lunedì 10 febbraio 2014

PREPARAZIONE DELLE ERBE MEDICINALI - Preparation of medicinal herbs





    
Le virtù benefiche delle piante si esplicano per via interna e per via esterna. 
Per via interna avete la scelta fra infuso, decotto, macerazione, succo, tintura, polvere e altre preparazioni. 
Per via esterna potete ricorrere a cataplasmi, lozioni, impacchi, compresse, colliri, gargarismi e sciacqui, clisteri, irrigazioni vaginali, bagni alle mani, pediluvi, semicupi o bagni completi.


INFUSO - Consiste nel gettare dell'acqua bollente su fiori, foglie, radici o altre parti della pianta e lasciar riposare qualche minuto. 
L'infuso è particolarmente adatto avendo a che fare con piante delicate o fiori. 
Il tempo di infusione varia a seconda delle piante: da 3 a 5 minuti per il tiglio, la salvia o la menta, mentre una pianta coriacea come la bardana la lasceremo riposare 10 minuti. 
In alcuni casi, come ad esempio per il crescione che è un'erba delicatissima, adopereremo acqua appena tiepida.


DECOTTO - Si prepara mettendo la pianta in acqua fredda, tiepida o già in ebollizione, secondo i casi, e facendo bollire il tutto per qualche minuto. 
Questa preparazione è, di solito, raccomandata per le specie vegetali o per le parti di vegetali piuttosto coriacee (rami, scorza, radici, semi, ecc.).
Il tempo di ebollizione varia a seconda della resistenza delle fibre vegetali all'azione del calore.


MACERAZIONE - Si ottiene lasciando riposare a lungo, da mezza giornata a quindici giorni, le parti attive della pianta in un liquido. 
Le macerazioni nell'acqua non devono prolungarsi oltre mezza giornata altrimenti svilupperebbero veri e propri brodi di cultura di batteri. Per questa ragione viene preferita, di solito, la macerazione nel vino (bianco o rosso), nell'alcool (acquavite a 45°), o anche nel sidro o nella birra.


SUCCO - Per ottenere un buon succo di pianta (il succo di frutta non è che un caso particolare) dovremo disporre di erbe fresche, appena colte. Le schiacceremo con molta cura in un mortaio e spremeremo la poltiglia ottenuta attraverso un panno molto pulito e a trama sottile. 
Si trovano in commercio degli spremi legume a centrifuga che danno lo stesso risultato. 
Il succo può essere preso per via interna a dosi di un cucchiaino così com'è o, preferibilmente, mescolandolo a latte, siero, miele o marmellata. 
In alcuni casi lo utilizzerete per via esterna in impacchi, compresse, ecc.


TINTURA - Questa preparazione esige delle precauzioni particolari dato che in essa i principi attivi della pianta sono altamente concentrati, pertanto utilizzeremo unicamente erbe prive di tossicità. 
Per ottenere la tintura dovremo schiacciare la pianta, o parti di essa, in alcool a 90°, lasciar riposare due o tre giorni e poi filtrare attraverso un telo molto fine. 
In mancanza di indicazioni specifiche, per maggior prudenza, è consigliabile ricorrere alla tintura solamente in casi gravi, o servirsene solo per uso esterno.


POLVERE - In determinati casi può essere vantaggioso prendere i rimedi vegetali sotto forma di polvere. A questo fine aspetteremo che le parti attive della pianta siano completamente essiccate e, in seguito, le pesteremo il più finemente possibile. 
La polvere si prende per via orale, a cucchiaini, mescolata con miele. 
Come nella tintura, i principi sono altamente concentrati e si seguiranno scrupolosamente i dosaggi raccomandati.


CATAPLASMA - Con il cataplasma abbordiamo la gamma delle preparazioni per uso esterno. Secondo i casi, la pianta può essere usata facendone un impiastro da applicare a diretto contatto della pelle dove verrà mantenuta per qualche minuto con I'aiuto di un panno.
Si potrà anche avvolgere la poltiglia in un telo a trama fine prima di applicarla sulla parte del corpo interessata. 
La scelta del metodo da seguire sarà dettata dal grado di aggressività della pianta. 
Se abbiamo una pianta blanda non esiteremo a metterla a diretto contatto con l'epidermide, è il caso, per esempio, del cavolo. Se, invece, abbiamo a che fare con una pianta irritante o acida che rischia di provocare infiammazioni e arrossamenti, renderemo più blanda la sua azione frapponendo uno strato di tessuto. 
Questa preparazione si impone quando abbiamo a che fare con dei veri e propri revulsivi come la senape.
Contrariamente a una credenza abbastanza diffusa, la temperatura del cataplasma non deve essere elevata; dai 50° in su quasi tutte le piante perdono le loro virtù revulsive, rubebefacenti e lenitive. 
A mio parere, la temperatura ideale di un cataplasma deve essere di 40°. 
In alcuni casi poi, come faccio io stesso con le foglie di cavolo, basta semplicemente scaldare la pianta passandovi sopra un ferro da stiro. 
Mai lasciare un cataplasma sulla pelle più di 5 minuti; meglio ripetere frequentemente le applicazioni che lasciare i cataplasmi lungamente a contatto con la pelle.


LOZIONE - E' un infuso, un decotto o altro preparato, applicato direttamente sulla parte da curare con un lungo massaggio.
Quando il massaggio viene fatto con movimenti rapidi ed energici, lo chiameremo frizione
Lozioni e frizioni sono indicatissime nella cura delle malattie della pelle e del cuoio capelluto.


IMPACCO - E' un grosso strato di ovatta, cotone idrofilo, o flanella piegata in quattro, imbevuto di un preparato liquido (decotto, infuso, tintura, ecc.) che si applica direttamente sulla parte da curare per qualche minuto. La durata dell'applicazione dai 5 ai 10 minuti, dipende dal grado di attività della pianta impiegata e dalla gravità del male.


COMPRESSA - Non è altro che un impacco preparato con un prodotto meno concentrato che ha un'azione più lenta.
Le prime compresse devono essere rinnovate all'incirca ogni due ore (su piaghe, ulcerazioni, ecc.). In seguito si potranno rinnovare con meno frequenza, ma l'intervallo fra una applicazione e la successiva non dovrà mai superare le 12 ore.


COLLIRIO - Gli occhi, per i quali viene impiegato, essendo organi assai delicati, prepareremo il collirio con piante ad azione molto blanda (fiordaliso, calendula, ecc.), e a debole concentrazione. 
Il miglior collirio è un infuso molto leggero, preparato con acqua bollita. 
Si applica appena tiepido.


GARGARISMI - Per i gargarismi useremo le preparazioni più svariate: infusi, decotti, macerazioni, ecc. Li useremo caldi o molto caldi per accentuarne I'azione. 
Sono benefici contro tutti i malanni della bocca e della gola.


CLISTERE - E' uno dei metodi di somministrazione più efficaci che io conosca. Cura egregiamente disturbi intestinali, diarree, stitichezze, ecc., ma è altrettanto efficace nel combattere altre malattie quali disturbi circolatori, disturbi del fegato, ecc. 
Siccome il clistere ha un'azione molto rapida, c'è sempre il pericolo di complicazioni dovute a effetti secondari tossici. Per evitare questo rischio impiegheremo preparati a bassa concentrazione, come infusi o decotti. 
Come regola generale ci limiteremo a somministrare un solo clistere al giorno, senza superare il mezzo litro (è già una dose notevole), e alla temperatura ideale di 37°.


IRRIGAZIONE VAGINALE - Le donne vittime di mestruazioni dolorose, perdite bianche o leucorrea, non potranno che trarre grandi benefici da questo tipo di trattamento. 
Come il clistere, la lavanda o irrigazione vaginale è molto attiva e pertanto utilizzeremo preparati a bassa concentrazione (infusi e decotti) e la temperatura sarà quella del nostro corpo, cioè 37°. 
Due irrigazioni al giorno sono il massimo che io consiglio: rischieremmo altrimenti di irritare i delicati organi femminili e di aggravarne i disturbi.


BAGNI - Sono la quintessenza del trattamento per osmosi che ho imparato da mia nonna e che ho sempre considerato fra i più efficaci. 
I principi attivi delle piante penetrano rapidamente attraverso l'epidermide: in taluni casi raggiungono gli organi malati più rapidamente dei preparati presi per via interna aventi le stesse proprietà. Secondo le circostanze opterete per i semicupi o per i bagni completi che richiedono molta acqua e notevoli quantità di pianta.
Io preferisco i bagni alle mani e i pediluvi, perché sono più semplici e pratici da preparare e soprattutto perché le mani e i piedi sono le parti del nostro corpo più ricettive.
Per preparare un buon bagno per le mani o un pediluvio, fate bollire due litri d'acqua, lasciate riposare cinque minuti, indi aggiungete la quantità prescritta di pianta essiccata. 

Vi consiglio però di adottare la mia preparazione speciale che, anche se richiede un po' più di tempo, è molto più efficace.
Inizierete con quella che chiamo una preparazione di base.
Fate bollire un litro d'acqua, lasciate riposare per cinque minuti. Quando I'acqua si sarà intiepidita, aggiungete la dose di pianta per due litri di bagni (riferitevi ai dosaggi raccomandati per ogni pianta). 
Lasciate macerare, al riparo dalla polvere, da quattro a cinque ore.
Al momento di fare il bagno alle mani o il pediluvio, fate bollire due litri d'acqua, lasciate riposare cinque minuti, indi aggiungetevi il litro di preparazione di base e fate le bagnature. 
Questo preparato si conserverà e potrà essere utilizzato ripetutamente per otto giorni, con il solo accorgimento di riscaldarlo ogni volta, SENZA MAI FARLO BOLLIRE e senza mai aggiungere ulteriori quantità di pianta.

Per i bagni non utilizzate mai recipienti di metallo non smaltato e il meno possibile quelli di plastica. L'ideale è che disponiate di bacinelle di coccio.
Salvo indicazioni contrarie, fate il pediluvio al mattino a digiuno, il più caldo possibile, senza essere bollente e della durata di otto minuti. 
Il bagno alle mani fatelo invece la sera prima di cena, anch'esso il più caldo possibile (senza farlo bollire) e per otto minuti.
Il metodo usato per la preparazione dei bagni alle mani e dei pediluvi si presta ad essere applicato con molto successo anche alla preparazione dei clisteri e delle docce vaginali.


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA

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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE

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