. Significa solo che è opportuno introdurre questo alimento nella dieta delle persone che soffrono di cellulite. Cotta o cruda è uguale. 
La cipolla, insieme all'aglio, è stata  rivalutata dalla medicina ufficiale. 
Aglio e cipolla, consumati una volta la settimana, sono anche un valido cocktail per proteggere le nostre arterie.
Non dimentichiamolo.






PER LA CELLULITE

SEMAFORO  VERDE

* Carni magre da cucinare alla pia-stra (l'olio è concesso solo per la verdura, quindi crudo e mai cotto)

* Pesce d'acqua dolce (meno ricco di  grassi rispetto a quello di mare)

* Frutta e verdura di stagione, formaggi freschi e lattiginosi, yogurt,  latte possibilmente scremato, tè e caffè leggeri, spremute di frutta, infusi di camomilla e impiego di acqua oligominerale ad azione diuretica.


 SEMAFORO ROSSO

* Insaccati, spinaci, sedani, ravanelli, frutta secca, formaggi stagionati e fermentati (gorgonzola, parmigiano, ecc.), alcolici e super alcolici, pasticceria fresca e conservata,succhi di frutta (in cui la presenza di conservanti è fortemente dannosa all'organismo).


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venerdì 25 aprile 2014

ZEN - La via buddista verso la scoperta di se stessi (The Buddhist way toward self-discovery)


ZEN

La via buddista verso la scoperta di se stessi

La forma giapponese del buddismo, nota come Zen, è un metodo di meditazioneuna continua autodisciplina che aspira alla trasformazione totale dell'esperienza quotidiana dei suoi seguaci attraverso l'insegnamento dell'intuizione e dell'autoconsapevolezza.
II buddismo, nato in India nel VI secolo a.C., fu portato in Cina nel 520 d.C. da un monaco, chiamato Bodhidharma. Il genere di meditazione che egli insegnava divenne noto in Cina come ch'an
Nel XII secolo fu introdotto in Giappone, dove ebbe un periodo di grande diffusione con il nome di Zen.
Attraverso la meditazione Zen, si cerca di raggiungere I'intuizione interiore, a un livello così profondo da non poter essere espressa a parole: l''ultimo stadio viene chiamato illuminazione
Come altre forme di buddismo, anche Io Zen insegna che I'infelicità e I'insoddisfazione derivano dal desiderio di voler vedere le cose diversamente da come sono in realtà e che accettare il mondo reale è un passo importante sulla strada dell'illuminazione.
Nel buddismo, l'idea di una precisa identità personale rappresenta la più forte illusione ed è vista come un ostacolo sulla via verso l'illuminazione. In genere, si crede che l'io o la personalità con cui ci si identifica sia di carattere permanente, mentre il buddismo, che rifiuta quest'idea di stabilità, ritiene che tutto e quindi anche noi stessi sia in continua evoluzione e cambiamento.
Nel centri d'insegnamento Zen si impara a vedere I'essere umano come parte di un infinito processo di cambiamento e a staccare l'individuo dall'immagine di sé che si è costruita nel tempo.

Quando può essere utile - La meditazione e la pratica Zen possono giovare a tutti coloro che avvertono l'esigenza di raggiungere un più profondo livello di intuizione e di autoconsapevolezza nella vita di tutti i giorni o che sono insoddisfatti del materialistico, egocentrico modo di vivere tipico delle società occidentali. Le teorie insegnate nello Zen e I'effetto delle tecniche che ne fanno parte, come la meditazione, possono anche, in una prospettiva più limitata, essere utili per problemi come lo stress, I'ansia e la depressione, che spesso accompagnano la vita quotidiana di molti occidentali.

Trovare un insegnante - Lo Zen viene appreso attraverso un tirocinio, in cui ogni allievo riceve un'istruzione sotto la guida di un insegnante, che ha il compito di guidarlo, seguirlo, incoraggiarlo e, se necessario, correggerlo.

L'incontro con l'insegnante - Lo Zen cerca di sviluppare una comprensione di tipo immediato, basata sull'intuizione e sul superamento del pensiero e del ragionamento logico. 
Si usano tre tecniche principali: la pratica della vita quotidiana, la meditazione e l'utilizzo di particolari aneddoti, enigmi e rompicapo che hanno lo scopo di portare il pensiero oltre i limiti dell'intelletto razionale.

Pratica nella vita quotidiana - Lo scopo è di applicare il principio buddista della consapevolezza in ogni momento della vita. Ciò significa essere continuamente consci delle proprie reazioni e dedicarsi completamente a ogni attività o azione, mentre la si compie, piuttosto che desiderare di essere da qualche altra parte, pensare ad altre situazioni oppure dire: -Vorrei...,. o ..Se magari.....
La difficoltà, non semplice da affrontare, consiste nel superamento del comune desiderio e bisogno di attaccarsi alle proprie illusioni e desideri, anche se questi spesso sono fonte di rabbia, frustrazione e delusione.
Lo Zen insegna che, prendendo questi aspetti negativi per quello che sono e accettando di viverli fino in fondo, è possibile controllare il lato più esigente e ostinato della personalità. In queste condizioni, la felicità e la fortuna sono senza dubbio bene accette, ma con la consapevolezza del loro carattere transitorio e, quindi, dell'inutilità di aggrapparvisi in modo morboso e tenace.

Meditazione - Nata come za-zen (letteralmente "meditazione in seduta'), è una forma molto particolare di esercizio quotidiano. 
Occorre sedersi a gambe incrociate su un cuscino, con il peso distribuito egualmente su natiche e ginocchia, la colonna vertebrale eretta e il capo mantenuto in posizione equilibrata e senza sforzo.
Nella prima fase, s'impara a meditare contando in silenzio i propri respiri, da uno a dieci. All'insorgere di altri pensieri, I'allievo dovrà imparare ad accantonarli senza soffermare I'attenzione su di essi e ricominciare a seguire il ritmo della respirazione.
Questa pratica risulta spesso sia fisicamente sia mentalmente scomoda.
Mantenere la stessa posizione per ore può provocare dolori e la meditazione costringe l'individuo a controllare il turbine dei suoi pensieri.
Attraverso l'esercizio continuo e costante si riesce a lasciare libero il flusso dei pensieri senza giudicarli e infine si raggiunge uno stato di consapevolezza in cui, in realtà, non esiste più nessuna "consapevolezza personale dell'io".
Lo Za-zen si pratica tutti i giorni, da soli o in gruppo. Di quando in quando ci sono periodi di meditazione, chiamati sesshin, che possono prolungarsi per ore o persino per giorni.

Aneddoti, enigmi e rompicapi - Nello Zen esistono un'infinità di storielle, indovinelli, parabole e paradossi che hanno la funzione di "intrappolare" o "scuotere" la mente razionale, aprendo all'allievo la possibilità di un nuovo modo di pensare. 
Una di queste storie, per esempio, racconta di due monaci che, vedendo una bandiera agitarsi al vento, discutono tra loro e uno dice: "E la bandiera che si muove"... e l'altro ribatte: "No, è il vento che si muove". Un terzo maestro, di passaggio in quel momento, li apostrofa così: "Sono le vostre menti che si muovono". 
Ma, secondo gli esperti, neppure questa è I'ultima parola. Agli allievi che hanno raggiunto un livello più avanzato viene qualche volta assegnato dal maestro un koan da meditare, ossia una specie di enigma che non può essere compreso o risolto con la ragione.
Ecco due esempi: "Qual è il suono di una mano che batte""... e "Mostrami la tua faccia originaria, prima della nascita".  In tal modo si stimola l'intelletto con provocazioni che nessun ragionamento logico può risolvere. E possibile, invece, che l'intuizione irrompa in una forma "immediata", come un sorriso, un grido o la vista delle gocce di pioggia che scivolano lungo il vetro della finestra. La risposta, paradossalmente, viene trovata nella rinuncia alla risposta logica; in altre parole, "il problema" consiste proprio nel fatto che esso viene chiamato "problema".

Lo Zen insegna che, in ogni momento di intuizione, il controllo paralizzante dell'io sul modo di pensare dell'allievo si allenta per lasciare spazio alla crescita di una nuova dimensione di comprensione più profonda, che comporta la capacità di vivere bene il presente, indipendentemente dalle circostanze, e la sensazione di "procedere leggeri", senza attaccamento (a persone o cose) nella vita di tutti i giorni.


Il parere della medicina tradizionale

Esiste il pericolo che la grande estraneità del pensiero Zen lo renda particolarmente attraente per coloro che vivono "ai margini" della realtà o che hanno subìto gravi traumi nella vita. In ogni caso, lo Zen non è una forma di psicoterapia e non fornisce facili rimedi ai problemi psichici o emotivi. Lo sforzo continuo di confrontarsi con se stessi può, al contrario, rappresentare un pericolo per le persone con deboli difese psicologiche.
Lo Zen racchiude un approccio alla vita e al "vivere" basato sulla visione orientale dell'universo. Molti degli esercizi e dei metodi praticati dai monaci Zen sono stati introdotti in programmi di riduzione dello stress in Occidente, ma, poiché impadronirsi dei metodi Zen non è possibile senza abbracciare la filosofia buddista che ne è alla base, gli effetti di questi programmi sono piuttosto scarsi e decisamente inferiori a quelli ottenibili con metodi che non impongono cambiamenti cosi radicali del modo di vivere e di pensare.


Il giardino Zen 

Lo scopo del giardino Zen è di creare un ambiente esterno ideale in cui praticare correttamente la meditazione che, per i buddisti Zen, rappresenta la base della loro religione e la via per raggiungere l'illuminazione
Tradizionalmente il giardino si concentra intorno a un masso o a un gruppo di massi, che hanno il compito di allontanare l'individuo dall'immediato mondo quotidiano, introducendolo in uno stato d'animo in cui i pensieri possono fluire liberamente.
I massi sono sistemati in uno scenario che li separa e Ii distingue dall'ambiente che li circonda, per esempio un piccolo cortile interno o un angolo di giardino.
Le dimensioni e la natura del luogo sono comunque irrilevanti. L'importante è che la disposizione dell'ambiente sia tale da attirare l'occhio dello spettatore verso il "santuario".

Nella sua versione più semplice, il giardino Zen può consistere in tre o quattro sassi, posizionati in punti strategici, con un primo piano di ghiaia accuratamente rastrellata o di erba rasata. Se possedete un giardino appartato, tutto quello che dovete fare è collocarvi il vostro santuario, con un po' di ghiaia o una striscia di erba tagliata all'inglese.
Disponendo di spazio, si può invece creare un giardino più sofisticato, con linee convergenti di aiuole fiorite che si innalzano a poco a poco verso il fondo, formando un tumulo dietro ai massi. Come sfondo, si possono scegliere piante che si accompagnino bene con i massi, esaltandone la forma e le dimensioni.
L'immagine può essere incorniciata da un albero che svetta alto sull'insieme e, infine, lo scenario dovrebbe essere racchiuso da un muro, uno steccato o una fitta siepe di sempreverde, per escludere il mondo esterno. 
L'idea di intimità è essenziale per rendere possibile il liberarsi dalle continue associazioni di pensieri o dai richiami della vita quotidiana.

Non esistono due giardini Zen uguali e un giardino ben progettato dovrebbe riflettere il senso estetico e artistico del suo creatore. In particolare, si raccomanda un'attenta riflessione sulle proporzioni degli elementi che lo costituiscono.
Le dimensioni del "santuario" devono essere proporzionate a quelle del giardino: non deve essere troppo grande da dominare la scena, né così piccolo da sfuggire a una prima occhiata. 
Ma bisogna prendere in considerazione anche altri elementi, come la quantità di terra per il tumulo e le aiuole laterali, una giusta dimensione dello spazio in primo piano (anche in questo caso non deve essere né eccessivo, né scarso), I'altezza e il volume delle piante che devono creare l'intimità del giardino.
L'equilibrio tra questi elementi è lasciato al singolo. Se Io desiderate, l'aspetto finale può formare un complesso armonico di forme, colori e strutture, un insieme semplice, ma ricco di dettagli stimolanti. D'altronde, l'aspetto finale può risultare essenziale.


Il giardino Zen del tempio di Daitoku-ji a Kyoto è molto celebre.
La sua caratteristica è la semplicità e il "santuario" di rocce
grige è circondato, nella parte anteriore, dalla ghiaia rastrellata
e sul retro da arbusti e conifere.
Il giardino è custodito dai monaci e ammirato dai visitatori.

Tuttavia, sono da tenere in considerazione due aspetti importanti. In primo luogo, la posizione dei massi deve essere decentrata, in modo che non creino un'armonia troppo scontata con i muri che li circondano. In secondo luogo, per raggiungere il massimo risultato, bisogna sistemare i massi nel modo più semplice e naturale possibile, in modo che le loro forme e dimensioni creino un disegno piacevole, ma irregolare.
L'intensità di tale semplicità grafica si nota nei giardini dei templi Zen di Daito-ku-ji e Ryoan-ji, nella periferia della ex capitale imperiale del Giappone, Kyoto.
Realizzato alla fine del XV secolo, il giardino di Ryoan-ji consiste di 15 grandi sassi, disposti su una distesa di ghiaia bianco-grigia, che viene rastrellata ogni giorno. A eccezione di un po' di muschio, non ci sono altre piante. Nonostante ciò, la semplice e pura bellezza dei massi e I'ambiente circostante ispirano visitatori da tutto il mondo.
Tuttavia qualunque giardino si scelga quello complesso o quello semplice - deve rappresentare un ambiente perfetto per suscitare pensieri profondi, improntati alla contemplazione.



domenica 20 aprile 2014

CURARSI CON L'ACQUA - Water - Agua - Eau - Wasser- воды - 水 - पानी - Tubig


  
ACQUA

L'acqua è un elemento essenziale per assicurare la vita sulla terra. Essa infatti è il componente principale del corpo umano, che ne è costituito per il 70 %.
È presente in tutti i processi metabolici quotidiani, per i quali il corpo necessita di circa 2-3 litri d'acqua per assicurare il trasporto delle sostanze. Costituisce, inoltre, un'efficace "medicina" per ogni tipo di disturbo, sia bevuta sia impiegata in trattamenti e applicazioni esterne. 
Le sue proprietà terapeutiche sono conosciute da millenni: furono proprio i Greci e i Romani a introdurre la cultura dei bagni terapeutici. 
Le prime teorie scientifiche sul potere curativo dell'acqua furono elaborate dal parroco tedesco Sebastian Kneipp. Egli, nell'Ottocento, sviluppò un particolare metodo basato sull'idroterapia che,attraverso docce, risciacqui, bagni e compresse d'acqua calda e fredda alternata, apporta benefici al corpo.

L'acqua è efficace in caso di problemi di irrorazione e circolazione sanguigna, malattie reumatiche, disturbi cutanei, dolori renali, stipsi, emorroidi e sovrappeso


Azione terapeutica 

L'acqua agisce a livelli diversi sul corpo; in base alla temperatura nelle applicazioni con acqua calda e fredda, grazie ai sali minerali in essa contenuti, sfruttando  la pressione che esercita sugli organi durante i bagni terapeutici i bagni, infine sotto forma di vapore nella sauna e nel bagno turco.


Composizione

Le molecole d'acqua sono composte da ossigeno e idrogeno. I sali minerali sono responsabili del suo "gusto" caratteristico e della sua durezza.
Il loro contenuto varia a seconda dell'origine dell'acqua. 
I più importanti per l'uso interno sono calcio, magnesio e fluoro, mentre per l'uso esterno anidride carbonica libera, zolfo, iodiosale e radon.


Bagni allo iodio contro le malattie dei vasi

L'acqua contenente iodio migliora l'irrorazione sanguigna dei vasi della pelle e favorisce la circolazione. Per questo motivo i bagni allo iodio vengono prescritti in caso di arteriosclerosi. Inoltre questo elemento, assorbito dalla pelle, è d'aiuto nella prevenzione dell'ipotiroidismo.


ACQUA MINERALE, OTTIMO DISSETANTE



L'acqua minerale naturale è ideale per assicurare il giusto apporto d' acqua all'organismo e dissetarlo. Non ha calorie e contiene minerali e oligoelementi importanti come calcio,magnesio, ferro e fluoro. 
Non sempre l'acqua del rubinetto ha questa composizione: in genere gli acquedotti comunali forniscono informazioni a proposito.
Prima di bere acque "curative" è consigliabile consultare il medico.


CONSIGLIO UTILE

Se siete soliti preparare il cibo per i vostri bambini con l'acqua del rubinetto, accertatevi che non contengo sostanze inquinanti o tossiche, come residui di pesticidi, metalli o nitrati. Solo un'analisi chimica può rivelare la presenza di queste componenti i n un'acqua apparentemente  "molto buona". In questi casi per cucinare è consigliabile ricorrere all'acqua in bottiglia, dopo averne letto attentamente la composizione.


APPLICAZIONI

Semicupio contro i disturbi renali

* 1 termometro resistente ad alte temperature
* fiori di fieno o scorza di quercia
* molti asciugamani

Riempite la vasca da bagno per 1/3 con acqua  a 37° C.  Aggiungete le erbe e l'acqua finché non vi arriverà ai fianchi. Non rimanete immersi per più di 15 minuti.
Dopo il bagno fate uno breve doccia, asciugatevi bene e riposate a letto per almeno mezz'ora, avvolgendo i piedi in più asciugamani perché siano caldi.


Pediluvio freddo contro le varici 

* 1 catino dai bordi alti per pediluvi (nei negozi specializzati)
* 1 termometro
* molti asciugamani
* 1 paio di calze pesanti

Prima di fare il pediluvio i piedi devono essere caldi.Riempite il catino con acqua fredda fino a metà polpaccio. Con l'aiuto del termometro misurate la temperatura dell'acqua che dovrebbe essere di 15° C. Se cosi vi sembra troppo fredda potete iniziare con acqua un po' più calda e raffreddarla gradatamente. 
Dopo una prima sensazione di freddo nel giro di 15 secondi-2 minuti avvertirete una sensazione di colore. A questo punto togliete i piedi dall'acqua. Asciugateli bene e infilatevi delle calze pesanti. 
Il pediluvio freddo migliora l'irrorazione sanguigno e lenisce i disturbi provocati da vene varicose o gambe ingrossate.
È inoltre efficace in caso di mal di testa ed epistassi.



sabato 19 aprile 2014

ECHINACEA ANGUSTIFOLIA - Un rimedio naturale (A natural remedy)





  
L’Echinacea è un famoso rimedio apprezzato e utilizzato, grazie alle sue proprietà terapeutiche, per stimolare il sistema immunitario e combattere infiammazioni di vario genere. L’Echinacea, pianta originaria del Nordamerica, in omeopatia viene usata come rimedio universale contro ascessi, infezioni e infiammazioni di vario genere. Durante il tramonto con echinacea il valore di leucociti nel sangue aumenta considerevolmente così come le capacità reattive del sistema immunitario. Forme infettive e febbre possono essere così superate in breve tempo.
La rivitalizzazione dell’organismo agisce sia a livello fisico che spicchio psichico; per questo motivo l’echinacea è indicata anche in caso di stanchezza psicologica e difficoltà di concentrazione.

AZIONE TERAPEUTICA


L’Echinacea svolge un’azione rinforzante sull’ organismo attivando il sistema immunitario e velocizzando il processo di guarigione di infiammazione acute o croniche.
Inoltre, esso è in grado di donare nuova forza fisica e spirituale, stimolando e favorendo la capacità di concentrazione e l’apprendimento.


PRINCIPALI CAMPI D’APPLICAZIONE

L’Echinacea è un valido aiuto per trattare forme infettive a carico delle vie respiratorie (croniche e catarrali).
Inoltre, grazie alla sua azione rinforzante sul sistema immunitario, agisce positivamente su tutte le infezioni interne.


PREPARAZIONE DEL RIMEDIO

La tintura madre viene creata con il succo estratto dalle piante fiorite di echinacea e unito ad alcol.
Solitamente essa viene prescritta in gocce da assumere pure, poiché diluite perderebbero le loro potenzialità terapeutiche.


CONTRO L’HERPES ALLE LABBRA

L’Echinacea si è rivelata un valido aiuto in caso di herpes alle labbra (Herpes labialis). A
lle prime manifestazioni di rossore, prurito o quando appaiono le caratteristiche vescicole, tamponate la zona interessata con un batuffolo o una garza sterile imbevuta di tintura madre; ripetete l’operazione ogni ora.
Se eseguite tempestivamente, le applicazioni sono un ottimo rimedio preventivo contro lo sviluppo del virus.



Per stabilire se l’Echinacea è adatta, il medico verificherà il miglioramento o l’aggravamento dei vostri problemi nelle seguenti condizioni:

MIGLIORAMENTO - Stesi a letto
- In situazione di calma
- All’aria aperta
- Di giorno

PEGGIORAMENTO- Alla sera
- In mezzo alla folla
- In situazione di impegno fisico o psichico


SINTOMI CARATTERISTICI


Stato d’animo
- Capacità di rilassarsi solo nel silenzio più totale
- Tendenza a evitare di scontrarsi con gli altri
- Amore per la solitudine
- Incapacità di affrontare i compiti che richiedono un grande impegno cerebrale
- Indecisione

Testa
- Dolore agli occhi al risveglio e loro prolungato affaticamento
- Infiammazione alla trachea e alla fronte, anche di tipo cronico
- Nei bambini, infiammazioni ai condotti nasali laterali

Respirazione
- Tonsillite
- Infezioni ai condotti nasali laterali
- Infiammazione al pomo d’Adamo e delle corde vocali
- Bronchiti acute e croniche
- Tracheiti

Apparato digerente
- Infiammazione delle mucose gastriche
- Dolori addominali o dissenteria dopo pasti pesanti
- Disturbi di carattere nervoso a stomaco e intestino

Pelle
- Tendenza alle infezioni
- Ascessi, foruncoli, carbonchio
- Erisipela ed eritemi
- Psoriasi



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IL “TIPO” ECHINACEA
Il “tipo” Echinacea non ha un’espressione caratteristica. Solitamente ha pelle chiara, arida e sensibile, capelli biondi e occhi azzurri. In genere non è una persona molto sportiva e si sente stanco dopo aver riposato.


Siete un “tipo” Echinacea?

O - Potete lavorare solo in completo silenzio?
O - Andate presto a letto la sera?
O – Al mattino avete bisogno di tempo per svegliarvi del tutto?
O – Vi sentite sempre spossati e depressi?
O – Soffrite di dolori articolari?
O – Avete spesso infezioni che stentano a guarire?
O – Amate i film dalla trama chiara e lineare?

Se avete contrassegnato più di tre caselle, nella parte sopra penso di avervi lasciato molte utili informazioni.



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Quando era in dolce attesa, mia moglie ha usato per il suo mal di gola , per il raffreddore e per la febbre un medicinale omeopatico acquistato in farmacia:

Cosmochema- Echinacea Cosmoplex
- Gocce orali
- 30 ml




L’Echinacea è efficace in caso di febbre, foruncoli, tosse, mal di gola, raffreddore, stordimento, dissenteria, stanchezza, spossatezza.


VEDI ANCHE . . .
ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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