venerdì 12 ottobre 2018

RICINO - Ricinus Ricinus





L'olio di ricino è uno dei lassativi più famosi. Se ne trova testimonianza perfino in alcuni papiri egiziani. Il ricino è una pianta che cresce molto in fretta e per questo motivo viene considerata "miracolosa". I suoi semi, tuttavia, contengono uno dei veleni vegetali più potenti, molto pericoloso soprattutto per i bambini.

BOTANICA - Il ricino è una pianta appartenente alla famiglia delle Euforbiacee che può raggiungere un'altezza di 5 metri.  Le foglie sono alterne, lanceolate e con il margine dentellato. I fori sono riuniti in racemi posti all'ascella delle foglie: nella parte inferiore vi sono i fiori maschili in quella superiore i fiori femminili. Il frutto è una capsula a tre valve coperta da spine non rigide e contenente 3 semi

HABITAT - Il ricino, originario dell'Africa tropicale, cresce in tutti i paesi caldi. In Italia si coltiva soprattutto nelle regioni meridionali, dove cresce anche spontaneamente.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano i semi, dai quali si ricava il famoso olio.

COMPOSIZIONE - I semi contengono oltre il 50 % di olio grasso, composto quasi unicamente dall'acido ricinoleico, importantissimo per le funzioni intestinali. Inoltre è presente il 20 % di composti proteici tra cui la ricina, una sostanza molto velenosa, e la ricinina, un alcaloide meno pericoloso. Durante la spremitura le sostanze tossiche non vengono trasferite nell'olio.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - L'olio di ricino è un efficace lassativo ed è indicato in caso di stipsi. L'acido ricinoleico contenuto nei semi, assorbito dall'intestino tenue, provoca una lieve irritazione della mucosa che stimola i movimenti intestinali.
Inoltre favorisce l'assorbimento di acqua e sali minerali. 
L'olio è indicato per il cuoio capelluto secco, mentre la medicina popolare lo utilizza contro le verruche
Attenzione: non assumete l'olio di ricino in caso di stipsi cronica e difficoltà di digestione dei grassi; potrebbe, infatti, aumentare i disturbi e provocare inappetenza.




APPLICAZIONI

OLIO - In caso di stipsi la dose di olio consigliata per gli adulti, perché l'evacuazione avvenga entro 6-8 ore, è di 1-2 cucchiaini a stomaco vuoto, mentre per svuotare l'intestino entro 2-4 ore assumetene 1-2 cucchiai.
La dose per i bambini deve essere indicata dal medico.
L'olio viene assimilato meglio se è leggermente caldo. È consigliabile, quindi, assumerlo con bevande calde come latte o caffè. In alternativa, in commercio potete trovare le capsule.

CLISTERE - Per liberare velocemente l'intestino è efficace effettuare un clistere con camomilla e 1-2 cucchiai di olio di ricino. È consigliabile tuttavia consultare un medico!

MASSAGGIO - In caso di cuoio capelluto secco fate un massaggio con olio di ricino,

ATTENZIONE! In caso si siano ingeriti dei semi di ricino, i primi segni di avvelenamento sono bruciore in bocca, nausea, vertigini, vomito con sangue, dissenteria e crampi. La morte è causata da blocco circolatorio.




CONSIGLIO UTILE 

Non mangiate i semi di ricino perché sono velenosi! Anche solo 8-10 possono risultare mortali.


ERBE MEDICINALI - FITOTERAPIA
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INDICE DELLE MALATTIE E DELLE PIANTE INDICATE PER CURARLE
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mercoledì 10 ottobre 2018

LOMBALGIA (Low Back Pain)




LOMBALGIA

Il dolore in sede lombare, ossia nella parte bassa del dorso, può, in alcuni casi, essere così acuto da "bloccare" la schiena e da costringere il soggetto a rimanere in una determinata posizione. II dolore può essere causato da uno stiramento dei muscoli della schiena o dei loro legamenti, da una discopatia o dallo spostamento di una vertebra. Il dolore insorge spesso nell'atto di chinarsi, di sedersi o di alzarsi, e spesso si estende anche alle gambe, a causa dell'infiammazione del nervo sciatico.


LE INDICAZIONI DELLA MEDICINA NATURALE

Agopuntura - Oltre ai punti corrispondenti alle zone del dolore, saranno trattati anche altri canali relativi alla cistifellea, alla vescica e al grosso intestino. Può anche essere usata la moxibustione.

Digitopressione - La pressione deve essere esercitata sui punti posti nel centro della schiena e nella piega del ginocchio, eccetto nei casi in cui il paziente soffra di vene varicose.

Massaggio - Prima che il dolore diventi acuto, la regione lombare dovrebbe essere trattata con massaggio a "impastamento" e frizioni, estendendo quindi il movimento verso l'alto per migliorare la circolazione. Dovrebbe far seguito un "picchiettamento" ai fianchi e sopra le natiche. Viene quindi applicata una frizione lungo ciascun lato della colonna vertebrale. Successivamente, quando il dolore sarà diminuito, si consiglia un massaggio a tutta la schiena per ritonificare i muscoli.

Idroterapia (vedi scheda) - In caso di dolore acuto, si consigliano impacchi di ghiaccio. Altri trattamenti comprendono impacchi caldi, spruzzi sottili di acqua (per rilassare), idromassaggi ed esercizi specifici da praticare nella piscina per idroterapia.

Osteopatia - Il trattamento ha lo scopo di ridurre lo spasmo dei muscoli della schiena e di aumentare la flessibilità delle articolazioni della colonna vertebrale. Possono anche venire consigliati esercizi fisici per alleviare il dolore, come restare sdraiati supini e cercare di portare le ginocchia verso il petto, afferrandole con le mani.

Riflessologia - Vengono massaggiate le aree riflessogene del piede corrispondenti alla regione lombare della colonna vertebrale, così come le zone corrispondenti al plesso solare e alle ghiandole surrenali.

Fitoterapia - Le erbe - In genere vengono prescritte erbe o preparati fitoterapici che possiedano un'azione analgesica, antinfiammatoria, miorilassante e sedativa. Le prime tre le ritroviamo nell'artiglio del diavolo, in capsule, in infuso o in tintura madre (di quest'ultima, chiamata con la denominazione latina di Harpagophytum procumbes T.M., in genere si assumono 50 gocce in acqua, 2 volte al giorno), prescritto spesso in associazione al Ribes nigrum 1 DH, 50 gocce in acqua 2 volte al giorno, o alI'Ampelopsis weitchii 1 DH, alla stessa posologia. 
La passiflora, in infuso o in tintura madre, viene prescritta per la sua azione sedativa.

Omeopatia (vedi scheda) - Sono molti i rimedi per la lombalgia, e la prescrizione dipende dal problema che ha determinato la comparsa del dolore. Indipendentemente dalle cause, possono essere utili Bryonia 5 CH, se il dolore è aggravato dal minimo movimento e il paziente è immobile a letto; Rhus toxicodendron 5 CH, se, al contrario, il movimento lento e graduale migliora le condizioni e, infine, Nux vomica 5 CH qualora il dolore sia più forte al mattino e il soggetto disteso sia costretto a sedersi prima di compiere qualsiasi movimento. 
I rimedi vanno assunti con una posologia di 4 granuli, da 3 a 5 volte al giorno, in associazione a eventuali oligoelementi, come manganese-cobalto o rame-oro-argento, una dose al giorno in forma spesso alternata.


IL PARERE DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

I medici consigliano spesso, in questi casi, di restare a riposo a letto, mettendo sotto il materasso un'asse di legno per aumentarne la rigidità. Possono prescrivere farmaci antidolorifici e raramente - e solo per brevi periodi rilassanti muscolari.
Possono essere efficaci anche esercizi atti a mantenere la forza e la tonicità dei muscoli e la giusta curvatura della schiena, come per esempio la trazione, la fisioterapia e consigli relativi ai movimenti da fare per alzarsi e sedersi in modo corretto.
Alcuni medici tradizionali possono anche ricorrere a trattamenti naturali, come le terapie di manipolazione o I'agopuntura.


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lunedì 8 ottobre 2018

VERONICA OFFICINALIS




VERONICA OFFICINALIS

Nel Medioevo la veronica era utilizzata per curare ogni tipo di malattia. Sebastian Kneipp ne impiegava la tisana per lenire malattie polmonari e reumatismi. La pianta officinale, conosciuta anche con il nome di tè svizzero, costituisce una valida alternativa al tè nero.

BOTANICA - La veronica è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Scrofulariacee che può raggiungere un'altezza di 20 cm. Il fusto è prostrato nella parte iniziale, ascendente o eretto in quella terminale. Le foglie, opposte a due a due, variano da rotonde a ovali o ellittiche; i fiori sono di colore azzurro chiaro o lilla. La pianta ha un profumo leggermente balsamico e un gusto amaro.

HABITAT - La veronica cresce in Europa, Asia Minore e Nordamerica. Si trova in terreni assolati e poveri di calce, nelle foreste, nei sottoboschi, nei prati aridi e nei pascoli.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizza tutta la pianta, raccolta nel periodo della fioritura.

COMPOSIZIONE - La veronica contiene amari, come il catapolo e l'acubina. Inoltre, in essa sono presenti tannini, acidi organici, come l'acido clorogenico e caffeico, flavonoidi e piccole quantità di resina e olio essenziale.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Solo la medicina popolare utilizza la veronica. Grazie alla sua azione mucolitica, espettorante e antisettica, se impiegata per uso interno, essa costituisce un ottimo rimedio in caso di bronchiti, asma e infiammazioni delle vie aeree superiori. La tisana di veronica stimola l'appetito, lenisce i crampi allo stomaco e all'intestino e attenua i gonfiori. Inoltre, la pianta è un efficace depuratore del sangue, caratteristica per cui è indicata nella cura dei disturbi reumatici e della gotta. 
Impiegato per uso esterno I'infuso costituisce una valida terapia di supporto nel trattamento di eczemi cronici, pruriti cutanei e ferite che stentano a rimarginarsi. 
È un efficace rimedio contro la sudorazione eccessiva dei piedi.




APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 150 ml d'acqua bollente su 1/2 cucchiaino di veronica, lasciate in infusione per 5 minuti, poi filtrate. In caso di tosse  o raffreddore bevete 1 tazza di tisana 2-3 volte al giorno.
Per stimolare l'appetito bevetene 1 tazza prima dei posti.

MISCELA DI TÈ - In caso di eczemi e pruriti bevete una tisana di uguali quantità di veronica e viola del pensiero.

TINTURA - Versate 20 grammi di veronica in 100 ml di alcol al 70 %, lasciate macerare per 10 giorni, poi filtrate. In caso di lievi disturbi digestivi assumete 20 gocce di tintura diluite con un po' d'acqua 2-3 volte al giorno.

OMEOPATIA - Il rimedio omeopatico si ottiene dallo pianta raccolta al momento della fioritura.  È indicato nella cura di catarro acuto e cronico delle vie aeree.

SPREMUTA FRESCA - Il succo che si ottiene spremendo l'intera pianta è efficace per lenire tutti i tipi di disturbi cutanei.


CONSIGLIO UTILE 

Il  periodo migliore per raccogliere la veronica è quello che va da metà giugno a settembre. Se essiccata con cura e riposta al riparo dalla luce la pianta si conserva per circa 3 anni.




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venerdì 5 ottobre 2018

SENNA (Cassia angustifolia)




SENNA 
Cassia angustifolia

La senna fu importata in Europa intorno al IX-X secolo dai mercanti arabi. Le foglie e i frutti di questa pianta hanno proprietà lassative note in tutto il mondo. I baccelli dei frutti ricordano la carta pergamena e vengono chiamati "foglie madre.
Se assunti, stimolano le contrazioni intestinali.

BOTANICA - La senna deriva da due piante appartenenti alla famiglia delle Caesalpinacee e può raggiungere un'altezza di 2 metri.  Ha fusto eretto e le foglie, di colore verde-giallastro, hanno una consistenza quasi coriacea e un profumo dolciastro. I frutti hanno un sapore amaro e pungente.

HABITAT - La senna è originaria dell'Africa orientale, dal Sudan fino al Mozambico.

PARTI UTILI - Per scopo terapeutico si utilizzano solo le foglie e i baccelli dei frutti maturi, che si trovano anche sotto il nome di "foglie di senna" o "frutti di senna".

COMPOSIZIONE - L'efficacia della pianta deriva dai sennosidi, contenuti per il 3 - 5 % nelle foglie e nei frutti: quelli contenuti in questi ultimi hanno un effetto più blando. Essi esercitano la loro azione a livello del colon stimolando le contrazioni e diminuiscono il riassorbimento dell'acqua contenuta nelle feci favorendo, quindi, la loro espulsione. Nella senna sono inoltre contenuti flavonoidi, tannini, sali minerali e mucillagini.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - I frutti e le foglie della senna aumentano la peristalsi intestinale e inibiscono l'assorbimento di acqua e sodio nell'intestino crasso. Questo rende la pianta un rimedio molto efficace in caso di stipsi acuta. L'azione ha inizio dopo 6-10 ore dall'assunzione. Un tempo la senna era usata sia per regolare le mestruazioni sia contro i vermi e i parassiti intestinali. La pianta non deve essere usata in caso di emorroidi, ostruzione intestinale, durante le mestruazioni, la gravidanza e l'allattamento.




APPLICAZIONI

INFUSO - In caso di stipsi acuta e per pulire I'intestino versate 150 ml d'acqua molto calda, ma non in ebollizione, su 1/2-1 cucchiaino colmo di foglie o frutti di senna, lasciate riposare 10 minuti, poi filtrate. In alternativa lasciate macerare la pianta per 10-12 ore in acqua fredda. Bevetene 1 tazza preparata al momento al mattino e alla sera.

ERBE PER TISANE - Solitamente i frutti o le foglie di senna vengono utilizzati mescolati con altre piante officinali dall'azione lassativa, sgonfiante e regolatrice per l'intestino.

MISTURA -  In farmacia potete trovare misture lassative a base di estratto di foglie di senna essiccate, glicerina, con olio di anice e cumino come aromatizzanti. In caso di stipsi acuta assumetene 1/2 - 1 cucchiaino con un po' d'acqua.

PREPARATI GIÀ PRONTI - Molte pastiglie, confetti o granulati contengono la senna sotto forma di erba sminuzzata, estratto o come principio attivo.


CONSIGLIO UTILE 

La senna agisce sull'equilibrio dei liquidi e degli elettroliti: in seguito a una forte perdita di potassio possono intervenire disturbi cardiaci, debolezza muscolare, infiammazioni delle mucose intestinali e nuovamente stipsi.




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giovedì 4 ottobre 2018

CURARSI COL TRIFOGLIO (Trifolium pratense) - Curing with Clover Red




IL TRIFOGLIO 

Trifolium pratense


Nel Medioevo il trifoglio era venerato perché si pensava che le sue foglie simboleggiassero la Trinità. Il più raro quadrifoglio, considerato un portafortuna, era invece usato per i filtri d'amore.
Il trifoglio nella cura delle affezioni cutanee.

BOTANICA - Il trifoglio è una pianta molto diffusa, appartenente alla famiglia delle Papilionacee. Il suo fusto può raggiungere un'altezza di 35 cm e ha foglie ovali; i suoi fiori, di colore rosa scuro o viola, sono dolciastri e molto ricchi di nettare.

HABITAT - Il trifoglio rosso cresce spontaneamente in quasi tutti i paesi europei e in Asia Minore; in America, invece, è stato acclimatato. Cresce nei prati, nei pascoli e nei campi, ma lo si può trovare spesso lungo i cigli delle strade. Grazie al suo alto contenuto di proteine, è molto utilizzato come foraggio.

PARTI UTILI - Per scopo officinale vengono usate soltanto le infiorescenze a capolino intere ed essiccate.

COMPOSIZIONE - I fiori sono ricchi di tannini che hanno proprietà astringenti e antinfiammatorie sui tessuti. Inoltre, contengono tracce di oli essenziali, vari glucosidi, flavonoidi e composti di fenolo.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Grazie alla presenza di tannini che svolgono un'azione rinforzante sui tessuti, il trifoglio rosso è un ottimo rimedio contro le infiammazioni della mucosa intestinale e la conseguente dissenteria. Inoltre, viene utilizzato nella cura delle affezioni croniche della pelle come gli eczemi e la psoriasi
Impiegato per uso esterno aiuta a guarire varici e ulcere. La medicina popolare considera il trifoglio rosso un ottimo stimolante dell'appetito e, quindi, un buon ricostituente dopo una malattia o un'operazione chirurgica; inoltre, depura il sangue dalle scorie.
L'infuso è consigliato nella cura delle affezioni dei bronchi e per dare sollievo a tosse e a pertosse.
Per attenuare le secrezioni vaginali biancastre sono utili dei semicupi a base di trifoglio rosso.




APPLICAZIONI

INFUSO -  Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 5-6 infiorescenze essiccate e lasciate in infusione per 15 minuti. Bevetene una tazza 2-3 volte al giorno, se preferite addolcendola con il miele.

CURA - Per depurare il sangue dalle scorie bevete 2-3 tazze al giorno di tisana di fiori freschi per un periodo di 4-6 settimane.

COMPRESSE e IMPACCHI - Per accelerare il processo di guarigione delle ferite applicate più volte al giorno compresse di tisana di trifoglio sulle parti interessate o avvolgetele con impacchi umidi.

SEMICUPI e LAVANDE - Versate 1 litro d'acqua bollente su 2 cucchiai di fiori essiccati, lasciate in infusione per 10 minuti e poi filtrate. Usate l'infuso per lavande o per semicupi di 15 minuti.
Sono utili anche delle miscele, in parti uguali, di trifoglio, di camomilla e di alchimilla.

PREPARATI GIÀ PRONTI - Nelle farmacie potete acquistare estratti liquidi e tinture di trifoglio.




CONSIGLIO UTILE 

Il trifoglio bianco, appartenente alla stessa famiglia, ho simili proprietà terapeutiche. Per scopo officinale vengono utilizzate le infiorescenze a capolino.



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lunedì 1 ottobre 2018

CURARSI CON LA MARGHERITINA o PRATOLINA - Bellis perennis (Curing with Lawn Daisy)




 MARGHERITINA o PRATOLINA 
Bellis perennis


La tradizione popolare considera da sempre questa pianta molto importante. Essa è conosciuta anche con i nomi di fior gentile, bellide e pratolina. Era antica usanza mettere una corona di margheritine sotto il cuscino dei bambini per proteggerli dai crampi.

BOTANICA - La margheritina appartiene alla famiglia delle Composite. Lo stelo, ricoperto di sottile peluria è privo di foglie, può raggiungere, in luoghi assolati i 10 cm d'altezza. Le foglie giovani e i capolini hanno un gusto molto aromatico leggermente amarognolo.

HABITAT - La margheritina si è acclimatata in tutta Europa e in Asia minore. È una pianta che non necessita di cure e cresce spontaneamente sui cigli delle strade e dei sentieri, nei prati, nei campi e nei pascoli.

PARTI UTILI - Per scopo medicinale vengono utilizzati i fiori freschi e le foglie oppure l'intera pianta, tranne le radici. I fiori e le foglie vanno essiccati all'ombra e in un luogo ben aerato.

COMPOSIZIONE - La margheritina contiene saponini, dall'effetto diuretico, amari e tannini. Inoltre in essa è presente una piccola quantità di olio essenziale e di flavonoidi che stimolano il metabolismo.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE - La medicina tradizionale non ricorre all'uso della margheritina, mentre la medicina popolare le conferisce diverse proprietà terapeutiche.
Essa favorisce il metabolismo del fegato e della cistifellea, stimola l'appetito e svolge una leggera azione antidolorifica e antispastica. Inoltre ha un leggero effetto lassativo e sudorifero. 
La tisana di margheritina è indicata per depurare il sangue dalle tossine oppure in caso di reumatismi e di gotta. Inoltre, grazie alle sue proprietà mucolitiche, essa è un ottimo rimedio per calmare la tosse. 
Se impiegata per uso esterno favorisce la cicatrizzazione, ha un effetto astringente e lenisce le irritazioni della pelle e delle mucose.




APPLICAZIONI

INFUSO - Versate 1/4 di litro d'acqua bollente su 2 cucchiai di margheritina (foglie e fiori) e filtrate dopo circa 10 minuti. Bevetene 1 tazza 2-3 volte al giorno.
Per aumentare l'azione stimolante sul metabolismo la pianta può essere miscelata con il tarassaco o con la cicoria.

COMPRESSE - Preparate una tisana di margheritina e immergetevi la compressa da porre sulle patti interessate.

TINTURA - Lasciate macerare 30 grammi della pianta essiccata e triturata in 120 grammi di alcol al 60 % per almeno 10 giorni. Poi filtrate. Assumete 20 gocce di tintura 3 volte al giorno.

SPREMUTA - La spremuta fresca di margheritina è indicata per eliminare le tossine dopo la stagione invernale. Assumete quotidianamente 1 cucchiaio di spremuta diluita con un po' d'acqua.


CONSIGLIO UTILE 

Le api e le farfalle amano molto il nettare delle margheritine perché questa pianta è una delle poche che fioriscono tutto l'anno.




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