martedì 7 gennaio 2014

NEUROPSICHIATRIA INFANTILE - Child Neuropsychiatry

Nella vita psichica dei bambini, risultante di tutti i fattori individuali e sociali, hanno molta importanza le esperienze affettive e conoscitive, poiché il loro sistema nervoso è ancora biologicamente immaturo

NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

Viene così definita quella branca della medicina che si occupa della diagnosi, della prevenzione e della cura dei disturbi o malattie neuropsichiche del bambino e di tutta l'età evolutiva (l'aggettivo infantile è linguisticamente improprio perché non costituisce un attributo di questa disciplina scientifica ma ne vuol definire l'oggetto: è preferibile pertanto neuropsichiatria del bambino, e ancor meglio dell'età evolutiva; l'espressione sintetica e corretta di pedopsichiatria, che pure è notevolmente diffusa, si presta a interpretazioni restrittive, escludenti la neurologia, che ripropongono errati dualismi). 
Le scienze neuropsichiatriche hanno per oggetto le malattie del sistema nervoso e cioè delle funzioni legate alla vita di relazione (movimenti, percezioni, linguaggio) e il vasto campo della vita mentale. Si tratta di un immenso orizzonte di studi e di applicazioni in cui le nostre conoscenze hanno fatto grandi progressi permettendoci di superare preconcetti e rigidità dottrinarie. 
Citerò fra tutte le moderne concezioni dei rapporti fra corpo e anima o meglio fra soma e psiche, che vogliono superare ogni dualismo scientifico e filosofico. 
Per esse la psiche è un livello di organizzazione biologica (neo-jacksonismo), indotto finalisticamente dalla complessità delle prestazioni umane, conoscitive, espressive e relazionali. Per cui una malattia somatica che colpisca il sistema nervoso determinerà una alterazione complessa delle manifestazioni psichiche, da interpretare come difetto di integrazione,funzionale, regressione di una conquista integrativa (dissoluzione), ovvero riorganizzazione a livello inferiore della norma per mancanza di adeguato supporto. 
Sono state superate così le concezioni meccaniciste, per cui ogni area del cervello avrebbe dirette e specifiche correlazioni con le funzioni mentali e con la loro patologia, a vantaggio delle,cosiddette teorie olistiche per cui tutto il sistema nervoso (sia pure attraverso aree o circuiti "privilegiati") costituisce il substrato unitario della vita mentale. 
E d'altra parte il fisico è il substrato necessario ma non sufficiente dello psichico, perché è il movimento stesso della vita che ci fa passare dall'organico allo psichico (Ey). 
Nella vita psichica cioè convergono tutti i fattori somatici condizionanti ma anche tutta l'esperienza conoscitiva, affettiva, morale che ogni uomo compie in mezzo ai suoi simili e che a lui viene trasmessa dalla civiltà, dalla cultura e dall'educazione. Quello che ho detto vale particolarmente per la neuropsichiatria del bambino in cui l'immaturità biologica del sistema nervoso, con la sua multivalenza e plasticità, nonché il ruolo formativo e strutturante dell'esperienza fanno sì che lo sviluppo normale e quello patologico siano la risultante di un fitto intrecciarsi di fattori endogeni ed esogeni, fisici e psichici, individuali e sociali. 
Per questo ogni opera di prevenzione e di cura dovrà necessariamente interessare tutto l'insieme di questi fattori senza esclusivismi o parzialità. 
Gli psichiatri sono stati accusati in passato e in parte lo sono tuttora, di molte colpe ai danni dell'uomo, per estremismo, unilateralità, infantilismo scientifico: fra queste colpe ricordo il pan-patologismo, cioè la visione di ogni problema o difficoltà in chiave patologica, anche quando questi problemi appartengono legittimamente ad altre sfere: filosofiche, pedagogiche, sociali, morali, spirituali; e ancora il formalismo, cioè la tendenza a descrivere ed etichettare secondo schemi teorici e superficiali, senza capire la dinamica profonda e il modo di essere originale dell'uomo malato; ecc. ecc. 
Di questi e altri errori la psichiatria moderna si è in gran parte liberata con le prospettive introdotte dalla psicanalisi, dal neo-jacksonismo. dalle scuole fenomenologiche.
Oggi sappiamo da un lato che fra mente sana e mente malata non ci sono sbarramenti o soluzioni di continuità; dall'altro che l'essere malato caratterizza un comportamento e una modalità esistenziale senza annullare i problemi di autenticità, di coerenza, di responsabilità che ha ogni essete umano. 
Ma la conquista fondamentale per la psichiatria infantile è stata quella di saper affrontare i problemi dello sviluppo non più nella luce negativa della malattia, ma in quella positiva della salute mentale. 
Oggi ci si preoccupa infatti di prevenire la deviazione, la disarmonia, l'irregolarità, promuovendo e consolidando gli attributi di una mente sana e cioè la sua creatività, l'autonomia delle scelte e della condotta, la capacità di integrazione e di adattamento. In questo arduo compito la psichiatria infantile non è certo sola perché si pone a fianco delle altre scienze antropologiche, come la filosofia, la psicologia, la pedagogia, la sociologia, portando ad esse il contributo particolare della sua esperienza teorica e clinica. 
Ricordo a questo proposito un comune orientamento attuale di molte scienze diverse che oggi tendono a mettere in luce i valori teorici e applicativi di un personalismo filosofico. 

"Dopo la seconda guerra mondiale, le scienze dell'uomo presentano un'intensa crisi di progresso che si caratterizza appunto per un nuovo orientamento del pensiero filosofico, religioso e scientifico sulla natura, sull'esistenza e sull'avvenire dell'uomo. Questo orientamento del pensiero, che è generatore di notevole progresso, vuole superare la drastica ed inconciliabile contrapposizione fra dottrine e teorie diverse, che ha dominato in passato e tende invece ad un avvicinamento e ad un confronto delle diverse posizioni ontologiche con l'intento di promuovere l'autorealizzazione dell'individuo nel modo più umano del suo essere, cioè le sue qualità e attività sociali. È importante constatare come questo orientamento del pensiero moderno abbia i suoi sviluppi più positivi proprio nell'ambito della psicologia e psicopatologia dell'uomo-bambino". 


Neuropsichiatria infantile. Oggi ci si preoccupa di prevenire le deviazioni mentali, promuovendo e consolidando gli attributi della mente sana, cioè la sua creatività, I'autonomia delle scelte e la capacità di adattamento.

Dopo quanto si è detto sugli indirizzi generali della neuropsichiatria infantile, è utile precisare meglio l'ambito delle sue competenze e cioè i settori in cui il suo contributo è più o meno necessario anche se non sufficiente. Elenco le principali categorie di disturbi che sono oggetto della neuropsichiatria infantile, da tener ben presenti sia a scopo terapeutico che profilattico: disturbi della motricità (paralisi o paresi, atassie, dismetrie, ipercinesie, distonie, difetti posturali, distrofie muscolari, ecc.); disturbi della psicomotricità (sincinesie, paratonia, goffaggine, instabilità, torpore, quadri completi di infantilismo motorio, disturbi ,della dominanza manuale, disprassie, disturbi dello schema corporeo, ecc.); disturbi delle afferenze (insufficienze propriocettive, ambliopie, sordastrie, cecità, sordità, disturbi percettivi, agnosie); disturbi del linguaggio (disartrie, blesità, disfonie, disfasie, balbuzie, ritardi globali, mutismi psicogeni, sordomutismi, disortografie, disgrafie, ecc.); epilessia (convulsioni, piccolo male con assenze, piccolo male mioclonico, piccolo male acinetico, epilessie parziali con o senza automatismi psicomotori, ecc,.); disturbi psicovegetativi: insufficienze sfinteriche (enuresi, encopresi), disturbi alimentari (anoressie, balbuzie, condotte restrittive), disturbi del sonno (insonnia, pavor, sonniloquio e sonnambulismo, ritmie ipnagogiche); difetti intellettivi (insufficienze cognitive lacunari, insufficienze mentali globali, difetti di giudizio e di critica, demenze, ecc.); disturbi affettivi e del carattere (immaturità armoniche e disarmoniche, stati reattivi, crisi di ansia acuta, conflitti intrapsichici, strutture nevrotiche, caratteropatie e psicopatie, condotte dissociali, prepsicosi, psicosi, ecc.). 
Aggiungo a questo elenco tutte le malattie encefaliche e midollari acute e croniche, di solito plurisintomatiche, con esito favorevole o sfavorevole, non di rado con persistenza di postumi funzionali; nonché le malattie muscolari, scheletriche, metaboliche, polmonari, cardiache, ecc..., che hanno nei bambini conseguenze invalidanti e turbano frequentemente l'equilibrio emotivo e il carattere. 
L'incidenza statistica dei quadri suddetti nella popolazione infantile e giovanile è varia e per alcuni di essi molto elevata. È stato calcolato per esempio che i disturbi dell'intelligenza o del carattere colpiscono circa il 20 % della popolazione suddetta e cioè 1 bambino su 5. 
Per questo, e cioè per I'incidenza e la gravità qualitativa dei disturbi neuropsichiatrici, si ritiene modernamente che essi costituiscano la più grave e la più importante delle malattie sociali. 


                 
La neuropsichiatria infantile è nata storicamente dalla neuropsichiatria dell'adulto ma si è sviluppata con il contributo di molte altre discipline che hanno contribuito a illuminare le diverse "dimensioni" della personalità. 
Fra di esse ricordo anzitutto la pediatria, I'elettrofisiologia, la psicofarmacologia, la genetica e biotipologia, la psicofisiologia, la psicologia clinica, la psicanalisi, la psicoterapia, la sociologia, l'ortopedagogia, la didattica, ecc. 
Si tratta pertanto di un vero "carrefour" fra le molte scienze dell'uomo, che rende necessaria un'opera composita di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, realizzata da un'équipe pluriprofessionale. In questa équipe il neuropsichiatra dell'infanzia ha un ruolo particolare perché non è solo un intermediario o un recipiente passivo in cui si convogliano i contributi degli altri professionisti, ma la sua opera si caratterizza per una specificità di approccio con il bambino malato o irregolare e una particolare modalità di elaborazione dei dati clinici. 
L'oggetto del lavoro di gruppo ha come denominatore comune una irregolarità che porta ad un vissuto soggettivo di frustrazione, di passività, di aggressività, di ansia, ecc., e nello stesso tempo ad una condizione di disadattamento ambientale. 
Lo psichiatra dell'infanzia deve essenzialmente comprendere la dinamica intima dell'esperienza morbosa e cioè il modo di essere del bambino malato o irregolare in quanto si differenzia dal bambino normale. Ricordo a questo proposito che non è sempre facile definire il confine fra le molte disarmonie e irregolarità transitorie della vita mentale, anche e soprattutto in età evolutiva, e la patologia propriamente detta. 
È necessaria a tal fine una concezione strutturale della personalità, intesa come sintesi dinamica fra fattori endogeni ed esogeni che si intrecciano fittamente per raggiungere le diverse tappe maturative. 
La sintesi strutturale è quindi una conquista transitoria e sempre rinnovata, esposta alle mille insidie di insufficienze maturative, difficoltà acquisite, esperienze inadeguate. Ne conseguono scompensi, disarmonie, irregolarità, eterocronie evolutive, ecc., che non hanno certamente carattere patologico ma sono anzi espressione diretta della vita nella sua complessità, e quindi appartengono alla bioIogia, alla fisiologia, alla psicologia. 
In questi casi l'organizzazione della personalità può dirsi sana e gli scompensi sono anzi espressione di vitalità evolutiva o di efficacia delle difese nei confronti di stimoli abnormi. 
Altra cosa è una disarmonia che non appaia transitoria, ma, per intensità, per aspetti qualitativi, per rigidità e per durata, sia invece espressione di un'organizzazione patologica dell'Io. In tal caso la sintesi strutturale è avvenuta in modo scorretto e inadeguato lasciando irrisolti i conflitti endopsichici e condizionando negativamente ogni nuova esperienza. 
Posso dire quindi che la personalità è malata, anche se la prognosi di reversibilità sarà molto diversa in rapporto alla natura della malattia. Questa diagnosi di struttura è compito precipuo del pedopsichiatra e costituisce il suo principale contributo al lavoro di équipe sulla base delle conoscenze teoriche e dell:esperienza clinica nel campo della patologia nervosa e mentale dell'età evolutiva. 
Altri contributi diagnostici del neuropsichiatra infantile sono costituiti dalla valutazione dei difetti neurofunzionali specifici o globali, dalla scoperta dei meccanismi di vicarianza o di compenso del sistema nervoso centrale, dall'analisi delle modalità di risposta del sistema nervoso agli stimoli esogeni (per esempio l'organizzazione delle funzioni corticali superiori in rapporto all'apprendimento), da un giudizio sulle insufficienze psicologiche globali o lacunari e sulle dinamiche di difesa, di sviluppo, di integrazione e di adattamento, nonché infine dalla scoperta dei fattori causali remoti e prossimi. 
Tutto ciò può suggerire direttamente interventi correttivi e terapeutici e permettere l'impostazione di una efficace opera preventiva. La neuropsichiatria infantile è ancora in Italia all'inizio del suo sviluppo, ma trattandosi di una scienza aperta a tutti i contributi e già in possesso di un ricco patrimonio dottrinale e sperimentale, è facile prevederne una rapida affermazione.





           

lunedì 6 gennaio 2014

* FIORI DI BACH - HOLLY - Ilex aquifolium (Agrifoglio) - (Contro la rabbia, invidia, gelosia - Against anger, envy, jealousy)

     

IMPOTENZA SESSUALE - Sexual impotence - Impotencia sexual - Sexuelle Impotenz - L'impuissance sexuelle - половое бессилие - 性的インポテンツ - 无力感 有性

                                
Raramente l'impotenza è un disturbo di natura fisiologica; spesso è riconducibile a problemi emotivi o mentali, dovuti a incomprensioni con il partner, ansia da prestazione, stress, agitazione o uno stato depressivo.
Il fumo, l'abuso di alcol e alcuni farmaci sono altri fattori che diminuiscono le prestazioni sessuali.
È molto raro che l'impotenza sia originata da malattie organiche, disturbi ormonali o medicinali. Principalmente è causata dalla paura di non essere all'altezza delle attese della partner.
Concentrarsi troppo sulla propria prestazione porta a stress e tensione, entrambi fattori deleteri per la sessualità.
Per questo i terapeuti consigliano per un po' di tempo di rinunciare all'atto sessuale in favore di dolci effusioni amorose.
Spesso l'impotenza scompare da sé, altrimenti si può stimolare la libido con mezzi naturali.
Se il disturbo persiste a lungo, rivolgetevi a uno specialista.




Durante l'eccitazione sessuale i corpi cavernosi del pene si riempiono di sangue e diventano turgidi, dando così luogo all'erezione.
Questo processo fisico non è influenzabile coscientemente.
Stress e ansia da prestazione disturbano la complessa relazione tra psiche e corpo.


IMPOTENZA

Che fare?

Cercate di evitare lo stress e l'ansia da prestazione, anche nei rapporti sessuali.
Le coppie che parlano apertamente dei loro problemi sessuali facilitano la soluzione di un eventuale problema di impotenza.
Applicazioni naturali prevengono questo disturbo e stimolano la libido.


Erbe e spezie afrodisiache

La natura offre una vasta gamma di piante afrodisiache stimolanti per la sessualità.
Hanno queste caratteristiche, per esempio, basilico, peperoncino, cardamomo, coriandolo, levistico, noce moscata, garofano, prezzemolo, pepe, pimento, rosmarino e cannella, tutti ingredienti che possono essere utilizzati più spesso in cucina.


Favorire l'irrorazione sanguigna


Per assicurare un ottimale afflusso di sangue al pene è necessario evitare sostanze quali fumo, alcol, eccesso di grassi, che sono notoriamente vasocostrittori.
Movimento e alcune regole dietetiche favoriscono la circolazione sanguigna.
Anche le applicazioni con l'acqua secondo Kneipp stimolano l'irrorazione.


Tempo di tenerezza

Prendetevi tempo per l'amore.
Chi, nella vita di coppia, lascia spazio alle coccole, alla tenerezza e alle effusioni amorose non considererà una catastrofe l'eventuale impotenza.
È importante parlare e scherzare, anche nella sessualità.
Così facendo i partner si conoscono meglio e non hanno paura di fallire.


CONSIGLIO UTILE

A volte l'impotenza è causata da mancanza di zinco, di cui sono ricchi ostriche, germe di grano e lenticchie. Potete assumere anche preparati di zinco.


AFRODISIACI NATURALI

Secondo gli antichi Romani la cipolla è l’afrodisiaco per eccellenza. Cotta insieme a pinoli e crescione stimola l’appetito sessuale e combatte l’impotenza. Anche le radici di prezzemolo e l’aglio aumentano il desiderio sessuale. Pasti troppo pesanti invece favoriscono il sonno


PIANTE OFFICINALI

Ginseng

Versate 1/41 d'acqua bollente su 1 cucchiaino di radice di ginseng tritata ed essiccata, lasciate in infusione 10 minuti, poi filtrate.
Bevetene 1 tazza 3 volte al giorno.
Il ginseng è stimolante e risveglia la vitalità.
Lo potete trovare anche sotto forma di tonico.



Uno stato d'animo depresso blocca la sessualità.
Contro la depressione è d'aiuto l’iperico.
Assumetene, dopo aver letto il foglietto illustrativo, gocce, pastiglie o estratto.
Massaggi alle cosce e alla pancia con l'olio essenziale stimolano l'irrorazione sanguigna.


APPLICAZIONI CON L’ACQUA

Getto d’acqua secondo Kneipp

La fuoriuscita del getto d'acqua deve provenire da un tubo del diametro di 2 cm.
Iniziate dirigendo il getto sul piede destro, poi passate dalla parte anteriore della gamba ai glutei.
Qui fate scorrere per un po' l'acqua. Poi ritornate al piede passando dalla parte posteriore della gamba e terminando sul tallone.
Procedete allo stesso modo con la gamba sinistra.

Doccia alternata

In caso di stanchezza e disturbi circolatori è ottima una doccia con acqua calda e fredda alternate. Terminate sempre con l'acqua fredda.


OLI ESSENZIALI

Sin dai tempi più antichi, profumi e aromi erano usati per stimolare sensazioni e sentimenti.
Hanno un effetto stimolante le essenze di rosa, legno di sandalo, arancio, coriandolo, gelsomino e ylang-ylang.
Versatene qualche goccia nel diffusore per gli aromi, pura o diluita.
Potete anche aggiungere l'essenza a un olio per massaggi e massaggiare la schiena.


VEDI ANCHE . . .








INOLTRE. . . 








domenica 5 gennaio 2014

CURARSI CON IL MIELE (Cured with honey)

       


Il miele rappresenta un rimedio efficace in uso da tantissimo tempo.
Il suo nome deriva dall'ebraico e letteralmente significa "incantare".
Altamente energetico, è un ottimo ricostituente per i convalescenti, ridona energia, aumenta le capacità fisiche, rilassa e favorisce il sonno.
Inoltre, contiene sostanze preziose che curano i disturbi dell'apparato digerente, delle vie respiratorie e del sistema cardiovascolare.
Si utilizza il miele anche per applicazioni locali: uno strato sottile spalmato sulla pelle o sulle labbra lenisce piccole lesioni e screpolature.
I trattamenti a base di miele vanno sotto il nome di "apiterapia".


UN FILTRO CONTRO I MICROBI

Il miele contiene pochissime sostanze inquinanti.
In effetti, le api fungono da filtro biologico poiché muoiono appena vengono a contatto con sostanze tossiche.
I rifiuti industriali nocivi, dunque, non possono penetrare nell'alveare.


AZIONE MEDICINALE

Il miele permette di stimolare rapidamente nuove energie.
Ha un azione calmante e blande proprietà lassative.
Usato localmente, è un buon disinfettante e cicatrizzante.


COMPOSIZIONE

Il miele contiene soprattutto fruttosio e glucosio, ma anche acqua, enzimi, polline, albuminae acidi organici.


FONTE DI ENERGIA

Il miele rappresenta per l'organismo una fonte di energia rapidamente assimilabile.
Il glucosio e il fruttosio predigeriti dalle api vengono assorbiti dall'organismo senza sovraccaricare l'apparato digerente.
Il miele è senza dubbio una fonte sana di zucchero grazie ai suoi benefici componenti.
Bisogna tuttavia ricordare che 100 g di miele forniscono circa 300 calorie (0 1300 kjoules).
Il miele è l'alimento ideale dello sportivo sotto sforzo.


CONSIGLIO PER L’ACQUISTO

Esistono vari tipi di miele.
La consistenza, l’aroma e il gusto dipendono dalle specie di fiori bottinati dalle api.
Acquistate preferibilmente i1 miele che proviene da alveari ecologici: gli apicoltori biologici non nutrono le loro api con zucchero e non utilizzano prodotti chimici dannosi per la salute.


CONSIGLIO UTILE

Quando aggiungete del miele a una bevanda calda o a un bagno, assicuratevi che la temperatura del liquido non superi i 35 °C: potrebbe distruggerei componenti più benefici.


Il miele è efficace in caso di problemi digestivi, tosse, raffreddamento, disturbi del sonno, mal di testa, debolezza e ferite


APPLICAZIONI


BAGNO

Mettete 50 g di miele in un bicchiere e aggiungete 5 gocce d'olio di lavanda.
Se il miele ha una consistenza piuttosto solida, mettete il bicchiere in un recipiente riempito d'acqua calda.
Versate da 1 a 2 cucchiai di questa miscela nella vasca da bagno.
Questo preparato dagli effetti rilassanti vi aiuterà a combattere i problemi di insonnia.


USO ESTERNO

Grazie alle sue sostanze antimicrobiche, le inibine, il miele viene utilizzato, con applicazioni esterne, per richiudere piccole ferite, drenare l'acqua in eccesso nei tessuti e uccidere i microorganismi.
Applicate il miele direttamente sulla ferita e proteggetela con una pezzuola pulita.


RAFFREDDORE DA FIENO

Chi soffre di raffreddore da fieno può beneficiare di un effetto di desensibilizzazione consumando il miele (che contiene i pollini responsabili dell'allergia) prodotto entro un raggio di 10 km dal luogo di residenza.


ASMA, BRONCHITI, PERTOSSE

Associato ad alcune piante medicinali, il miele costituisce un eccellente rimedio.
Tritate finemente 1 cucchiaino da caffè di timo fresco, aggiungetevi un po’ di miele e assumete questo composto.
L'azione antimicrobica del miele lenisce rapidamente le infiammazioni dolorose delle vie respiratorie.